Giorgio Pontico

Jobs, la malattia andava comunicata

Apple è marcata stretta dalla SEC. La salute di certi personaggi non è indifferente al mercato

Roma - Gli investigatori della U.S. Securities and Exchange Commission (SEC), equivalente dell'italiana CONSOB, starebbero indagando sull'operato di Apple negli ultimi sei mesi, quelli in cui il fondatore e CEO Steve Jobs si era ritirato dall'attività per sottoporsi ad un trapianto di fegato.

Ciò che non convince il governo statunitense è la condotta tenuta dalla board di Apple in questi mesi: lo scorso gennaio Jobs aveva detto che si sarebbe preso un periodo di pausa per consentire ai medici di analizzare il suo quadro clinico, senza però dichiarare espressamente in quale malanno fisico fosse incappato.

Secondo Robert Hillman, professore di legge all'Università della California, è da chiarire se Apple abbia deliberatamente taciuto sulla salute di Jobs: "Ogni dichiarazione in merito può essere fuorviante se veritiera solo in parte".
Alcuni analisti finanziari sostengono che figure come quella di Jobs siano fondamentali per le aziende, perciò il loro stato di salute costituirebbe un dato necessario per gli investitori: "Se uno sta talmente male - sostiene Allah Howich di Schiff Hardin LLP - da finire in cima alla lista dei candidati per ricevere un trapianto è un fatto significativo anche sotto il profilo finanziario".

Già lo scorso anno la salute di Jobs era balzata al centro dell'attenzione e nonostante le continue smentite il fondatore di Apple alla fine aveva lasciato temporaneamente il timone dell'azienda a Tim Cook per riprendersi.

Tuttavia proprio sotto la reggenza di Cook è stata lanciata la nuova linea di laptop e desktop made in Cupertino e neanche un mese fa è stato presentato il nuovo iPhone: una serie di operazioni svolte senza Jobs in plancia ma che hanno contribuito ad innalzare il valore delle azioni a forma di mela di circa il 61 per cento nel 2009.

Giorgio Pontico
57 Commenti alla Notizia Jobs, la malattia andava comunicata
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  • ma non vedete le foto di steve che fisicamente è dimagrito di molto, a gennaio per la presentazione del nuovo ipod steve sembrava uno scheletro c è bisogno di altro... mah
    non+autenticato
  • E' un posto pieno di sciacalli, si sa.
    Nessuno è obbligato a quotare la propria azienda in borsa, ci sono realtà di livello mondiale non quotate.
    Eppure quasi tutti fanno la corsa per entrarci... indovinate perché?
    Per soldi. Punto e basta. Perché vendere le tue azioni in borsa ti permette di rischiare i soldi degli altri, invece dei tuoi. Se l'azienda vanno a rotoli, sono gli altri che perdono i soldi.
    Ti fa piacere prenderti i soldi degli azionisti?
    Bene, allora non rompere le p@££& con la privacy. Ci hai rinunciato nel giorno in cui hai chiesto i loro soldi.
    Non sei d'accordo con il sistema sciacallistico del mercato, che pensa solo al profitto e vede le persone come numeri?
    Meglio ancora: allora, tientene fuori.

    Troppo comodo se no...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zhelgadis

    [cut]

    > Ti fa piacere prenderti i soldi degli azionisti?
    > Bene, allora non rompere le p@££& con la privacy.
    > Ci hai rinunciato nel giorno in cui hai chiesto i
    > loro
    > soldi.

    Ottimi argomenti, adesso basta solo che ti candidi al senato californiano e cambi le leggi statali sulla privacy e poi a quello federale per far approvare un nuovo emendamento alla Costituzione. A quel punto potrai mettere in cantiere una legge per cui si deve rinunciare ai propri diritti fondamentali in cambio di denaro (c'è una parola per questo, indovina qual'è).

