Federica Ricca

USA, tutti per l'open source

Ci si mettono in settanta, grandi e piccoli, per cercare di convincere Obama. Mentre in Europa in molti stanno ancora alla finestra

Roma - La lista dei favorevoli all'open source nelle amministrazioni degli Stati Uniti continua ad aumentare. Open Source for America è, infatti, una coalizione di volenterosi appena nata che mira proprio alla diffusione dei software aperti.

Il gruppo nasce con lo scopo di istruire i decision maker del governo federale statunitense a proposito dei vantaggi che derivano dall'uso di software OS, così da incoraggiarne la diffusione.

In realtà, già diverse amministrazioni a stelle e strisce hanno optato per il passaggio, per permettere ai cittadini una maggiore partecipazione e favorire la trasparenza degli uffici pubblici. Non ultimo, il servizio postale statunitense ha reso nota la migrazione a Linux, che gli permetterebbe anche di diminuire i costi del servizio.
Open Source for America, che vede la partecipazione di oltre settanta soggetti tra aziende, organizzazioni e istituzioni accademiche, vuole imporsi, però, come voce unificata pro open source. Tra i fondatori, spiccano compagnie come Google, Oracle, Red Hat e Mozilla.

Secondo Tom Rabon, vicepresidente esecutivo di Red Hat, questa iniziativa non poteva nascere in un momento migliore, dato che alla Casa Bianca siede Barack Obama la cui amministrazione sarebbe a favore di politiche improntate alla trasparenza e all'accessibilità.

Oltre alla nuova Open Source for America, molti hanno già individuato nel neo-presidente statunitense un buon interlocutore su questi temi. Solo qualche mese fa, Obama aveva ricevuto una lettera firmata dai dirigenti di Novell e Red Hat, in cui era stato invitato a considerare il codice aperto per un miglior funzionamento della burocrazia. Le motivazioni addotte erano la maggiore trasparenza e i benefici che l'OS porterebbe ai cittadini degli States.

La nascita di Open Source for America si inserisce, dunque, in un filone di iniziative volte a diffondere l'utilizzo di applicativi a sorgenti aperti o, almeno, a considerarli realmente un'alternativa. E mentre negli USA continua a mobilitarsi la popolazione open, sull'altra sponda dell'Atlantico persistono le preoccupazioni e i dubbi sui reali benefici che si possono trarre da questo tipo di licenze.

Come rivelato dalla documentazione ottenuta da Marco Cappato, già parlamentare europeo per i Radicali, l'UE avrebbe studiato la possibilità di una migrazione verso l'OS ma, in cambio di una maggiore indipendenza tecnologica, la spesa da affrontare sarebbe così alta da poter essere ammortizzata solo in più di 30 anni.

Nonostante permanga un certo scetticismo, pure alla luce di eventuali ricadute positive sul lungo periodo, non stupisce la notizia che alcune scuole d'arte tedesche stiano optando per Linux, quasi che il passaggio a livello europeo debba essere valutato caso per caso e Stato per Stato.

Anche in Italia qualcosa si è mossa: la provincia di Bolzano adotta standard aperti già da due anni e sarebbero diverse le PA intenzionate a seguirne l'esempio, a cominciare da quelle regioni come Veneto e Puglia che hanno già inserito nel loro assetto legislativo norme che tentano di privilegiare l'approccio open source.

Federica Ricca
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131 Commenti alla Notizia USA, tutti per l'open source
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  • E' per caso nuova? Non la ricordo. Molto carina comunqueSorride
    non+autenticato
  • Nella ricca e prosperosa Lombardia le cose non vanno poi così bene... azi pegggio!
    Opero da alcuni mesi come consulente per un comune Lombardo e devo dire che la PA della Lombardia è ASSOLUTAMENTE MICROSOFT DEPENDENT ad esempio:
    - Tutti i siti amministrativi della regione non sono utilizzabile che da Internet Explorer (STesso discorso vale anche per il sito amministrativo dell'IMPS).
    - Tutti i documenti sono solo in formato DOC o Office Vista (Ma questo è il minore dei mali...)
    - Tutta una serie di docuemnti, oltretutto riservati in quanto riguardano dati personali, sono distribuiti per email in formato MS-ACCESS, non solo, ma utilizzano al loro interno applicativi che sono con ACCESS è possibie aprire.
    Stesso discorso vale per altri documenti/programmi relativi alla sanità e l'elenco sembra non finire mai!

