Luca Annunziata

Che il download non sia più pirata

Viviane Reding presenta il suo programma politico per la prossima Commissione Europea. Invoca una modernizzazione a tutti i livelli. E non è la sola a pensarla così

Che il download non sia più pirataRoma - Le sue intenzioni ora sono chiare: negli scorsi giorni il nome di Viviane Reding, attuale Commissario per la Società dell'Informazione e dei Media in scadenza a ottobre, era stato reinserito nella rosa dei papabili a guadagnarsi un seggio per i prossimi cinque anni. Il suo nome, anzi, era circolato addirittura come possibile presidente della Commissione: difficile che ciò possa accadere, e qualche ostacolo potrebbe presentarsi anche nel percorso già battuto. Eppure, la scorsa settimana Reding è salita sul palco e ha tracciato le linee guida per altri 5 anni: e di certo non sarebbero cinque anni privi di novità.

Tanto vale partire da quello che è uno dei temi più scottanti del momento, il P2P: in Francia, e pure in seno alla UE, si discute di come arginare il fenomeno della pirateria digitale, di avvisi e disconnessioni coatte, senza riuscire a trovare un compromesso tra chi difende a spada tratta il diritto d'autore e chi, invece, pone l'accento sul diritto fondamentale dell'individuo ad accedere alla Rete. Secondo Reding si tratta di uno stallo che va superato: "Vorrei essere chiara - ha detto a Bruxelles, durante un convegno - entrambe le parti hanno ragione: il dramma è che dopo molte e spesso infruttuose battaglie, ora entrambe le fazioni si sono trincerate nelle rispettive posizioni, senza alcun segno di apertura per l'altra parte".

Un problema tanto più delicato vista la realtà dei fatti: "Nel frattempo - ha proseguito il Commissario - la pirateria su Internet sembra essere diventata sempre più attraente, soprattutto per i nativi digitali, vale a dire la giovane generazione di massicci utilizzatori di Internet compresa tra 16 e 24 anni". Un problema che rischia di esacerbare la questione, visto che che "Questa generazione dovrebbe diventare il fondamento della nostra economia digitale, dell'innovazione e delle nuove opportunità di crescita. Tuttavia, i numeri di Eurostat mostrano che il 60 per cento di questi individui ha scaricato materiale audiovisivo da Internet negli scorsi mesi senza pagarlo. E il 28 per cento afferma che non intende pagare affatto".
Dunque, occorre riflettere su queste questioni: occorre "rendere più semplice l'accesso ai contenuti digitali", anche come veicolo di promozione delle reti a banda larga di nuova generazione. È senz'altro "necessario punire coloro che violano la legge": ma, si domanda Reding, "Esistono abbastanza offerte legali attraenti e consumer-friendly sul mercato? Il nostro attuale sistema legislativo per i Diritti sulla Proprietà Intellettuale è al passo con le aspettative della generazione Internet? Abbiamo considerato alternative alla repressione? Abbiamo davvero guardato alla questione attraverso gli occhi di un sedicenne? O solo attraverso gli occhi di un professore di legge che è cresciuto nell'Era Gutenberg?".

Secondo il Ccmmissario, "la crescente pirateria su Internet è un segnale di sfiducia negli attuali modelli di business e impianti legislativi. E dovrebbe suonare come una sveglia per i policy-maker". Il rischio, a detta di Reding, è che un ulteriore ritardo nella creazione di alternative compatibili con le abitudini e i gusti di coloro che, tra pochi anni, saranno gli adulti dotati delle maggiori capacità di spesa si trasformi in un boomerang: "Rischiamo di perdere una intera generazione di sostenitori della creatività artistica e dell'uso legale dei servizi digitali: economicamente, socialmente e culturalmente sarebbe una tragedia".

Per questo, Viviane Reding punta a riunire attorno a un tavolo nei prossimi cinque anni tutti i soggetti coinvolti: altri commissari, detentori dei diritti, artisti e i consumatori - ivi compresi i più giovani, i nativi digitali che scaricano senza remore. "La mia priorità - ribadisce - sarà creare un apparato per l'accesso al contenuto digitale in tutta Europa come singolo mercato che sia semplice e consumer-friendly": si riaffaccia dunque l'idea delle licenze globali, anche se nel discorso del Commissario non si chiariscono quali sarebbero le forme compensative adottate per rendere un mercato siffatto economicamente sostenibile.

Un'idea, quella delle licenze globali, che viene sostenuta fortemente anche da altri interlocutori coinvolti nella discussione: è il caso di BEUC, organizzazione continentale di rappresentanza dei consumatori, che neanche a farlo apposta ha presentato proprio in questi giorni un documento in cui il richiamo alla semplificazione e riunificazione del mercato dei diritti in Europa è molto forte. BEUC sostiene il principio del "one-stop-shop", della singola macrolicenza che conferisca a chi la ottiene pari diritti e doveri in ogni stato dell'Unione: così da accelerare e migliorare la competizione e la competitività nel mercato del Vecchio Continente.

