Roma - Sette mesi fa il reporter del
New York Times David Rohde è stato
rapito da guerriglieri filo-Talebani assieme al suo interprete Tahir Ludin e all'autista Asadullah Mangal. Nella speranza di evitare che agli occhi dei rapitori il valore del loro ostaggio aumentasse, e di conseguenza la difficoltà della negoziazione, il
NYT ha deciso di non diffondere la notizia. Tutto relativamente facile quando si è trattato di convincere gli altri principali organi di informazione: comprendendo che si trattava di salvare una vita, hanno tenuto segreta la notizia.
Più difficile è stato
tenerla nascosta al popolo di Internet, così il Times si è rivolto direttamente agli
editor di Wikipedia: questi hanno ingaggiato una "battaglia" serrata contro i loro utenti (in particolare un anonimo dalla Florida) per tenere nascosta la notizia del rapimento.
Per la verità l'enciclopedia libera è stata protagonista dei fatti fin dall'inizio: appena saputo del rapimento Michael Moss, collega ed amico di Rohde, ha cercato di enfatizzare nella sua voce online ogni possibili riferimento a favore dei musulmani e eliminare ogni possibile riferimento al suo precedente datore di lavoro
Christian Science Monitor. "Sapevo, dai miei precedenti servizi, che i rapitori sarebbero subito andati online per scoprire l'importanza di chi avevano rapito - ha detto Moss - e quanto potesse valere".
Nei mesi successi, poi, gli amministratori di Wikipedia, istruiti dal cofondatore Jimmy Wales, hanno monitorato la sua voce,
cancellando centinaia di volte gli aggiornamenti, congelandola e bloccandola per settimane intere e vigilando sull'utilizzo della parola "rapimento" collegata al giornalista.
È stato difficile e ha scatenato l'ira degli utenti, ma, alla fine, come conclude ora la
voce relativa a David Rohde, il giornalista "è riuscito a scappare nel giugno 2009 dopo sette mesi di prigionia". Una fuga resa, forse, più facile dalla scarsa attenzione mediatica offerta al caso e al conseguente abbassamento della guardia dei suoi rapitori. (
C.T.)