Vincenzo Gentile

Facebook rilancia la privacy

Nuove funzionalità e nuovi metodi di condivisione per gli utenti: questo è quanto l'azienda ha in serbo per l'ennesima evoluzione del popolare social network

Roma - Come ormai noto a molti, in casa Facebook l'argomento privacy è sempre molto sentito, al punto da spingere l'azienda ad indire una conferenza stampa per le nuove impostazioni relative alla privacy offerte dal popolare social network che vuole anche imparare a cinguettare come il suo rivale prossimo Twitter. Diverse le opzioni fornite agli utenti, che potranno scegliere se chiudersi nel cerchio di amicizie e familiari o esporre i propri status all'intero Web.

Per l'occasione, la conferenza è stata tenuta da Chris Kelly, chief privacy officer dell'azienda, che ha illustrato le nuove opzioni relative alla privacy degli utenti. La parola d'ordine è una sola, ovvero semplificare, dal momento che per stessa ammissione dell'azienda le oltre 40 impostazioni a disposizione degli utenti hanno generato non poca confusione. "Quando gli strumenti a disposizione sono semplici, gli utenti sono più propensi ad usarli" spiega Kelly. "Di contro, se vi sono troppe opzioni, gli utenti non potranno apprezzare a pieno ciò che condividono con gli altri".

Innanzitutto, quindi, l'azienda penserà a semplificare le opzioni a disposizione dell'utente riassemblandole in una maniera più intuitiva e semplice. Cinque saranno le opzioni di condivisione a disposizione degli utenti iscritti, che potranno decidere quali informazioni condividere, restringendo il campo ai soli amici, agli amici degli amici: o, se non si ha nulla da nascondere, si potranno condividere informazioni, immagini e link con tutti, non solo gli utenti registrati, ma l'intero Web.
Il passaggio alle nuove opzioni, al momento disponibili solo per un numero limitato di utenti, verrà coadiuvato da una serie di "strumenti di transizione" utili a far familiarizzare l'utente con le nuove possibilità e a renderlo consapevole delle proprie scelte. Ad esempio, sarà possibile organizzare con i propri familiari una festa a sorpresa per un membro della famiglia comunicando aggiornamenti ed informazioni a tutti tranne che al diretto interessato o, magari, condividere le foto delle vacanze con tutti i colleghi tranne che col capo.

Comunque, nonostante queste nuove impostazioni possano portare ad una privatizzazione di un discreto numero di profili, la speranza di Facebook è quella che sempre più utenti si spingano a rendere accessibili a tutti le proprie informazioni e i propri contenuti, nel tentativo di emulare la crescita ottenuta da Twitter, i cui messaggi da 140 caratteri sono liberamente raggiungibili anche agli utenti non iscritti - fatta eccezione per coloro che avranno impostato il proprio account come privato.

Da notare che almeno per l'inizio della sperimentazione, la funzione che permette di condividere informazioni con tutti fa riferimento ai soli utenti iscritti, situazione che potrebbe cambiare significato e permettere di condividere la totalità delle informazioni con l'intero Web. Questa mossa, che sarebbe attuata in un non meglio precisato futuro, deriva dalla convinzione che più persone hanno a disposizione i contenuti creati dagli utenti, più accresce il loro valore.

Vincenzo Gentile
11 Commenti alla Notizia Facebook rilancia la privacy
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  • Secondo il mio modesto parere ogni qualvolta si utilizzano strutture nuvola come Facebook, googledoc/maps,
    openid, ifolder ecc..ecc ci sono diversi rischi legati alla privacy, alla perdita dei dati, al furto di identità e quant'altro.
    Ogni volta che i nostri dati vengono spostati dala nostra cara vecchia macchina su server nuvola implementiamo il Cloud Computing e affievoliamo il nostro controllo su quei dati.

    A volte non farlo può essere difficile, a volte è addirittura necessario, come per esempio quando inviamo una email attraverso un server che non ci appartiene e su cui non abiamo il controllo. Di fatto però resta il discorso consapevolezza. Se si è consapevoli dei rischi che si corrono è già abbastanza. il problema è che una grossa % degli utenti non ha neppure la più pallida idea delle conseguenze di certi comportamenti digitali.

    Chi usa facebook e lo usa male rischia di perdere la sua privacy totalmente;
    In italia esiste un anti cloud laboratory, offre informazioni e si leggono articoli interessanti che riguardano anche facebook ed i problemi legati alla privacy.

    Salute!
  • Anch'io ci tengo alla privacy. Nel mio organismo però c'è un'anomalia. A causa di questa anomalia, quando il cervello pensa una cosa il corpo tende a comportarsi di conseguenza. E così io non sono su Facebook.