I problemi sul piatto sono sempre gli stessi, secondo BEUC: in un mercato dove è difficile a volte persino identificare con certezza chi è l'effettivo detentore dei diritti (di riproduzione? di performance?) su un brano musicale, se cambiando nazione pur restando entro i confini del mercato unico europeo cambiano le regole, com'è possibile creare un modello di business omogeneo che sia attraente e vantaggioso per i clienti? Se le collecting society, argomenta BEUC, costituiscono invece che una facilitazione piuttosto un limite per la diffusione delle opere, occorre ripensare il sistema: la fioritura di un gran numero di offerte legali, è questa la tesi che si ricava dalla lettura, è possibile solo in un mercato dove le economie di scala sono possibili e i consumatori sono lasciati liberi di scegliere.

Un invito alla semplificazione niente affatto dissonante con le proposte del commissario Reding: che parla di contenuti digitali come veicolo di promozione delle reti NGN, in un circolo virtuoso che vede le imprese investire nella crescita della banda larga in previsione dei futuri introiti che potranno derivarne. Con nuovi posti di lavoro creati da questo mercato digitale dei contenuti, con più consumatori che potranno farne parte e accedervi. In Europa, chiosa il Commissario, il 90 per cento dei libri conservati nelle biblioteche pubbliche non è più disponibile sul mercato: e la mancanza di una regolamentazione chiara impedisce di provvedere alla fondazione e allo sviluppo di un mercato digitale delle parole potenzialmente interessante, che potrebbe far lievitare gli introiti degli attuali detentori dei diritti su quelle opere.

Tutto questo potrà essere fatto, conclude Reding, anche riformando l'assetto legislativo comunitario del settore telecomunicazioni: con un'occhiata agli interessi dei cittadini digital-divisi, con la mente alla fibra (rigorosamente FTTH), e senza dimenticare il mercato del mobile (e dei pagamenti in mobilità) che vivrà la transizione alla generazione LTE/4G e il fattore ecologia.

"Se le aziende europee eliminassero solo il 20 per cento dei viaggi di lavoro in favore della videoconferenza, potremmo risparmiare 22 milioni di tonnellate di CO2 ogni anno. Senza contare che il cloud computing, promuovendo l'efficienza delle soluzioni IT, può garantire un risparmio elettrico fino all'80 per cento. E senza dimenticare quanto l'ICT può fare per la nascita di automobili più sicure, intelligenti e ecologiche in Europa". Insomma è una tela completamente interconnessa, e dalla modernizzazione hanno tutti da guadagnare: "Ritengo - ha concluso il Commissario - che l'Europa Digitale non possa permettersi di chiudere gli occhi davanti al suo potenziale ecologico, che potrebbe trasformarsi in nuove opportunità di business per tutte le aziende europee". La strada dunque è tracciata: occorrerà attendere per sapere se sarà ancora Viviane Reding a fare da guida.

Luca Annunziata
62 Commenti alla Notizia Che il download non sia più pirata
Ordina
  • per le società della banda larga, fastweb in testa è la resa dei conti.
    Il motore di queste società era la possibilità di violare la legge del diritto d'autore!
    Finito il periodo della mancanza di leggi ora si torna alla normalità e le aziende che hanno prosperato sulla mancanza di regole verranno sottoposte a dura prova.
    Prosperato nel senso che con l"aumma aumma" tipico italiano vendevano un prodotto (la banda larga su fibra ottica) ma in realtà ne proponevano un altro ben più lucrativo: quello dei film gratuiti ed mp3 downloadabili tramite cliente come emula DC++ etc.
    Ora la pacchia è finita e, complice la crisi del porno oggetto di grande download e naviagazione, le società del miracolo fine anni '90 inizi anni 2000 vedranno un inverno glaciale!
    La società fastweb fra l'altro ha superato se stessa nominando un signore, Stefano Parisi, per il quale tutto si può dire tranne che sia un esperto di telecomunicazioni.
    La speranza con questo SIGNORE ora attempato era quella di fare forfait, violazione dei diritti d'autore, immanicamento politico nel comune di milano albertiniano e in una sinistra prodiana magna magna allora in crescita, e magari finanziamento pubblico a una rete di nuova generazione in fibra ottica (parola, fibra ottica, che a questo signore non so come possa risultare chiara visto che non ha mai studiato il concetto manco in un corso elementare professionale del comune di milano).
    Insomma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e la furbizia ha le gambe corte.
    La furbizia della banda larga per violare i diritti d'autore (ricordate il modem 56 k con il quale i film si downloadavano in tre giorni? era impossibile e questo fu il motivo dell'esplosione della banda larga), il diavolo delll'immanicamento politico per avere soldi di stato pure.
    Ora è tempo per gli angeli della competenza, di persone che hanno studiato veramente le telecomunicazioni e sanno qualcosa del settore, di persone oneste e non di immanicati (speriamo!).
    non+autenticato
  • Io sono d'accordo con tutto quello che dite, con la legalizzazione del P2P con l'abbassamento della durata del copyright. Però secondo me alcuni limiti dovrebbero esserci. Ad esempio, ormai è risaputo che l'innalzamento a 90 anni dalla morte è dovuto alle pressioni della Disney perchè mancava poco che Mickey Mouse divenisse di pubblico dominio.

