Alessandro Del Rosso

Postbox sposa Lightning e diventa a pagamento

Il fratellastro di Thunderbird 3 si prepara a lasciare lo stato di beta, ma la versione finale avrà un prezzo. Un annuncio che ha preso in contropiede molti utenti, sollevando diverse critiche

Roma - Negli scorsi giorni il team di sviluppo di Postbox, un client email basato sulla stessa base di codice di Thunderbird 3, ha rilasciato una delle ultimissime versioni beta di questo software. Con l'occasione ha anche comunicato che, a partire da settembre, Postbox sarà disponibile esclusivamente a pagamento.

La novità tecnica più importante di Postbox beta 14 (b14) è data dal supporto alla famosa estensione Lightning di Mozilla, che porta finalmente nel giovane client di posta elettronica le funzionalità di agenda. Lightning si avvantaggia del supporto alle tab di Postbox: il calendario, infatti, può essere tenuto sempre aperto all'interno di una scheda.

Tra i nuovi addon segnalati nel blog ufficiale di Postbox ve n'è poi uno che permette di sincronizzare i contatti di Postbox con quelli di Google e Zimbra. Tutte le estensioni attualmente disponibili per il giovane client email sono elencate qui: la stragrande maggioranza derivano da addon già disponibili per Thunderbird.
Tra le altre novità di contorno si citano nuovi temi per Windows Vista e Windows 7, l'introduzione di una nuova barra laterale per l'accesso veloce ai propri contatti, diverse migliorie al supporto dei thread e dei principali social network (Twitter, Facebook ecc), e un incremento delle performance e della stabilità (la b14 contiene le ultime patch di sicurezza rilasciate da Mozilla).

Come riporta CNet in questo articolo, Postbox è ancora afflitto da qualche bug qui e là, questo nonostante il debutto della versione finale non dovrebbe essere più lontano: si parla di inizio autunno.

A mettere un po' in ombra le novità tecniche della release b14 è stato l'annuncio, del tutto inatteso, che la versione 1.0 di Postbox sarà a pagamento. Come si può immaginare, la notizia ha sollevato qualche protesta tra chi nel frattempo aveva fatto di Postbox il proprio client email principale, magari accantonando l'ormai attempato Thunderbird 2.0.

Fino ad oggi, il team che sviluppa il programma non aveva mai fatto cenno alla volontà di commercializzare Postbox: molti pensavano che i creatori di Postbox avrebbero tentato di guadagnare attraverso altre strade, come pubblicità, servizi a pagamento ecc, ma pochi si immaginavano che questo software - parente stretto del gratuito Thunderbird - sarebbe stato rilasciato esclusivamente in versione commerciale. C'è persino chi, dopo aver magari contribuito a segnalare bug e risolvere i problemi d'infanzia di Postbox, afferma di sentirsi un po' ingannato dal comportamento del team di Postbox.

"Siamo consapevoli che molti di voi saranno delusi (può darsi anche un po' arrabbiati, furiosi, tristi) dal fatto che non rilasceremo una versione gratuita", ha scritto sul forum ufficiale di supporto uno dei portavoce del team di Postbox. "Vi pregherei di tener conto che prima di arrivare a questa decisione abbiamo prenso in considerazione un bel po' di opzioni, e sebbene fattori come l'economia abbiano certamente influito sulla nostra decisione finale, il fattore più decisivo è stato proprio il feedback degli utenti di Postbox. Beta dopo beta ci è parso sempre più chiaro che la maggior parte di voi desiderava una versione completa di Postbox piuttosto che una versione lite o adware".

Il portavoce ha tuttavia promesso che "continueremo ad esplorare opzioni che ci consentano di rilasciare una versione gratuita di Postbox".

Postbox sposa Lightning, diventa a pagamento


Nel frattempo chi è già migrato a Postbox, e non ha nessuna voglia di tornare a Thunderbird o di passare ad un nuovo client email, sembra avere un'unica scelta: finanziare gli sviluppatori di Postbox con l'acquisto di una licenza del software. Licenza il cui costo appare tutto sommato ragionevole: 29,95 dollari, pari a circa 20 euro.

Aggiungendo a questa cifra 9,95 dollari si può ottenere il Family Pack, che consente l'uso di Postbox ad un massimo di cinque familiari, mentre con 19,95 dollari in più si acquista il Lifetime Upgrade, che dà diritto ad ottenere tutte le future release del programma (2.0, 3.0 ecc.). Questi prezzi sono promozionali, e rimarranno validi - salvo proroghe - fino al 31 agosto 2009.