    Tutto questo mi fa pensare che il sistema della PA lombarda abbia stretto un patto di ferro com Microsoft Italia e che di fatto operi in regime di monopolio in barba alle normative vigenti. Mi piacerebbe che altri mi informassero circa questa realtà in modo da poter fare una azione più precisa... e se ci fosse spazio per una azione antitrust meglio...
    non+autenticato
  • > - Tutta una serie di docuemnti, oltretutto
    > riservati in quanto riguardano dati personali,
    > sono distribuiti per email in formato MS-ACCESS,
    > non solo, ma utilizzano al loro interno
    > applicativi che sono con ACCESS è possibie
    > aprire.

    il fatto che documenti riservati vengano inviati via mail è molto grave; ma non è certo passando all'open source che si risolve questo problema.

    ma al posto di Access, che cosa si può utilizzare?
    ti assicuro che se utilizzato bene, è uno strumento davvero produttivo. e pazienza per le centinaia di euro che costa! certo bisogna vedere come lo utilizzano, ma spesso e volentieri i soldi che costa sono spesi bene.
    non+autenticato
  • > - Tutti i documenti sono solo in formato DOC o
    > Office Vista (Ma questo è il minore dei
    > mali...)

    office vista ? mai sentita questa versione. Forse office 2007.
    C'è da distinguere se si tratti di file destinati all'uso interno o a distribuzione al pubblico.
    Nel primo caso sono liberi di usare il formato più strampalato che vogliono. Nel secondo sarebbe meglio, oltre che più sicuro, pubblicarli in formato PDF.

    > - Tutta una serie di docuemnti, oltretutto
    > riservati in quanto riguardano dati personali,
    > sono distribuiti per email in formato MS-ACCESS,
    > non solo, ma utilizzano al loro interno
    > applicativi che sono con ACCESS è possibie
    > aprire.

    è grave che facciano girare dati sensibili usando mezzi poco sicuri come l'email, ma il problema rimarrebbe anche se usassero ODF.
    Per il resto i dati per esclusivo uso interno devono essere liberi di trattarli come gli pare.

    > Tutto questo mi fa pensare che il sistema della
    > PA lombarda abbia stretto un patto di ferro com
    > Microsoft Italia e che di fatto operi in regime
    > di monopolio in barba alle normative vigenti.

    non c'è monopolio, più o meno è come se la regione avesse scelto di usare auto di una sola marca per l'autoparco, in maniera da fare economie di scala con assistenza e pezzi di ricambio.

    > Mi
    > piacerebbe che altri mi informassero circa questa
    > realtà in modo da poter fare una azione più
    > precisa... e se ci fosse spazio per una azione
    > antitrust
    > meglio...

    scordati l'antitrust.
  • - Scritto da: shevathas
    [...]
    > C'è da distinguere se si tratti di file destinati
    > all'uso interno o a distribuzione al
    > pubblico.
    > Nel primo caso sono liberi di usare il formato
    > più strampalato che vogliono. Nel secondo sarebbe
    > meglio, oltre che più sicuro, pubblicarli in
    > formato PDF.

    Beh, oddio... ultimamente, circa il PDF sicuro non sono proprio sicuro Sorride


    Cordiali saluti
  • nella PA marchigiana è la stessa cosa, anche se il problema dell'invio dati via mail ancora non l'ho notato.. cmq non è da escludere che ci sia!
    qui alcuni si danno da fare proponendo sw open con buoni risultati, ma per motivi storici ci sono molti db access e sw proprietario su windows che serviranno anni per fare il porting, sempre che ci sia interesse per farlo.

    qui c'è una legge regionale per cui è preferibile il sw open a quello closed, è solo questione di tempo (anni? decine di anni?) perchè si adeguino
    non+autenticato
  • Se davvero la pubblica amministrazione vuole passare a tecnologie open, i passi da fare sono due.

    1) Passare ai programmi opensource rimanendo in Windows.
    2) Passare da Windows a Linux.