    Troppo comodo se no...
  • - Scritto da: logicaMente
    > - Scritto da: Zhelgadis
    >
    > [cut]
    >
    > > Ti fa piacere prenderti i soldi degli azionisti?
    > > Bene, allora non rompere le p@££& con la
    > privacy.
    > > Ci hai rinunciato nel giorno in cui hai chiesto
    > i
    > > loro
    > > soldi.
    >
    > Ottimi argomenti, adesso basta solo che ti
    > candidi al senato californiano e cambi le leggi
    > statali sulla privacy e poi a quello federale per
    > far approvare un nuovo emendamento alla
    > Costituzione. A quel punto potrai mettere in
    > cantiere una legge per cui si deve rinunciare ai
    > propri diritti fondamentali in cambio di denaro
    > (c'è una parola per questo, indovina
    > qual'è).
    >
    > Troppo comodo se no...

    Invece il ragionamento di Zhelgadis mi sembra ineccepibile: affideresti i tuoi soldi ad una persona che poi, per motivi di salute, potrebbe non essere in grado di gestirli bene?
    Se vuoi che io investa in te, è giusto che tu mi informi sulle tue condizioni di salute, affinché io possa capire se sei veramente in grado di svolgere il compito che intendo affidarti. Sapere come stai tu, è anche nel MIO interesse, non solo nel tuo.
  • Se tu investi i tuoi soldi in una AZIENDA che è organizzata in modo tale che la salute di una singola persona può mettere a rischio il tuo investimento, secondo me sei tu che ti spari negli zebedei da solo (a meno che tu non sia uno "scommettitore" al quale piacciono gli azzardi).

    Una azienda che dipende da una sola persona è un RISCHIO enorme: chi ci investe è gente che ama i rischi, non gli investimenti...
    non+autenticato
  • (Continua)
    E' come uno che non fa mai i backup....
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skywalker
    > (Continua)
    > E' come uno che non fa mai i backup....

    Chi scommette ama "solo" rischiare, non gettarsi nudo tra le fiamme o essere ingannato.
  • - Scritto da: Cobra Reale

    > Chi scommette ama "solo" rischiare, non gettarsi
    > nudo tra le fiamme o essere
    > ingannato.

    Chi scommette gioca ai cavalli o al casinò, la borsa è un investimento in cui decidi di finanziare un'azienda e partecipi ai suoi utili percependo i dividendi.
    Un investitore serio investe X euro in azioni Apple, le tiene per qualche anno e se la ditta va bene si prende i dividendi.
    Chi invece guadagna solo sull'andamento delle quotazioni non è un investitore ma uno speculatore e deve assumersi i rischi connessi alla sua attività, più simile in effetti al gioco d'azzardo che all'investimento finanziario.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cobra Reale
    > - Scritto da: logicaMente
    > > - Scritto da: Zhelgadis
    > >
    > > [cut]
    > >
    > > > Ti fa piacere prenderti i soldi degli
    > azionisti?
    > > > Bene, allora non rompere le p@££& con la
    > > privacy.
    > > > Ci hai rinunciato nel giorno in cui hai
    > chiesto
    > > i
    > > > loro
    > > > soldi.
    > >
    > > Ottimi argomenti, adesso basta solo che ti
    > > candidi al senato californiano e cambi le leggi
    > > statali sulla privacy e poi a quello federale
    > per
    > > far approvare un nuovo emendamento alla
    > > Costituzione. A quel punto potrai mettere in
    > > cantiere una legge per cui si deve rinunciare ai
    > > propri diritti fondamentali in cambio di denaro
    > > (c'è una parola per questo, indovina
    > > qual'è).
    > >
    > > Troppo comodo se no...
    >
    > Invece il ragionamento di Zhelgadis mi sembra
    > ineccepibile: affideresti i tuoi soldi ad una
    > persona che poi, per motivi di salute, potrebbe
    > non essere in grado di gestirli
    > bene?
    > Se vuoi che io investa in te, è giusto che tu mi
    > informi sulle tue condizioni di salute, affinché
    > io possa capire se sei veramente in grado di
    > svolgere il compito che intendo affidarti. Sapere
    > come stai tu, è anche nel MIO interesse, non solo
    > nel
    > tuo.

    Pur nel tono volutamente ironico ho risposto al post precedente nel merito: ad oggi esistono delle normative negli USA (come anche in quasi tutti i paesi occidentali) a tutela di certe informazioni. Lo status di amministratore delegato di una società, non importa se quotata in borsa, non prevede che tali diritti vengano sospesi.

