Luca Annunziata
mercoledì 1 luglio 2009

Iran, la Rete ha vinto

Non si può essere sicuri di aver arginato ogni canale di comunicazione. Così come i cittadini non possono sapere se quanto stanno dicendo dietro l'anonimato di un protocollo sia davvero al riparo da sguardi governativi indiscreti

Il problema, per così dire, è tecnico: per coprire certe moli di traffico occorre un adeguato investimento tecnologico e infrastrutturale. A seconda delle scelte fatte dall'ISP o dal fornitore di servizio, l'approccio può essere più o meno trasparente, più o meno chirurgico. "Pensiamo a una ricerca su Google - chiarisce Gioanola - In un certo senso, per ogni pagina elencata tra i risultati Google custodisce una copia più o meno aggiornata nella sua cache: questo dà l'idea di quale sia la potenza computazionale globale in gioco. Se l'Iran genera un traffico di 6Gbps, si tratta di un valore che stante la tecnologia moderna è possibile ispezionare con grosso dettaglio". Non che sia scontato che effettivamente le cose stiano così, ma secondo l'esperienza di un addetto ai lavori sarebbe possibile.

Le cifre in ballo per mettere in piedi un sistema di controllo capillare, dalle capacità cinematografiche di analisi del singolo messaggio, richiederebbe nel caso dell'Iran qualche milione di euro: ma soprattutto, richiederebbe tempo e competenze tecniche, impossibili da sintetizzare in poche ore a cavallo di una crisi politica e sociale come quella in corso.

"Per realizzare certe cose - chiosa Gioanola - occorre che ci sia una forte motivazione politica, le competenze adeguate, un budget stanziato e il tempo di portare a termine il compito: ciascun paese mette in campo le risorse e le tecnologie di cui dispone, leggevo come in Cina alcune attività siano fatte addirittura manualmente. Nel caso dell'Iran, ma sono speculazioni, probabilmente l'infrastruttura di filtraggio per emergenza non è adeguata, sarà basata su tecnologie poco efficienti, adatte a realtà enterprise, che al momento del picco non reggono il traffico".
Secondo Gioanola, inoltre, sempre più spesso i governi finiscono per rendersi conto della contraddizione tra il proporre l'accesso a Internet ai cittadini e poi filtrarlo: "Mi sembra di vedere sempre più paesi di questo tipo - racconta a Punto Informatico - che fanno attività di filtraggio o se si vuole di censura del traffico, che si accorgono che il gioco non vale la candela: non posso avere la botte piena e la moglie ubriaca, non posso vendere ADSL e poi filtrare continuando a sperare di trarne un profitto. L'approccio di filtraggio orientato alla censura sul medio-lungo termine non garantisce un ritorno".

Tanto più che quella tra utenti e governi rischia di diventare una moderna riproposizione del mito di Prometeo: "È una rincorsa: se io regime blocco l'HTTP, io utente userò altro protocollo. Se blocco i PC allora si passerà agli SMS: ci sono talmente tanti modi di comunicare che l'approccio miope della censura ha un effetto immediato nel momento in cui viene applicato, ma scatena una rincorsa tecnologica". E in questa rincorsa rientrano anche strumenti come TOR, protocolli cifrati, open proxy.

Gioanola invita però a fare attenzione: "Ci sono paesi che hanno connessioni con il resto del Mondo che assomigliano alla fine di un vicolo cieco: nel momento in cui il governo o una entità che controlla le connessioni decide di bloccare le comunicazioni, è difficile scavalcare questo tipo di limitazioni fisiche". Inoltre, "L'utente che usa protocolli come TOR non deve illudersi di essere imprendibile, così come il governo non può illudersi di avere il totale controllo delle comunicazioni: nel primo caso, con sufficienti motivazioni e mezzi, una entità centrale con il controllo dell'infrastruttura può stoppare il traffico TOR. Nell'altro, Internet è pur sempre una infrastruttura globale, condivisa, con una pluralità di attori coinvolti: pensare di controllarla, o di sfuggire ai controlli, non è realistico".

Insomma, non è detto che per garantirsi la privacy basti usare TOR: "Se io fossi il governo iraniano e volessi bloccare le comunicazioni, potrei agire con la scure: bloccherei tutte le comunicazioni anonime, senza neppure dover decifrarne i pacchetti. È un approccio miope - racconta Gioanola a Punto Informatico - già visto in passato: il fatto che una delle applicazioni che ha visto il crollo maggiore sia SSH, mi fa pensare al fatto che siano stati applicati dei filtri grossolani. Ma non è computazionalmente fattibile capire cosa c'è dentro tutte le comunicazioni HTTPS: un censore miope può bloccare il protocollo, ma questo significa pure bloccare in tutto il paese i servizi di Internet Banking". Con tutto quello che questo tipo di scelte comporta.