    Beh, per quanto possa essere in disaccordo su certi termini, credo che certe cose dovrebbero rimanere in mano ai detentori di diritti. Mi spiego, una cosa è un libro, dopo 10-20 anni può anche essere di pubblico dominio. Una cosa è una canzone per lo stesso motivo di un libro.

    Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
    Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare storie stamparle e venderle? O sbaglio?

    Ma lo stesso potrebbe essere con i personaggi di Dragon Ball, con Dylan Dog e tanti altri. Lo stesso è per quanto riguarda la stampa di questi personaggi su cartelle, diari ecc.. perchè tu produttore di cartelle/diari devi guadagnare utilizzando tali prodotti e non dare nulla ad altri? Il discorso credo sia complesso e mi piacerebbe sentire un po' di vostre opinioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mariuolo
    > Io sono d'accordo con tutto quello che dite, con
    > la legalizzazione del P2P con l'abbassamento
    > della durata del copyright. Però secondo me
    > alcuni limiti dovrebbero esserci. Ad esempio,
    > ormai è risaputo che l'innalzamento a 90 anni
    > dalla morte è dovuto alle pressioni della Disney
    > perchè mancava poco che Mickey Mouse divenisse di
    > pubblico
    > dominio.
    >
    > Beh, per quanto possa essere in disaccordo su
    > certi termini, credo che certe cose dovrebbero
    > rimanere in mano ai detentori di diritti. Mi
    > spiego, una cosa è un libro, dopo 10-20 anni può
    > anche essere di pubblico dominio. Una cosa è una
    > canzone per lo stesso motivo di un
    > libro.
    >
    > Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
    > Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare
    > storie stamparle e venderle? O
    > sbaglio?
    >
    > Ma lo stesso potrebbe essere con i personaggi di
    > Dragon Ball, con Dylan Dog e tanti altri. Lo
    > stesso è per quanto riguarda la stampa di questi
    > personaggi su cartelle, diari ecc.. perchè tu
    > produttore di cartelle/diari devi guadagnare
    > utilizzando tali prodotti e non dare nulla ad
    > altri? Il discorso credo sia complesso e mi
    > piacerebbe sentire un po' di vostre
    > opinioni.

    Perche' chi detiene i diritti deve camparci vita natural durante? a mio avviso questa estensione dei diritti frena le innovazioni, se io ho una idea buonissima, e con questa ci campo da nabbabbo a vita, chi me lo fa fare di pensare ad altre idee? non solo, se la mia fosse una idea di "base" nessuno potrebbe costruirci sopra perche' deve pagare me per primo, io lo trovo frustrante, il copyrigth si limita a 20 anni, e amen, dopo di che diventa di pubblico dominio, dopo 20 anni di sfruttamento hanno fatto soldi per altre 100 generazioni di eredi.
    DuDe
    896
  • - Scritto da: Mariuolo
    > Io sono d'accordo con tutto quello che dite, con
    > la legalizzazione del P2P con l'abbassamento
    > della durata del copyright. Però secondo me
    > alcuni limiti dovrebbero esserci. Ad esempio,
    > ormai è risaputo che l'innalzamento a 90 anni
    > dalla morte è dovuto alle pressioni della Disney
    > perchè mancava poco che Mickey Mouse divenisse di
    > pubblico
    > dominio.
    >
    > Beh, per quanto possa essere in disaccordo su
    > certi termini, credo che certe cose dovrebbero
    > rimanere in mano ai detentori di diritti. Mi
    > spiego, una cosa è un libro, dopo 10-20 anni può
    > anche essere di pubblico dominio. Una cosa è una
    > canzone per lo stesso motivo di un
    > libro.
    >
    > Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
    > Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare
    > storie stamparle e venderle? O
    > sbaglio?
    >
    > Ma lo stesso potrebbe essere con i personaggi di
    > Dragon Ball, con Dylan Dog e tanti altri. Lo
    > stesso è per quanto riguarda la stampa di questi
    > personaggi su cartelle, diari ecc.. perchè tu
    > produttore di cartelle/diari devi guadagnare
    > utilizzando tali prodotti e non dare nulla ad
    > altri? Il discorso credo sia complesso e mi
    > piacerebbe sentire un po' di vostre
    > opinioni.