    Se decidi di acquistare quote del capitale di una società, ti assumi dei rischi in cambio di una potenziale renumerazione del capitale che investi, ma non ottieni alcun diritto ad avere informazioni riservate sugli amministratori o altri. Le società quotate hanno degli obblighi di trasparenza chiari e ben definiti (negli USA anche molto stringenti, dopo lo scandalo Enron) ma non è previsto di poter calpestare il diritto di un cittadino ad avere la propria privacy.
  • - Scritto da: logicaMente
    > Pur nel tono volutamente ironico ho risposto al
    > post precedente nel merito: ad oggi esistono
    > delle normative negli USA (come anche in quasi
    > tutti i paesi occidentali) a tutela di certe
    > informazioni. Lo status di amministratore
    > delegato di una società, non importa se quotata
    > in borsa, non prevede che tali diritti vengano
    > sospesi.

    La prossima volta leggiti l'articolo:
    http://bloomberg.com/apps/news?pid=20601204&sid=at...

    Avvocatino della domenica sono lì che esprimono dubbi docenti universitari di legge e arrivi tu con tutta la tua sicurezza da forumista Rotola dal ridere Manco fossi un giudice della corte suprema Rotola dal ridere
    Il problema è se ha dato informazioni fuorvianti sulla sua salute.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Martino
    > - Scritto da: logicaMente
    > > Pur nel tono volutamente ironico ho risposto al
    > > post precedente nel merito: ad oggi esistono
    > > delle normative negli USA (come anche in quasi
    > > tutti i paesi occidentali) a tutela di certe
    > > informazioni. Lo status di amministratore
    > > delegato di una società, non importa se quotata
    > > in borsa, non prevede che tali diritti vengano
    > > sospesi.
    >
    > La prossima volta leggiti l'articolo:
    > http://bloomberg.com/apps/news?pid=20601204&sid=at

    Ti ringrazio, mio gentile anonimo. L'articolo lo avevo già letto, la prossima volta leggiti tu i post prima di rispondere a caso.


    > Avvocatino della domenica sono lì che esprimono
    > dubbi docenti universitari di legge e arrivi tu

    Non sono avvocato (quindi nemmeno avvocatino) ne mi spaccio per tale. Magari però conosco (proprio un pizzico) la normativa californiana sulla privacy... trovami gli errori in quanto ho scritto nei due post precedenti di questo thread e ti assicuro che chiedo scusa per l'errore, altrimenti torna pure nella tua caverna.

    Andiamo a vedere chi sono e cosa scrivono i tuoi "docenti universitari di legge":

    "While there has to be some measure of confidentiality around the health of executives, any disclosures need to be accurate and complete, said Jahan Raissi, a former SEC enforcement attorney."

    Qui un ex avvocato della SEC (ex, chissà che carriera!) riconosce che ci vuole riservatezza rispetto alle condizioni di salute anche se ogni informazione deve essere accurata e completa: quale dei due principi in contrasto ha la meglio? L'ex avvocato non ce lo dice...


    "The biggest case you could make is that with 20-20 hindsight they should have dug deeper,” said James Cox, a securities law professor at Duke University in Durham, North Carolina."

    Qui un professore spiega che, "con il senno di poi" avrebbero potuto dare informazioni più accurate. Wow, questa si che è un'accusa.

    Le citazioni dell'articolo di Bloomberg finiscono qua. i "docenti universitari di legge" sono in realtà uno solo, che fa un'osservazione poco meno che lapalissiana ed un ex avvocato della SEC che non sa se la riservatezza di un privato abbia più o meno valore del diritto alla trasparenza degli azionisti.

    Poi, se avessi letto tutto l'articolo, ti saresti accorto che l'assenza di Jobs (quali che ne siano stati i motivi) non ha causato alterazioni ai corsi di Borsa - l'azione è salita come il resto del mercato...


    > con tutta la tua sicurezza da forumista Rotola dal ridere

    Ridi, intanto io qualche argomento lo porto, tu invece?

