Mauro Vecchio

Gli editori rivendicano il quarto potere

Protagonisti della stampa hanno chiesto alla Commissione Europea più strette tutele sugli articoli online. Perché aggregatori e netizen abuserebbero delle news

Roma - Blog e siti d'informazione hanno contribuito al ritirarsi di una marea vitale per la carta quotidiana, quella dei grandi investimenti pubblicitari e, soprattutto, dei lettori. Da qui ha avuto inizio una rivalità accesa, con editori tradizionali pronti a scagliarsi contro le acque non protette del web ovvero lì dove il copyright non arriva con la sua lunga mano protettiva.

"Numerosi provider usano il lavoro di autori, editori ed emittenti senza pagare un centesimo: nel lungo periodo questo minaccia la produzione di materiale d'alto profilo e la stessa esistenza di un giornalismo indipendente". Così scrive un nutrito gruppo di editori europei che ha fatto arrivare un appello all'attenzione di Viviane Reding, Commissario Europeo per la società dell'informazione e i media. Una sorta di petizione, nata in Germania e condotta da Axel Springer, editore del tabloid Bild, per ottenere nel paese una più severa legge sul copyright.

A quella che è stata anche definita "Dichiarazione di Amburgo" hanno aderito numerosi protagonisti dell'editoria tradizionale, da News Corporation al Gruppo L'Espresso. Linee guida, principi più che richieste specifiche, che mirano a proteggere i contenuti online dalle appropriazioni indebite da parte di blog, siti e aggregatori di news. Un modo, ritengono, per proteggersi e blindare i profitti dai propri reportage.
Con la petizione, gli editori hanno quindi provato a far valere un vantaggio materiale nella produzione di news. È recente una ricerca degli studiosi della Cornell University che hanno preso in analisi 90 milioni di articoli web relativi ad un periodo che coprisse gli ultimi tre mesi delle scorse elezioni presidenziali statunitensi. Utilizzando particolari algoritmi, i ricercatori hanno stabilito che, online, le news tradizionali vengono riprese dai blog dopo circa 2,5 ore. Potrebbe essere proprio questa tempistica ad indispettire gli editori europei.

Quella dei gruppi continua ad essere una crociata contro la ripubblicazione illecita di materiale protetto dal diritto d'autore. Per questo è stato annunciato due anni fa lo standard Automated Content Access Protocol (ACAP) che permettesse ad autori ed editori di dettare condizioni e termini d'uso ad aggregatori online e motori di ricerca. "Abbiamo bisogno che i motori di ricerca riconoscano ACAP - ha dichiarato il CEO di ACAP stessa Gavin O 'Reilly - come un passo verso una generale comprensione del fatto che i detentori del copyright sugli articoli debbano avere il diritto di decidere cosa accade ai loro contenuti e a quali condizioni".

Un altro passo nella stessa direzione l'ha compiuto Associated Press che ha proposto di includere negli articoli online una serie di tag descrittivi che identificassero autore, editore ed altre informazioni relative. "Al momento - ha dichiarato Martin Moore, direttore di Media Standard Trust che ha sviluppato le proposte con AP - una quantità spropositata di informazioni legate ad un articolo è completamente invisibile. Un motore di ricerca non è capace di distinguere l'autore dell'articolo da una persona citata all'interno del testo".

Attualmente, la "Dichiarazione di Amburgo" resta tra le numerose carte sulla scrivania di Viviane Reding. Il portavoce del Commissario ha reso noto che "non ha ancora analizzato il documento e non ha potuto commentarlo": Reding riterrebbe però che il giusto bilanciamento tra accesso ai contenuti digitali e un'equa retribuzione degli autori sia una priorità nello sviluppo di un'economia digitale in Europa. La bilancia darà il suo verdetto.

Mauro Vecchio
20 Commenti alla Notizia Gli editori rivendicano il quarto potere
Ordina
  • Guarda caso, questa settimana stavo proprio pensando alla questione dei "furti" effettuati dai media che attingono al web.

    Il suddetto gruppo editoriale possiede diverse testate locali tra i quali "Il Tirreno". Ebbene, sull'edizione web di qualche giorno fa di questo giornale ho trovato una cosa che mi ha sconcertato un po'.
    Un mio amico, con il quale ho passato una bella settimana di vacanza a giugno, sfortunatamente ha un incidente e viene a mancare. Dopo qualche giorno trovo, sul sito de "Il Tirreno", l'articolo che ne parla, illustrato da una foto scattata durante quella vacanza, e pubblicata da un terzo amico su un paio di siti web (tra cui facebook).