    E cosa ci sarebbe di male? Se applicassi lo stesso metro a farmaci e brevetti dovresti pagare ancora gli eredi di Pasteur e Diesel... perchè Disney deve avere una simile esclusiva e una azienda automobilistica non avere l'esclusiva sul motore a scoppio?
  • - Scritto da: Mariuolo
    > perchè tu produttore di cartelle/diari devi guadagnare
    > utilizzando tali prodotti e non dare nulla ad altri? Il
    > discorso credo sia complesso e mi piacerebbe sentire un
    > po' di vostre opinioni.
    Perchè se tu crei una cosa, mettiamo un disegno, e io prendo quel disegno 60 anni dopo e lo metto nelle copertine dei miei diari sono io che ci spendo sopra per la stampa etc, magari anche per ritoccare il disegno per renderlo compatibile col formato del diario o per ravvivare i colori
    Tu cosa hai fatto oltre al disegno? Mi dai qualcosa perchè ti faccio anche pubblicità?
    Io sono del parere che di originale ce ne sia solo uno, il resto sono copie, non vorrei mai pagare a Leonardo lo stesso prezzo che farebbe per vendere la Gioconda originale quando a me vende una copia di un suo allievo, oppure parlando di tempi moderni: perchè devo pagare un dvd 16€ quando il costo complessivo è di 4€ ed in più è una copia uguale a tutte le altre?
    Fossero delle edizioni limitate numerate e tutte diverse capirei, lì c'è dietro del lavoro, ma fare una cosa una sola volta e poi rivenderla clonata con la cornucopia secondo me perde molto valore, quindi mi piacerebbe che anche il prezzo rispecchiasse il valore.
    Qualsiasi prodotto digitale non ha valore, è come le monete dei lepricani.
    Inoltre anche se dovessi farti pagare il tempo di lavoro ossia il servizio, visto che non esiste il bene materiale, come fai a quantificarlo?
    Mettiamo che ci lavori sopra 100 ore al costo di 10€ l'ora, sono 1000€, immaginando di voler ricavare il doppio potresti venderlo a 100 persone a 20€ oppure a 2000 persone a 1€, il punto è che una volta recuperato il costo di produzione stai generando soldi "a gratis", e qui è molto difficile secondo me stabilire la differenza tra tipo la multinazionale dell'intrattenimento che fa incassi da record inculando soldi agli utenti e l'utente che incula soldi alla multinazionale perchè non vuole spendere 4€ per noleggiarsi il film o 8€ per andare a vederlo al cinema.
    Il punto non è "chi ruba" ma "chi ruba di più"
    Wolf01
    3342
  • > Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
    > Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare
    > storie stamparle e venderle? O
    > sbaglio?
    >

    E perchè no ?
    Anzi artisticamente sarebbe solo UN BENE !

    Rimarrebbero premiati i migliori sceneggiatori ed i migliori disegnatori, diminuirebbero i prezzi... MAGARI !!!

    Il monopolio della cultura produce solo acqua marcia, prodotti stantii.
    La disney sarebbe SPRONATA a mantenere una qualità alta, la concorrenza è sempre e solo un bene !
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mariuolo

    > Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
    > Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare
    > storie stamparle e venderle? O
    > sbaglio?

    Sbagli.

    Quello che diventa di pubblico dominio è l'opera creata e disegnata da Walt Disney, i cui diritti sono decaduti.
    Il marchio commerciale non c'entra col copyright, quello resta di proprietà della Walt Disney Corp e se ti metti a fare prodotti sotto quel marchio ti citano per abuso e ti levano la pelle.

    E' la stessa differenza che passa tra pubblicare una copia della Divina Commedia e spacciarsi per Dante AlighieriSorride

    PS: di quello che dici tu in realtà è già piena la rete (vedi per esempio il fenomeno delle fan-fiction http://it.wikipedia.org/wiki/Fanfiction o della fan art http://it.wikipedia.org/wiki/Fan_art ).
    A livello amatoriale sono spesso tollerati, e in teoria nessuno ti vieta di pubblicare storie che abbiano per protagonista un topo che vive in una città di animali ed ha per migliore amico un cane.
    Tuttavia se sono troppo simili al Topolino ti possono perseguire per violazione del marchio.
    E devi notare che questo non ha nulla a che vedere col copyright, se le storie le crei tu nessuno alla Disney ti può accusare di averle rubate, ti accusano semmai di aver plagiato il concept.
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    Modificato dall' autore il 13 luglio 2009 16.25
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    2678
  • Non s'è capito molto il senso del tuo post, comunque
    se ti metti a disegnare e pubblicare su carta, su internet o quant'altro le avventure di topolino che s'è finalmente (ecchecazzo!) sposato minnie ed hanno fatto 90 figli (son topi alla fine, hai voglia) mentre pippo continua a farsi le ... clarabelle del settore
    questo è reato, fanzine o non fanzine

    se invece questo lo fai, allora famo i conti, wd è sciopà nel 1966 che in italia + 70 anni (in italia fregacazzi del copy americano) fa 2036, ecco nel 2037 --> ok puoi farlo e finalmente, dico, anche perchè nel 2037 - 1928 = fanno 109 (centonove) anni di copywright del topo con le orecchie, e quanto . deve durare sto copyw ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Humert