    Cambia nick e riprova, dai.
  • Vista l'ora tarda mi soffermo su questo:

    > Qui un ex avvocato della SEC (ex, chissà che
    > carriera!)

    http://www.sflaw.com/Bios/Raissi-Jahan-P.htm

    http://www.linkedin.com/pub/jahan-raissi/1/140/510

    Direi che Jahan Raissi la sua carriera l'ha fatta eccome
  • Nonostante questa (ancora troppo piccola) crisi finanziaria, ancora si continua col sistema perverso della "scommessa sul cavallo"; ho letto proprio questa espressione in uno dei commenti. Un'azienda non vale per quello che FA, o per il valore dei sui progetti e delle sue strategie a lungo termine, le acquisizioni, il know-how tecnologico su cui sta investendo, ma per quello che SI PENSA POSSA COMPORTARE un qualsiasi fattore più o meno contingente... "scommettiamo che la salute di Jobs influenzerà negativamente il futuro di Apple? Voi quanto puntate sull'azzoppamento del cavallo?".
    E' questa logica della "scommessa", più o meno speculativa e sganciata dalla concreta capacità produttiva e tecnica di un'azienda, che ci condurrà a crisi molto più gravi, in futuro.
    Se le borse non sanno uscire da queste logiche, qualcuno le chiuda prima che facciano altri, peggiori danni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Massimo
    > Nonostante questa (ancora troppo piccola) crisi
    > finanziaria, ancora si continua col sistema
    > perverso della "scommessa sul cavallo"; ho letto
    > proprio questa espressione in uno dei commenti.
    > Un'azienda non vale per quello che FA, o per il
    > valore dei sui progetti e delle sue strategie a
    > lungo termine, le acquisizioni, il know-how
    > tecnologico su cui sta investendo, ma per quello
    > che SI PENSA POSSA COMPORTARE un qualsiasi
    > fattore più o meno contingente... "scommettiamo
    > che la salute di Jobs influenzerà negativamente
    > il futuro di Apple? Voi quanto puntate
    > sull'azzoppamento del
    > cavallo?".
    > E' questa logica della "scommessa", più o meno
    > speculativa e sganciata dalla concreta capacità
    > produttiva e tecnica di un'azienda, che ci
    > condurrà a crisi molto più gravi, in
    > futuro.
    > Se le borse non sanno uscire da queste logiche,
    > qualcuno le chiuda prima che facciano altri,
    > peggiori
    > danni.


    mica un'azienda è obbligata a quotarsi in borsa.
    Ci sono un sacco di società per azioni non quotate. O va bene solo quando bisogna mungere il parco buoi?
  • Non capisco.
    Va bene che Jobs e' il capo, ma mi risulta che la Apple sia uscita dalle cantine da qualche decennio, e che Jobs abbia un paio di vice, un consiglio di amministrazione e una caterva di azionisti.
    Quindi il suo ruolo e' unicamente di facciata ormai e non ce lo vedo piu' andare a fissare schede col cacciavitino.

    Gates e' uscito dalla M$ e un panzone ha preso il suo posto.
    Non e' mica successo niente.

    Se Jobs vorra' lasciare la poltrona (per godersi la pensione gli auguro, e non per problemi di salute), il mondo andra' avanti comunque, Apple in primis.

    Quindi non capisco che gli frega a questi dei problemi di salute a Jobs.

    Lunga vita a Jobs, e vale la pena di ricordare che:

    "Una mela al giorno toglie il medico di torno!" (cit.)
  • Siccome in america vige l'economia dell'aria, scommettere ai cavalli è un po' come fare il broker a wall street.. per gli analisti è necessario sapere se il founder, l'AD de facto è in grado di governare l'azienda. Eh insomma! Scombinate loro le equazioni! tanto poi vedete che casini sono in grado di fare quelliSorride
    non+autenticato
  • A me di Jobs non me ne frega niente, però 'sta gente va proprio schifo. "Se c'è il rischio che schiatti ce lo devi dire, così non compriamo le azioni". Spero che muoiano pure loro.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Federico
    > A me di Jobs non me ne frega niente, però 'sta
    > gente va proprio schifo. "Se c'è il rischio che
    > schiatti ce lo devi dire, così non compriamo le
    > azioni". Spero che muoiano pure
    > loro.

