Giorgio Pontico

Non vuole XP, risarcito

Un utente si vede recapitare un netbook equipaggiato con un sistema operativo indesiderato. Chiede il rimborso e gli viene concesso

Londra (Regno Unito) - Un informatico britannico ha riportato su un blog una vicenda alla cui fine si potrebbe aggiungere la celebre dicitura e vissero felici e contenti. Tempo fa Alan Lord, questo il nome di uno dei protagonisti, aveva comprato su Amazon (il co-protagonista) un netbook Asus 1008 HA per 374 sterline.

Nulla di strano fin qui. Lord è però uno specialista di Linux ed in particolare della distribuzione Ubuntu: di Windows XP, installato di default nel PC nuovo di zecca, non ne voleva proprio sapere. Acceso il computer per la prima volta si è trovato davanti alla richiesta di accettare la EULA (End User Licence Agreement), ha quindi negato il suo consenso e spento il computer per accenderne un altro con cui ha scritto ad Amazon per ottenere il risarcimento.

In passato casi analoghi hanno dovuto attendere mesi prima di essere risolti, e non sempre l'utente finale ha visto soddisfatte le sue richieste. Questa volta invece sono bastati pochi minuti per mettersi in contatto con un operatore telefonico di Amazon ed illustrare la faccenda.
Lord ha scritto di essersi meravigliato quando si è sentito rispondere, dopo pochi secondi di conversazione, che Amazon gli avrebbe restituito il valore della licenza Windows che lui non desiderava utilizzare sul suo nuovo netbook.

L'accordo sancito dall'EULA prevede infatti che se l'utente sceglie di non accettare i termini della licenza è tenuto a non utilizzare o copiare il software, e deve quindi mettersi in contatto con il produttore per organizzare la restituzione e il successivo rimborso. Più semplice di così rimane solo vendere i PC come scatole vuote, in modo che l'utente finale possa riempirla con gli elementi che preferisce.

Come osservano in molti, casi analoghi hanno richiesto più volte l'intervento dell'autorità giudiziaria in numerosi paesi europei: in Gran Bretagna, con buona pace dei produttori, pare che fatti del genere siano meno frequenti.

Giorgio Pontico
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175 Commenti alla Notizia Non vuole XP, risarcito
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  • Magari succedesse anche qui in Italia, alzi la cornetta e 3min dopo ti confermano il rimborso...
    non+autenticato
  • Finalmente, dopo 5 anni!

    Certo Metro non è Amazon, ma leggere certe cose fa sempre piacere... soprattutto quando si ha provato in prima persona (http://nononoeno.splinder.com/post/1478970#1478970) cosa vuol dire essere rimbalzati dal venditore che non vuole sentire ragioni.
    Akiro
    1904
  • Si parla di monopolio ma in realta' ai produttori hardware non fa molto comodo avere linux. Con MS possono contare su un nuovo sistema operativo parzialmente incompatibile ogni tot anni, quindi possono far comprare alla gente nuove periferiche con la scusa che i vecchi driver non funzionano o vanno male. Con MS i drivers binari durano piu' tempo. Con linux e' vero che potrebbero semplicemente pubblicare le specifiche e qualche smanettone gli farebbe il driver gratis, ma distribuendo i sorgenti perdono il controllo. La storia che non rilasciano driver in sorgente per paura della concorrenza mi pare una cretinata. Figuriamoci se gli ingegneri della concorrenza non si passano il driver binario al disassemblatore.
    non+autenticato
  • Qualsiasi portatile o pc fisso abitualmente acquistato presso un qualsiasi canale da un utente finale ha normalmente preinstallato un sistema operativo.
    In tutti i questi casi a mio avviso NON VALE il discorso detto sopra, in quanto all'atto della vendita il cliente finale viene avvisato della presenza del sistema operativo stesso. E' apposta l'etichetta laterale, sui depliant informativo è sempre scritto, è possibile in negozio visionare il modello. Pertanto il cliente finale all'atto dell'acquisto ha già accettato la presenza della stessa licenza aggiuntiva.
    VENDERE una scatola vuota, o un portatile senza licenza già preinstallata dalle grandi case distributive, significa nel 90% incentivare ulteriormente la pirateria e tutti quei negozianti che installano windows e office crackato sulle macchine dei loro clienti.
    Purtroppo questo è quello che succede abitualmente, anche perchè gli utenti davvero esperti capaci di configurare ex novo una macchina, i drivers, la rete, internet e quant'altro si limitano ad un 5% dei clienti di qualsiasi ditta o negozio informatico. E' giusto allora permettere solamente a chi ne faccia richiesta il rimborso della stessa licenza non voluta...
    non+autenticato
  • Sapete anche che ci sono Ministeri in italia che utilizzano WinZIP senza pagarne la licenza? Creano autoscompattanti e li distribuiscono a migliaia di utenti senza avere pagato il prodotto? E ci sono altri uffici che creano programmi funzionanti esclusivamente con WinZIP installato nel proprio pc, pena il non utilizzo?
    Sapete che WinZIP non è gratuito ma costa 29,95€ e che dopo il primo mese di prova se lo si vuole continuare ad utilizzare andrebbe acquistato?
    Sapete che altri organi dello Stato consigliano vivamente OpenOffice come suite gratuita per l'ufficio, per abbassare i costi delle infrastrutture informatiche, e poi a volte inviano avvisi ai propri uffici in formato Microsoft Word o simili non apribile correttamente con OpenOffice, perchè sono questi uffici stessi poi a volere utilizzare esclusivamente prodotti di casa Microsoft??
    La lotta alla pirateria andrebbe combattuta a monte, in primis dagli uffici vicini proprio a chi la combatte...
    non+autenticato
  • Leggersi l'EULA di Windows eviterebbe di dire questa sequela immonda di fesserie.
    non+autenticato
  • > Purtroppo questo è quello che succede abitualmente, anche perchè gli utenti davvero esperti capaci di configurare ex novo una macchina, i drivers, la rete, internet e quant'altro...

