Partiti i corsi per cybercops

A Roma ieri Ŕ stato inaugurato il primo corso riservato agli operatori della Polizia Postale. Tre settimane per aggiornare un primo nucleo di 27 cybercops

Roma - La competenza della polizia specializzata quale arma primaria contro l'abuso delle reti telematiche e dei sistemi informatici, per combattere il crimine elettronico e perseguire i suoi autori. Questo il quadro nel quale si inserisce il primo corso specialistico di aggiornamento che Ŕ stato ieri inaugurato a Roma all'UniversitÓ di Tor Vergata.

Grazie al coordinamento tra la facoltÓ di Ingegneria e il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, nelle prossime tre settimane il primo corso per cybercops consentirÓ a 27 operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni di accedere alle ultime novitÓ tecnologiche per meglio contrastare il cybercrimine.

Alla cerimonia di inaugurazione del corso hanno partecipato, tra gli altri, il Direttore Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, Postale, di Frontiera e dell'Immigrazione, Alessandro Pansa, il Magnifico Rettore dell'UniversitÓ, Alessandro Finazzi Agro', e il Preside della FacoltÓ di Ingegneria, Agostino La Bella.
Il corso Ŕ denominato "Alta Investigazione Informatica" e si tratta in effetti fino a questo momento di un evento unico per le forze dell'ordine specializzate in questo genere di operazioni.
TAG: cybercops
11 Commenti alla Notizia Partiti i corsi per cybercops
Ordina
  • speriamo che non lascino metter mano alla tastiera a gente che non abbia un attestato cazzuto, previa prova cazzuta
    non+autenticato
  • ...a leggere i log e a fare qualche fichissima presentazione in pauerpoint da usare nelle interviste nel caso arrestino qualche pericoloso quindicenne...burp
    non+autenticato
  • concordo..
    son tutti sfigati
    non+autenticato
  • Questo e' quello che fa comodo pensare a TE.
    La realta' e' che la competenza della PolPost e' gia' enorme.
    non+autenticato
  • La realtà è che in Italia di veri hacker (con le palle quadrate) ne abbiamo ben pochi.... sono tutti all'estero quelli bravi (e soprattutto in USA, dove c'è una "cultura dell'hacker" che qui è completamente assente o quasi).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La realtà è che in Italia di veri hacker
    > (con le palle quadrate) ne abbiamo ben
    > pochi.... sono tutti all'estero quelli bravi
    > (e soprattutto in USA, dove c'è una "cultura
    > dell'hacker" che qui è completamente assente
    > o quasi).

    IMHO questo è un punto di vista piuttosto riduttivo
    in Italia abbiamo anche buoni hackers, fare riferimento solo o soprattutto agli USA non è vero
    crew in Germania
    progetti di hacking in Nord Europa
    virus che arrivano dalla Corea
    l'Est Europa mi sembra abbastanza attivo
    sviluppatori di kernel in Sud America
    non sono solo gli USA, sempre IMHO
    a voler cercare si trovano

    oltretutto il fatto che in Italia non ci siano pirati informatici capaci, giustifica il fatto che alla Pol Post sia sufficiente fare presentazioni di pauerpoints uord e leggere i log Sorride

    saluti
    non+autenticato
  • Sì, è verissimo!
    Oltre a pauerpoint ormai sanno usare anche word!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Questo e' quello che fa comodo pensare a TE.
    > La realta' e' che la competenza della
    > PolPost e' gia' enorme.

    Ahah, scusa ma era proprio una bella battuta.

    Pensi che per fare quello che fanno loro ci voglia un genio?

    La realtà é che per ciò che riescono a fare normalmente, ovvero tracciare utenti o siti, non ci vuole certo un mostro d'esperienza, mentre per tutto il resto (truffe on line ben congegnate, comunicazioni illegali criptate etc..) possono fare ben poco.

    Luke
    non+autenticato

  • > La realtà é che per ciò che riescono a fare
    > normalmente, ovvero tracciare utenti o siti,
    > non ci vuole certo un mostro d'esperienza,

    La cosa drammatica è che per fare le cose che dici, cioè cose che quasi chiunque frequenti questo forum saprebbe fare a occhi chiusi distinguendo il bene dal male senza fatica, devono fare dei corsi ultra-specializzati da non più di 27 persone alla volta e sono convinto che "sul campo" avranno ancora grossi dubbi nello stabilire cosa va bene e cosa va male...
    Mi immagino le domande tipo (solo un esempio: se arrivassero davvero a questa scoppierei a ridere andandomene e lasciandoli lì): "Questo CD con scritto Red-Hat Linux non è originale e non ha il bollino SIAE... Ce l'ha almeno la licenza d'uso?"

    > mentre per tutto il resto (truffe on line
    > ben congegnate, comunicazioni illegali
    > criptate etc..) possono fare ben poco.

    Già Triste(
    Nic
    153
  • > lasciandoli lì): "Questo CD con scritto
    > Red-Hat Linux non è originale e non ha il
    > bollino SIAE... Ce l'ha almeno la licenza
    > d'uso?"

    Pensa se ti chiedessero:
    LORO: "Questo CD con scritto Red-Hat Linux cos'è ?"
    TU: "Il mio sistema operativo"
    LORO: "Ah, il sistema operativo? Mi faccia vedere la licenza microsoft!"
  • triste ma vero.
    non+autenticato