La più diretta alternativa gratuita a Postbox è rappresentata da Thunderbird 3, recentemente giunto alla sua terza versione beta. Al momento, però, gli sviluppatori di Thunderbird 3 sconsigliano ancora l'uso di questo programma come client email principale.

Postbox b14 può essere scaricato da qui per Windows e Mac OS X.

Alessandro Del Rosso
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84 Commenti alla Notizia Postbox sposa Lightning e diventa a pagamento
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  • Ma non se ne parla!
    Meglio attendere Thunderbird 3.
    Anzi: come mai nessuno ha parlato del rilascio della terza beta di thunderbird del 22 luglio??
    Nemmeno un accenno...
    Non manca molto alla versione finale. Rimane una decina di bug da risolvere (con questa versione ne hanno risolti più di 500).
  • Infatti Thunderbird è la mia prima scelta. Funziona bene (almeno per me, che uso poco la posta elettronica) e, soprattutto, è... GRATIS! Sorride
    non+autenticato
  • Dipende da cosa ti aspetti da un programma di posta elettronica.

    Certamente la funzione di ricerca mi sembra molto migliore in Postbox (specialmente nel caso che hai tante email) e anche l'interfaccia grafica è organizzata meglio.

    Per il fatto del pagamento, in effetti si è un po' tiratini (anche se il lifetime upgrade è simpatico da avere) dato che la roadmap non è ancora chiara.


    In compenso sono compatibili (mailbox) quindi se uno è in dubbio, salta da uno all'altro senza problemi :3
  • È stata commessa una grave leggerezza da parte di chi ha scritto l'articolo:

    http://punto-informatico.it/2549263/PI/News/postbo...

    dove si dice:

    "nulla è stato detto circa la licenza sotto la quale sarà distribuito il software, ma è assai probabile che questa sarà la stessa di Thunderbird e Firefox"

    Diffondere informazioni presunte (dimostratesi false in questo caso) crea un grave danno alle persone che in buona fede, hanno pensato di utilizzare del software libero.

    Sarebbe stato molto più corretto mettere in guardia dai pericoli della licenza MPL (qella di Thunderbird) e dire chiaramente che essa è una licenza libera "debole", cioè che consente di creare opere derivate non libere.

    La mancanza di una licenza in Postbox doveva suonare come grosso campanello di allarme ad un sedicente esperto!

    Anche questo articolo pecca di grave superficialità. Si dovrebbe spiegare come da un software libero si possa derivare un software non libero. Si dovrebbe evitare di confondere i termini "libero", "commerciale" e "gratuito".

    Libero e commerciale non sono in antitesi: se dietro pagamento avessero distribuito il software con i sorgenti, applicando una licenza libera, avremmo avuto un software perfettamente libero e commerciale.

    Certo che se ancora nel 2009 dobbiamo ripetere questi concetti di base anche agli esperti, la strada è davvero lunga ed incerta!
    non+autenticato
  • > Sarebbe stato molto più corretto mettere in
    > guardia dai pericoli della licenza MPL (qella di
    > Thunderbird) e dire chiaramente che essa è una
    > licenza libera "debole", cioè che consente di
    > creare opere derivate non
    > libere.

    e quindi? uno non e' libero di utilizzare la licenza che preferisce?
    poi chi e' che PI dovrebbe mettere in guardia?

    > La mancanza di una licenza in Postbox doveva
    > suonare come grosso campanello di allarme ad un
    > sedicente
    > esperto!

    mancanza di una licenza in Postbox? siam messi male.

    > Anche questo articolo pecca di grave
    > superficialità. Si dovrebbe spiegare come da un
    > software libero si possa derivare un software non
    > libero. Si dovrebbe evitare di confondere i
    > termini "libero", "commerciale" e
    > "gratuito".

    perche'? lo decidi tu come devono scrivere gli articoli? mi sembra ci siano link a sufficienza per capire l'argomento, fra l'altro.

    > Libero e commerciale non sono in antitesi: se
    > dietro pagamento avessero distribuito il software
    > con i sorgenti, applicando una licenza libera,
    > avremmo avuto un software perfettamente libero e
    > commerciale.

    fammi 5 esempi di sw consumer "liberi" con un grande successo commerciale.
    non+autenticato
  • Diverse distribuzioni di Linux... Ma il succo non è quello, comunque. BSD è libero e gratuito, con una licenza 'debole' ma veramente libera e non restrittiva. La Apple sta ancora ringraziando Berkeley... Ma il free software IMHO deve essere utilizzabile anche da chi fa software proprietario (altrimenti è un semi-free software, asd).
  • non da Microsoft, però...
    non+autenticato
  • ...ogni volta che qualcosa deve essere pagato, tutti gridano allo scandalo e cominciano a lamentarsi del fatto che tutti dovrebbero condividere tutto e che se si fanno pagare sono il male...

