Federica Ricca

Il Partito dei Pirati minaccia l'Europa

I broadcaster avvertono: i pirati sono ladri e i governi europei dovrebbero intervenire

Roma - La piccola ma significativa vittoria del Partito Pirata svedese alle ultime elezioni europee ha suscitato reazioni da parte di AEPOC, l'Associazione europea per la protezione delle opere e dei servizi criptati. In una nota pubblicata sul sito dell'associazione in cui militano broadcaster di tutto il vecchio continente, si invita alla riflessione sulla situazione attuale della pirateria in Europa.

Dopo essere nato nel 2006 in Svezia, il partito Pirata si sta diffondendo negli altri Paesi europei, come Francia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Svizzera e la tendenza non sembra essere in procinto di arrestarsi. Ciò che accomuna le varie formazioni politiche è la volontà di promuovere la libertà nel Web attraverso tre obiettivi specifici, così come spiegato nel sito del partito svedese. Il movimento politico punta alla riforma della legge sul copyright e promuove l'abolizione del patent system e il rispetto del diritto alla privacy degli cittadini.

Secondo AEPOC, l'ingresso nel Parlamento Europeo del gruppo svedese dovrebbe essere letto come una spia e una opportunità per una mobilitazione dei governi e una presa di posizione chiara.
Il presidente dell'associazione Jean Grenier ha, inoltre, dichiarato che la pirateria non sarebbe uno sport ma rimarrebbe un furto e che la vittoria del Partito Pirata sarebbe un segnale della confusione degli elettori europei. Una iniziativa definitiva degli esecutivi europei sarebbe necessaria, secondo Grenier, soprattutto per proteggere le nuove generazioni, vera audience di riferimento del Partito Pirata. (F.R.)
Notizie collegate
  • AttualitàPartiti pirata europei cresconoIl movimento svedese si estende a macchia di leopardo nel Vecchio Continente. In Francia nasce un nuovo Partito Pirata, mentre in Germania la censura di stato scuote i seggi in parlamento. Con qualche polemica di contorno
  • AttualitàI pirati sbarcano in EuropaIn una prima storica assoluta, il Partito Pirata svedese sfonda alle elezioni europee conquistandosi qualche seggio in parlamento. Obiettivo: contrasto alle lobby del copyright e depenalizzazione del file sharing per uso privato
  • AttualitàNasce in Svizzera un altro Partito PirataSull'onda del Piratpartiet svedese vede la luce anche il suo omologo elvetico
46 Commenti alla Notizia Il Partito dei Pirati minaccia l'Europa
Ordina
  • Ma chi sono i terroristi?

    Se vi interessa, leggete qui:
    > Il termine "terrorismo" è stato coniato nell'Ottocento,
    > ad indicare gli indigeni coloniali che si opponevano alla
    > violenza e al dominio delle autorità europee in Africa e
    > in Asia.
    http://antonellarandazzo.blogspot.com/2007/05/orig...

    Ciao
    non+autenticato
  • E' ora di togliere a questi pescecani il monopolio della diffusione della cultura.
    Funz
    13021
  • - Scritto da: Funz
    > E' ora di togliere a questi pescecani il
    > monopolio della diffusione della
    > cultura.
    E a chi dovrebbe andare poi questo monopolio, ad una sorta di MINCULPOP di mussoliniana memoria?
    Se la cultura non avesse davvero un prezzo elevato, la vera cultura intendo, quella capace di trasformare una mezza capra figlia di papà iscritta in una prestigiosa e costosissima università in un professionista sia pure mediocre, la cultura si estinguerebbe. Nessun geniale professore metterebbe il suo talento a disposizione di queste persone (se lo fa è solo per denaro) e forse, ma dico forse, in un eccezionale impeto di altruismo si concentrerebbe solo su quelli più dotati ma poco danarosi.
    Mai sentito il detto : il mestiere, l'arte di fare, si "ruba" e non si impara?
    Così è per la cultura, che richiede sforzo, osservazione, occhi e orecchie pronti a rubare i dettagli, le sfumature: ciò che veramente conta per capire.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voriano
    > - Scritto da: Funz
    [...]
    > E a chi dovrebbe andare poi questo monopolio, ad
    > una sorta di MINCULPOP di mussoliniana
    > memoria?
    Al momento la direzione e' quella del minculpop. Pochi editori che diffondono cultura col contagocce, con strategia da monopolista e quindi col contagocce.

