Mauro Vecchio

YouTube, giornalismo fai da te

Nuove Lezioni Americane per il canale di video sharing. I maestri del giornalismo salgono in cattedra. Consigli gratis per tutti

Roma - Trovarsi all'improvviso dentro una notizia e sapere esattamente cosa fare. Assistere ad una manifestazione di protesta o ad un crimine in diretta e sguainare il cellulare per filmare ogni attimo. Diventare, in altre parole, un giornalista senza bisogno di un tesserino o di un grande quotidiano alle spalle. Basta anche una piccola videocamera, occhi attenti e, naturalmente, una connessione alla rete. Alcuni lo definiscono giornalismo partecipativo, altri citizen journalism, mantenendo la dicitura anglofona. Comunque lo si chiami, YouTube pare apprezzarlo e sostenerlo.

Il sito di video sharing californiano ha tagliato il nastro ad un canale nuovo di zecca chiamato Reporters' Center. Uno strumento prezioso per tutti coloro che aspirano a trasformarsi in giornalisti provetti, reporter in un mondo di informazione sempre più digitale. 34 sono i video attualmente presenti nel canale, tutti riguardanti consigli e trucchi per un modo ottimale di fare notizia. E non si tratta dei soliti manuali di giornalismo, ma di veri e propri miti del settore e di quello dei mass media.

Leggende viventi come quella di Katie Couric, volto di CBS News, che spiegherà agli utenti come condurre una buona intervista. Oppure quella di Bob Woodward del Washington Post che svelerà i segreti più nascosti del giornalismo investigativo. Più attuali, invece, gli spunti di Randi Zuckerberg, direttore marketing Facebook, che, in 8 passi, illumineranno su come massimizzare la distribuzione dei video YouTube sul social network in blu.
Dalla pagina del canale sono chiari: "YouTube Reporters' Center è una nuova risorsa per aiutare l'utente a capire di più sulla produzione di notizie. Con l'apporto dei giornalisti più importanti della nazione e degli organi d'informazione che condividono lezioni-video con consigli e trucchi per fare del buon giornalismo. Se avete voi stessi dell'esperienza nel campo e volete condividerla, sentitevi liberi di inviarceli affinché vengano inclusi in questa pagina".

Questa nuova forma di giornalismo dal basso è familiare agli occhi digitali di YouTube. Già l'anno scorso, la news manager Olivia Ma aveva inserito un post sul blog ufficiale per annunciare l'avvento del canale Citizen News, grande contenitore di notizie create in casa da netizen stanchi delle barriere imposte dai media ufficiali. Ora, è sempre Olivia Ma a ripetere la chiamata con un altro post pubblicato domenica scorsa. Con una differenza.

"Oggi invitiamo gli organi professionali d'informazione già presenti tra le oltre 25mila risorse di Google News - scrive Ma - a diventare partner ufficiali di YouTube e condividere così più facilmente i propri video d'informazione sia su YouTube che su Google News". Sfruttare la piattaforma di video sharing per raggiungere audience più vaste oltre che per condividere maggiormente news con il pubblico online. Google, in pratica, chiede altro sangue ai professionisti del giornalismo, dopo le recenti dichiarazioni di Les Hinton che hanno definito quelli di Mountain View come "vampiri digitali".

Intanto, è stata da poco pubblicata una tabella che ha mostrato dati poco confortanti per i quotidiani online. Secondo Nielsen, 17 siti su 30 (tra cui quello del New York Times e di USA Today) hanno visto cadere il tempo medio di navigazione dell'utente tra il maggio 2008 e quello appena trascorso. Niente panico, le lezioni di YouTube addestreranno i giornalisti del futuro: tutti i cittadini della rete.