    Voglio proprio vedere quanti di quelli che si lamentano qua, rilasciano programmi open-source alla comunità, o se free per loro significa solo non pagare mai una mazza, anche quando si dovrebbe farlo...
  • quoto

    Anche perchè è un client di posta come un altro. Non vuoi pagare? usane uno free!
  • - Scritto da: aw4y
    > quoto
    >
    > Anche perchè è un client di posta come un altro.
    > Non vuoi pagare? usane uno
    > free!

    Dì, ma li avete letti gli altri messaggi?
    Non mi sembra che qualcuno si sia lamentato del fatto che, uno a caso - thebat - sia a pagamento.
    Qui si discute della scarsa morale degli sviluppatori di postbox, che non solo hanno attinto alle risorse umane gratuite del progetto opensource, ma hanno anche fatto leva sulla buona fede degli stessi utenti finali che utilizzavano la beta per identificare e correggere i bug.
    Quanto meno a loro andrebbe riconosciuta la possibilità di utilizzare il programma gratuitamente.
    Non sono obbligati legalmente, ovviiamente.
    non+autenticato
  • Attingere dalle risorse di thunderbird non vedo come possa essere immorale anche per progetti a pagamento, se la licenza lo permette... Se qualcuno si può sentire offeso nel vedere il proprio codice utilizzato da altri che ci guadagnano sopra, lo pubblica con altre licenze va bene ai programmatori, perchè non dovrebbe andare bene per gli utenti finali?

    Per quanto riguarda la beta, anche Windows viene distribuito prima gratuitamente per correggere bug et similia, e non mi pare che i beta tester dopo lo pretendino gratis.

    L'unico punto su cui potrei essere d'accordo è la notizia del pagamento caduta dal cielo, e del fatto che non si sapesse fin dal principio, ma anche in questo caso do il beneficio del dubbio agli sviluppatori, dato che io personalmente un client e-mail con un banner pubblicitario che mi piglia mezza barra non lo prenderei mai in considerazione, e che dietro a loro non c'è il supporto di Mozilla che viene finanziato con gli introiti di Firefox (e per questo può essere distribuito senza banner).
    Se dicono che ci hanno pensato a lungo prima di scegliere l'opzione pagamento, dobbiamo per forza pensarci male? Non potrebbe essere veramente una decisione ponderata all'ultimo? Secondo te non sanno che metterlo a pagamento è un rischio per la gente abituata a non pagare una mazza?
    E se dicevano che era a pagamento, ed all'ultimo avessero dichiarato che l'avrebbero lasciato free? Ci sarebbe stato un cambio di rotta improvviso come questo, ma non credo che nessuno si sarebbe lamentato, in quel caso.
    La gente deve campare, checchè l'opensource sia bello. Fanno un buon programma, vogliono venderlo? Perchè andargli incontro? A me sta benissimo così, e sono anche pronto a sborsare la cifra enorme di 20€, se ne vale la pena.
  • La licenza lo permette.

    Fine della discussione.
  • - Scritto da: Hanyuu
    > La licenza lo permette.
    >
    > Fine della discussione.

    Altro che fine,
    spiegami la relazione tra moralità e licenza, sono curioso.
    non+autenticato
  • Gli sviluppatori hanno scelto una certa licenza, sapendo bene anche gli usi che se ne potevano fare.

    Finchè altre persone rispettano la licenza originaria, non c'è nessun problema.

    Se è un TUO problema morale, scusami ma non gliene frega niente a nessuno.

    Se questo dava fastidio agli sviluppatori originali, non credi che avrebbero scelto un'altra licenza?

    Siamo anche in un mercato libero, non dimenticarlo.
  • - Scritto da: Hanyuu

    > Se è un TUO problema morale, scusami ma non
    > gliene frega niente a
    > nessuno.