    IMHO il secondo passo è parecchio piu' complicato, e se vogliamo inutile (e magari pure dannoso) soprattutto per quanto riguarda i desktop (sui server almeno risparmi costose licenze)

    E' importante che il primo passo venga compiuto SEPARATAMENTE dal secondo, e deve passare qualche anno prima di compiere il passo due.
    non+autenticato
  • Non è neanche necessario cambiare sistema operativo.

    Almeno finché non diventa obsoleto e/o non più supportato...
  • Sicurezza? Cos'è questa ignota? I tuoi dati personali possono essere 'non troppo difficilmente' rubati da persone male intenzionate... ╚ bello sapere che tutti hanno a cuore la propria privacy.
  • Mica ho scritto di restare a Windows 98...

    Finché un sistema viene supportato e aggiornato i problemi di sicurezza non sono poi così pesanti. E poi esistono ancora i firewall e gli antivirus (s)fortunatamente.
  • in teoria si potrebbe anche continuare a usare i sw windows con wine, quindi fare tutti e due i passi insieme
    non+autenticato
  • L'azienda Pippo mi chiede un software che non esiste open source.
    12 mesi, programmatori, responsabili, materiale fanno una bella cifra. Il cliente la pagherà? No, però anche se vado sotto vuoi per la manutenzione, vuoi per il fatto che personalizzandolo posso piazzarlo ad altri clienti e quindi guadagnare sulla distanza.
    Con l'open però il discorso cambia.
    Faccio il prodotto ma poi sarà un'altra azienda a mantenerlo. Pazienza direte voi. Poi però non posso piazzarlo altrove, potrebbe addirittura farlo l'azienda a cui io stesso l'ho venduto a ripiazzarlo ad un altro cliente.
    Ma a me quindi... ma chi me l'ha fatto fare a svilupparlo?
    Solo aziende con il giusto peso politico sopravviveranno, le altre non svilupperanno più, faranno solo body rental.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > L'azienda Pippo mi chiede un software che non
    > esiste open
    > source.
    > 12 mesi, programmatori, responsabili, materiale
    > fanno una bella cifra. Il cliente la pagherà? No,
    > però anche se vado sotto vuoi per la
    > manutenzione, vuoi per il fatto che
    > personalizzandolo posso piazzarlo ad altri
    > clienti e quindi guadagnare sulla
    > distanza.
    > Con l'open però il discorso cambia.
    > Faccio il prodotto ma poi sarà un'altra azienda a
    > mantenerlo. Pazienza direte voi. Poi però non
    > posso piazzarlo altrove, potrebbe addirittura
    > farlo l'azienda a cui io stesso l'ho venduto a
    > ripiazzarlo ad un altro
    > cliente.
    > Ma a me quindi... ma chi me l'ha fatto fare a
    > svilupparlo?
    > Solo aziende con il giusto peso politico
    > sopravviveranno, le altre non svilupperanno più,
    > faranno solo body
    > rental.

    Ma questi "filosofi" si illudono e ciò che hai scritto, che è sacrosanto, diranno che non è vero, che si può gudagnare con l'assistenza bla, bla....solo stronzate!
    Stanno uccidendo l'informatica e si stanno tagliando le gambe da soli. Quando tra qualche anno l'OpenSource avrà saturato qualunque branca dell'IT, fare lo sviluppatore avrà lo stesso peso di fare il cacciavitaro al PC City e per tutto questo dovremo dire grazie all'OpenSource.

    Sopravviveranno solo i colossi, le piccole imprese IT o falliranno o faranno la fame. Complimenti comunisti filosofi open sorciari! Spartitevi pure le briciole che nel frattempo grazie alle vostre ore passate in cantina chi ha i soldi ne farà sempre più.
    non+autenticato
  • 1)a me risulta che MICROSOFT
    voleva entrare nel mercato dei gestionali


    2)si possono fare programmi closed da vendere su piattaforma open
    nessuno lo vieta

    siete ignoranti come zucche vuote
    non+autenticato
  • - Scritto da: pasticcere anonimo

    > siete ignoranti come zucche vuote
    Ti prego: non offendere le zucche vuote....
    non+autenticato
  • - Scritto da: pasticcere anonimo
    > 1)a me risulta che MICROSOFT
    > voleva entrare nel mercato dei gestionali
    >
    >
    > 2)si possono fare programmi closed da vendere su
    > piattaforma
    > open
    >   nessuno lo vieta
    >
    > siete ignoranti come zucche vuote

    Infatti, se sai leggere, ho scritto quando il mercato IT sarà saturato da software Open. Ancora non lo è ma presto lo sarà (nonostante buona parte del software open sia ridicolo). E chi vorrà più pagare per qualcosa che trova anche open? Magari funziona "così-così" ma ci si accontenta perchè è "gratis".