    > questo è reato, fanzine o non fanzine

    Si, difatti ho detto "tollerato", non "lecito"


    > se invece questo lo fai, allora famo i conti, wd
    > è sciopà nel 1966 che in italia + 70 anni (in
    > italia fregacazzi del copy americano) fa 2036,
    > ecco nel 2037 --> ok puoi farlo e finalmente,

    Puoi fare cosa? Metterti a disegnare storie originali topolino?

    IMHO, no, non puoi.

    Puoi prendere le storie scritte da Walt Disney, metterle sul mulo, su torrent oppure stamparle e vederle al mercato come opere cadute in public domain. E nessuno ti può dire nulla.
    2678
  • E' il prezzo.

    Inutile girarci tanto attorno, la gente scarica perchè comprare l'equivalente di cio che scarica costerebbe quanto due mutui con i prezzi attuali.
    non+autenticato
  • > Inutile girarci tanto attorno, la gente scarica
    > perchè comprare l'equivalente di cio che scarica
    > costerebbe quanto due mutui con i prezzi
    > attuali.

    due mutui no un CD a 20-25€ non mi pare un mutuo, il punto èche tu ne vuoi tanti.
    La verità sta in mezzo, se un CD costasse 5 € lo pagheresti? Dico 5 € che vanno 3 all'artista e 1 a chi gestisce il sito di download e 1 in tasse
    non+autenticato
  • - Scritto da: Trunk
    > La verità sta in mezzo, se un CD costasse 5 € lo
    > pagheresti? Dico 5 € che vanno 3 all'artista e 1
    > a chi gestisce il sito di download e 1 in
    > tasse


    Sì! mi costa meno comprarlo che copiarlo...
  • Se costasse 5 € non lo pagherei, ma se costasse 3 si, lo pagherei... Ci sono già adesso siti che vendono album completi legalmente a meno di 1 € (da scaricare, ovviamente). Masterizzare CD costa così tanto? No (e lo dico perchè lo so: in ditta abbiamo una macchina che stampa e masterizza CD, e costa molto meno di 1 € l'uno..., poi aggiungete custodia e distribuzione e arrivate a 1.50...)
    non+autenticato
  • pago 5 euro per un pacchetto di sigarette, vuoi che non li spendo per un cd? non me lo fumerò, ma per lo meno mi rimane.
    Sono stato un grande collezionista di CD musicali fin quando ne ho avuto le possibilità economiche. Mi piace davvero poter riempiere la parete di cd, non musica volatile comprata negli shop on line che è mondezza immateriale a frequenze tagliate. A 20-25 euro (a parte che oggigiorno riempirei una parete di mondezza...) ma cosa vuoi comprare più.
    non+autenticato
  • Forse lo comprerei ma forse anche no, se il prezzo è inferiore a quanto spendo per copiarlo allora si, come detto più in su, altrimenti deve essere proprio un bel cd, magari con una confezione non riproducibile perchè ha le lettere sul cartoncino in rilievo, colori sgargianti che non puoi stampare o direttamente olografie come il dvd di una notte al museo

    Se mi offri la stessa identica cosa di un cd verbatim con etichetta stampata a getto d'inchiostro allora sto prima a copiarmelo
    Wolf01
    3342
  • ma va là. è solo il solito blabla.

    da una parte ieri c'erano i floppy, distribuiti in nero, poi sono arrivati i cd e dvd, poi santo p2p. domani ci sarà qualcosa d'altro.

