Vincenzo Gentile

Il business della caccia ai pirati

╚ aperta la stagione venatoria nei circuiti P2P. Questa volta sono i produttori delle opere pornografiche a cercare di monetizzare il sommerso. Offrendo un'alternativa alla via del tribunale

Roma - Sembra destinata a generare molte polemiche la vicenda relativa al nuovo modo di trattare con chi viene ritenuto responsabile di violazione del diritto d'autore offerto da Nexicon), piattaforma che ha trovato un buon riscontro soprattutto nell'ambito delle case cinematografiche dedite alla realizzazione di film pornografici.

Dopo aver firmato il sodalizio con VPA, il detentore dei diritti non deve fare altro che attendere l'evolversi della situazione. Il tutto avviene in materia [automatica[http://torrentfreak.com/automated-legal-threats-turn-piracy-into-profit-090628/" target="_blank">VPA: grazie all'utilizzo di speciali software vengono scandagliate le varie reti P2P, alla ricerca dei file i cui diritti appartengono ai propri clienti. Una volta individuato lo sharer colpevole, il sistema ne individua l'IP e manda una comunicazione all'utente utilizzando l'ISP di appartenenza.
Tale comunicazione altro non è che un invito a trattare, una notifica utile a rendere consapevole l'utente, avvertendolo dell'imminente procedimento a suo carico e offrendogli la vantaggiosa opportunità di "accordarsi senza far finire la faccenda in tribunale". Pagando, quindi. Diversamente, l'utente viene informato della volontà di proseguire il cammino burocratico che, in caso di giudizio negativo, lo porterà a risarcire non solo i danni materiali, ma anche le spese legali e "tutto quello che sarà incluso nelle clausole del provvedimento giudiziario".

In più, per completare questa perfetta strategia viene anche ventilata la possibilità che la connessione al web dell'accusato possa essere repentinamente sospesa. Onde evitare tutto ciò, l'utente viene invitato a pagare una cifra per ogni file, utile a risolvere il contenzioso e a far decadere qualsiasi accusa. Una cifra che dovrebbe aggirarsi intorno ad una decina di dollari per file, somma ritenuta da VPA e soci "ben più irrisoria del costo da dover sostenere per consultare un legale professionista" e approntare una strategia difensiva.

Vincenzo Gentile
24 Commenti alla Notizia Il business della caccia ai pirati
Ordina
  • Quante persone perbene pagherebbero, ancorche' innocenti, pur di non vedere il proprio nome infangato da una denuncia di condivisione di materiale pornografico?

    E' una seccatura, ma sto prendendo l'abitudine di spegnere il router quando non devo usarlo.

    Lasciare un dispositivo connesso H24 sta diventando sempre piu' pericoloso.

    --
    GT
  • >
    > Lasciare un dispositivo connesso H24 sta
    > diventando sempre piu'
    > pericoloso.
    >
    > --
    > GT

    E' da anni che lo faccio. Ho semplicemente usato una ciabatta condivisa con il PC. Alla notte, quand'ho finito di usare il PC, spengo tutto.

    Niente rischi di sbalzi di tensione che mi fondano qualcosa, nè di pirla che s'introducono tra una ronfata e l'altra.
    non+autenticato
  • Basta usare il cavo anziché il wireless... e spegnere il PC. Il router cosa c'entra poverino?
    non+autenticato
  • Non tutti possono tirare un cavo di rete comodamente - io per esempio ho un percorso assurdo tra router e PC quindi vado di wireless.
  • - Scritto da: Valeren
    > Non tutti possono tirare un cavo di rete
    > comodamente - io per esempio ho un percorso
    > assurdo tra router e PC quindi vado di
    > wireless.

    Assurdo o no per non avere rogne con il wireless (ping alto, segnale isufficente, poca banda) ho passato due cavi cat5 per 30 metri.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ciano
    > Assurdo o no per non avere rogne con il wireless
    > (ping alto, segnale isufficente, poca banda) ho
    > passato due cavi cat5 per 30 metri.

    e aggiungo che a confronto del wireless, valgono tutta la fatica.
    non+autenticato
  • il fatto è che il tuo ip dinamico non cambia. e tu risulti connesso alla rete...i router sono sicurissimi(hanno linux XD) ma ho dubbi in generale...tanto vale spegnerlo ogni tanto.
    non+autenticato
  • > Lasciare un dispositivo connesso H24 sta
    > diventando sempre piu'
    > pericoloso.
    >
    > --
    > GT

    E' più pericoloso spegnerlo... se dovesse contattarti qualcuno potresti sempre far valere il dubbio che non fossi tu quello collegato in quel momento in caso contrario non ci sarebbe alcun dubbio!
    non+autenticato
  • Come da titolo, mi sembra che il metodo funzioni bene solo con la pornografia.
    non+autenticato
  • E forse neanche con quello: nemmeno ricordo quanti fake ho trovato col mulo, e che spesso venivano cancellati molto prima del completamento del download.