    A quanto pare la maggior parte della gente, pur essendo molto affezionata alla propria riservatezza, è su Facebook. Avrò ragione io o avranno ragione loro?

    Agli alieni l'ardua sentenza.
    non+autenticato
  • Ehm,io lo uso solo perchè lavoro a circa 500 km da casa,mi può tornare comodo per non perdere di vista le persone che conosco in modo economico,limitandomi in molte cose a causa del discorso privacy (quel poco che ne rimane).Se fossi a casa,non sarei iscritto.
    non+autenticato
  • Concordo con entrambi: anch'io non sono iscritto e mi faccio grasse risate quando leggo dei casi umani legati a pastrocci combinati su Facebook.
    Bisogna essere super-prudenti con i contenuti che si pubblicano in internet.
    Ieri ho sentito per radio il garante della privacy (non ricordo il nome) dire una frase che considero l'emblema della nostra epoca iperconnessa: "Con l'avvento di internet la privacy è AFFIEVOLITA".
    Ed è proprio così.
    non+autenticato
  • Il mio è un discorso generale... è chiaro che se tu hai delle esigenze particolari non vengo certo a darti dello stupido, avrai le tue ragioni. Ma la maggior parte della gente si iscrive per scrivere idiozie!
    non+autenticato
  • Io sono su facebook e dei 500 e passa amici raccattati solo un pugno si fa i gli affari miei. Invece, chissà foto tue messe dai tuoi conoscenti che ci sono su facebook di cui non sai dato che non ci sei.
    non+autenticato
  • Per fortuna ho pochissimi amici che perdono tempo con queste idiozie, però probabilmente hai ragione. E' un problema reale di cui parlo da tempo.
    (però che la tua privacy non esiste più è un problema ancora più reale di cui dovresti prendere coscienza... non capisco perchè ti sei stizzito)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lollo Brigido
    > Io sono su facebook e dei 500 e passa amici
    > raccattati solo un pugno si fa i gli affari miei.
    > Invece, chissà foto tue messe dai tuoi conoscenti
    > che ci sono su facebook di cui non sai dato che
    > non ci
    > sei.

    c'è un articolo dell'economist con dati molto interessanti sulla socializzazione dei suoi utenti.

    (...) an average man - one with 120 friends - generally responds to the postings of only seven of those friends by leaving comments on the posting individual’s photos, status messages or "wall". An average woman is slightly more sociable, responding to ten. When it comes to two-way communication such as e-mails or chats, the average man interacts with only four people and the average woman with six. Among those Facebook users with 500 friends, these numbers are somewhat higher, but not hugely so. Men leave comments for 17 friends, women for 26. Men communicate with ten, women with 16.

    i dati sono stati divulgati dal sociologo di Facebook Cameron Marlow.

    http://www.economist.com/sciencetechnology/display...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Federico
    > Anch'io ci tengo alla privacy. Nel mio organismo
    > però c'è un'anomalia. A causa di questa anomalia,
    > quando il cervello pensa una cosa il corpo tende
    > a comportarsi di conseguenza. E così io non sono
    > su
    > Facebook.
    >
    > A quanto pare la maggior parte della gente, pur
    > essendo molto affezionata alla propria
    > riservatezza, è su Facebook. Avrò ragione io o
    > avranno ragione
    > loro?
    >
    > Agli alieni l'ardua sentenza.

    Guarda, mi hai tolto le parole di bocca, soffro della tua stessa rara malattia, che ne diresti di mettere su un gruppo su Facebook per discutere del nostro problema?
    :)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Federico

    > A quanto pare la maggior parte della gente, pur
    > essendo molto affezionata alla propria
    > riservatezza, è su Facebook. Avrò ragione io o
    > avranno ragione
    > loro?

    be' ogni essere umano desidera apparire in un certo modo e al contempo cerca di nascondere gli aspetti della propria vita che non sono coerenti con l'immagine pubblica di sé che si vuole tutelare. non ci trovo nulla di particolarmente strano. apparire è come mettere un filtro alle informazioni che si vuole siano di pubblico dominio. non è solo un filtro di contenuti, ma anche un filtro di quando queste informazioni debbano essere rese pubbliche. così, se viene pubblicata una mia foto mentre mi sbronzo e mi diverto il giorno in cui mio zio è morto, la mia riservatezza viene compromessa perché voglio tutelare una immagine di nipote addolorato per la scomparsa. oppure potrei non voler vedere pubblicata una mia foto mentre piango per la sua scomparsa, perché voglio preservare una immagine di me molto più sobria e meno presa dalle emozioni. molto spesso l'immagine di sé che si vuole tutelare non è propriamente quello che noi in tutta sincerità vogliamo trasmettere di noi stessi, ma è un ruolo di noi che viene socialmente costruito.
    non+autenticato