    > Se la cultura non avesse davvero un prezzo
    > elevato, la vera cultura intendo, quella capace
    > di trasformare una mezza capra figlia di papà
    > iscritta in una prestigiosa e costosissima
    > università in un professionista sia pure
    > mediocre, la cultura si estinguerebbe.
    Da buon romano ti rispondo:
    King, Soldatino e D'Artagnan.
    Siccome non so se sei romano ti invito a cercare la risposta che diede il signor Mandrake al riguardo.
    Youtube e Google sapranno darti indicazioni piu' esatte.

    > Nessun
    > geniale professore metterebbe il suo talento a
    > disposizione di queste persone (se lo fa è solo
    > per denaro) e forse, ma dico forse, in un
    > eccezionale impeto di altruismo si
    > concentrerebbe solo su quelli più dotati ma poco
    > danarosi.
    Attualmente e' cosi' in Italia: chiunque abbia un minimo di capacita' e non abbia la vocazione del santo mette il proprio talento a frutto in modi assai piu' vantaggiosi.
    Insomma: passare 9 mesi a litigare con gruppi di 25 persone nel tentativo di trasformarli da selvaggi a cittadini responsabili e', obiettivamente dura.
    Se almeno il lavoro fosse pagato senza andare in rosso... invece l'insegnante, in italia e' e rimane una delle professioni peggio pagate in assoluto.

    > Mai sentito il detto : il mestiere, l'arte di
    > fare, si "ruba" e non si
    > impara?
    > Così è per la cultura, che richiede sforzo,
    > osservazione, occhi e orecchie pronti a rubare i
    > dettagli, le sfumature: ciò che veramente conta
    > per
    > capire.
    Quindi, per ricollegarmi alla citazione di Febbre da Cavallo, cosa proponi: cultura per pochi eletti e tutti gli altri vadano al diavolo? Perche' questo e' quel che si evince dal tuo intervento.
    Il monopolio va spezzato, non va tutelato: i monopoli procurano vantaggi solo a chi li detiene a discapito di tutti gli altri e se monopolizzi la cultura, nel lungo periodo, stronchi una nazione perche' estingui la sua cultura.
    La cultura e' informazione e in quanto tale esiste se e soltanto se e' conoscibile E comunicabile: riduci uno di questi due parametri ne rallenti la diffusione fino a distruggerla.

    --
    GT
  • - Scritto da: Guybrush

    > Quindi, per ricollegarmi alla citazione di Febbre
    > da Cavallo, cosa proponi: cultura per pochi
    > eletti e tutti gli altri vadano al diavolo?

    No, la cultura deve essere accessibile a tutti, ma atutti quelli che volgiono pagarsela.Se hai grandi capacità e pochissimi soldi ci sono già forme di aiuto pubblico, borse di studio, ecc
    Quello che invece sembra di capire dai post di molti che vorrebbero tutto gratis è l'illusione che basti avere una fornita biblioteca pubblica per lasciare acculturare le persone con pochi soldi: se così fosse i professori non esisterebbero (escludiamo i geniacci autoditatti, ovviamente).
    > Perche' questo e' quel che si evince dal tuo
    > intervento.
    > Il monopolio va spezzato, non va tutelato: i
    > monopoli procurano vantaggi solo a chi li detiene
    > a discapito di tutti gli altri e se monopolizzi
    > la cultura, nel lungo periodo, stronchi una
    > nazione perche' estingui la sua
    > cultura.
    > La cultura e' informazione e in quanto tale
    > esiste se e soltanto se e' conoscibile E
    > comunicabile: riduci uno di questi due parametri
    > ne rallenti la diffusione fino a
    > distruggerla.
    >
    > --
    La cultura è potere ed è inevitabile che la vera cultura sia di pochi (tra l'altro la stragrande maggiornaza delle persone non ne è interessata perchè comunque richiede sforzo). Non si tratta di difendere monopoli, ma di lasciare che chi vuole acculturarsi si paghi gli studi, fatte salve le eccezioni per i meritevoli di cui sopra.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Voriano
    > - Scritto da: Funz
    > > E' ora di togliere a questi pescecani il
    > > monopolio della diffusione della
    > > cultura.
    > E a chi dovrebbe andare poi questo monopolio, ad
    > una sorta di MINCULPOP di mussoliniana
    > memoria?

    ma perchè deve essere per forza un monopolio? Non si potrebbe avere qualcosa che assomigli a un mercato?

