Gaia Bottà

Obbligo di rettifica, rimandato a settembre

I tenutari dei siti informatici si mobilitano e scuotono il Palazzo: l'obbligo di rettifica resti un onere dell'informazione professionale. Mentre l'esame del DDL Alfano slitta

Roma - Non ci stanno i cittadini della rete, si oppongono i blogger, alzano la voce i gestori di "siti informatici": il DDL sulle intercettazioni con cui si vorrebbero imporre ai tenutari di qualsiasi spazio online gli stessi obblighi di rettifica richiesti alle strutture giornalistiche non deve passare inosservato, non deve diventare legge. E mentre ferve l'organizzazione per le proteste, l'esame del DDL è stato rinviato a settembre.

La rete, lo hanno ribadito anche le istituzioni europee in occasione del voto riguardo alle disposizione contenute nel Pacchetto Telecom, dovrebbe essere un canale della libertà di espressione e uno strumento che consente alla società civile di informarsi e di modellare le proprie opinioni. Le disposizioni contenute nel DDL Alfano, con cui si decreta che chiunque gestisca uno spazio online sia costretto a procedere alla rettifica nel giro di 48 ore dalla richiesta e con cui si stabilisce che chi non assolva all'obbligo venga multato con sanzioni consistenti, possono rischiare di far inceppare il meccanismo. Possono spingere i cittadini della rete al silenzio, possono indurre i gestori delle piattaforme online a soffocare la voce dei propri utenti.

Da giorni i netizen sono in fermento: il testo del DDL ha mobilitato le folle connesse, risolute a difendere il proprio stato di non professionisti, la libertà di esprimersi e il proprio diritto a lasciarsi docilmente correggere qualora necessario con strumenti più morbidi di quelli imbracciati nei confronti dei tradizionali operatori dell'informazione. Alla preoccupazione degli esperti è seguito l'appello rivolto alle istituzioni, una lettera aperta sottoscritta da quasi 3mila cittadini della rete. Si chiede al Palazzo di ritornare sui propri passi, si chiede di legiferare con più consapevolezza rispetto alle dinamiche e agli strumenti della rete. All'appello ha fatto seguito una propulsione propositiva: un manipolo di cittadini della rete ha lavorato a mezzo wiki in maniera partecipata al testo di un potenziale emendamento con cui si potrebbe rendere inoffensivo il DDL limitando l'obbligo di rettifica ai soli siti web sottoposti all'obbligo di registrazione.
Alla voce della società civile connessa ha fatto eco quella di alcuni rappresentanti dei cittadini: gli onorevoli Palmieri e Malan si sono mostrati disponibili a presentare un ordine del giorno in cui si richiama l'attenzione sulla questione e si ricorda che, come proposto nel wiki-emendamento, sarebbe opportuno estendere l'onere della rettifica ai soli siti web che dovrebbero essere registrati. L'Italia dei Valori ha inoltre fatto proprio l'emendamento con cui si tenta di disinnescare l'estensione indiscriminata dell'istituto della rettifica: "Nel mondo globale l'informazione del web deve essere libera - scrive il senatore Belisario - L'Italia non è né la Cina né l'Iran. Ma con una legge del genere il nostro sarebbe il primo paese democratico del mondo a censurare la libera informazione sulla rete".

Il confronto sarà però rimandato a settembre: il DDL sulle intercettazioni non verrà esaminato nei prossimi giorni, come inizialmente programmato. Ma i cittadini non demordono: per non lasciare che le manifestazioni del proprio pensiero rimangano invischiate nella burocratizzazione voluta dal DDL, per non lasciare che l'incombente obbligo di rettifica li confini nell'autocensura, si sono dati un punto di riferimento: si stanno imbavagliando per poter continuare ad animare la rete con la propria voce.

Gaia Bottà
18 Commenti alla Notizia Obbligo di rettifica, rimandato a settembre
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  • Da blogger dico che non si può essere destinatari di diritti a senso unico: la libertà di espressione va di pari passo con l'obbligo di correttezza, altrimenti è anarchia.
    Lo strumento consente la pubblicazione "veloce", richieda quindi un'altrettanto "veloce" rettifica in caso di conclamato errore. Non mi pare tutta 'sta gran fatica.
  • Certo, non è una gran fatica rettificare...
    Il problema è che se non lo fai entro 48 ore, rischi una multa che va dai 15 ai 25 milioni di euro (se non mi ricordo male)... E se puta caso l'e-mail non ti funziona?
    E poi, va bene rettificare se scrivi caxxate... ma chi ti dice che la richiesta di rettifica ti venga fatta da Tizio solo per salvarsi il c..o, quando invece quello che hai scritto è la sacrosanta verità?

