massimo mantellini

Contrappunti/ La Rete in piazza

di Massimo Mantellini - Manifestano per tutelare la propria libertà di informare e informarsi. Ora si imbavagliano per protesta. Nella speranza che domani la Rete sia intrecciata con la vita di tutti

Roma - Nelle ultime settimane è cresciuta in rete una protesta contro il decreto Alfano sulle Intercettazioni voluto del governo Berlusconi che si concretizzerà il prossimo 14 luglio in una manifestazione a Piazza Navona. Il "rumoroso silenzio" dei partecipanti alla iniziativa è nato dall'iniziativa di Alessandro Gilioli, Enzo Di Frenna e Guido Scorza ed ha rapidamente raccolto attenzione e consensi, avvicinando per una volta attorno alla protesta su un decreto del governo giornalisti, blogger e navigatori della rete.

La parte sostanziosa del decreto riguarda in realtà l'attività giornalistica e l'utilizzo delle intercettazioni, non solo nell'azione penale ma anche nella correlata attività informativa dei media, mentre un unico articolo contenuto nel testo prevederebbe un improbabile e demenziale "obbligo di rettifica" esteso ai gestori di tutti i siti web, in una ormai ben nota e strumentale parificazione fra una pagina qualsiasi su Internet ad un giornale. Da qui la protesta nata in rete ad affiancare la comprensibile contrarietà professionale dei giornalisti.

Nel frattempo, dopo le perplessità del capo dello Stato, l'approvazione del decreto Alfano ha subito un momentaneo stop e gli organizzatori della protesta sul web si sono trovati di fronte al dilemma se continuare o rimandare le iniziative previste.
Per quanto mi riguarda vedo con grande simpatia l'aggregazione in rete attorno a tematiche che riguardano i diritti dei cittadini e questa iniziativa va certamente in questa direzione. Nel caso specifico la discussione avvenuta nelle ultime settimane a margine del decreto ha in parte superato le rivendicazioni e i rischi, visto che contatti fra esponenti della rete e parlamentari, prima del rinvio tecnico, avevano reso concreto il possibile stralcio dell'obbligo di rettifica, meglio specificando la sua necessità "solo" nei casi di testate web registrate. Se questo avverrà nei termini corretti (e non dietro improbabili e vaghe rassicurazioni interpretative), per quanto riguarda le tematiche di rete il decreto Alfano perderà molto del suo interesse, rimanendo una norma assai discutibile e pericolosa per l'informazione in generale.

Se anche così fosse l'aggregazione attorno alla piattaforma Ning "Diritto alla Rete" potrebbe essere la scusa per iniziare a costruire quello che in Italia in questi 15 anni non c'è mai stato, vale a dire una sorta di movimento trasversale e partecipato attento alle tematiche del diritto all'accesso, capace di dar voce al punto di vista degli utenti di Internet, così come di supportare mille altre meritorie iniziative: un esempio per tutti, sull'onda della mai troppo citata EFF americana, proteggere anche legalmente cittadini della rete ingiustamente accusati.

L'altro aspetto potenzialmente positivo di questa protesta potrebbe essere quello di una nuova vicinanza fra giornalisti e blogger, sfiatati da molti anni di incomprensioni e accuse reciproche. Comprendere che la comunicazione dei cittadini per i cittadini ed il giornalismo abitano in Rete territori contigui, spesso intersecati fra loro, non è poi così complicato e le critiche al Decreto Alfano potevano essere una sorta di palestra di una nuova vicinanza non tanto ideologica quanto puramente geografica. Nel caso specifico, complice anche lo sgonfiarsi della discussione legata al rinvio, l'unico effetto palese notato è stato quello dei molti titoli sui giornali che citavano "i blogger" scesi in campo accanto ai giornalisti. Il che, come è noto, esattamente non è.

Il diritto all'informazione è un diritto di tutti e come tale va tutelato e difeso in egual misura sia quando si ipotizzano norme che immaginano di regolare i professionisti dell'informazione sia quando invece si mette a rischio la semplice libera espressione dei cittadini su Internet. Si tratta di una sacralità diffusa che va compresa e condivisa e sarebbe ingiusto oggi non ricordare che nel decennio trascorso molte volte simili libertà dei cittadini in questo paese sono state limitate ed offese nella sostanziale indifferenza di quegli stessi media che oggi invece invocano e sottolineano vicinanza ed azioni comuni.

