Federica Ricca

Italia, il paese dello spam

Symantec rivela i dati sulla diffusione di posta spazzatura, malware e phishing. Il Belpaese scala la classifica

Roma - Dal rapporto mensile appena presentato da Symantec, si ricavano tendenze che potrebbero rivelarsi significative a proposito di spam, malware e phishing anche in Italia.

In base all'edizione di luglio del MessageLabs Intelligence Report, la percentuale di spam sarebbe diminuita a livello globale di un punto, in controtendenza rispetto all'Italia dove si è assistito ad un aumento di due punti percentuali.

Il dato importante che riguarda lo spam sarebbe però un altro. Secondo lo studio Symantec, ciò che potrebbe incidere sulla crescita rilevata nei paesi non anglosassoni sarebbe l'utilizzo da parte degli spammer di servizi di traduzione automatica che favoriscono la nascita di applicazioni multilingua.
Secondo Paul Wood di Symantec, questo dato sarebbe il segnale di come gli spammer ricorrano sempre più a strumenti online per organizzare nuove strategie di attacco, nonché la causa del proliferare di spam effettuato in lingua locale, la cui percentuale in Germania e in Francia si avvicinerebbe al 50 per cento.

Per quanto riguarda il malware, nel mese di luglio la percentuale di nuova creazione sarebbe minima rispetto ai mesi passati, in netta controtendenza rispetto ai dati del mese di giugno.

Una parte del rapporto Symantec è, inoltre, dedicato ad avvenimenti che hanno visto il proliferare di spam. Nel mese analizzato, i due casi principali sarebbero stati la festa del 4 luglio negli Stati Uniti e la morte di Michael Jackson.

Altro dato che potrebbe diventare un segnale di un cambiamento di tendenza è quello che riguarda il phishing, diminuito rispetto al mese scorso. A luglio, infatti, solo una email su 327 conterrebbe phishing, pur restando questa minaccia la principale contenuta nella posta elettronica, assicurandosi il 92 per cento del totale.

Lo studio Symantec analizza anche quali siano i settori dell'industria più bersagliati dalla posta spazzatura. Il più colpito da spam sarebbe quello del marketing e dei media, con una percentuale del 95 per cento del totale.

Federica Ricca
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53 Commenti alla Notizia Italia, il paese dello spam
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  • ..confermo: è tutto SPAM!
    non+autenticato
  • ma non capisco perché buttare la un'affermazione ad effetto senza senso solo perché è in aumento la localizzazione dello spam.. Anzi no,ho capito, in questo modo ho letto l'articolo.
  • Lo dico e lo ripeterò fino alla nausea, (quasi) tutti i problemi che affliggono oggigiorno l'informatica di consumo sono originati da un'unica causa (l'ignoranza) e risolvibili con un'unica cura (l'informazione). Non servono:
    1) Antivirus: basta smettere di fare doppio click a caso
    2) Sistemi antispam: se non ci fossero gli sprovveduti che cliccano, "penis enlargement" non avrebbe motivo di spammare

    Inoltre un grave problema è il vuoto normativo che c'è in alcune repubbliche delle banane per cui chi spamma e fa phishing dorme sonni tranquilli. Servirebbe che gli organi sovranazionali preposti al controllo di Internet, avessero tanto potere da tagliare fuori un intero paese qualora fosse dimostrato che fa danni alla Rete, in quanto non è in grado di andare a trovare i delinquenti oppure non li punisce. Non hai regole? Fuori da Internet!

    Bisogna elevare il livello culturale della gente che accede a Internet, e punire l'ignoranza quando è dannosa. Esempio: se mandi in giro virus o fai parte di una botnet, il tuo provider ti dovrebbe mandare una raccomandata dove ti avverte della cosa, se non provvedi entro 15 giorni ti stacca da Internet e continui a pagare le bollette. Inoltre, criterio "three strikes and you're out": dopo la terza volta che ti fai infettare, alla quarta volta cessa il rapporto con il provider, ma paghi fino alla fine del contratto annuale.
    Fine delle botnet.

    Insomma, deve passare il concetto che avere un computer infetto non è una sfortunata circostanza come prendersi un malanno, ma una colpa.
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    Modificato dall' autore il 29 luglio 2009 19.16
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  • Sono d'accordo su quasi tutta la linea, ma penso che per contrastare l'ignoranza con l'informazione sia utile fare degli.. appunto utili (perdona il gioco di parole) corsi di informatica a partire dalle scuole obbligatorie.

    Attualmente in Italia non esiste una vera "educazione all'informatica" o comunque una cultura informatica. Gli insegnanti spesso capiscono meno degli alunni, anche nelle scuole informatiche. E pensare che basterebbe tanto poco per "capire" il computer.

    Recentemente sono andato a casa di una collega per "metterle a posto" il pc. Lei chiaramente non ci capisce una mazza (ha passato i 50 anni), ma credevo che sua figlia (18 anni) fosse un po più sgamata, invece mi sono accorto che ne sapeva di più la mia collega. Ho chiesto a sua figlia se a scuola fanno i corsi di informatica, se sono obbligatori, se danno crediti formativi e quant'altro. Pensa che nella sua scuola li fanno i corsi di informatica, facoltativi e solo dal secondo quadrimestre. Ti insegnano un sacco di cose: windows, word, excel, access, frontpage. E a fine anno l'"esame" è "fare un sito" che tratti un qualsiasi argomento.. dai conigli nani alle armi nucleari.

    Ecco.. vorrei soffermarmi sull'esame finale. L'obiettivo del corso in poche parole è portarti a "fare un sito"? Non un accenno sui diversi sistemi operativi, non un accenno alla sicurezza informatica (un accenno, eh.. mica tutto il corso), non un accenno ai vari malware, phishing, virus, spazzatura varia, non un accenno alla rete. Questi poveri cristi sono messi li a fare lettere commerciali con word, preventivi con excel, rubriche con access, sitini di merda fatti con i frame usando frontpage e poi scrivono sul curriculum che hanno fatto "il corso" a scuola. Seriamente.. non esiste nulla di meglio da insegnare in Italia?
    non+autenticato
  • l'italia non e' il paese dello spam.

    http://www.net-security.org/secworld.php?id=7805

    questo e' il pdf al quale ci si riferisce

    http://www.messagelabs.com/mlireport/MLIReport_200...

    se cercate l'italia la troverete con percentuali minime.
    vorrei sapere l'autore del pezzo da dove ha dedotto che siamo il paese dello spam, o era il solito titolo ad effetto ?
    samu
    506
  • Leggendo quel documento, vedrai che a fronte di un calo complessivo nel numero di email spazzatura a livello globale, in Italia c'è stato un aumento - anche a causa di quanto descritto nell'articolo, vale a dire l'avvio dell'utilizzo di servizi di localizzazione.

    ;)

    L
  • - Scritto da: Luca Annunziata
    > Leggendo quel documento, vedrai che a fronte di
    > un calo complessivo nel numero di email
    > spazzatura a livello globale, in Italia c'è stato
    > un aumento - anche a causa di quanto descritto
    > nell'articolo, vale a dire l'avvio dell'utilizzo
    > di servizi di localizzazione.
    >
    >
    >Occhiolino
    ok,ma da qui a definire l'italia paese dello spam ce ne vuole pero'
    specie se vai a pagina due nel secondo grafico, in cui eccetto maggio il rosa scuro pallido dell'italia si fa a fatica a vedere Sorride

    grazie per la precisazione
    samu
    506
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