    dall'altra sempre più orde di deliranti analfabeti tecnologici in difesa dell'indifendibile: siae, fmc, riaa e gli altri a tutela degli interessi d'editore. interessi d'editore e non d'autore come dimostrano le recenti lagnanze di parte degli autori sorte in seno alla recente assemblea siae per la incompleta distribuzione dei diritti agli autori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: iride
    > E' il prezzo.
    >
    > Inutile girarci tanto attorno, la gente scarica
    > perchè comprare l'equivalente di cio che scarica
    > costerebbe quanto due mutui con i prezzi
    > attuali.
    no questa è la solita scusa...
    la gente scarica perchè è comodo e gratis.
    non+autenticato
  • ancora non si vuole affrontare il problema alla radice e questo e' un tema da G8.
    La tecnologia sta cambiando il nostro modo di vivere e brucia in continuazione posti di lavoro, un tempo c'era il primario e i contadini, adesso ci sono macchine e i contadini sono ridotti al minimo. Allora ci si e' spostati nel secondario ma poi sono arrivati i sistemi di automazione e i posti di lavoro si sono ridotti al minimo. Ci si e' buttati nel terziario, sono nati centinaia di migliaia di negozi (b2c) ma anche magazzini che forniscono magazzini che distribuiscono a intermediari che forniscono i negozi (b2b) ma anche qui e' arrivata l'informatica, l'automazione, i distributori. Molti si sono buttati nei call center ma io in questo momento sto lavorando ad un progetto che sostituira' i call center.
    Mi appello ai grandi della terra, AFFRONTATE QUESTO PROBLEMA prima che sia troppo tardi perche' tra un po' sfocera' nel caos sociale, ci saranno negozi pieni di beni e gente che morira' di fame perche' non possiede pezzi di carta per poter sfamare i propri figli.
    Il problema del copyright e' uno spin-off del problema principale legato al cambiamento della nostra societa' dovuto alla tecnologia che sia chiaro e' una BUONA COSA.
    Affrontate il problema alla radice o sarete i primi a cadere e io saro' tra gli ultimi

    saluti
    non+autenticato
  • Fino a quando non ci sarà un salto tecnologico tale da consentire l'esistenza di amcchina capaci di sostituire in tutto e per tutto gli umani (eliminando la necessità di lavorare) le cose andranno sempre peggio.
    Solo un intervento giuridica potrà evitare il peggio ma qualunque provvedimento in tal senso verrebbe accolto molto male dall'imprenditoria e dalla multinazionali.

    Questo è interessante: http://it.wikipedia.org/wiki/La_fine_del_lavoro
    non+autenticato
  • Forse sarò miope, non di larghe vedute, ma questa "disoccupazione globale" mi sembra una utopia. Perchè credo che ci sarà sempre bisogno di un intervento umano, quantomeno per riparare le macchine danneggiate e creare nuovo software per computer.
    Certo, se davvero si riuscisse a creare macchine che riparano altre macchine in modo totalmente automatico e programmi in grado di "pensare" nuovo codice allora anche queste ultime due forme di lavoro potranno scomparire, ma un mondo in cui le macchine pensano mi sembra uno scenario troppo "Matrix".Cylon
  • - Scritto da: Python86
    > Certo, se davvero si riuscisse a creare macchine
    > che riparano altre macchine in modo totalmente
    > automatico e programmi in grado di "pensare"
    > nuovo codice allora anche queste ultime due forme
    > di lavoro potranno scomparire

    Eh no, se ci sarà qualcuno che in futuro non perderà il lavoro, questi saranno proprio i programmatori Occhiolino

    Nel secolo scorso, agli albori della nascita di quella cosa che oggi chiamiamo informatica, ma che quella volta era poco più che una branca della matematica, un certo Godel è riuscito a dimostrare un teorema che costituisce uno dei più importanti fondamenti dell'informatica moderna e che fra l'altro garantisce per l'eternità i posti di lavoro ai programmatori.
    Godel in parole povere aveva dimostrato che è possibile costruire una macchina che sappia svolgere un certo algoritmo od un certo calcolo, ma non è possibile costruire una macchina che sia in grado di "ragionare" sull'algoritmo che è in grado di svolgere l'altra macchina, cioè di capire se è corretto, se terminerà in un tempo finito, se si può migliorare ecc.

    In realtà il discorso è un po' più complicato, ma la sostanza è che non sarà mai possibile che delle macchine prendano completamente il posto dell'uomo, perchè le macchine non sono e non saranno mai in grado di programmare altre macchine.
    Tutto questo non è solo una teoria, un ipotesi, ma è stato proprio dimostrato matematicamente, quindi siamo certi che sia vero.

    Per chi vuole approfondire c'è un bel po' di roba da leggere su wikipedia Sorride
    http://it.wikipedia.org/wiki/Teoremi_di_incomplete...
    non+autenticato
  • Infatti, come dicevo nella prima parte del mio commento, mi sembra impossibile che una macchina possa "ragionare" sul software.
    E se c'è pure la dimostrazione matematica, molti lettori di P.I. possono dormire sonni tranquilli.A bocca aperta
    Grazie 1000 per la completezza Matx! Sorride
  • - Scritto da: uno qualsiasi
    > ancora non si vuole affrontare il problema alla
    > radice e questo e' un tema da G8.
    >
    > La tecnologia sta cambiando il nostro modo di
    > vivere e brucia in continuazione posti di lavoro,

    Il problema è un altro: fino a quando si dovrà ancora costringere la gente a lavorare, ossia a passare la vita in occupazioni faticose, noiose, spesso inutili?