Mauro Vecchio
5 Commenti alla Notizia YouTube, giornalismo fai da te
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  • La censura c'è e ci sarà sempre però voorei concentrarmi su di una cosa.
    La notizia (parlo di cronaca) non è approfindimento quindi non dovrebbe avere tali caratteristiche.
    Il fatto che su YOUTUBE grandi GURO del giornalismo (prezzolati come tutti) si mettano a dar lezione mi fa incazzare come una bestia.
    Tanti punti di vista dello stesso fatto mi fanno piacere ma la rete dispone di migliaia di punti di vista dello stesso fatto e questo indubbiamente porta confusione (almeno immagino) poi magari è una mia fissa.

    Tralascio il discorso "albo dei giornalisti" unico esempio al mondo (chissà perchè Stella&Rizzo su questo poco dicono)

    Credo che ad oggi i "grandi" (youtube,facebook etc) siano alla ricerca della PARTECIPAZIONE FORZATA, questo per dar modo agli sponsor di fare PUBBLICITA' FORZATA.

    Forse sono un romantico.....penna, blocco, voglia, zero peli sulla lingua..... Ma al giorno d'oggi tutto e AFFARE.

    La rete sta sprecando tante buone idee.

    In Italia il giornalismo parteciaptivo esiste, già da un pezzo, youreporter ne è la prova.
    non+autenticato
  • Vivere la notizia non vuol dire saper raccontare la stessa.
    Tutti farebbelo libri, film, musica (ah si lo fanno è vero ma che risultati pessimi!)
    Il tubo non insegna un tubo!
    Chi fa televisione, chi fa il giornalista, i CITTADINI GIORNALISTI non saranno il futuro, mai.
    I motivi?
    3 motivi:
    1 troppe notizie non fanno infomazione solo confusione
    2 la notizia non è la notizia ma il mezzo che la trasporta ( se il mio vicino mi dice che ci sono gli ufo in cielo gli dico di smetter di bere)
    3 la rete (quella che si getta in mare) tira su anche pattumiera......anzi sempre più pattumiera che pesci.......   il web? IDEM
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gosth
    > Vivere la notizia non vuol dire saper raccontare
    > la
    > stessa.
    > Tutti farebbelo libri, film, musica (ah si lo
    > fanno è vero ma che risultati
    > pessimi!)
    > Il tubo non insegna un tubo!
    > Chi fa televisione, chi fa il giornalista, i
    > CITTADINI GIORNALISTI non saranno il futuro,
    > mai.
    > I motivi?
    > 3 motivi:
    > 1 troppe notizie non fanno infomazione solo
    > confusione
    > 2 la notizia non è la notizia ma il mezzo che la
    > trasporta ( se il mio vicino mi dice che ci sono
    > gli ufo in cielo gli dico di smetter di
    > bere)
    > 3 la rete (quella che si getta in mare) tira su
    > anche pattumiera......anzi sempre più pattumiera
    > che pesci.......   il web?
    > IDEM

    ...credo sia dovuto all'ora in cui hai scritto Deluso
  • You rule!

    Tornando in tema, non sono molto d'accordo con chi ha aperto il topic in quanto:
    1) Una notizia proveniente da una classe quale quella dei giornalisti può essere si più controllata, ma certamente anche più censurata o più di parte
    2) Più persone possono presentare la stessa notizia e quindi si possono cogliere opinioni e impressioni diverse, a differenza dei TG dove "bambino di 15 anni si è sbucciato un ginocchio" sull'altro "13 anni ferito gravemente" e sull'altro ancora "14 anni in coma per un ginocchio sbucciato", questo me lo potrei immaginare preso da youtube dove ognuno dice la sua, non da un organo di informazione nazionale e controllato
    3) Magari escono persone un'attimo più brave dei giornalisti che potrebbero venir notate, l'unica pecca è il non essere iscritti all'albo e quindi non poter diventare giornalisti a tutti gli effetti
    Wolf01
    3342
  • Mi sveglio alle 2 tutte le mattine.
    Hai ragione però troppo criptico, ma troppo lungo da spiegare.
    non+autenticato