    Questi usano lo stesso sistema della RAI e del registro italiano di internet: spareranno a 360 aspettando che qualcuno paghi.
  • Pensavo obbligassero i personaggi interessati a girare film porno commerciali senza compenso....
    non+autenticato
  • basta che non siano di genere gay
    non+autenticato
  • Nono proprio quelli. Il primo e' "Jsat contro la tribu' dei motumbo"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ocram
    > Come da titolo, mi sembra che il metodo funzioni
    > bene solo con la
    > pornografia.

    Non so quanto sia vero.
    Per analogia, se entri in un supermercato, prendi un bene ed inizi a consumarlo, l'addetto può giustamente richiederti di pagare quel bene, senza sporgere denuncia.
    Non è estorsione, è semplicemente far valere un diritto.
    Ora, qualcuno ipotizza di gente pronta a "sparare nel mucchio"... faccio solo notare che caso di innocenza si possono configurare due reati, calunnia e/o truffa.
    Quindi, a sentimento, direi che non c'è nulla di scandaloso in questa iniziativa, senza considerare tuttavia il comportamento, dubbio, di un ISP che rilasci i dati dell'intestatario della linea a partire dall'indirizzo ip...
  • - Scritto da: HappyCactus
    > - Scritto da: Ocram
    > > Come da titolo, mi sembra che il metodo funzioni
    > > bene solo con la
    > > pornografia.
    >
    > Non so quanto sia vero.
    > Per analogia, se entri in un supermercato, prendi
    > un bene ed inizi a consumarlo, l'addetto può
    > giustamente richiederti di pagare quel bene,
    > senza sporgere
    > denuncia.

    A me capita spessissimo di consumare qualcosa in un supermercato prima di passare a pagare, praticamente il 100% delle volte che vado a fare la spesa coi bambini che gli viene fame e sete.

    Mai, e ribadisco MAI, un addetto si e' mai sognato di venire a ricordarmi che quella roba la devo pagare all'uscita.

    Possono farlo, certo, ma non lo fanno, per rispetto dei loro clienti.
    Al massimo verificano dopo l'uscita se hai pagato, ma mai prima.

    I commercianti seri.

    Poi se parliamo di commercianti balordi, abituati a rubare e quindi propensi che i loro clienti siano parimenti ladri, allora...

    > Non è estorsione, è semplicemente far valere un
    > diritto.

    Estorsione diventa quando alla richiesta fai seguire una minaccia (tipo il taglio della linea come citato dall'articolo).

    > Ora, qualcuno ipotizza di gente pronta a "sparare
    > nel mucchio"...

    Non si tratta di ipotesi: si tratta di dato di fatto, cose gia' successe.

    > faccio solo notare che caso di
    > innocenza si possono configurare due reati,
    > calunnia e/o
    > truffa.

    In teoria.
    In pratica invece?
    Se io dicessi alla major in questione che siccome sono stato calunniato e/o truffato, chiedo un risarcimento, per evitare loro di finire in tribunale, pensi che si degnino di ridermi in faccia o semplicemente mi ignorano e basta?

    > Quindi, a sentimento, direi che non c'è nulla di
    > scandaloso in questa iniziativa,

    Abuso di posizione dominante ti dice niente?

    > senza
    > considerare tuttavia il comportamento, dubbio, di
    > un ISP che rilasci i dati dell'intestatario della
    > linea a partire dall'indirizzo
    > ip...

    Ecco, aggiungiamoci pure questo...

    Ritorneremo alla caccia alle streghe.
  • > A me capita spessissimo di consumare qualcosa in
    > un supermercato prima di passare a pagare,
    > praticamente il 100% delle volte che vado a fare
    > la spesa coi bambini che gli viene fame e
    > sete.
    >
    > Mai, e ribadisco MAI, un addetto si e' mai
    > sognato di venire a ricordarmi che quella roba la
    > devo pagare
    > all'uscita.

    Non è pertinente, si parla d'altro: nel tuo caso è chiara l'intenzione di rispettare la legge, diverso sarebbe se facessi sparire, per esempio, la confezione aperta.


