Internet, genitori da fustigare

Abbandonare i figli davanti al computer e ad internet li espone a molti rischi, alcuni dei quali decisamente preoccupanti. Ma la rete non ha colpa

Roma - Lasciare i propri figli più piccoli davanti al computer, e magari ad internet, senza seguirli da vicino e stimolare un rapporto equilibrato con questi strumenti può produrre conseguenze gravissime. Lo sostengono gli esperti che si sono riuniti nel già annunciato convegno romano "La mente virtuale" patrocinato dalla Commissione parlamentare sull'infanzia.

In un caso di quello che viene definito tecnoautismo, pare che un bambino, che a tre anni è stato posto davanti al computer, all'età di nove anni aveva sviluppato una tale personale "connessione" alla macchina da riuscire ad esprimersi compiutamente solo attraverso di essa, persino nei rapporti con i propri familiari, ribattezzati per l'occasione con nomi dei protagonisti dei suoi videogiochi preferiti...

Un caso "shock" che rischia naturalmente di fare del computer o di internet novelli Lucignolo, cosa che invece gli esperti hanno detto di non voler fare. E non lo vuole fare neppure Maria Burani Procaccini, presidente della Commissione, che all'AdnKronos ha dichiarato come non si debba "demonizzare la tecnologia né i nuovi mezzi di comunicazione ma non bisogna neanche lasciare soli i bambini. Il tecnoautismo, infatti, colpisce proprio i più pratici di computer, mentre ancora oggi molte mamme e papà non sanno niente di questi mezzi".
Sarebbe dunque la cultura informatica il problema, sebbene sia evidente come, non solo per il computer, ciò che conta è la presenza attiva del genitore.

A definire il tecnoautismo è servito uno studio condotto su bambini sotto i 9 anni che, secondo gli esperti, dimostrano di essere così coinvolti dal computer da non riuscire ad esprimersi se non attraverso di esso.
9 Commenti alla Notizia Internet, genitori da fustigare
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  • "sia evidente come, non solo per il computer, ciò che conta è la presenza attiva del genitore."

    "Il tecnoautismo, infatti, colpisce proprio i più pratici di computer"

    "A definire il tecnoautismo è servito uno studio condotto su bambini sotto i 9 anni che, secondo gli esperti, dimostrano di essere così coinvolti dal computer da non riuscire ad esprimersi se non attraverso di esso."
    Ho avuto regalato da mia madre il mio primo computer (un C64) a 6 anni, a 8 anni cominciavo a programmare in BASIC, a 10 programmavo in assembly MOS6502, passavo i miei pomeriggi davanti al computer a programmare le mie prime cosine. Avevo tanti amici. A 11 anni ho comprato un Amiga 500 plus e passavo i miei pomeriggi a programmare giochini in AMOS. A 15 anni comprai un Amiga 1200 e passavo i pomeriggi a programmare in assembly MC68000 effetti grafici e ho pure scritto un piccolo engine grafico di un disk magazine italiano. Avevo tanti amici in tutta Italia e a scuola non andavo malissimo. Ora ho 23 anni, programmo in C++ e DirectX sul mio PC. Stando a quanto scrive l'articolo dovrei essere un autistico, un automa che si esprime solo col PC, un ragazzotto magro e occhialuto, i miei genitori dovrebbero essere dei falliti disperati, insomma dovrei essere un caso irrecuperabile. Invece ho un buon lavoro, vado all'università, ho un fisico allenato, una vita sociale attiva, una splendida ragazza e una vita tutto sommato non drammatica. E in tutto questo i miei genitori non mi hanno mai tenuto sotto controllo mentre ero davanti al "mostruoso" computer...

    Sicuramente non ve ne frega niente di quello che sono, ma stando a quanto dicono questi quà io dovrei essere solo un'eccezione? Non lo sono e non lo penserò mai, ho tanti amici che hanno avuto il mio stesso iter e sono persone meravigliose e normalissime. E non dei tossici del computer.
    non+autenticato
  • No, oggi siamo tecnoacustici.
    Con tutti gli MP3 che girano...Sorride

    uhm... non ride nessuno?
    eh, vabbe', pazienza...

