Alfonso Maruccia

The Pay Bay tra i marosi

Quello che sin qui appariva come un progetto dal successo improbabile si avvia mestamente a essere stroncato prima ancora di nascere. Non ci sono fondi per l'acquisto di The Pirate Bay. E l'industria torna all'attacco

The Pay Bay tra i marosiRoma - Come i "classici" serial sudamericani di amore, potere e governanti col reggicalze, anche la telenovela tecnologico-commerciale di The Pirate Bay non manca di riservare una puntata diversa a ogni sorgere del sole. Nell'episodio precedente i tre admin della Baia erano stati chiamati in causa dalla lobby olandese del copyright BREIN, mentre trapelavano voci sulle difficoltà dell'accordo per la vendita dell'ex-portale pirata. Oggi quelle voci diventano una quasi certezza e l'industria dell'intrattenimento fa ancora una volta la voce grossa per tagliare fuori dalla rete i server del tracker - ancora operante - di TPB.

Nella telenovela di The Pay Bay mancheranno forse i reggicalze e le scappatelle sessuali nel cuore della notte, ma di certo non mancano pathos e colpi di scena: i quattro uomini riconducibili in qualche modo alle attività di TPB sono stati condannati alla galera e a multe salatissime, ma al di là di questo al momento poco è cambiato nell'attività di file sharing veicolata dal motore di ricerca e dal tracker del portale.

Una situazione inaccettabile, almeno dal punto di vista delle major multimediali che già avevano provato, dopo la schiacciante vittoria iniziale, ad aumentare la pressione legale sui responsabili della Baia chiedendo la cessazione delle attività del sito e nuove pene pecuniarie per ogni giorno di sharing in più. Allora furono le etichette discografiche a fare la voce grossa, mentre oggi è il turno della lobby hollywoodiana provare a fare lo stesso pretendendo l'intervento di un giudice a cancellare per sempre TPB dalla Rete.
La nuova minaccia legale a una Baia in piena mutazione include nomi pesanti del calibro di Columbia, Disney, NBC, Paramount, Sony, 20th Century Fox, Universal e Warner, tutti concordi nel chiedere il blocco definitivo dell'infrazione di copyright condotta per mezzo della Baia assieme alla cessazione della fornitura di banda da parte del provider Black Internet AB. Sono centinaia gli show televisivi e cinematografici "piratati" ogni giorno sul portale svedese, accusano gli studios, e considerando che con l'appello in arrivo il processo potrebbe durare anni l'industria vuole che la Baia termini qui e adesso tutte le sue attività.

Alle richieste delle lobby multimediali risponde il portavoce di TPB Peter "Brokep" Sunde, che con il solito stile smargiasso e disinteressato dice che Hollywood sta provando a denunciare qualcuno che nemmeno vive nella giurisdizione interessata (in questo caso Stoccolma), pretende di accollare alla crew della Baia una proprietà (quella della Baia stessa) che non è più tale dal 2006 e sta in realtà cercando come può di mettere i bastoni tra le ruote all'accordo per la cessione del sito alla società svedese Global Gaming Factory.

Cessione che, a conti fatti, appare sempre più improbabile con il passare del tempo e l'emergere di nuovi retroscena a dir poco rivelatori: in precedenza la dirigenza di GGF si era affrettata a sconfessare le dichiarazione scoraggianti dell'avvocato Ricardo Dijkstra, che tendevano a mettere in forse l'acquisizione della Baia da parte della società. Ma ora a quelle dichiarazioni si aggiungono le rivelazioni di Wayne Rosso, ex-CEO di Grokster coinvolto in prima persona nella stipulazione di patti di ferro con le major che prima si chiama fuori dall'impresa e poi dà praticamente per morta l'operazione The Pay Bay.

"Abbiamo deciso di non rischiare ulteriormente la nostra reputazione" dice Rosso, denunciando la mancanza di concretezza nei piani del management di GGF, le promesse di pagamenti mai mantenute e l'impressione che in realtà dei milioni di dollari promessi alla crew di TPB c'è ben poco essendo GGF priva di obiettivi concreti sul futuro del neo-acquisto. Stante così la situazione, un ignoto "insider" della Baia ha rivelato a TorrentFreak che GGF ha ora solo una settimana di tempo per far seguire i fatti alle parole, termine scaduto il quale il tentativo di accordo dovrà considerarsi definitivamente archiviato.