    > > Non è estorsione, è semplicemente far valere un
    > > diritto.
    >
    > Estorsione diventa quando alla richiesta fai
    > seguire una minaccia (tipo il taglio della linea
    > come citato
    > dall'articolo).

    No, estorsione è il reato di chi, con violenza o minaccia, costringe uno o più terzi a fare o ad omettere qualche cosa traendone un ingiusto profitto con altrui danno.
    (da wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Estorsione )

    Nota bene, "traendone un ingiusto profitto con altrui danno".
    Nell'ambito della fattispecie considerata non vi è né ingiusto profitto, né altrui danno.

    > > Ora, qualcuno ipotizza di gente pronta a
    > "sparare
    > > nel mucchio"...
    >
    > Non si tratta di ipotesi: si tratta di dato di
    > fatto, cose gia'
    > successe.

    Questo è irrilevante...


    >
    > > faccio solo notare che caso di
    > > innocenza si possono configurare due reati,
    > > calunnia e/o
    > > truffa.
    >
    > In teoria.
    > In pratica invece?
    > Se io dicessi alla major in questione che siccome
    > sono stato calunniato e/o truffato, chiedo un
    > risarcimento, per evitare loro di finire in
    > tribunale, pensi che si degnino di ridermi in
    > faccia o semplicemente mi ignorano e
    > basta?

    E farebbero bene perché non è la sede in cui far valere i propri diritti.
    Nella mentalità comune si pensa che basti alzare la voce e dire "ma la legge dice questo" per convincere una parte a rispettare la legge, le norme o a venire a patti.
    Purtroppo non è così, è molto ingenuo pensarlo.
    Però la legge ti permette di citare a giudizio una parte e, qualora fosse ritenute le tue ragioni, di avere un giusto risarcimento.
    Ora, non v'è dubbio che se Tizio chiede a Caio di pagare X euro perché ha condiviso materiale protetto da (c), spetta a Tizio dimostrarlo.
    Ora, o Tizio ha le prove, o non le ha. In quest'ultimo caso Caio può rivalersi, e dato che è già stato stabilito che Tizio non aveva le prove per avanzare quelle pretese, nessun giudice potrà mai negare un equo risarcimento.
    Vero è che se Caio pretende di andare semplicemente da Tizio e dire "mi hai accusato ingiustamente, dammi 1000 euro", e pure che Tizio lo faccia, è un po' ingenuo... Deve essere un giudice a dire "Caio ha ragione, Tizio paga X euro come risarcimento", e ad ingiungergli di rispettare tale sentenza.

    > > Quindi, a sentimento, direi che non c'è nulla di
    > > scandaloso in questa iniziativa,
    >
    > Abuso di posizione dominante ti dice niente?

    No. Quale sarebbe la posizione dominante?

    > > senza
    > > considerare tuttavia il comportamento, dubbio,
    > di
    > > un ISP che rilasci i dati dell'intestatario
    > della
    > > linea a partire dall'indirizzo
    > > ip...
    >
    > Ecco, aggiungiamoci pure questo...

    Si ma è un comportamento scorretto o illegale dell'ISP, quindi non c'entra proprio nulla.

    > Ritorneremo alla caccia alle streghe.

    Si, e si stava meglio quando si stava peggio...
  • - Scritto da: HappyCactus
    > > A me capita spessissimo di consumare qualcosa in
    > > un supermercato prima di passare a pagare,
    > > praticamente il 100% delle volte che vado a fare
    > > la spesa coi bambini che gli viene fame e
    > > sete.
    > >
    > > Mai, e ribadisco MAI, un addetto si e' mai
    > > sognato di venire a ricordarmi che quella roba
    > la
    > > devo pagare
    > > all'uscita.
    >
    > Non è pertinente, si parla d'altro: nel tuo caso
    > è chiara l'intenzione di rispettare la legge,
    > diverso sarebbe se facessi sparire, per esempio,
    > la confezione
    > aperta.

    Perche' dovrebbe essere chiara la mia intenzione?
    Perche' sono ben vestito e di carnagione chiara?

