Giorgio Pontico

Meyer, il futuro del search in tempo reale

I motori di ricerca devono evolversi ancora. E per la prima volta BigG parla di semantica

Roma - Marissa Meyer, vicepresidente Google e vero e proprio deus ex machina della grande G, si è soffermata a riflettere sullo stato attuale del search, affermando con sicurezza che le strade da esplorare sono ancora tante, e non devono per forza attraversare i territori del Web.

Meyer inoltre sembra rompere il tabù della semantica, parola ufficiosamente bandita dal vocabolario di BigG, quando descrive i miglioramenti della ricerca online: "Stiamo iniziando a vedere cose che sembrano intelligenti - afferma Meyer - ma che in realtà non sono semanticamente intelligenti".

Il futuro del search, secondo Meyer, passerà dai sensori integrati nei gadget tecnologici di cui siamo soliti circondarci: "Penso che alcuni smartphone stiano facendo un lavoro molto utile - spiega Meyer - sono dotati di fotocamere, quindi di occhi, e integrando il sistema GPS sono in grado di sapere dove si trovano, e strumenti come l'accelerometro permettono di stabilire come vengono maneggiati dagli utenti".
Far entrare questi elementi nella struttura del search per Meyer non può far altro che velocizzare la corsa al real time, settore in cui Twitter è il trascinatore riconosciuto e dove Google, acquistando Jaiku, aveva provato a mettere le mani senza però riscontrare particolare successo. (G.P.)