E a quel punto che ne sarà della Baia, che per Sunde non ha più gambe tali da andare avanti da sola? In questo caso il "pirata" svedese abbandona la sua tipica boria e confessa di non avere più assi nella manica da presentare al pubblico.

Alfonso Maruccia
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33 Commenti alla Notizia The Pay Bay tra i marosi
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  • Non sò se qualcuno ci abbia mai pensato prima, e enanche se sia realmente fattibile ma, con tutti questi router wi-fi in giro, non sarebbe possibile creare una Rete nostra?? volgio dire se ognuno acquistasse un router wifi e tenesse accese le antenne ininterrottamente non verrebbe a crearsi una Mesh-network di proporzioni mondiali? Magari anche con l'utilizzo di qualche NAS per mantenere i file salvati e per condividerli nella Mesh-network? Almeno in questo modo nessuna istituzione potrebbe più rompere le balle, perchè entrare in tale rete da parte delle majors sarebbe illegale no?
    ovviamente ciò solo per sharing, per le cavolate tipo leggere notizie,scaricare la posta si può sempre utilizzare la solita adsl del provider, o magari si potrebbe implementare quest'ultima possibilità in un futuro.

    Stò dicendo una cazzata?
    Rispondete in tanti.
    non+autenticato
  • si stai dicendo una cassata
    non+autenticato
  • L'azione delle Major contro TPB non può essere che dimostrativa, perchè se pensano che qualcosa cambierà in futuro, allora non fanno che dimostrare bovina ignoranza.
    Basta scrivere su google "harry potter ita dvdrip torrent" e scegliere uno dei tanti risultati.
    Che facciamo, chiudiamo google?
  • > Che facciamo, chiudiamo google?


    Che facciamo, denunciamo google per induzione alla pirateria? perchè tra pirate bay e google NON CAMBIA UN CAZZO.
    non+autenticato
  • Nota bene che TPB pubblicizzava lo scaricamento pirata, Google no.
    non+autenticato
  • Bella questa! Sai che differenza! All'atto pratico non ce n'è nessuna. Molti miei amici fanno proprio così, adoperano Google per cercare i torrent. Ormai con Google fai tutto (o quasi).

    Rotola dal ridere
    non+autenticato
  • Essere sfrontato a parole fa parte della democrazia. Contano i fatti. cosa cambia tra google, che appena cerchi un film trovi tra i primissimi link un torrent, e pirate bay? entrambi infatti non hanno il file in tasca. Tutto il resto è acqua al proprio mulino.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Stein Franken
    > Nota bene che TPB pubblicizzava lo scaricamento
    > pirata, Google
    > no.

    certo, allora facciamo così, scriviamo sulla home del sito TPB: "ricordiamo che scaricare materiale protetto da diritti d'autore è illegale" così come c'è scritto sul manuale dei masterizzatori, lasciando tutto il resto esattamente com'è.
    A questo punto: o TPB diventa legale o sia Google che tutti i masterizzatori in commercio diventano illegali.
  • He...lo dicevo che erano solo chiacchiere e non nutrivo molte speranze! Internet è di tutti,non solo di un manupolo di PrePotenti.Infatti come abbiamo visto questo era solo l'ennemiso tentativo (disperato) per distruggere la cosiddetta"pirateria digitale"Le majors strozzine e Prepotenti, devono stare al passo coi tempi.Tutto questo vuole dimostrare appunto che: LA RETE E' SINONIMO DI LIBERTA'!
  • - Scritto da: SardinianBoy
    > He...lo dicevo che erano solo chiacchiere e non
    > nutrivo molte speranze! Internet è di tutti,non
    > solo di un manupolo di PrePotenti.Infatti come
    > abbiamo visto questo era solo l'ennemiso
    > tentativo (disperato) per distruggere la
    > cosiddetta"pirateria digitale"Le majors strozzine
    > e Prepotenti, devono stare al passo coi
    > tempi.Tutto questo vuole dimostrare appunto che:
    > LA RETE E' SINONIMO DI
    > LIBERTA'!

