Giorgio Pontico

Un cyber-commando per gli USA

Gli States seguono l'esempio della Gran Bretagna e arruolano hacker. La Russia ha idee diverse per salvaguardare la pace della Rete

Roma - Se ne è discusso per più di un anno ma adesso si fa sul serio: gli Stati Uniti si stanno dotando di un vero e proprio cybercommando. La nuova unità, voluta dal segretario della Difesa Robert Gates, farà riferimento allo Strategic Command for Military Cyberspace Operations: "La crescente dipendenza dal cyberspazio ci costringe a cautelarci contro eventuali minacce in quel settore - spiega Gates - per questo abbiamo deciso di creare un team che ne salvaguardi la sicurezza".

Il Pentagono ha tempo fino all'inizio di settembre per presentare un piano di costituzione dell'ennesimo braccio armato, e bionico, del complesso corpus militare statunitense. Gli esperti di Arlington dovranno "delineare la mission, i ruoli e le responsabilità" dei cyber-incursori, in modo da rendere operativo il gruppo nel più breve tempo possibile.

In principio sarà la NSA a fornire supporto tecnico e pratico ai novellini del cyber-command: "Questa - spiega Janet Napolitano, segretario di Stato per la Sicurezza Interna - è la struttura da cui la nuova unità dovrà imparare. Abbiamo tutta l'intenzione di sfruttare le risorse tecniche attualmente in possesso di NSA".
Tuttavia il timore di attacchi telematici non fa tremare solo gli USA: dall'altra parte della ex cortina di ferro c'è la Russia che preferirebbe seguire un sentiero alternativo. Un trattato internazionale e trasversale che ricalchi in qualche modo quelli di non-proliferazione e che porti a frequenti confronti diplomatici tra le nazioni coinvolte.

Gli States preferirebbero invece una collaborazione tra vari gruppi di cyber-guardiani: una sorta di Interpol della Rete che si erga a protezione del cyber-spazio. Secondo alti ufficiali statunitensi un accordo internazionale sarebbe solamente un intralcio alle manovre di sicurezza.

Quelle auspicate da Stati Uniti e Russia sembrano dunque essere strategie diametralmente opposte. Tuttavia non devono essere per forza contrastanti: la stipulazione di un trattato non precluderebbe la formazione di una task-force multinazionale preposta alla protezione della Rete.

Nonostante ciò quella di istituire un organo militare apposito sembra essere l'idea più gettonata, non solo dagli Stati Uniti. Recentemente la Gran Bretagna ha gettato le basi per la creazione un proprio esercito di hacker fedeli alla Corona e la stessa Russia, per non parlare della Cina, non sembra essere affatto un gigante dormiente. A dimostrarlo, il ruolo abbastanza vago avuto nell'affare estone di due anni fa.

Č comunque troppo presto per parlare di un Patto di Varsavia 2.0 o di una Internet Treaty Organization: le varie strutture dedicate sembrano essere ancora in fase di gestazione. Anche se si già inizia a sentire scalciare.

Giorgio Pontico
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