    La meccanizzazione delle attività di base per me è solo positiva. Che oggi serva un contadino là dove ne servivano mille è un bene. Che una tonnellata di tondini venga fatta da poche persone invece che da centinaia di artigiani è un bene e via così. La completa automatizzazione e la completa disoccupazione sono un obiettivo da perseguire, così chi vorrà grattarsi la pancia se la gratterà e chi vorrà progettare macchine automatiche avrà il piacere di farlo. E se nessuno vorrà farlo, amen, si riprenderà a lavorare.

    Esporre il concetto in così poche parole è magari un po' imprudente e presta il fianco a milioni di critiche, ma provate un po' a riflettere sul perché davvero lavorate (o lavorerete). Su questa linea di pensiero aver fondato una repubblica sul lavoro mi pare molto miope: bisognava guardare un po' più in là e chiedersi a cosa serviva tutto questo lavoro. Quello sarebbe stato il fine, ed il lavoro solo il mezzo.

    E' come dire, una repubblica basata sul cucchiaio, quando il fine sarebbe stato mangiare.
    non+autenticato
  • Hai una soluzione per eliminare i soldi?
    non+autenticato
  • - Scritto da: S.G.
    > Hai una soluzione per eliminare i soldi?

    Non facciamo l'errore di pensare che il denaro sia lo scopo del lavoro. Sono solo un passaggio intermedio tra il lavorare e il perché si lavora e servono a rendere più flessibile lo schema originale del baratto.

    Prova a fare un salto oltre ai soldi e pensa a perché lavori.

    Ripeto, l'ideale sarebbe un mondo in cui chi vuole inventare qualcosa lo possa inventare e chi non vuole fare un cavolo, non lo faccia (e si tolga presto di mezzo, se posso dirla tutta). E a contorno casa, cibo, cure mediche, etc dovrebbero essere tutti dati gratis tramite automazione e/o l'intervento di chi volesse darsi da fare.
    non+autenticato
  • Ma cosa ti sti inventando?? è normale che si lavori per i soldi, se così non fosse perchè non vai a lavorare in cucina per un ristorante chiedendo come salario solo di poter mangiare gratis da loro?
    non+autenticato
  • Penso che lo facciano
    Wolf01
    3342
  • - Scritto da: S.G.
    > Hai una soluzione per eliminare i soldi?

    Certo, in un ipotetico mondo futuristico dove tutti i lavori sono fatti dalle macchine non ci sarà più bisogno dei soldi!

    Gli uomini per lavorare vogliono qualcosa in cambio tipo i soldi o qualche altro bene materiale o immateriale che gli possa fare comodo, altrimenti non lavorano.
    Le macchine invece basta che le accendi e loro lavorano. Quindi in un mondo dove tutto, ma proprio tutto, è fatto dalle macchine, non ci sarà bisogno per esempio di pagare al ristorante, perchè te basta che ti presenti lì, pigi un tasto e tutto un sistema automatico ti prepara da mangiare e te lo porta senza nessun intervento umano. E siccome le macchine non vogliono essere pagate, tu non dovrai pagare per quel piatto di pasta fatto interamente dalle macchine.
    A questo punto cosa te ne fai dei soldi? Si possono eliminare! Occhiolino
    non+autenticato
  • Si puo' essere o meno daccordo con questa donna ma sicuramente c'e' un forte senso pratico in lei, cerchera' di gestire le cose al meglio.
    Spero pero' che non si faccia mettre sotto dalle major,altrimenti quello che produrra' sara' VIZIATO e non fara' altro che spostare piu' in la il problema.
    Detto questo, vorrei far notare una cosa:

    Ai miei tempi, la musica si "piratava" usando un mangiacassette e una radio.
    Si metteva li a registrare nelle emittenti di musica continua oppure su MTV et simila.
    Chi poteva usava i satelliti.
    Alla fine avevi cassette e cassette di musica e nessuno diceva nulla.
    Chi lavorava nell'ambiente musicale o video continuava a far soldi e a spenderne un casino in scemenze.
    Tutto nella norma, come adesso.
    Ora si lmentano per internet...che rende le cose piu' veloci anche se non cosi' semplici.
    Ma accade la stessa cosa,uno piazza li e scarica (da dove non cambia molto) fa le cassette (i player mp3) e le ascolta o le "passa" all'amico.
    Si dira' che adesso le cose sono molto piu' veloci, ci si scambia un casino di musica mentre prima si andava piu' lenti.
    E' vero ma non ha molto senso,la musica si ascolta e un uomo non puo' fisicamente ascoltare nella sua intera esistenza tutta la musica che scarica.
    Quindi...alla fine si ascolta la stessa quantita' di musica anche avendone magari una marea nel player.
    La gente arraffa e mette li, poi pero' ascolta solo quello hce le piace veramente.
    E si ritorna alle cassette di un tempo,la tecnologia corre ma luomo resta limitato come natura lo ha fatto.
    Quindi tutti i discorsi di "soldi persi, introiti mancati,danno all'industria" sono solo fuffa.
    Spero che se ne terra' conto quando si faranno le infrastrutture per rendere il p2p legale o per lo meno dare delle valide alternative allo scarico indiscriminato.
    Ovviamente, mi aspetto che sia il CITTADINO al centro dell'attenzione, per una volta...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky
    > Detto questo, vorrei far notare una cosa:
    > Ai miei tempi, la musica si "piratava" usando un
    > mangiacassette e una radio.
    > Si metteva li a registrare nelle emittenti di
    > musica continua oppure su MTV et simila.
    > Chi poteva usava i satelliti.
    > Alla fine avevi cassette e cassette di musica e
    > nessuno diceva nulla