    Per quanto possa sembrare meschino, il loro comportamento non è da biasimare. La Apple (e qualsiasi altra azienda) è come una squadra di calcio: scommetteresti sulla sua vittoria in una partita importante, se sapessi che i suoi giocatori migliori sono infortunati?
  • Le condizioni di salute di Jobs sono tutelate dal segreto tra medico e paziente, perciò l' unico che le può divulgare è Jobs stesso: se non desidera farlo, è un suo sacrosanto diritto, e le congetture fatte da altri non hanno nessuna affidabilità.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Angros
    > Le condizioni di salute di Jobs sono tutelate dal
    > segreto tra medico e paziente, perciò l' unico
    > che le può divulgare è Jobs stesso: se non
    > desidera farlo, è un suo sacrosanto diritto, e le
    > congetture fatte da altri non hanno nessuna
    > affidabilità.

    Infatti nell'articolo c'è scritto che gli inquirenti sospettano che la società sapesse. La loro critica è rivolta alla Apple, non alla persona di Jobs. Se la società sapeva qualcosa avrebbe dovuto dirlo.
  • - Scritto da: Cobra Reale

    > Infatti nell'articolo c'è scritto che gli
    > inquirenti sospettano che la società sapesse. La
    > loro critica è rivolta alla Apple, non alla
    > persona di Jobs. Se la società sapeva qualcosa
    > avrebbe dovuto
    > dirlo.

    Ma scherziamo? La Apple non è una squadra di calcio, ha valore per i propri prodotti e sebbene jobs sia molto importante non mi sembra proprio il caso che uno debba sbandierare al mondo le proprie malatttie.
    Apple, anche sapendo, se avesse divulgato maggliori informazioni avrebbe violato la sua privacy: ci hai pensato?
    Una ditta vale per quello che produce.
    non+autenticato
  • > Ma scherziamo? La Apple non è una squadra di
    > calcio, ha valore per i propri prodotti e sebbene
    > jobs sia molto importante non mi sembra proprio
    > il caso che uno debba sbandierare al mondo le
    > proprie
    > malatttie.
    > Apple, anche sapendo, se avesse divulgato
    > maggliori informazioni avrebbe violato la sua
    > privacy: ci hai
    > pensato?
    > Una ditta vale per quello che produce.

    Bel discorso. Fallo agli investigatori della U.S. Securities and Exchange Commission e soprattutto al Prof. Robert Hillman, docente di legge all'Università della California.
    Il fatto che la Apple abbia deliberatamente taciuto sulle condizioni di salute di Jobs, "punta di diamante" della ditta, è un comportamento sospetto, così come può esserlo quello di una squadra di calcio che nasconde alla stampa i problemi dei suoi giocatori migliori.
    Anche se la Apple ha dimostrato che può fare a meno di lui, resta il fatto che una ditta vale per quello che produce, e che l'assenza di Jobs avrebbe potuto avere ripercussioni negative sull'attività della ditta stessa. Conseguentemente ne avrebbe risentito il valore delle azioni, con conseguente danno per gli investitori e gli operatori finanziari coinvolti nel sostegno alla Apple.
    Per questi motivi, la salute di Jobs ad un certo punto era diventata molto di più che un problema privato del diretto interessato, e credo che il pubblico avesse tutto il diritto di sapere.
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 10 luglio 2009 15.06
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Cobra Reale

    [cut]

    > Bel discorso. Fallo agli investigatori della U.S.
    > Securities and Exchange Commission e soprattutto
    > al Prof. Robert Hillman, docente di legge
    > all'Università della
    > California.

    Che gli investigatori della SEC stiano svolgendo delle indagini al momento non è affatto certo e questo, in un paese come gli USA dove la trasparenza è diventata un affare serio negli ultimi anni mi fa venire qualche dubbio sulla veridicità di questi rumor.