I tempi cambiano, fortunatamente, conosco personalmente molti degli animatori e sostenitori della iniziativa di "Diritto alla Rete" e so bene della autenticità delle loro iniziative. Conosco anche, e non da ieri, i limiti e la esile persistenza delle proteste virtuali: mettersi un bavaglio e fotografarsi con la webcam è certamente significativo ma da solo non basta. Così forse avrà senso andare a Piazza Navona martedì prossimo, nella speranza che lentamente, anche in questo paese, sulla spinta di gente come Gilioli e Scorza e di qualche parlamentare illuminato, cresca la coscienza sociale della centralità della rete nelle nostre cose di tutti i giorni.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo
26 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La Rete in piazza
Ordina
  • Mi fa piacere che Puntoinformatico sia sensibile a questa tematica. E' giusto qua che 1 anno fa ho contribuito ad una discussione su questo sito, dove c'era una protesta verso un portale/chat che aveva attirato molte critiche di utenti (come me) che riportavano svariati abusi subiti durante la loro utenza e cancellazioni di servizio immotivate e ingiustificabili dalle presenti leggi, i loro diritti non rispettati. Gli interventi che scrissi su Puntoinformatico non violavano nessun regolamento del sito, erano ripeto civilissimi, documentati, articolati, in tema e riportavano esperienze subite personalmente. I miei interventi vennero regolarmente rimossi e la mia richiesta di motivarne la censura venne ignorata. Tengo a precisare che altri interventi di utenti che al contrario dei miei contenevano offensivismo ebbero vita piu' lunga dei miei. Eventualmente quel topic fu chiuso. E ora vi fate paladini del dititto in rete? Ben venga, ma spiegatemi perche' non trattate altrettanto coerentemente i vosti utenti. (anzi vediamo se mi pubblicate).
    non+autenticato
  • Mantellini, lei dice cose pragmatiche e di buon senso.

    Se si approda in rete da cittadini comuni per esprimervi pensieri e compiervi azioni legittime senza sentire la necessità di possedere un blog, e si scopre che un nome-cognome uguale al proprio si trova associato sui motori di ricerca, imperituramente, a una serie di commenti disparati che non ci si è mai sognati di scrivere (aggregatori automatici? buontemponi?). Fatti salvi i casi di omonimia, va da se' che su Internet, come altrove, c’è molto spazio per chi voglia sfruttare logiche basse, che nella rete prendono forme di parassitismo e mimesi. Bene, anzi male. Che fare?
    Nella sua relativa banalità plebea (o piccolo borghese, secondo l'angolazione da cui si guarda) una disavventura come quella descritta ha un’aggravante rispetto a quanto vanno lamentando politici o VIP con biografie falsate su Wikipedia (il tormentone Wikipedia). Se non sei VIP, se non sei su Wikipedia (e non ti importa di esserci), se non hai seguaci, puoi solo sperare che gli amici di infanzia poco internettiani, imbattendosi casualmente in quegli hit astrusi, abbiano il coraggio di farsi vivi per dirsi perplessi, cosicché tu possa rassicurarli dicendo loro cosa ti appartiene.

    Non mi sembra che gli attuali strumenti normativi brillino per efficacia su questo fronte. Quindi oltre il silenzio, concordo, c'è molto lavoro. A terra, e su piattaforme girevoli, capaci di scrutare ‘tutto’ l’orizzonte.
    non+autenticato
  • Il popolo non è scemo, vede che per i partiti della sinistra conta di più il mondialismo, gli immigrati e i clandestini ripetto ai cittadini italiani, disoccupati, operai o classe media che sia, e allora cominciano a votare per quei partiti che più cercano di proteggerli. La sinistra deve capire che l'Italia non può essere il ricettacolo di tutti i poveri del mondo, altrimenti sarà il tracollo economico e sociale. Se non lo comprende farà in parlamento la fine dell'estrema sinistra, altro che "Abbiamo fermato il Papi con le veline". Alla maggioranza degli italiani delle veline non gliene frega niente, a loro interessa la qualità della vita, che la sinistra cerca in tutti i modi di peggiorare.
    Cordiali saluti
    non+autenticato
  • ma quali immigrati... quella è la lega, che tanto per affermarsi crea un problema inesistente e lo risolve a modo suo...

    La legge Alfano serve agli italiani?

    I soldi dati a quel terrorista di Gheddafi servono agli italiani?

    Gli inceneritori servono a far venire i tumori agfli italiani

    I 50 euro circa di social card, servono agli italiani poveri per comprare le sigarette per 20 giorni, mentre si licenia e non si ammoderna nulla

    Le leggi sulla vera e propria censura servono agli italiani?

    Lo scudo fiscale serve agli italiani?

    Le Ronde, servono agli italiani (guarda su youtube chi è che guida le ronde... non crederai ai tuoi occhi.. mio nonno sarebbe fortemente colpito di rivedere le vecchie scuadre fasciste.. Comunque se vedi i video te ne accorgi da solo, perchè sembra di guardare dei veri e propri film dell'istituto luce, ma a colori!)

    Mentre Europa e america spendono soldi per le rinnovabili, a noi serve il nucleare?