    Eppure hai risposto, oppure hai perso il filo del thread.
    non+autenticato
  • - Scritto da: jepessen
    > ...ogni volta che qualcosa deve essere pagato,
    > tutti gridano allo scandalo e cominciano a
    > lamentarsi del fatto che tutti dovrebbero
    > condividere tutto e che se si fanno pagare sono
    > il
    > male...
    >
    In questo caso il problema è leggermente diverso. Con Postbox si è fatto credere (più o meno velatamente) che il programma sarebbe stato free e che chiunque voleva contribuire segnalando bug o fornendo codice per le patch, poteva farlo. Visto che ora è stato chiarito che sarà a pagamento, permetti, a chi ha contribuito in qualunque modo, di sentirsi preso in giro.
    Se fai pagare una cosa, i problemi te li devi risolvere da solo. Già il fatto che usano il codice di Thunderbird comprese le patch di sicurezza, personalmente mi fa un po' incaxxare, anche se la cosa è del tutto lecita.
    In sostanza sfruttano il lavoro di Mozilla per (tentare di) fare soldi con un mod di Thunderbird. Personalmente mi auguro che gli vada male.
    non+autenticato
  • > In questo caso il problema è leggermente
    > diverso. Con Postbox si è fatto credere (più o
    > meno velatamente) che il programma sarebbe stato
    > free

    leggiti le faq del prodotto riportate in un post qui su PI

    > e che chiunque voleva contribuire segnalando
    > bug o fornendo codice per le patch, poteva farlo.
    > Visto che ora è stato chiarito che sarà a
    > pagamento, permetti, a chi ha contribuito in
    > qualunque modo, di sentirsi preso in
    > giro.

    se faccio il beta-tester "a gratis" di Win7, non significa che poi mi aspetto di averlo gratis. si, ci sono pure quelli che fanno i beta tester di win7 a gratis.

    > Se fai pagare una cosa, i problemi te li devi
    > risolvere da solo. Già il fatto che usano il
    > codice di Thunderbird comprese le patch di
    > sicurezza, personalmente mi fa un po' incaxxare,
    > anche se la cosa è del tutto
    > lecita.

    vedi sopra.
    > In sostanza sfruttano il lavoro di Mozilla per
    > (tentare di) fare soldi con un mod di
    > Thunderbird. Personalmente mi auguro che gli vada
    > male.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippuz
    > > In questo caso il problema è leggermente
    > > diverso. Con Postbox si è fatto credere (più o
    > > meno velatamente) che il programma sarebbe stato
    > > free
    >
    > leggiti le faq del prodotto riportate in un post
    > qui su
    > PI

    Appunto, ripeto: "più o meno velatamente" non puoi dire che la chiarezza sia stata il loro punto forte, tanto è vero che anche loro si sono scusati per la decisione presa come puoi leggere nell'articolo di PI e nel link riportato (evidentemente c'è qualcuno che non si sente a posto con la coscienza).

    >
    > > e che chiunque voleva contribuire segnalando
    > > bug o fornendo codice per le patch, poteva
    > farlo.
    > > Visto che ora è stato chiarito che sarà a
    > > pagamento, permetti, a chi ha contribuito in
    > > qualunque modo, di sentirsi preso in
    > > giro.
    >
    > se faccio il beta-tester "a gratis" di Win7, non
    > significa che poi mi aspetto di averlo gratis.
    > si, ci sono pure quelli che fanno i beta tester
    > di win7 a
    > gratis.
    >

    Esempio totalmente fuori luogo perchè lo sai in anticipo che Win7 sarà a pagamento senza dubbi, incertezze e senza qualcuno che si scuserà dopo per un eventuale cambio di rotta.
    non+autenticato
  • Non c'è problema il giorno dopo che esce la 1.0 si tira giu da btjunkie.org. Ma che posso pagare un client di posta elettronica... vaia vaia...
    non+autenticato
  • Tira giù pure un libro di grammaticaSorride

    E cmq non ha senso..se lo fanno a pagamento e ti piace te lo compri. Altrimenti ci sono le alternative open e free.
  • - Scritto da: aw4y
    > Tira giù pure un libro di grammaticaSorride
    >
    > E cmq non ha senso..se lo fanno a pagamento e ti
    > piace te lo compri. Altrimenti ci sono le
    > alternative open e
    > free.
    Quoto. Comunque è incredibile, ultimamente mi sto accorgendo della grande ignoranza che ha la gente, vedo errori di ogni tipo e tutti molto gravi.
    Non si può neanche dire che sia un errore di battitura perchè se in "Ha" c'è l' "H" allora vuol dire che quel tasto è andato a premerlo volontariamente.
    non+autenticato
  • L'è uguale, l'importante l'è intenderci, ps: ma è punto-informatico.it oppure www.zanichelli.it ?
    non+autenticato
  • Poi ignoranza, ignoranza di che? errori gravi ecc. ma si puo sbagliare?
    non+autenticato
  • su queste cose? non credo