    Credo ci sia una differenza sostanziale (a parte la rapidità di circolazione): la qualità musicale.
    Le musicassette registrate peggioravano la qualità della fonte, e ad ogni successiva registrazione peggiorava ancora.
    Per questo si vendevano più originali (addirittura in musicassetta! Sorride ) di adesso.
    Dopodiché, ci sta anche che nel frattempo si sia divenuti più "affamati" di money: tutto quanto possibile viene monetizzato. Basta guardare quanto prendevano una volta i calciatori rispetto ad adesso, quando mai i diritti televisivi delle partite fornivano tanti soldi? Guardate il tennis, se non paghi non vedi praticamente più niente. ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: Osvy
    > Le musicassette registrate peggioravano la
    > qualità della fonte, e ad ogni successiva
    > registrazione peggiorava ancora.

    Dimenticavo ovviamente: "ciò che non succede oggi con le copie digitali". Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Osvy
    > Guardate il tennis, se non paghi non vedi praticamente più
    > niente.

    E infatti una volta sapevo chi fossero Lendl e McEnroe, e li vedevo pure giocare. Ora so chi sono Nadal e Federer, ma non li ho mai visti giocare una volta così per quel che mi riguarda potrebbero essere due star del curling o i presidenti di due repubbliche africane. Questo al futuro del tennis fa bene o fa male? Il dibattito è aperto ma pensiamo che se io ormai ho una certa età ci sono tanti bambini e ragazzini che il tennis in tv non l'hanno mai visto.

    Ricordo che quando il motociclismo finì su satellite per un po' di anni (prima dell'epoca Valentino Rossi) qui in Italia non lo vedeva quasi nessuno. Agli sponsor non è piaciuto (per cosa pagavano?) ed è ritornato in chiaro. Fosse stato cifrato Valentino avrebbe una frazione della popolarità e dei guadagni che ha.

    Altra cosa: dal 2010 il Sei Nazioni di Rugby va su Sky ed il presidente della federazione italiana non è stato felice http://www.tuttosport.com/altri_sport/2009/01/24-1...
    Passa un mese e cambia idea http://rugby1823.blogosfere.it/2009/02/6-nazioni-i...
    Chissà cosa sarà successo.
    non+autenticato
  • > Passa un mese e cambia idea
    > http://rugby1823.blogosfere.it/2009/02/6-nazioni-i
    > Chissà cosa sarà successo.

    Ehm...parafrasando significherebbe più "chissà quanto ha preso".Sorride
    non+autenticato
  • Eh, per i soldi oramai i ragazzini vendono il didietro, le ragazzine tutto il resto e la gente in generale vende l'ANIMA.
    E' veramente deprimente...e' re mida al contrario.
    Dove arriva il denaro, tutto si svacca e si trasforma in CONCIME.
    Prima erano ivalori a muovere le persone,magari sbagliati ma comunque valori.
    Adesso e' sempre e solo il profitto...e' il nuovo Dio che non conosce disaffezioni,ha sempre piu' adepti.
    Chi non vuole sottostare al suo giogo, viene travolto.
    PEr fortuna qualcuno sopravvive e crea realta' di tutto rispetto.
    Ma sono pochi e vengono tirati in mezzo in tutti i modi pur di farli capitolare.
    non+autenticato
  • Non é mai esistito nella storia umana un tempo in cui la gente sia stata mossa da "principi". L'obiettivo di chiunque é sempre il tornaconto personale.

    A parte qualche povero illuso, ovviamente.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MegaJock
    > Non é mai esistito nella storia umana un tempo in
    > cui la gente sia stata mossa da "principi".
    > L'obiettivo di chiunque é sempre il tornaconto
    > personale.
    >
    > A parte qualche povero illuso, ovviamente.

    Non ti viene manco un pelino di dubbio
    che, forse, ci sono molti modi
    per perseguire il proprio

    ___ tornaconto personale ___

    e che "voler vivere in una società decente
    insieme a persone ... e non lupi e squali"
    sia, appunto, perseguire il proprio

    ___ tornaconto personale ___

    ? ? ?

    Bye ...Occhiolino
    non+autenticato
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