    > > > Non è estorsione, è semplicemente far valere
    > un
    > > > diritto.
    > >
    > > Estorsione diventa quando alla richiesta fai
    > > seguire una minaccia (tipo il taglio della linea
    > > come citato
    > > dall'articolo).
    >
    > No, estorsione è il reato di chi, con violenza o
    > minaccia, costringe uno o più terzi a fare o ad
    > omettere qualche cosa traendone un ingiusto
    > profitto con altrui
    > danno.
    > (da wikipedia:
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Estorsione
    > )
    >
    > Nota bene, "traendone un ingiusto profitto con
    > altrui
    > danno".
    > Nell'ambito della fattispecie considerata non vi
    > è né ingiusto profitto, né altrui
    > danno.

    Pero' c'e' la minaccia di taglio della linea e l'illazione che io abbia commesso qualcosa ai danni di qualcun altro.
    E questo si chiamava caccia alle streghe una volta.

    > > > Ora, qualcuno ipotizza di gente pronta a
    > > "sparare
    > > > nel mucchio"...
    > >
    > > Non si tratta di ipotesi: si tratta di dato di
    > > fatto, cose gia'
    > > successe.
    >
    > Questo è irrilevante...

    E allora lasciamo che si continui a sparare nel mucchio e speriamo che il mucchio sia bello numeroso per minimizzare la probabilita' di essere noi quelli a beccarsi la pallottola.

    > > > faccio solo notare che caso di
    > > > innocenza si possono configurare due reati,
    > > > calunnia e/o
    > > > truffa.
    > >
    > > In teoria.
    > > In pratica invece?
    > > Se io dicessi alla major in questione che
    > siccome
    > > sono stato calunniato e/o truffato, chiedo un
    > > risarcimento, per evitare loro di finire in
    > > tribunale, pensi che si degnino di ridermi in
    > > faccia o semplicemente mi ignorano e
    > > basta?
    >
    > E farebbero bene perché non è la sede in cui far
    > valere i propri diritti.
    >
    > Nella mentalità comune si pensa che basti alzare
    > la voce e dire "ma la legge dice questo" per
    > convincere una parte a rispettare la legge, le
    > norme o a venire a
    > patti.

    E' quello che fanno loro quando ti scrivono alzando la voce.

    > Purtroppo non è così, è molto ingenuo pensarlo.

    Adesso vado a cercarne una in rete di queste lettere pseudo-minatorie... poi ne riparliamo.

    > Però la legge ti permette di citare a giudizio
    > una parte e, qualora fosse ritenute le tue
    > ragioni, di avere un giusto
    > risarcimento.

    E infatti tutti hanno tempo e soldi da sbatter via dietro a processi di questo genere che la controparte e' in grado di far durare secoli e ti prende per sfinimento, e magari per qualche cavillo riesce pure a dimostrare di avere ragione e poi si rivale su di te.

    Finche' non saranno possibili le class actions come in america, le formiche non riusciranno mai ad avere la meglio sull'elefante.

    > Ora, non v'è dubbio che se Tizio chiede a Caio di
    > pagare X euro perché ha condiviso materiale
    > protetto da (c), spetta a Tizio
    > dimostrarlo.

    Questo sulla carta.
    Poi in pratica abbiamo visto cose del genere verificarsi nei confronti di gente che neanche aveva il computer.

    > Ora, o Tizio ha le prove, o non le ha. In
    > quest'ultimo caso Caio può rivalersi, e dato che
    > è già stato stabilito che Tizio non aveva le
    > prove per avanzare quelle pretese,

    Stabilito da chi? Per stabilire questo occorre un processo prima.

    Quindi Tizio (grosso ricco e potente) anche senza prove, minaccia di mandarti sotto processo a te che non hai tempo ne' soldi da perdere.
    E quindi devi scegliere se andarti a difendere davanti ad un giudice o cedere per evitare altre grane.

    Questa e' la triste realta'. Quello che dici tu e' bella utopia.

    > nessun giudice
    > potrà mai negare un equo
    > risarcimento.

    Che non risarcira' mai abbastanza del tempo perso, e soprattutto non verra' mai messo in risalto con la dovuta enfasi per non far passare il messaggio che questi qui sparano nel mucchio.

    > Vero è che se Caio pretende di andare
    > semplicemente da Tizio e dire "mi hai accusato
    > ingiustamente, dammi 1000 euro", e pure che Tizio
    > lo faccia, è un po' ingenuo... Deve essere un
    > giudice a dire "Caio ha ragione, Tizio paga X
    > euro come risarcimento", e ad ingiungergli di
    > rispettare tale
    > sentenza.

    Questo vale tra pari, tra me e te, o tra major contro major.
    Il signor nessuno contro la major perde sempre, anche se ha ragione.