    se scrivi ha al posto di a, lo hai fatto per tutta la vita e lo farai per tutta la vita
    non+autenticato
  • E' vero... non si possono commettere errori del genere!
    non+autenticato
  • diamo la colpa alla latitudine
  • Ma infatti che palle, scusate, siete sempre tutti pronti a giudicare. Ai temi di italiano ho sempre preso solo 8 o 9, ho scritto alcuni racconti che sono stati premiati, eppure a volte quando sono stanco faccio errori del genere, perché invece di riflettere sulle lettere che costituiscono la parola "stampata", mi fermo al suono che ha quando la si pronuncia.
    E in ogni caso, quando una persona ha da dirmi qualcosa, bado alla sostanza e non alla forma. Fermarsi sugli errori di ortografia non è simbolo di cultura, né di intelligenza. La gente "sveglia" passa sopra a queste cose.
    Saluti
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 30 luglio 2009 11.13
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: euthymos
    > Ma infatti che palle, scusate, siete sempre tutti
    > pronti a giudicare. Ai temi di italiano ho sempre
    > preso solo 8 o 9, ho scritto alcuni racconti che
    > sono stati premiati, eppure a volte quando sono
    > stanco faccio errori del genere, perché invece di
    > riflettere sulle lettere che costituiscono la
    > parola "stampata", mi fermo al suono che ha
    > quando la si
    > pronuncia.
    > E in ogni caso, quando una persona ha da dirmi
    > qualcosa, bado alla sostanza e non alla forma.
    > Fermarsi sugli errori di ortografia non è simbolo
    > di cultura, né di intelligenza. La gente
    > "sveglia" passa sopra a queste
    > cose.
    > Saluti
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 30 luglio 2009 11.13
    > --------------------------------------------------


    Il tuo professore di italiano era Topo Gigio mi sa....
    non+autenticato
  • legge la FAQ. Prima di modificarla, per annunciare i prezzi del prodotto, la FAQ recitava così:

    How much will Postbox cost?
    Postbox is currently in the early BETA stage of development and pricing has not yet been announced.

    http://209.85.129.132/search?q=cache:BOXhlqxp9w4J:...

    Naturalmente, questo vizio di non leggere la faq si estende anche ai giornali, on-line e off-line, che recensiscono questo tipo di prodotto non prestando attenzione a dettagli del genere.

    http://punto-informatico.it/2549263/PI/News/postbo...

    Piccola battuta. L'utente open source chiede che il codice sorgente resti aperto per poterne controllare il contenuto, e poi si dimentica di leggere la FAQ?! Tutto questo è assurdo e comico allo stesso tempo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: petrestov
    > legge la FAQ. Prima di modificarla, per
    > annunciare i prezzi del prodotto, la FAQ recitava
    > così:
    >
    > How much will Postbox cost?
    > Postbox is currently in the early BETA stage
    > of development and pricing has not yet been
    > announced.


    Esatto, a suo tempo avevo notato la cosa e, comunque, già il fatto che non avessero una versione per Linux faceva sentire puzza di bruciato: evidentemente avevano in mente di puntare sulla piattaforma che può assicurare il maggior numero di polli da spennare Arrabbiato
    non+autenticato
  • Il prodotto è valido, ed ha molte piu' funzionalità di TBoriginale (idem 3.0).

    Polli da spennare? Se merita, e dietro c'è uno sviluppo serio, perchè no?
  • - Scritto da: Hanyuu
    > Il prodotto è valido, ed ha molte piu'
    > funzionalità di TBoriginale (idem
    > 3.0).

    Tipo? Fammi un veloce elenco di quelle che ritieni determinanti.

    > Polli da spennare? Se merita, e dietro c'è uno
    > sviluppo serio, perchè
    > no?

    Io non pago per il fork commerciale di un prodotto open, piuttosto continuo a pagare le licenze per The Bat! Pro, anche se lo uso poco, ultimamente.
    non+autenticato
  • Indexing di tutti gli email e filtri di ricerca migliori (la differenza è enorme in termini di tempo).

    GUI molto piu' pulita, mailbox meglio organizzate, e piu' comandi al posto giusto (soggettivo, ma le differenze ci sono).

    Qui trovi un elenco esaustivo:
    http://postbox-inc.com/features
  • >Io non pago per il fork commerciale di un prodotto open

    Capisco la tua utopia di usare tutto open e libero, ma certe licenze permettono questo, in modo da poter lanciare un prodotto "chiuso" e commerciale competitivo.

    Di qualcosa bisogna pur campare? Tocca a chi prende il prodotto open e lo rende commerciale, giustificare che vale la pena comprarlo. Libero mercato, ti dice niente?
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