    Si, ma bastano un quattro norme e un paio di accordi internazionali per strozzare la libertà della rete. L'hanno già fatto ALTRI paesi. La verità a mio parere è che Internet è un costo che conviene, perchè dietro ci sono guadagni più immensi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: SardinianBoy
    > LA RETE E' SINONIMO DI
    > LIBERTA'!

    e chi cippa l'ha stabilito? che guevara?

    internet e' nato a scopo militare dagli USA e L'ICANN e' sta in california, che pretendete?

    Ma createvi un network pirata vostro con sede alle cayman, no?
    non+autenticato
  • si bravo...internet libero...
    fin'ora e solo perchè non avevano capito bene come sfruttarla.
    Vedrai quanto ci mettono governi e provider a mettersi d'accordo.
    In tutto il mondo stanno eliminando la libertà di internet a colpi di accetta..australia, usa, korea, inghilterra, francia, italia, cina, iran...
  • si,purtroppo stiamo arrivando a questo! E siccome la rete era nata a scopo militare,se la stanno riprendendo..o quasi!
  • non credo centrino i militari...
    adesso ci sono di mezzo i soldi.
    diritti d'autore, majors, controllo dell'informazione, pubblicità...
  • purtroppo è vero anche quello che dici.Infatti,le potenti lobby che pascolano sullo sfruttamento del copyright sembra stiano ora giungendo a poter avere la delega per monitorare cosa scambiano le persone attraverso internet e,poter far togliere, a chi ritengono abbia comportamenti lesivi ai propri interessi economici, l’accesso alla rete.Anche la privacy è una cosa seria. Ma non dureranno per molto,contaci.Inoltre un paio di mesi fa,dal sito Pirate Bay ho acquistato 2 t-shirts col logo Pirate Bay,di colore nera e mi stò divertendo a sfoggiarla nella mia isola,in sardegna.Una t-shirt è per me,l'altra per la mia donna,e la usiamo in spiaggia nel fine settimana.Haaaa..stai tranquillo,la maglietta la laviamo in lavatrice per il riutilizzo...ehehehehehh Sorride
  • vabbè quindi, erano solo congetture e chiacchiere... Non che non mi stupisca: La baia ha come sostegno un enorme community di convinti piratoni. Facendo crollare i pilastri del credo ovviamente, migrerebbe la community e crollerebbe il sito, e con sè il progetto dei probabili neo acquirenti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCd
    > vabbè quindi, erano solo congetture e
    > chiacchiere... Non che non mi stupisca: La baia
    > ha come sostegno un enorme community di convinti
    > piratoni. Facendo crollare i pilastri del credo
    > ovviamente, migrerebbe la community e crollerebbe
    > il sito, e con sè il progetto dei probabili neo
    > acquirenti.

    Esatto! Ma sappi che ora più che mai l'Europa vuole una rete senza frontiere!
  • - Scritto da: CCd
    > vabbè quindi, erano solo congetture e
    [...]
    > acquirenti.
    Dunque si sta ri-creando una enorme domanda di contenuti a costo zero e qualcuno si sta attrezzando (leggi: ha gia' iniziato) per provvedere.

    La prossima frontiera? Un bel ritorno al passato: il fermo posta (elettronica).

    --
    GT
  • > Dunque si sta ri-creando una enorme domanda di
    > contenuti a costo zero e qualcuno si sta
    > attrezzando (leggi: ha gia' iniziato) per
    > provvedere.