    > > > Quindi, a sentimento, direi che non c'è nulla
    > di
    > > > scandaloso in questa iniziativa,
    > >
    > > Abuso di posizione dominante ti dice niente?
    >
    > No. Quale sarebbe la posizione dominante?

    Basta cosi'. Ho capito tutto...
  • > > Non è pertinente, si parla d'altro: nel tuo caso
    > > è chiara l'intenzione di rispettare la legge,
    > > diverso sarebbe se facessi sparire, per esempio,
    > > la confezione
    > > aperta.
    >
    > Perche' dovrebbe essere chiara la mia intenzione?
    > Perche' sono ben vestito e di carnagione chiara?

    Può anche essere, è facoltà del singolo comportarsi in un modo o in un altro, non entro nel merito dei suoi giudizi. Si chiama fiducia.
    Ho dato per scontato che lo sia, tutto qui. Magari non lo è ed hai a che fare con delle persone dabbene, sta a me giudicare?

    > > Nota bene, "traendone un ingiusto profitto con
    > > altrui
    > > danno".
    > > Nell'ambito della fattispecie considerata non vi
    > > è né ingiusto profitto, né altrui
    > > danno.
    >
    > Pero' c'e' la minaccia di taglio della linea e
    > l'illazione che io abbia commesso qualcosa ai
    > danni di qualcun
    > altro.

    minaccia del taglio della linea no, perché non sta nella disponibilità della parte (deve essere l'isp a tagliarla).
    "Illazione" che vuol dire? è un'accusa, che può essere, o meno circostanziata. Se è vera, hanno diritto di agire. Se non lo è, tu hai lo strumento per difenderti e sei in una botte di ferro.
    Che cosa non è chiaro?

    > E questo si chiamava caccia alle streghe una
    > volta.

    Non è proprio la stessa cosa, non mi pare che il popolo sia sceso in piazza per bruciarti, anzi, mi pare vero il contrario, cioè che il popolo fomenti il file-sharing...

    > > > Non si tratta di ipotesi: si tratta di dato di
    > > > fatto, cose gia'
    > > > successe.
    > >
    > > Questo è irrilevante...
    >
    > E allora lasciamo che si continui a sparare nel
    > mucchio e speriamo che il mucchio sia bello
    > numeroso per minimizzare la probabilita' di
    > essere noi quelli a beccarsi la
    > pallottola.

    Ma dai... Non stiamo parlando di non aver mezzi per difendersi, i mezzi ce li hai, SE non hai violato alcuna legge o il diritto di alcuno.
    Vero è che se invece sei una persona che scarica e condivide, e quindi sei nella posizione di violare un diritto, giusto o meno che sia, ma tutelato dalla legge... beh, allora non hai di che lamentarti.

    > > Nella mentalità comune si pensa che basti alzare
    > > la voce e dire "ma la legge dice questo" per
    > > convincere una parte a rispettare la legge, le
    > > norme o a venire a
    > > patti.
    >
    > E' quello che fanno loro quando ti scrivono
    > alzando la
    > voce.


    Prepotenti ce ne sono fin troppi nel mondo, a cominciare dalle persone che rivestono un ruolo e si credono importanti. Pensa a certi professori, a certi politici, a certi capi... direi che non è nulla di nuovo. Solo il conoscere i propri diritti e nel saperli far valere ti può aiutare.


    > > Purtroppo non è così, è molto ingenuo pensarlo.
    >
    > Adesso vado a cercarne una in rete di queste
    > lettere pseudo-minatorie... poi ne
    > riparliamo.

    Prego. Io per esperienza personale non mi lascio sconvolgere...

    > > Però la legge ti permette di citare a giudizio
    > > una parte e, qualora fosse ritenute le tue
    > > ragioni, di avere un giusto
    > > risarcimento.
    >
    > E infatti tutti hanno tempo e soldi da sbatter
    > via dietro a processi di questo genere che la
    > controparte e' in grado di far durare secoli e ti
    > prende per sfinimento, e magari per qualche
    > cavillo riesce pure a dimostrare di avere ragione
    > e poi si rivale su di
    > te.


    Questo purtroppo è un limite dell'azione giudiziaria, ancor più vera in Italia che altrove. Infatti se guardi bene non ho dato alcuna valenza positiva o negativa al fatto, ho solo detto che la cosa non mi sconvolge.
    Aggiungi il fatto che parto dal presupposto che la parte chiamata in causa sia innocente. Se vi è un vago alone di colpevolezza, scusami, ma il discorso cambia in modo notevole. In tal caso sarei il primo a consigliare di arrivare ad un compromesso.