    Ha avuto una storia straordinariamente simile alla mia.
    Io di anni ne ho 27 e problemi non ne ho... uhm... con gli amici sono a posto, a parte quando m'incazzo se perdo a Risiko... e a parte la ragazza, si`, quello e` un punto a sfavore... ma ho almeno 5 amici che sono nelle mie condizioni senza essere particolarmente attaccati al computer...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Alex¸tg
    > Ha avuto una storia straordinariamente
    > simile alla mia.
    > Io di anni ne ho 27 e problemi non ne ho...
    > uhm... con gli amici sono a posto, a parte
    > quando m'incazzo se perdo a Risiko...

    Il problema non riguarda certo chi ha iniziato negli anni '80. Io di anni ne ho 10 più di te, in vent'anni ho scritto più di 2 milioni di righe in assembly e non so quante in C eppure ho una splendida moglie e una vita assolutamente normale.

    A quei tempi s'iniziava programmando e costruendo qualcosa: assembly, C, basic, pascal. Se mancava qualcosa, uno se lo scriveva. La telematica era una parentesi (io ho iniziato a 300 baud), la maggior parte del tempo la passavi offline a cercare di conoscere meglio la tua macchina. Questo approccio stimola l'inventiva, l'apprendimento, la costruttività.

    I bambocci che iniziano oggi invece, se la va bene, passano online il 99% del tempo. Imparano subito a rubare MP3 e crackz, lanciare DoS e altre porcherie preconfezionate contro PC altrui, un approccio distruttivo e vuoto. Non sanno niente del loro PC e non sono neppure stimolati a saperlo. Anche chi impara a scrivere qualcosa cade facilmente in molte trappole di superficialità, i linguaggini di oggi sono nati per sveltire certi lavori dei professionisti, non per permettere a qualsiasi bischero di scrivere facilmente del codice. Questo approccio non stimola un tubaccio di nulla, anzi distrugge il senso della proprietà e la consapevolezza dei limiti (se mi manca qualcosa e non posso permettermela farò semplicemente a meno di averla, il superfluo non è mica un diritto divino).
    Di questo degrado si dovrebbero preoccupare sti psicologi, non delle troppe o poche ore passate davanti al PC. Anche i miei tempi era chiaro che se un bambino passava 12 ore al giorno col lego in mano poteva diventare rimbecillito e senza amici, ma nella maggior parte dei casi diventava semplicemente un ingegnere.
    non+autenticato
  • "Lasciare i propri figli più piccoli davanti al computer, e magari ad internet, senza seguirli da vicino e stimolare un rapporto equilibrato con questi strumenti può produrre conseguenze gravissime"

    Finalmente qualcuno l'ha capito! Era l'ora!
    Non se ne poteva più di leggere le solite baggianate sul "pc che travia l'infanzia". Io lo dico da sempre: i mocciosi devono stare a giocare con la pleisteiscion: i Pc non sono giocattoli.

    Ovviamente genitori incapaci cresceranno figli della stessa pasta........... oltre che stupidi.

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ovviamente genitori incapaci cresceranno
    > figli della stessa pasta........... oltre
    > che stupidi.

    E' la giusta legge di selezione naturale...
    >
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > E' la giusta legge di selezione naturale...

    La selezione naturale non esiste piu' da qualche lustro.
    Almeno dalle mie parti, dove si riproducono solo i peggiori.
    non+autenticato
  • > Finalmente qualcuno l'ha capito! Era l'ora!
    > Non se ne poteva più di leggere le solite
    > baggianate sul "pc che travia l'infanzia".
    > Io lo dico da sempre: i mocciosi devono
    > stare a giocare con la pleisteiscion: i Pc
    > non sono giocattoli.

    Credo che quel ragazzo sarebbe diventato
    altrettanto autistico davanti alla playstation
    se non curato dai genitori (ribattezzati con
    nomi di personaggi dei videogiochi).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Credo che quel ragazzo sarebbe diventato
    > altrettanto autistico davanti alla
    > playstation
    > se non curato dai genitori (ribattezzati con
    > nomi di personaggi dei videogiochi).

    E magari anche il ragazzo con un nome improbabile preso dalla penultima telenovela.
    non+autenticato

  • > Io lo dico da sempre: i mocciosi devono
    > stare a giocare con la pleisteiscion: i Pc
    > non sono giocattoli.

    Su questo non sono per niente d'accordo,
    i bambini devono stare in compagnia tra di
    loro e magari muoversi (presente
    nascondino, alto e basso ecc ecc??)
    E possibilmente stare lontani anche dalla TV.
    E questo vale anche per gli adulti.
    non+autenticato