    E' successo anche mella mia azienda: ci serviva un ETL ma non ne abbiamo preso uno serio come SSIS perchè a pagamento e abbiamo optato per Spoon (senza acquistare l'assistenza che è decisamente inutile).
    Risultato: Spoon è stra-pieno di bug (ex Kettle), ha dei seri problemi di performance/stabilità e ha 1 decimo delle funzionalità di SSIS...ma in un modo o in un altro la soluzione si trova e si tira avanti.

    Capito ora o ti devo fare un disegnino?
    non+autenticato
  • >
    > Infatti, se sai leggere, ho scritto quando il
    > mercato IT sarà saturato da software Open. Ancora
    > non lo è ma presto lo sarà (nonostante buona
    > parte del software open sia ridicolo). E chi
    > vorrà più pagare per qualcosa che trova anche
    > open? Magari funziona "così-così" ma ci si
    > accontenta perchè è
    > "gratis".

    Magari qualcuno non si accontenta...

    >
    > E' successo anche mella mia azienda: ci serviva
    > un ETL ma non ne abbiamo preso uno serio come
    > SSIS perchè a pagamento e abbiamo optato per
    > Spoon (senza acquistare l'assistenza che è
    > decisamente
    > inutile).
    > Risultato: Spoon è stra-pieno di bug (ex Kettle),
    > ha dei seri problemi di performance/stabilità e
    > ha 1 decimo delle funzionalità di SSIS...ma in un
    > modo o in un altro la soluzione si trova e si
    > tira
    > avanti.

    Se si tira avanti è perché cmq lo si può fare.
    Se non si poteva fare a meno di SSIS lo si comprava.
    Non si può dire che un software ne sostituisce un altro solo perché è gratis.
    Se poi è gratis ma è anche buono allora è un altro discorso...
    non+autenticato
  • normalmente più che gratis e buono il discorso è gratis e sufficiente
    non+autenticato
  • > Magari qualcuno non si accontenta...

    Intanto si è perso il lavoro di chi si accontenta
    non+autenticato
  • Questo è in completo contrasto con il messaggio iniziale!
    Se veramente quel software è pieno di bug, perché non chiedere a una piccola azienda di correggere il problema e fornire il supporto necessario?
    ╚ esattamente uno di quei casi dove una piccola azienda potrebbe sopravvivere proprio grazie all'open.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e Cognome
    > Questo è in completo contrasto con il messaggio
    > iniziale!
    > Se veramente quel software è pieno di bug, perché
    > non chiedere a una piccola azienda di correggere
    > il problema e fornire il supporto
    > necessario?
    > ╚ esattamente uno di quei casi dove una piccola
    > azienda potrebbe sopravvivere proprio grazie
    > all'open.

    Lascia stare, è uno che crede ancora ai comunisti cattivi...
    Shiba
    3709
  • 1) Spesso si evita di usare quella certa caratteristica del software open che si inchioda e si aspetta la versione successiva.

    2) Si chiama direttamente il produttore del software open

    3) Si chiama la piccola azienda a fare consulenza ad una tariffa da fame

    Non è che se il software è regalato il lavoro aumenta per le software house... ovviamente aggiustandosi qualcuno si salva sempre, ma questo non vuol dire che il software open aiuta la piccola azienda
    non+autenticato
  • Esce un prodotto buono, la gente pian piano ci passa.
    Per l'open source invece c'è sempre qualcuno che deve spingere, che sia il comitato, l'unione Europea o chicchessia.

    Perchè l'open deve essere continuamente spinto ed il closed no (non toccando Microsoft senno vi alterate alla fine i prodotto migliori per i professionisti sono sempre closed, vedi Photoshop, vedi 3DSMax, vedi Oracle...)?
    non+autenticato
  • Perchè l'inerzia della gente è forte nel bene e nel male.
    In pratica è molto più facile mantenere lo "status quo" e convincere un "ignorante" (nel senso che ignora) ad uniformarsi alla massa.
  • - Scritto da: fabiov
    > Perchè l'inerzia della gente è forte nel bene e
    > nel male.
    >
    potrebbe essere un discorso sensato lato utente. Anche se ci sarebbe da aprire una parentesi sulle esigenze dei clienti, se i clienti privilegiano la comodità alla velocità è inutile menarla con la storia delle applicazioni più veloci.
    Lato client la gente vuole qualcosa che si attacca e si usa, stile mac.