    Ora non so sinceramente se sperare che i tizi siano solo gente che predica bene e razzola male (e dunque attingano a piene mani dal web, volendo però che le loro parole siano intoccabili) oppure che facebook ci abbia fatto la cresta.
    Ad ogni modo, all'autore della foto manco gli è stato detto che la sua foto sarebbe stata usata sul giornale.
    non+autenticato
  • ...di politica, sport e cronaca sarà perseguibile a norma di legge, in quanto equivale alla distribuzione di opere coperte dal Diritto d' Autore.

    Se si vuole parlare di chi ha vinto la partita di ieri, bisogna pagare l' equo compenso all' editore del giornale.

    LOL, ridicolo. Dalla loro petizione a questa immondizia il passo e breve.
  • Se potessero farebbero pagare anche per il commento al bar. Che poi in pratica è la stessa cosa, in versione web.
    Mi spiego.
    La mattina guardo un TG o compro un giornale e leggo (magari) "La crisi sta per finire!". Arrivo al bar e ne parlo con il barista, con conoscenti e magari con altri avventori. Proprio nel bar c'è una copia del giornale liberamente disponibile per gli occhi di tutti.
    Mi sembra di aver descritto uno scenario normale.
    Ad un certo punto arriva un poliziotto che ci intima di gettare a terra il corpo del reato (il giornale) e di smettere immediatamente di parlare dell'argomento coperto da diritto d'autore, che l'editore ci ha denunciati per aver infranto il copyright.
    - Se volete la notizia dovete comprare il giornale, ma comunque non potete parlarne fra di voi!
    Nell'articolo si parla di questo, spostato nel mondo parallelo del web, che ha altri mezzi e altre regole.
    Perché sul web è più facile condividere e commentare, i bar sono immensi e capientissimi, ognuno può leggere la sua copia del giornale.
    Ed è anche più facile trovare chi ha "rubato il contenuto".
    Certo, l'utente non può mettere sul proprio blog una parte dell'articolo, neanche linkando l'originale o citando la fonte, però... mi chiedo perché mettono i feed RSS? perché fanno SEO war così che i motori di ricerca puntino dritti verso i loro articoli piuttosto che alla testata concorrente?
    La risposta è banale: più sono letti e più vengono pagati dagli sponsor e dai banner. Insomma non rinunciano al guadagno della pubblicazione online, ma pretendono che nessuno riproduca quegli stessi contenuti.
    E stendiamo un velo pietoso sulla qualità di molti articoli e sulle fonti che spesso sono la stessa massa di blogger (ma anche fotografi e videocaster) che denunciano.
    Che ipocrisia...
  • Non mi sono accorto di aver scritto tanto, chiedo scusa, sarà la temperatura alta...
  • -- "Numerosi provider usano il lavoro di autori, editori ed emittenti senza pagare un centesimo: nel lungo periodo questo minaccia la produzione di materiale d'alto profilo e la stessa esistenza di un giornalismo indipendente" --

    Rotola dal ridere

    Allora l'Italia non corre nessun rischio, visto che di "giornalismo indipendente" che produca "materiale d'alto livello" non ne ce n'è più da mo'.
    non+autenticato
  • sia giornali che riviste usano articoli e foto in uso nella rete, senza per altro segnalarne la provenienza e mi è più volte capitato che le persone interessate, avendo scoperto l'abuso, a richiesta di responsabilità di tali giornali e riviste, non si sono neanche degnati di risposta o rettifica.

    Per cui di cosa vogliamo parlare?
    non+autenticato
  • i servi sciocchi del regime reagiscono e chiedono al loro padrone più ossiA bocca aperta

    che vuoi farci, in fondo i giornalisti sono i cani dei politici e i politici dovranno pur ricompensarli per i loro "servizi"
  • non solo, ma se i soldi pubblici pagano l'editoria tradizionale, ed i soldi pubblici sono DI TUTTI, perchè TUTTI non possiamo riprenderci e ripubblicare, ciò che di fatto abbiamo finanziato anche noi stessi!!!!????????

    Si dovrebbero chiarire un pò di cose...

    Ma tantio lo sappiamo tutti: l'editoria "tradizionale" e la televisione, così come li conosciamo oggi, moriranno presto.