    > Finche' non saranno possibili le class actions
    > come in america, le formiche non riusciranno mai
    > ad avere la meglio
    > sull'elefante.

    Vero, ed in Italia ci sono dei problemi strutturali che vanno anche ben al di là della class action.

    > > Ora, non v'è dubbio che se Tizio chiede a Caio
    > di
    > > pagare X euro perché ha condiviso materiale
    > > protetto da (c), spetta a Tizio
    > > dimostrarlo.
    >
    > Questo sulla carta.

    No guarda, anche nella pratica.
    La procedura prevede prima che Tizio ottenga un decreto ingiuntivo, e per ottenerlo deve vantare un titolo (quindi portare delle prove). Sempre che ottenga la provvisoria esecutività del decreto, in caso contrario deve andare a processo.

    > Poi in pratica abbiamo visto cose del genere
    > verificarsi nei confronti di gente che neanche
    > aveva il
    > computer.

    In Italia? Mi piacerebbe vedere della documentazione seria e credibile, magari con il testo della motivazione della sentenza dell'eventuale appello.

    > > Ora, o Tizio ha le prove, o non le ha. In
    > > quest'ultimo caso Caio può rivalersi, e dato che
    > > è già stato stabilito che Tizio non aveva le
    > > prove per avanzare quelle pretese,
    >
    > Stabilito da chi? Per stabilire questo occorre un
    > processo
    > prima.

    Stabilito dalle ipotese che ci siamo posti nella discussione: se Caio fosse stato colpevole, non ci mettavamo neanche a discutere.

    > Quindi Tizio (grosso ricco e potente) anche senza
    > prove, minaccia di mandarti sotto processo a te
    > che non hai tempo ne' soldi da
    > perdere.
    > E quindi devi scegliere se andarti a difendere
    > davanti ad un giudice o cedere per evitare altre
    > grane.
    >
    > Questa e' la triste realta'. Quello che dici tu
    > e' bella
    > utopia.

    Beh, guarda che non ho detto che non sia così la realtà fattuale, ho solo fatto notare che 1) l'attore ha diritto ad agire SE vede un diritto violato, e 2) che se l'azione è infondata, il convenuto ha diritto ad essere risarcito, tutto qui. Questo esula dalle singole fattispeci.

    > > nessun giudice
    > > potrà mai negare un equo
    > > risarcimento.
    >
    > Che non risarcira' mai abbastanza del tempo
    > perso, e soprattutto non verra' mai messo in
    > risalto con la dovuta enfasi per non far passare
    > il messaggio che questi qui sparano nel
    > mucchio.

    Vabbè... questi sono discorsi da bar.

    >
    > > Vero è che se Caio pretende di andare
    > > semplicemente da Tizio e dire "mi hai accusato
    > > ingiustamente, dammi 1000 euro", e pure che
    > Tizio
    > > lo faccia, è un po' ingenuo... Deve essere un
    > > giudice a dire "Caio ha ragione, Tizio paga X
    > > euro come risarcimento", e ad ingiungergli di
    > > rispettare tale
    > > sentenza.
    >
    > Questo vale tra pari, tra me e te, o tra major
    > contro
    > major.
    > Il signor nessuno contro la major perde sempre,
    > anche se ha
    > ragione.

    Idem come sopra.

    > > > Abuso di posizione dominante ti dice niente?
    > > No. Quale sarebbe la posizione dominante?
    > Basta cosi'. Ho capito tutto...

    Cosa avresti capito?
    La mia sensazione è che quando si parla di (c), si parta sempre a difendere l'indifendibile, cioè il diritto dell'utente di condividere... Sbaglio?
  • Il diritto di condividere e' tutt'altro che indifendibile, anzi proprio il contrario, e' assurdo solo il pensare che possa essere limitato da una legge.

    Ti spiego la mia affermazione. Una legge per essere valida, non deve solamente essere approvata e firmata da una serie di signori in giacca e cravatta, ma deve essere possibile, per il sistema e le relative infrastrutture, farla rispettare.

    Se un governo istituisse una legge per rendere illegali i motori a scoppio e pure se venisse approvata, non avrebbe alcun valore legale, questo perche' il potere Esecutivo non avrebbe di fatto la possibilita' di applicarla.

    Per lo stesso motivo attualmente non vi e' nessuna infrastruttura che permette a queste "leggi contro il file sharing" di essere applicate.

    Leggi del genere non possono riternersi valide.
    non+autenticato