    > In pratica è molto più facile mantenere lo
    > "status quo" e convincere un "ignorante" (nel
    > senso che ignora) ad uniformarsi alla
    > massa.

    nel caso di utenti professionisti di software professionali il discorso decade completamente.
    Per gli studi di fotografia photoshop è lo standard di fatto. E non credo passino a GIMP (e quella orribile interfaccia con le finestre flottanti tanto tanto scomoda) solo per mera pigriza.
    O per chi deve creare DB business critical.

    Se ci si pensa stranamente i software OS che si sono affermati sono stati anche quelli meno pompati dalla pubblicità, non ho mai visto convegni creati per pubblicizzare apache, o per magnificare iptables o squid.
  • Perché i prodotti sono buoni, non ottimi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MAH
    > Perché i prodotti sono buoni, non ottimi.

    Peccato che nel caso dell'Open all'aumento del bacino di utenza aumentano le migliorie e diminuiscono i bug (statisticamente più utenti ci sono e più ci sono proposte, bug report e − anche se in percentuale moooolto minore − altri contributori).

    Nel closed all'aumentare dell'utenza aumentano i guadagni di chi lo vende... Ok, aumentano anche i bug report, ma non chi li segue.
  • e chi ti dice che il closed non viene "spinto"?A bocca aperta

    pensa a Brunetta che insieme a MS Italia ce l'hanno spinto a fondo a tutti noi itaGlianiA bocca aperta
  • Pensi veramente che i prodotti che vincono siano quelli buoni?
    I prodotti che vincono sono quelli che vengono spinti e pubblicizzati. Il VHS anche se meno buono ha vinto quando l'industria del porno ha cominciato ad usarlo, non perché era il migliore, ma perché costava meno. Quella spinta è stata fondamentale per vincere.

    Il software closed source si è imposto per anni non perché migliore, ma perché estremamente pubblicizzato.

    Il software open deve seguire lo stesso iter. Non importa se è migliore o peggiore, visto che chi vince è colui che è maggiormente pubblicizzato, l'unica strada verso la "vittoria finale" è quella di trovare tutti i supporti necessari.

    E questo indipendentemente dal reale valore del prodotto. Anche se io personalmente sono convinto che moltissimi software OS siano nettamente superiori ai corrispettivi closed, ma questa è solo la mia opinione.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Esce un prodotto buono, la gente pian piano ci
    > passa.

    Forse nel mondo perfetto dei sogni... La storia è costellata di lotte e sacrifici per affermare le idee giuste.
    non+autenticato
  • perchè nella pubblica amministrazione è un DOVERE utilizzare sistemi OPEN!!!

    Te lo vedi uno stato in ginocchio perchè non sapeva che il sistema operativo proprietario che usava gli spiava le informazioni per conto di uno stato nemico????

    Quello stato, usando un sistema closed, non può controllare cosa fa il suo PC, e servizi segreti nemici possono fare quello che vogliono.

    Utilizzando Open, questo non può accadere, dato che tutti possono viesionare e controllare il codice sorgente...


    E non pensate che sia fantascienza....
  • > E non pensate che sia fantascienza....

    Si è fantascienza da bambini di 16 anni che guardano Dragon Ball invece di studiare.
    non+autenticato
  • Tant'è che la Oracle tra gli OS ha OpenSolaris e Photoshop lo usano per 3/4 i n00b che devono ritoccarci le foto per metterle su Facebook/Netlog et similia. Senza pagare la licenza.

    Nota: GIMP per uso professionale aveva tre mancanze fondamentalmente:
    - supporto ai colori CMYK (ora integrato, prima via plug-in)
    - supporto ai RAW (per le reflex è perfetto, non so per altri apparecchi)
    - supporto alla scala Pantone (plug-in)

    La gente non passa per 3/4 per pigrizia e per disinformazione. Disinformazione accuratamente creata, aggiungerei.
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