    Ammettiamolo: questo ddl (come tanti altri) è impostato male e complica la vita e, come tale, non va approvato.
    non+autenticato
  • Dimenticavo.
    Ci sono già delle leggi che un blogger è tenuto a seguire: quelle sulla privacy e sulla diffamazione.
    Credo che siano già sufficienti per regolamentare l'informazione su internet.
    non+autenticato
  • ci mancherebbe ognuno deve prendersi le responsabilità e se sbaglia,scrive un articolo falso, lo deve rettificare quello che ha scritto anche nel sito dei quaraquaqua ...veramente mi sembra il minimo...se no in giro la gente spara cazzate a iosa scrivendo cazzate a non finire O.O
    non+autenticato
  • Già esiste una legge, informati, la diffamazione è reato in qualsiasi forma fatta, con questa nuova legge non si fa altro che oscurare la rete. Informati meglio.
    non+autenticato
  • > ci mancherebbe ognuno deve prendersi le
    > responsabilità e se sbaglia,scrive un articolo
    > falso, lo deve rettificare quello che ha scritto
    > anche nel sito dei quaraquaqua ...veramente mi
    > sembra il minimo...se no in giro la gente spara
    > cazzate a iosa scrivendo cazzate a non finire
    > O.O
    Guarda che non esistono solo i "giornalisti" del tg4A bocca aperta
    non+autenticato
  • inutile che scherzate significa che non avete argomentazioni... mi sembra sacrosanto che se quanlcuno scrive qualcosa di errato rettifichi se ha sbagliato ..io so chè c'è la diffamazione ci mancherebbe ma non centra qua si chiede se uno da false informazioni che sia blogger sito informatico ecc.. debba rettificare informado gli utenti che ha sbagliato e ha dato una informazione errata ripeto MI SEMBRA IL MINIMO
    non+autenticato
  • Beata ignoranza.
    non+autenticato
  • La mia ignoranza intendo, visto che secondo me non serve. È un modo come un altro di voler controllare le informazioni. Se mi aggradano o meno. La legge già esiste.
    non+autenticato
  • - Scritto da: rocco
    > inutile che scherzate significa che non avete
    > argomentazioni... mi sembra sacrosanto che se
    > quanlcuno scrive qualcosa di errato rettifichi se
    > ha sbagliato ..io so chè c'è la diffamazione ci
    > mancherebbe ma non centra qua si chiede se uno da
    > false informazioni che sia blogger sito
    > informatico ecc.. debba rettificare informado gli
    > utenti che ha sbagliato e ha dato una
    > informazione errata ripeto MI SEMBRA IL
    > MINIMO

    Quindi tutto il sito della m$ dovrebbe venire chiuso visto che e' infarcito di false informazioni fin dal nome del dominio stesso ("micro")

    Perche' la falsa informazione la da' anche l'oste quando dice di averci il vino buono.
    E chi la rettifica quella?
  • > Perche' la falsa informazione la da' anche l'oste
    > quando dice di averci il vino
    > buono.
    > E chi la rettifica quella?
    L'oste di arcoreA bocca aperta
    non+autenticato
  • debba rettificare informado gli
    > utenti che ha sbagliato e ha dato una
    > informazione errata ripeto MI SEMBRA IL
    > MINIMO
    ecco bravo adesso che l'hai sparata grossa (l'ignoranza a riguardo è evidente) puoi pure rettificare dopo esserti informato a dovere: MI SEMBRA IL MINIMO
    non+autenticato
  • - Scritto da: rocco
    > inutile che scherzate significa che non avete
    > argomentazioni... mi sembra sacrosanto che se
    > quanlcuno scrive qualcosa di errato rettifichi se
    > ha sbagliato ..io so chè c'è la diffamazione ci
    > mancherebbe ma non centra qua si chiede se uno da
    > false informazioni che sia blogger sito
    > informatico ecc.. debba rettificare informado gli
    > utenti che ha sbagliato e ha dato una
    > informazione errata ripeto MI SEMBRA IL
    > MINIMO

    E che succede se il blogger scrive il giusto e il vero con tanto di fonte ma l'interessato chiede lo stesso "la rettifica"?

    Avanti, spiega un po'.
  • - Scritto da: rocco
    > ci mancherebbe ognuno deve prendersi le
    > responsabilità e se sbaglia,scrive

    Quoto

    Dire che le leggi esistono già è vero ma la gente deve essere consapevole che occorre parlare di quello che si conosce e non ripetere chiacchiere senza approfondire le fonti.

    Ho riportato la mia opinione per esteso sul mio blog.
    http://www.holzl.it/blog/?p=181
  • Basterebbe fare come un noto giornalisa (e ora direttore) che in calce alle lettere con cui si richiede di rettificare o precisare appone(va) semplicemente "Confermo quanto scritto". Arrabbiato
    E chiusa la questione.
    Ma sappiamo che c'è sempre chi può e chi non può... In lacrime

    Ingenuo 2001
    non+autenticato