    ... non ce la fanno neanche su windows e chiedono aiuto.
    non+autenticato
  • Andrea hai detto a mio parere l'idea più realistica e la meno scontata che ho letto tra queste risposte.
    Bisogna capire che pochissimi sanno installare un sistema operativo, a pochissimi interessa di avere Windows o MacOS, perché non hanno tutti tempo, voglia o capacità per avere a che fare con un computer. L'importante è che il computer funzioni, il computer è un elettrodomestico per la maggior parte della gente.
    Sono inutili le dissertazioni su quale sia il migliore tra Windows, GNU/Linux o MacOS o qualsiasi altro OS. Al 90% delle persone l'argomento non tange, per il mercato questo 90% è quello che tiene in piedi Windows.
    Andrea ha perfettamente ragione riguardo alla pirateria: il diritto di scegliere sistema operativo verrebbe dato a chi non possiede le facoltà per compiere una scelta adeguata. Quanti sceglierebbero Windows, anche solo per consigli di amici e conoscenti? Quanti eviterebbero GNU/Linux perché incompatibile con tutte le applicazioni Windows, tra cui un'immensa quantità di giochi e di utility?
    Forse il Web può essere una spinta verso Linux, servizi Web 2.0 che funzionano indipendentemente dalla macchina.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea Capello
    > In tutti i questi casi a mio avviso NON VALE il
    > discorso detto sopra, in quanto all'atto della
    > vendita il cliente finale viene avvisato della
    > presenza del sistema operativo stesso. E' apposta
    > l'etichetta laterale, sui depliant informativo è
    > sempre scritto, è possibile in negozio visionare
    > il modello. Pertanto il cliente finale all'atto
    > dell'acquisto ha già accettato la presenza della
    > stessa licenza aggiuntiva.

    Falso.
    Il sistema operativo Microsoft è concesso in licenza, non venduto, per cui deve essere posto in essere un contratto tra acquirente e Microsoft che non riguarda la vendita del PC, la quale vincola invece l'acquirente con il venditore e con il produttore del PC (per la garanzia).
    Si tratta di due transazioni differenti tra entità diverse.

    L'acquisto del PC non è sufficiente ad attivare il rapporto tra utente e Microsoft. L'acquirente non ha avuto infatti modo di leggere il contratto di licenza né di approvarlo esplicitamente come previsto dalla licenza stessa. Del resto non è solitamente possibile trovare in vendita lo stesso modello di PC sprovvisto di sistema operativo, costringendo di fatto ad un acquisto non richiesto: in mancanza della possibilità di rinunciare a Windows, la vendita sarebbe del tutto illegale.

    > significa nel 90% incentivare
    > ulteriormente la pirateria

    Falso (ed un tantino ipocrita).
    Ci sarebbe maggiore consapevolezza del fatto che esiste un panorama molto ampio in cui scegliere un sistema operativo. Probabilmente Windows dovrebbe concorrere alla pari con altri sistemi operativi, costringendo Microsoft a vendere le licenze a prezzi più realistici rispetto agli attuali (tra 300 e 700 euro). Ne guadagnerebbe il mercato, e dunque i consumatori.

    > E' giusto allora permettere solamente a chi ne faccia
    > richiesta il rimborso della stessa licenza non
    > voluta...

    No, sarebbe giusto evitare che la gente debba pagare comunque qualcosa di non voluto per poi dover richiedere il rimborso.
    non+autenticato
  • i bachi ce l'hai in testa eheheh

    probabilmente hai scaricato male le immagini, ubuntu
    l'ho installato su centinaia di macchine e nessuna
    ha dato problemi di nessun genere.
    Nel menu iniziale c'e' una apposita voce che testa
    la validita del disco.

    windows probabilmente lo hai scaricato sempre dal mulo
    che fa il controllo hash su segmenti scaricati in
    automatico.

    Saluti
    non+autenticato
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