Gaia Bottà

Francia, licenza di condividere

Una proposta per traghettare la condivisione online nel quadro della legalità

Roma - Cinque euro al mese versati obbligatoriamente da ogni netizen in cambio del diritto di attingere senza limiti ai circuiti del P2P: questa la proposta di cittadini, consumatori e rappresentanti dell'industria uniti nel nome del dissenso rispetto alle strategie antipirateria a cui la Francia non sembra voler rinunciare.

Se il Consiglio Costituzionale ha mutilato la dottrina Sarkozy delle disconnessioni comminate dall'autorità indipendente HADOPI, il legislatore ha incuneato nel testo della Loi Création et Internet le sanzioni e le disconnessioni imposte dall'autorità giudiziaria. C'è chi sostiene che il testo della legge, che ancora deve passare al vaglio di Assemblea Nazionale e Senato, si scontrerà di nuovo contro la Costituzione: per questo motivo la coalizione Création Public Internet propone l'avvento di una licenza globale obbligatoria, una soluzione alternativa alla repressione che sappia risolvere alla radice il problema della condivisione illegale di contenuti.

Cinque euro al mese corrisposti al fornitore di connettività per racimolare 1,2 miliardi di euro all'anno da spartire fra i detentori dei diritti e da infondere nella creazione di modelli di business innovativi e declinati sulle esigenze degli utenti e degli autori: il meccanismo, spiegano da Création Public Internet, dovrebbe prevedere un contributo obbligatorio affinché si mantenga entro una quota accessibile da tutti. Così come era stato osservato nei mesi scorsi, il denaro raccolto potrebbe essere sufficiente a sostenere l'industria dell'audiovisivo permettendo ai cittadini della rete di intessere scambi di contenuti e di disseminare liberamente cultura e intrattenimento.
La quote di ripartizione, propongono i membri dell'alleanza, potrebbero essere suddivise sulla base delle tendenze rilavate presso un campione di utenti volontari, istituendo una sorta di Auditel per lo sharing.

Ma lo schema è ancora da affinare: Création Public Internet è una piattaforma che auspica di alimentare il dibattito. (G.B.)
43 Commenti alla Notizia Francia, licenza di condividere
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  • E i film?
    E i programmi TV?
    E i telefilm?
    E i videogames?
    E i libri?
    E il fansub di roba i cui diritti non sono ancora stati acquistati in Italia?
    Funz
    12995
  • "O al limite in percentuale a quante opere producono in un dato periodo.
    Cosi` si incentiverebbe anche la produzione di materiale nuovo, e non il solito riciclo di best of o di special edition o chissa` cosa."

    Non sono d'accordo Shu (solo su questo punto): con questa proposta di ripartizione degli utili, invece di "riciclare i best of e le special edition" si creerebbe il problema opposto, perchè si incentiverebbe solo la creazione frenetica di musica di scarsa qualità, "spazzatura melodica".

    Se un cantante incapace, stonato e senza talento produce (ovviamente esagero coi numeri) 100 canzoni orrende in un anno e che nessuno le ascolta, mentre un cantante bravo ne produce nello stesso anno solo 5 "grandi successi" che tutti amano, perchè bisognerebbe dare di più il primo cantante, quello senza talento?

    Non mi sembra il caso di puntare sulla quantità, se questa può andare a discapito della qualità dei prodotti musicali
  • Quando nacque il disco gli artisti si lamentarono che sarebbero rimasti senza lavoro (Grammofono - Giradischi)
    NON E' SUCCESSO!!

    Quando è nata la televisone si pensava che sarebbero sparite tutte le radio. (Hanno fatto anche una canzone :"Video kills the radio stars"
    NON E' SUCCESSO!!

    Quando è nato internet sembrava che tutti i mezzi di comunicazione sarebbero stati soppiantati di punto in bianco (TV-giornali-posta-radio-libri-riviste-cinema-biblioteche ecc...)
    NON E' SUCCESSO!!