    L'unico problema è che effettivamente, per quante poesiole o cavolate tu possa dire in rete, non puoi battere il prezzo zero. L'unica possibilità di salvezza a parere mio, è integrare nella bolletta adsl una PICCOLA aggiunta (anche 5, FORSE 10€) come tassa per l'usufruimento della linea per il download di materiale coperto di copyright. Questo metodo vincerebbe per due motivi:
    a) l'utente internet non si porrebbe problemi per ciò che fa in rete in termini di copyright dei download.
    b) la piccola somma, moltiplicata per la grande massa di utenti che fruiscono della rete farebbe contenti anche le più viziose delle sanguisughe.
    Il resto sono solo balle, proprio come questa di paireit bei.
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCd
    > > Dunque si sta ri-creando una enorme domanda di
    > > contenuti a costo zero e qualcuno si sta
    > > attrezzando (leggi: ha gia' iniziato) per
    > > provvedere.
    >
    > L'unico problema è che effettivamente, per quante
    > poesiole o cavolate tu possa dire in rete, non
    > puoi battere il prezzo zero. L'unica possibilità
    > di salvezza a parere mio, è integrare nella
    > bolletta adsl una PICCOLA aggiunta (anche 5,
    > FORSE 10€) come tassa per l'usufruimento della
    > linea per il download di materiale coperto di
    > copyright. Questo metodo vincerebbe per due
    > motivi:
    > a) l'utente internet non si porrebbe problemi per
    > ciò che fa in rete in termini di copyright dei
    > download.
    > b) la piccola somma, moltiplicata per la grande
    > massa di utenti che fruiscono della rete farebbe
    > contenti anche le più viziose delle
    > sanguisughe.
    > Il resto sono solo balle, proprio come questa di
    > paireit
    > bei.

    La suddetta quota già ci viene inserita nel costo dei CD vergini (io che ne uso a centinaia per archiviare le MIE foto ad esempio regalo cosi soldi alla SIAE senza avere nulla in cambio).

    Non si può far pagare una tassa per un qualcosa che non tutti fanno. Come far pagare il pedaggio autostradale a chi ha una macchina a prescindere che in autostrada ci vada o meno.
    non+autenticato
  • o come far pagare la manutenzione delle strade a chi non usa mezzi di trasoporto? o la sanità a chi non si è mai ammalato? o l'assicurazione a chi usa poco o niente l'auto? .... devo continuare?
    non+autenticato
  • Anch'io la penso così: sarebbe una soluzione che metterebbe la parola fine a tutta la pirateria. Basterebbe davvero aggiungere una piccola tassa sulla connessione internet. Potrebbero bastare 5 euro al mese in più, che tutti i fornitori di connessioni dovranno riscuotere dai loro utenti e, come ha già detto qualcuno sopra, tale somma basterebbe sicuramente a soddisfare anche le major più accanite. In tal modo, IMHO, si scriverebbe la parola fine sulla pirateria di internet.
  • Ma l'equo compenso c'è già sui supporti!!!
    E' parificato al Canone (tassa di possesso) Rai!!!
  • - Scritto da: scorpioprise
    > Ma l'equo compenso c'è già sui supporti!!!
    > E' parificato al Canone (tassa di possesso) Rai!!!

    E riguardante la connessione internet?
    non+autenticato
  • - Scritto da: scorpioprise
    > Ma l'equo compenso c'è già sui supporti!!!
    > E' parificato al Canone (tassa di possesso) Rai!!!

    Confesso che non lo sapevo. Vivo in Svizzera e so chi qui c'è qualcosa sulla vendita degli HD, http://www.acsi.ch/index.cfm?scheda=1470 ma non sapevo che in Italia ci fosse sui supporti ottici.

    Ma per gli altri supporti? HD, Penne USB ecc?
  • - Scritto da: Type R
    > Anch'io la penso così: ...
    > Basterebbe davvero aggiungere una piccola tassa
    > sulla connessione internet. Potrebbero bastare
    > 5 euro al mese in più,
    Anch'io la pensavo così fino a poco tempo fa (per 1€ al mese però), ma non avevo riflettuto bene su chi si ha di fronte. Da usurai quali sono non si accontenterebbero mai.

    Chiederebbero l'indicizzazione, l'aumento annuale, l'una tantum ad ogni "uscita attesa" e così via.
    No non ci si può fidare.
    Una volta diventata legge, diventerebbe legale ogni loro richiesta riguardanre la tassa.

    Devono morire.

    ciao
    non+autenticato