Giorgio Pontico

Videogiochi: angeli o demoni?

Ennesimo studio per determinare se i videogame fanno bene alle menti più giovani

Roma - I videogiochi fanno male sì o no? La disputa va avanti fin dalla loro preistoria ma ancora non se ne vede la fine. L'ultimo studio in materia viene dagli Stati Uniti e sottolinea gli effetti benefici per il cervello apportati dalle sedute di gioco, con un occhio per i relativi scompensi sociali.

La ricerca spiega che specialmente in età giovane l'essere umano potrebbe essere influenzato positivamente dai videogiochi, meglio ancora se si tratta di titoli di azione. I ricercatori sostengono, ad esempio, che gli individui che durante l'infanzia hanno fatto uso intensivo di joystick o joypad una volta cresciuti avrebbero maggiori probabilità di divenire piloti di aereo rispetto ai coetanei.

Rispetto ad alcuni studi precedenti, quest'ultimo non si spinge fino a deliberare l'assoluta bontà dei videogame. Viene infatti spiegato che l'impatto sul cervello è positivo: il gioco migliora le capacità visuali del giocatore. Viene anche detto che il cervello dei videogiocatori di oggi sarà allenato in maniera diversa rispetto a quello dei ragazzini di ieri: senza dimenticare che i videogame stanno anche cambiando l'assetto e le prospettive di vita dei più giovani.
Non è tutto oro quel che luccica: troppo tempo concesso alla pratica dei videogiochi potrebbe rappresentare per il soggetto in questione un crescente ostacolo alle relazioni interpersonali e allo sviluppo sociale. (G.P.)
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