    Il progresso tecnologico non ha causato la fine di nessun artista e non lo farà neanche i P2P libero e gratuito!

    I musicisti possono tranquillamente guadagnare facendo concerti
    I cinema possono guadagnare grazie all'alta definizione e al 3D (Questa è innovazione)
    Ma non sta a me (e in caso non ora) suggerire strade alternative per un altro tipo di business... c'è gente pagata per farlo!

    Gli unici che possono rimetterci sono gli intermediari che comprano i diritti degli artisti per guadagnare con il loro lavoro.
    L'unica legge da fare è quella che regola lo sfruttamento del diritto d'autore (diritto economico) che dovrebbe restare sempre nelle mani degli artisti e non degli intermediari permettendo loro di creare imperi con i quali decidere cosa possiamo o non possiamo fare a seconda di come si svegliano!
    non+autenticato
  • Qui non si tratta di cosa deve andare bene alle case discografiche, cinematografiche o altri enti comunemente chiamati in causa quando si parla di Major.
    (ricordiamo che quando si parla di detentori di diritti si parla al 99% esclusivamente degli interessi di questi enti che fatturano milioni di euro all'anno e i quali fatturati non sono mai calati nonostante le perdite miliardarie tanto millantate!)

    Questo è quello che succede quando si entra in un business che non è regolamentato dalla legge... Chi ha la voce più grossa si fa fare la legge come vuole.

    Mi piacerebbe proprio sapere infine come distribuiranno le royalities agli artisti (se mai lo faranno) visto che comunque non possono tenere traccia di tutto quello che transita su internet... diventerà l'ennesimo equo compenso che ci sarà da pagare quando vorrai usufruire in qualsiasi modo di internet!
    non+autenticato
  • Se questa tassa rende legale il p2p di materiale coperto da copyright è un innovazione. Inoltre molte leggi, processi e tante altre cose scomparirebbero con grande vantaggio per tutti. Il problema delle major non lo risolve è vero, ma già alcuni artisti si stanno organizzando in maniera differente.

    Proprio gli artisti dovrebbero organizzarsi tra di loro, una sorta di sindacato, e cambiare il sistema. I diritti sulle musiche rimangono a loro, le major devono essere mere organizzazioni per allestire spettacoli.

    ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: lufo88
    > Se questa tassa rende legale il p2p di materiale
    > coperto da copyright è un innovazione. Inoltre
    > molte leggi, processi e tante altre cose
    > scomparirebbero con grande vantaggio per tutti.
    > Il problema delle major non lo risolve è vero, ma
    > già alcuni artisti si stanno organizzando in
    > maniera
    > differente.
    >
    > Proprio gli artisti dovrebbero organizzarsi tra
    > di loro, una sorta di sindacato, e cambiare il
    > sistema. I diritti sulle musiche rimangono a
    > loro, le major devono essere mere organizzazioni
    > per allestire
    > spettacoli.
    >
    > ciao

    Dicevano cosi anche per inequo compenso. Tanto si comporteranno ugualmente.

    Per quando riguarda gli artisti, molti hanno capito che si può fare a meno delle major.
    Sgabbio
    26178
  • Basta che poi scompaia il concetto stesso di "equo compenso" sui supporti vergini
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessio
    > Basta che poi scompaia il concetto stesso di
    > "equo compenso" sui supporti
    > vergini

    HAHAHA illuso!Sorride se possono aggiungere l'ennesima tassa sono solo che contenti! Chi ha parlato di toccare l'equo compenso?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Vlad
    > - Scritto da: Alessio
    > > Basta che poi scompaia il concetto stesso di
    > > "equo compenso" sui supporti
    > > vergini
    >
    > HAHAHA illuso!Sorride se possono aggiungere
    > l'ennesima tassa sono solo che contenti! Chi ha
    > parlato di toccare l'equo
    > compenso?
    Ma va?
    non+autenticato
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