Roma - I prossimi mesi saranno cruciali per sapere come andrà a finire la "favola" del software che ha popolarizzato il Voice over IP: Skype potrebbe crescere ancora, peggiorare drasticamente nella qualità del servizio offerto o persino sparire completamente dalla circolazione. La contesa è - come sempre - legale, con l'attuale proprietario della piattaforma di telefonia telematica eBay che è oramai arrivato allo scontro aperto con
Joltid, azienda controllata dai fondatori di Skype e che ha tutta l'intenzione di riprenderne il possesso in ogni modo possibile.
A costo di soffocarlo e portarlo al fallimento economico e tecnologico.
Con l'acuirsi della "crisi" tra eBay e Joltid vengono al pettine tutti i nodi della gestione di Skype da parte del gigante del commercio elettronico, che ha
grandemente beneficiato della crescita irresistibile del VoIP in questi anni ma che non è mai riuscita ad armonizzarlo con il resto delle sue attività, commerciali con il popolare sito di aste e finanziarie con PayPal. In ultima istanza eBay ha deciso di
affidare Skype al mercato come società pubblica quotata in borsa, ma lo scontro a mezzo carte bollate con Joltid fa slittare la capitalizzazione (attualmente prevista per il 2010) a una data difficile da prevedere.
L'asprezza della
querelle si è alzata oltre la soglia di guardia da quando eBay, un mese prima di annunciare la quotazione in borsa di Skype, ha fatto causa a Joltid in merito alla licenza che regolamenta lo sfruttamento della tecnologia P2P concessa da quest'ultima per l'integrazione nel client di VoIP. Alla denuncia Joltid
ha risposto cessando in maniera unilaterale la suddetta licenza.
Per stabilire ora chi delle due - tra Skype e Joltid - stia violando il copyright di chi, occorrerà attendere almeno sino al prossimo giugno, un'attesa che influenza in maniera diretta la quotazione in borsa della società che a questo punto si fa (in relazione a come si concluderà la vicenda) incerta, disastrosa o anche improbabile.
eBay ha infatti già messo in conto che un accordo consensuale con Joltid
potrebbe non concretizzarsi mai, nel qual caso all'azienda non resterebbe che separare Skype da quelle che sono le sue tecnologie basilari realizzando un nuovo prodotto capace di offrire le stesse funzionalità. Si tratterebbe di realizzare un
Frankenskype con i pezzi rimanenti del cadavere di Skype, ma eBay è la prima ad avvertire che la delicata operazione di rianimazione potrebbe non avere successo, potrebbe portare a una perdita di funzionalità e clienti ed
essere molto più costosa di quanto sia adesso Skype.
"Se Skype perdesse il diritto di usare il software di Joltid come risultato della causa - scrive eBay ai giudici - e se un software alternativo non fosse disponibile, Skype sarebbe condizionato in maniera negativa e non sarebbe possibile continuare le operazioni di business come condotte sino ad ora". La vita stessa del software di VoIP per antonomasia potrebbe dunque essere a rischio.
Alfonso Maruccia