    C'è più densità di criminali nelle riunioni del pdl che in una qualsiasi zona di Scampia, serve agli italiani?

    Le leggi ad hoc per rete4 (che noi paghiamo) servono agli italiani?

    IL DIGITALE TERRESTRE SERVE AGLI ITALIANI PIU' DI INTERNET?

    CHE COSA HA FATTO QUESTO GOVERNO CHE SERVE DAVVERO AGLI ITALIANI?

    Ora io non è che voglio attaccarti, ma io e te abbiamo 2 idee diverse, uno dei due ha torto. Io VORREI avere torto, così da poter ritornare a sperare che le cose possano cambiare, anzichè vedere giorno per giorno che la democrazia, la società, i diritti civili vengono calpestati.

    Io sono convinto che uno come berlusconi ha le reali capacità di organizzare un buon gruppo, far girare bene tutto in italia, MA PER QUALCHE MOTIVO, da quando c'è lui al governo, non c'è stata una sola legge che vada verso il PROGRESSO.

    I tempi del magna magna sono finiti, una volta magari bastava che il politico di turno si occupasse di curare i nostri interessi, anche a discapito degli altri (di una classe anzichè dell'altra), ma rifletteteci un attimo: non sarebbe meglio guadagnare tutti un 20% in meno ed avere un 20% di servizi in più, una società più civile e un futuro migliore (dal punto di vista ambientale, sociale, ecc??)
    Fermo restando che probabilmente guadagneremo un 20% in meno ma continueremo ad avere dei problemi sociali e culturali sempre più gravi, mentre in tv passano pacchi, emilio fede, e vari programmi di maria de filippi

    A me non me ne frega niente se il G8 è stato bello, se Berlusconi è un buon rappresentante o meno, se va con le veline o meno, ma quali sono i fatti?? DOV'E' LA BUONA POLITICA!? Il pdl ha una maggioranza schiacciante, potrebbe in un sol colpo fare tutto ciò che vuole per aiutarci a creare un "sistema" migliore, ma invece cosa fa? cura i suoi interessi come se fosse una azienda!! Ma non è una azienda lo stato, lo stato E' NOSTRO! LORO DEVONO ANDARE A FARE I NOSTRI INTERESSI!!!!
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 13 luglio 2009 20.04
    -----------------------------------------------------------
  • ma quali sarebbero queste riforme a vantaggio della classe media? anzi, associandomi all'utente sopra, ti chiedo anche solo una legge a favore degli italiani.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Silvan
    > Il popolo non è scemo, vede che per i partiti
    > della sinistra conta di più il mondialismo, gli
    > immigrati e i clandestini ripetto ai cittadini
    > italiani, disoccupati, operai o classe media che
    > sia, e allora cominciano a votare per quei
    > partiti che più cercano di proteggerli. La
    > sinistra deve capire che l'Italia non può essere
    > il ricettacolo di tutti i poveri del mondo,
    > altrimenti sarà il tracollo economico e sociale.
    > Se non lo comprende farà in parlamento la fine
    > dell'estrema sinistra, altro che "Abbiamo
    > fermato il Papi con le veline". Alla maggioranza
    > degli italiani delle veline non gliene frega
    > niente, a loro interessa la qualità della vita,
    > che la sinistra cerca in tutti i modi di
    > peggiorare.
    > Cordiali saluti
    lo sai che qui in italia c'è 1/10 rispetto a gli altri paesi europei?

    che mente ristretta che hai
    non mi va neanche di scrivere il solito poema ....
    non+autenticato
  • Come volevasi dimostrare, i sostenitori della sinistra non comprendono la gente che vive nel contesto reale, dove l'insicurezza sociale e la concorrenza sleale nel lavoro sono preoccupazioni concrete. Continuate così e la destra ringrazia.
    P.S. Al nord gli immigrati sono già al 10% senza contare i clandestini.
    Cordiali saluti.
    non+autenticato
  • No, infatti, a me interessano le cose reali più di quello che passa il telegiornale (o degli scontri simil-sportivi tra destra e sinistra). Perciò ti chiedo ancora: mi dici anche solo una legge a favore del popolo italiano?
    Enok
    245
  • 14 Luglio: Sciopero dei blogger
    Vincenzo Vita: "Iniziativa del tutto condivisibile"

    E' del tutto condivisibile l'iniziativa dei blogger di scioperare il 14 luglio contro il ddl Alfano. Con l'intervento del Presidente Napolitano sembra scongiurata l'ipotesi della fiducia anche al Senato. Tuttavia, l'attenzione deve rimanere alta per evitare i rischi che il provvedimento in discussione comporta per uno dei diritti fondamentali della democrazia, la libertà della rete e nella rete.

    http://www.vincenzovita.net/sciopero_blogger.html
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 8 discussioni)