a cura di Luca Annunziata
68 Commenti alla Notizia Iran, la Rete ha vinto
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  • In fondo è la prima volta in cui assistiamo allo scontro frontale tra una dittatura e la Rete. Dico che è una dittatura teocratica perché sta scritto nella costituzione iraniana: il potere non viene attribuito dal popolo con le elezioni ma da Allah ed esercitato tramite a Guoda suprema. Infatti le elezioni non solo riguardano i soli candidati ammessi, del tutto discrezionalmente, dai Guardiani della Rivoluzione, ma non impattano minimamente sui più importanti poteri statuali che sono esercitati dall Guida Suprema (oggi, l'ajatollah Kamenei). In parte era una precisazione in topic, questa. Quanto alla sfida tra la dittatura e la come mezzo di comunicazione individuale e collettiva, sembra che *in questo caso* abbia ragione Mac Luhan, il medium è il messaggio. In altre parole la sola voglia e possibilità di esprimersi liberamente assume, per ciò stesso, il significato di opposizione alla corrispondente limitazione, imposta dalla dittatura teocratica, di questa libertà fondamentale.
    E' una situazione affatto nuova, questa e potrebbe rivelare effetti di portata epocale. Alcuni studiosi, tra cui il premio Nobel Le Clezio si interrogano sull'ipotesi (ovviamente proiettata nel nostro futuro) di un Hitler alle prese con You Tube (Cfr. http://newsweek.washingtonpost.com/onfaith/guestvo...).
    non+autenticato
  • gia' leggo in giro che tutto questo e' una montatura per spianare una nuova guerra in iran per ovviamente il petrolio.

    Youtube crea un canale apposito per i video dell'iran...

    bla bla, ma andate a dormire va o andate in iran a vivere poi diteci come si sta!
    non+autenticato
  • Tutti e due!

    "È una rincorsa: se io regime blocco l'HTTP, io utente userò altro protocollo. Se blocco i PC allora si passerà agli SMS: ci sono talmente tanti modi di comunicare che l'approccio miope della censura ha un effetto immediato nel momento in cui viene applicato, ma scatena una rincorsa tecnologica" (Marco Gioanola)

    Che fa il paio con:

    "Io sono per la lentezza, ma quello schifo di Internet ci fa correre. Spero proprio che nel giro di dieci anni lo buttino nel cesso" (Ornella Vanoni)

    Con l'Iran non centra niente... ma do' per scontato una certa analogia con l'Italia. I laici pensano che siamo noi informatici a correre... mentre noi siamo solo quelli piu' stressati - spesso inconsciamente - da questa corsa tecnologica (per altro inutile). Gli avvocati possono permettersi di dire "non so dirti niente cosi' su due piedi perche' devo vedere i codici"... noi dobbiamo rispondere prima ancora di iniziare a lavorare; se la tecnologia cambia troppo rapidamente dobbiamo fare i doppi turni per studiare quella nuova. E per fare che? Ri-scrivere quello che e' stato gia' scritto gia' varie volte? (una volta sui mainframe, una volta sui pc, una una volta sui server web... una volta capito che sui cellulari non si puo' fare che famo? Ce lo tatuiamo sulla pelle?)
    Bon, cmq, tornando in topic... qui in Italia abbiamo gia' vari sistemi di filtro in posizione... e non solo tecnologici... il primo blocco e' in testa, nel dna dell'italiano. Bisogna solo sperare che le societa' ICT non si sgonfino troppo in fretta (a sgonfiare si sgonfieranno), perche' se non c'e' il movente economico voglio vedere chi si opporrebbe al blocco delle comunicazioni.
  • Quante persone in questo blog si limitano ad offendere senza fare ragionamenti sensati, sembrano spinti dall'odio verso questa società che molti altri uomini ci invidiano e che farebbero, e molti lo fanno, vedi gli immigrati, qualsiasi cosa per poterne partecipare. Cerchiamo di non sputare nel piatto dove mangiamo e teniamocela stretta questa qualità di vita, perchè tempi duri stanno per arrivare grazie alla globalizzazione e all'esplosione demografica mondiale.
    non+autenticato
  • E ti sembra che attribuire al solo odio e non a riflessioni a monte, le critiche che compaiono su questi forum sia un ragionamento sensato? Globalizzazione ed esplosione demografica ce li manda forse il padreterno?
  • allora aspettati il peggo.
    rfid sottocutanei per tutti, a norma di legge, telecamere in ognidove, scatola nera anche per le auto e motorini, aumento della borucratizzazione per ricevere anche solo una misera pensione...

    altro che odio..
    non+autenticato
  • Come volevasi dimostrare: Per taluni la nostra società fa schifo ed è meglio quella tribale, o mussulmana, o cubana, o terzomondista, bravi avete capito tutto dalla vita. Mi avete convinto e domani parto subito per l'Africa o forse per il democratico stato iraniano. Vi mando poi una cartolina, se me lo lasciano fare.
    Un cordiale saluto.
    non+autenticato
  • Dimostrazione concreta di come quelli che mancano di fantasia siano più pericolosi di quelli che progettano le carceri.
  • interessante è sapere (o immaginare?) come si evolverà la repressione..
    non+autenticato
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