    Robert Hillman, docente di legge, è anche membro della "California State Senate Blue Ribbon Task Force on Shareholder Litigation", una sorta di organizzazione parastatale in difesa degli azionisti: potrebbe darsi che le sue parole siano in generale "contro" le grandi aziende, a prescindere dal merito?

    > Il fatto che la Apple abbia deliberatamente
    > taciuto sulle condizioni di salute di Jobs,

    ahem... Jobs se ne è andato "per motivi di salute": che fosse malato era stato detto esplicitamente e che fosse qualcosa di abbastanza grave era evidente a tutti per il solo fatto che non fosse stato detto quando sarebbe potuto tornare. Ciò che non è stato detto era "quale" malattia avesse e di conseguenza quanto potesse essere grave. Queste informazioni sono però protette dal sacrosanto diritto alla privacy di ogni individuo.

    [cut]

    > Per questi motivi, la salute di Jobs ad un certo
    > punto era diventata molto di più che un problema
    > privato del diretto interessato, e credo che il
    > pubblico avesse tutto il diritto di
    > sapere.

    Questo è un tuo punto di vista o hai delle basi sui cui affermarlo?
  • - Scritto da: logicaMente
    > - Scritto da: Cobra Reale
    >
    > [cut]
    >
    > > Bel discorso. Fallo agli investigatori della
    > U.S.
    > > Securities and Exchange Commission e soprattutto
    > > al Prof. Robert Hillman, docente di legge
    > > all'Università della
    > > California.
    >
    > Che gli investigatori della SEC stiano svolgendo
    > delle indagini al momento non è affatto certo e
    > questo, in un paese come gli USA dove la
    > trasparenza è diventata un affare serio negli
    > ultimi anni mi fa venire qualche dubbio sulla
    > veridicità di questi
    > rumor.
    >
    > Robert Hillman, docente di legge, è anche membro
    > della "California State Senate Blue Ribbon Task
    > Force on Shareholder Litigation", una sorta di
    > organizzazione parastatale in difesa degli
    > azionisti: potrebbe darsi che le sue parole siano
    > in generale "contro" le grandi aziende, a
    > prescindere dal
    > merito?

    Difendere gli azionisti non vuol dire sparare a zero contro le grandi aziende.

    > > Il fatto che la Apple abbia deliberatamente
    > > taciuto sulle condizioni di salute di Jobs,
    >
    > ahem... Jobs se ne è andato "per motivi di
    > salute": che fosse malato era stato detto
    > esplicitamente e che fosse qualcosa di abbastanza
    > grave era evidente a tutti per il solo fatto che
    > non fosse stato detto quando sarebbe potuto
    > tornare. Ciò che non è stato detto era "quale"
    > malattia avesse e di conseguenza quanto potesse
    > essere grave. Queste informazioni sono però
    > protette dal sacrosanto diritto alla privacy di
    > ogni
    > individuo.
    >
    > [cut]
    >
    > > Per questi motivi, la salute di Jobs ad un certo
    > > punto era diventata molto di più che un problema
    > > privato del diretto interessato, e credo che il
    > > pubblico avesse tutto il diritto di
    > > sapere.
    >
    > Questo è un tuo punto di vista o hai delle basi
    > sui cui
    > affermarlo?

    Se ho scritto che "credo" vuol dire che è un mio punto di vista... ma se tu scommettessi sulla vittoria di squadra di calcio, per poi scoprire che la dirigenza stava nascondendo da tempo seri problemi di salute dei suoi giocatori migliori... Parleresti lo stesso di diritto alla privacy?
  • - Scritto da: Cobra Reale

    [cut]

    > > Robert Hillman, docente di legge, è anche membro
    > > della "California State Senate Blue Ribbon Task
    > > Force on Shareholder Litigation", una sorta di
    > > organizzazione parastatale in difesa degli
    > > azionisti: potrebbe darsi che le sue parole
    > siano
    > > in generale "contro" le grandi aziende, a
    > > prescindere dal
    > > merito?
    >
    > Difendere gli azionisti non vuol dire sparare a
    > zero contro le grandi
    > aziende.