    Poi non capisco cosa c'entri l'insegnamento: quello si fa per soldi, certo, ma anche e soprattutto per passione.
    Funz
    13021
  • Per come viene percepito il termine PIRATA, tranne che per una ristretta cerchia di "addetti ai lavori" e
    "utenti avanzati" particolarmente ascculturati, questo ha poco a che vedere con le liberta'... e viene piu' percepito come in relazione all' assenza di responsabilita', quindi i sistemi di potere, giocando su questa percezione del termine lavoreranno bene per accusarlo, per farlo apparire come qualcosa di negativo... insomma i pirati se le son cercate. Voler combattere certi sistemi costituiti in modo cosi0' diretto e' come voler affrontare un caprone o un toro pr endendolo per le corna... TI FA A PEZZI. PUNTO. Per questo ritengo le mosse di questo "partito" in buona parte giuste nel merito ma sbagliatissime nel metodo; il fatto e' che in questo modo finiranno per PERDERE snaturando i giusti principi che vorrebbero promuovere che alla fine verranno fatti passare per IDEE PERICOLOSE... guardate che la posta in gioco e' ELEVATISSIMA... io non affiderei MAI la tutela di questi principi a degli sprovveduti arraffoni armata brabcaleone... coem sono questi del PP.
  • No perché se il partito pirata conquista posizioni è grazie a chi lo vota, ovvero i cittadini... e se il partito pirata sarebbe secondo questi signori pro-copyright, pericoloso per l'europa, allora stanno dicendo che i cittadini europei sono pericolosi per l'europa... bella figura di M!
    non+autenticato
  • infatti l'Europa è una dittatura mascherata da democrazia, in cui il potere vero è detenuto dalla BCE e dalla Commissione
  • Le aziende si sono progressivamente impadronite della nostra libertà di espressione, della nostra conoscenza e della nostra cultura.
    Si è cominciato tre secoli fa con il proteggere i diritti degli autori di testi e di musica, per il tramite dei loro editori. Poi, una legge dopo l'altra, gli editori sono diventati i proprietari della cultura. Le opere oggi sono tutelate fino a 70 anni dopo la morte dell'autore.
    E, grazie ai DRM, anche oltre.

    Sono passati i pirati delle aziende e si sono portati via la nostra cultura.
  • - Scritto da: tandreatta
    > Le aziende si sono progressivamente impadronite
    > della nostra libertà di espressione, della nostra
    > conoscenza e della nostra
    > cultura.
    > Si è cominciato tre secoli fa con il proteggere i
    > diritti degli autori di testi e di musica, per il
    > tramite dei loro editori.
    Bum! Tre secoli fa... tecnicamente hai ragione, ma stiamo parlando del 1839: nel 2039 il diritto d'autore compira' 200 anni.
    Cerca "Oberto Conte di S. Bonifacio", di un certo G. Verdi.

    > Poi, una legge dopo
    > l'altra, gli editori sono diventati i proprietari
    > della cultura. Le opere oggi sono tutelate fino a
    > 70 anni dopo la morte
    > dell'autore.
    Come non quotarti? Solo: occhio che sono 70 in italia, all'estero si arriva anche a 95 e ci sono state proposte di portarli a 120.

    > E, grazie ai DRM, anche oltre.
    Vorrei essere ottimista quanto te, ma e' peggio: grazie ai DRM un'opera puo' essere irrimediabilmente distrutta o almeno non fruibile per molti anni ancora: l'editore che ne possiede i diritti (e le chiavi crittografiche) puo', se lo vuole, distruggerle in modo quasi irreparabile, al fine di fare spazio ad opere piu' redditizie.

    Prendi una sonata di Ray Charles: tra una 70ina d'anni non ci saro' piu', ma sara' possibile diffondere a piacimento ogni singolo brano registrato dall'autore.
    Se fossero stati tutti sotto DRM l'editore avrebbe potuto distruggere le chiavi impedendo a tutti di diffondere quei brani, magari per far spazio a qualche esecuzione degli stessi brani ad opera di un artista contemporaneo e "firmato" col marchio che nel frattempo e' diventato di pubblico dominio pure quello.

    Lo so, a pensar male si fa peccato...

    --
    GT



    > Sono passati i pirati delle aziende e si sono
    > portati via la nostra
    > cultura.
  • - Scritto da: Guybrush
    > - Scritto da: tandreatta
    > > Le aziende si sono progressivamente impadronite
    > > della nostra libertà di espressione, della
    > nostra
    > > conoscenza e della nostra
    > > cultura.
    > > Si è cominciato tre secoli fa con il proteggere
    > i
    > > diritti degli autori di testi e di musica, per
    > il
    > > tramite dei loro editori.
    > Bum! Tre secoli fa... tecnicamente hai ragione,
    > ma stiamo parlando del 1839: nel 2039 il diritto
    > d'autore compira' 200

    Circa 50 anni prima, nel 1790
    Fonte (a 3 minuti e 40 secondi):
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | Successiva
(pagina 1/3 - 12 discussioni)