    Non appena saranno in commercio fogli elettronici arrotolabili e connessi, giornale, blog e sito saranno indistinguibili, e vincerà la carta dell'interattività (commenti ecc...) cosa di cui possono disporre solamente i sistemi informativi su internet.
  • - Scritto da: dariocaruso
    > non solo, ma se i soldi pubblici pagano
    > l'editoria tradizionale, ed i soldi pubblici sono
    > DI TUTTI, perchè TUTTI non possiamo riprenderci e
    > ripubblicare, ciò che di fatto abbiamo finanziato
    > anche noi
    > stessi!!!!????????

    secondo il tuo ragionamento, posso passare da una concessionaria Fiat a ritirare una macchina gratis. Posso smettere di pagare per vedere le partite (su qualsiasi network). Posso prendere il progetto dell'ultimo nuovo processore che Intel ha coprogettato con STM Microelectronics. Posso prendere il treno gratis. Posso smettere di pagare la bolletta della luce. [continua...]

    una sola parola: cresci.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippuz
    > - Scritto da: dariocaruso
    > > non solo, ma se i soldi pubblici pagano
    > > l'editoria tradizionale, ed i soldi pubblici
    > sono
    > > DI TUTTI, perchè TUTTI non possiamo riprenderci
    > e
    > > ripubblicare, ciò che di fatto abbiamo
    > finanziato
    > > anche noi
    > > stessi!!!!????????
    >
    > secondo il tuo ragionamento, posso passare da una
    > concessionaria Fiat a ritirare una macchina
    > gratis. Posso smettere di pagare per vedere le
    > partite (su qualsiasi network). Posso prendere il
    > progetto dell'ultimo nuovo processore che Intel
    > ha coprogettato con STM Microelectronics. Posso
    > prendere il treno gratis. Posso smettere di
    > pagare la bolletta della luce.
    > [continua...]
    >
    > una sola parola: cresci.


    No, ok non volevo dire proprio questo, però non mi sembra giusto che un giornale riceva dei finanziamenti pubblici, un sito non ne riceve ed in più non può ripubblicare la roba che passa per il giornale. COnsiderando anche che, il giornale può ripubblicare ciò che ha scritto il sito.
  • - Scritto da: pippuz
    > - Scritto da: dariocaruso
    > > non solo, ma se i soldi pubblici pagano
    > > l'editoria tradizionale, ed i soldi pubblici
    > sono
    > > DI TUTTI, perchè TUTTI non possiamo riprenderci
    > e
    > > ripubblicare, ciò che di fatto abbiamo
    > finanziato
    > > anche noi
    > > stessi!!!!????????
    >
    > secondo il tuo ragionamento, posso passare da una
    > concessionaria Fiat a ritirare una macchina
    > gratis.
    Se la FIAT ricevesse soldi dalle mie tasse, mi chiedo perché almeno non dovrebbe praticarmi uno sconto...
    In ongi caso, per passare dalla concessionaria prendo diverse strade, e sono tutte gratis. Tradotto: sono pagate con le mie tasse.

    > Posso smettere di pagare per vedere le
    > partite (su qualsiasi network).
    Queste decuplicale pure...

    > Posso prendere il
    > progetto dell'ultimo nuovo processore che Intel
    > ha coprogettato con STM Microelectronics.
    Se oltre che coprogettato con Intel, è anche cofinanziato da soldi pubblici, dove sta la quota del dividendo sugli utili Intel/STM nelle mie tasse?
    > Posso
    > prendere il treno gratis.
    Se tu sapessi veramente come sono finanziati i treni, inclusi quelli Svizzeri, sapresti che GIA' li prendi gratis, visto che i biglietto nemmeno in Svizzera arriva a coprire il 50% dei costi di gestione (e tralasciamo i costi della costruzione delle infrastrutture)

    > Posso smettere di
    > pagare la bolletta della luce.
    Già fatto. Da quando il tetto di casa mia è completamente coperto di pannelli fotovoltaici, sono loro a pagare me...

    > [continua...]
    Pago l'acqua o pago il servizio di trasporto e depurazione dell'acqua? Di chi è l'acqua che sgorga dalla sorgente? Del proprietario del lago dalla quale è evaporata? O di quelli su cui è passata la nuvola? O di quelli su cui ha piovuto? O di quello sul cui terreno torna in superficie?
    O più semplicemente l'acqua non la si POSSIEDE, la si USA. E paghi chi la va a prendere alla fonte per te, non l'acqua.

    Qui stiamo parlando di persone che rivendicano di "possedere" le "notizie", non che ce le vanno a prendere alla fonte per noi. I blog "ripubblicano" la notizia commentandola né più né meno di come facciamo al bar prima di entrare in ufficio quando leggiamo il Corriere cartaceo, messo a disposizione dal bar.
    Il "Copyright" sulle "news" è come il "possesso" dell'acqua: evapora, e quando è evaporata non puoi pretendere la marchiatura delle molecole perché prima o poi si ricondenseranno da qualche altra parte nuovamente in acqua...

    >
    > una sola parola: cresci.
    In una sola parola: ritenta.
    Ma studia di più, non sperare solo di essere più fortunato.
    non+autenticato
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