    E infatti lui si limita a dire (riprendo l'articolo perchè non ho trovato l'originale della dichiarazione): "Ogni dichiarazione in merito può essere fuorviante se veritiera solo in parte" ti faccio notare l'uso saggio del condizionale. Intanto è bene precisare da che parte della barricata si trova Hillman: non è un soggetto terzo ed imparziale.

    >
    > > > Il fatto che la Apple abbia deliberatamente
    > > > taciuto sulle condizioni di salute di Jobs,
    > >
    > > ahem... Jobs se ne è andato "per motivi di
    > > salute": che fosse malato era stato detto
    > > esplicitamente e che fosse qualcosa di
    > abbastanza
    > > grave era evidente a tutti per il solo fatto che
    > > non fosse stato detto quando sarebbe potuto
    > > tornare. Ciò che non è stato detto era "quale"
    > > malattia avesse e di conseguenza quanto potesse
    > > essere grave. Queste informazioni sono però
    > > protette dal sacrosanto diritto alla privacy di
    > > ogni
    > > individuo.
    > >
    > > [cut]
    > >
    > > > Per questi motivi, la salute di Jobs ad un
    > certo
    > > > punto era diventata molto di più che un
    > problema
    > > > privato del diretto interessato, e credo che
    > il
    > > > pubblico avesse tutto il diritto di
    > > > sapere.
    > >
    > > Questo è un tuo punto di vista o hai delle basi
    > > sui cui
    > > affermarlo?
    >
    > Se ho scritto che "credo" vuol dire che è un mio
    > punto di vista...

    il "credo" lo hai messo sulla seconda parte, io mi riferivo alla prima.

    > ma se tu scommettessi sulla
    > vittoria di squadra di calcio, per poi scoprire
    > che la dirigenza stava nascondendo da tempo seri
    > problemi di salute dei suoi giocatori migliori...
    > Parleresti lo stesso di diritto alla
    > privacy?

    Non scommetto ma quando investo cerco di avere prima tutte le informazioni possibili e poi decido se farlo o meno. In ogni caso devo mettere in conto la possibilità di perdere tutto o una parte. Se un dirigente di una società se ne va a tempo indeterminato per motivi di salute non c'è bisogno di sapere quale malattia ha per capire che il valore dell'azienda va valutato "al netto" della sua presenza.

    Nel tuo esempio la questione è presentata impropriamente: diciamo che se la dirigenza dice che tutti gli attaccanti non giocheranno a tempo indeterminato "per motivi di salute" ti aspetti forse che mettano sul giornale la cartella clinica dettagliata di ognuno di loro?
  • "Se ho scritto che "credo" vuol dire che è un mio punto di vista... ma se tu scommettessi sulla vittoria di squadra di calcio, per poi scoprire che la dirigenza stava nascondendo da tempo seri problemi di salute dei suoi giocatori migliori... Parleresti lo stesso di diritto alla privacy?"

    si allora tutte le aziende quotate in borsa per questo ragionamento dovrebbero rilasciare solo prodotti "opensource", se tutti gli azionisti devono sapere cosa succede sotto sotto, non dovrebbero esistere prodotti fallati ecc ecc, le società sportive dovrebbero avere un bollettino dove sono obbligati a scrivere tutto? ma che divolo....
    non+autenticato
  • - Scritto da: bLax
    > "Se ho scritto che "credo" vuol dire che è un mio
    > punto di vista... ma se tu scommettessi sulla
    > vittoria di squadra di calcio, per poi scoprire
    > che la dirigenza stava nascondendo da tempo seri
    > problemi di salute dei suoi giocatori migliori...
    > Parleresti lo stesso di diritto alla
    > privacy?"
    >
    > si allora tutte le aziende quotate in borsa per
    > questo ragionamento dovrebbero rilasciare solo
    > prodotti "opensource", se tutti gli azionisti
    > devono sapere cosa succede sotto sotto, non
    > dovrebbero esistere prodotti fallati ecc ecc, le
    > società sportive dovrebbero avere un bollettino
    > dove sono obbligati a scrivere tutto? ma che
    > divolo....

    Vorrei solo che non nascondessero le cose più gravi. Nient'altro. Nemmeno chiederei loro di dimostrare la loro sincerità.