massimo mantellini

Contrappunti/ La disintossicazione digitale

di M. Mantellini - L'estate come momento di evasione, come momento di catarsi. Dalle pressioni della vita iperconnessa della Rete, e dalle semplificazioni dei sempre presenti diffidenti

Roma - Molti anni fa, quando su Internet c'erano quattro gatti e il famoso cane della vignetta, qualcuno già si domandava quale fosse la giusta modalità di rapporto con l'uso della Rete. Per evitare gli eccessi, le dipendenze e le sovraeccitazioni, ricordo che certi amici californiani ripetevano spesso che dopo un certo numero di ore passate su Internet la cosa migliore da fare era andarsene a zappare l'orto.

Da allora probabilmente le cose sono peggiorate, gli orti sono diventati più rari e la legge di Moore ha incrementato la nostra schizofrenia di utilizzatori compulsivi della Rete, abituandoci a moltiplicare i processi aperti, sovrapporre attività e comportamenti online, fino al trionfo di quella attitudine recente che i neurofisiologi chiamano "multitasking".

Come tutte le attività potenzialmente lesive della nostra integrità psichica, l'essere continuamente in Rete ha generato negli anni preoccupazioni e lunghi articoli sui settimanali, ha dato la stura a nuovi improvvisati esperti, capaci di guarire le nostre ossessioni di uomini e donne sempre connessi, magari attraverso una chat di aiuto online (la terapia per l'alcoolista con un bicchierino di quello buono) ed ha soprattutto sancito un principio che nell'approccio degli umani alle nuove tecnologie si ripete con placida costanza: le nuove tecnologie di comunicazioni sono incondizionatamente formidabili ed insostituibili ma solo per quelli che decidono di utilizzarle con convinzione, mentre per i restanti 9/10 della popolazione sono il peggiore dei mali possibili.
La grande crescita delle piattaforme di lifestreaming ha, se possibile, peggiorato la situazione: oggi milioni di persone in tutto il mondo aggiungono alle ore sedute davanti ad un computer collegato a Internet, l'aggiornamento del proprio status online su piattaforme come Twitter o Facebook attraverso il telefonino; i nuovi sistemi operativi del cellulari consentono per la prima volta navigazioni agevoli sul web e buona parte delle attività di rete si sono ormai quasi interamente separate dalla nostra presenza in un luogo fisico adatto. Oggi, anche volendo dedicarsi all'uso della zappa, capita assai spesso che l'orto sia a molti chilometri da noi.

In tutto questo nuovo contesto la meditazione sui modi e sui tempi del nostro vivere in rete continuano ad essere largamente ignorati. Prevalgono gli estremi e con essi la nostra tendenza di utenti "pesanti" della Rete di ignorare il problema fa il paio con la costante demonizzazione dell'essere sempre online da parte dei mezzi di comunicazione di massa. Anche se basterebbe forse una breve inchiesta giornalistica per dar conto del fatto che nemmeno fra i milioni di teledipendenti che abitano il pianeta la pratica salutare di alzarsi dal divano per dedicarsi alla cura dell'orto ha molti seguaci.

Ma rimanendo nella parte illuminata della Luna è certamente vero che mai come oggi Internet ci obbliga a immaginare volontari allontanamenti da Internet stessa. Tempo da dedicare ad altre attività, passeggiate all'aria aperta, la lettura di un libro al parco, un giro in bici con i nostri figli.

Molti approfittano della pausa estiva per imporsi periodi di forzoso allontanamento dalla posta elettronica, dall'aggiornamento del blog, dalla aggiunta di improbabili amici su Facebook. Gli amanti delle vacanze all'estero saranno paternamente dissuasi dal collegarsi dalle tariffe del traffico dati dei nostri operatori (per esempio la tariffa di riferimento di TIM per il traffico dati nella zona euro è 8,2 euro/MB e gli altri operatori non sono da meno), gli altri potranno semplicemente decidere di dimenticare a casa il notebook o ignorare gli internet point.

Probabilmente non basta. Forse non sarebbe male immaginare di dedicare una giornata alla settimana per tutto l'anno ad attività lontano dalla Rete. Una sorta di cerimoniale della zappa da eseguire anche in assenza di orto.

Qualche anno fa tentai una cosa del genere. Durante un pranzo estivo io ed un caro amico, anche lui utente compulsivo della Rete, decidemmo che almeno nelle ore serali saremmo stati lontani dal computer almeno fino alle 22, a tutelare almeno l'ora della cena, il ritrovo familiare, il dialogo coi figli sulle cose accadute nella giornata appena trascorsa. Le nostre mogli assentivano vigorosamente anche se con la faccia di chi non ci credeva nemmeno un po'. Avevano ovviamente ragione, la sacra disintossicazione durò pochi giorni per poi fallire miseramente. È tempo di riprovarci.

Massimo Mantellini
Manteblog

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26 Commenti alla Notizia Contrappunti/ La disintossicazione digitale
Ordina
  • Dipende anche per cosa ci si collega:
    Io per informarmi, come leggessi un giornale o un libro mi collego quando voglio.
    Metto da parte invece la lettura delle mail, le chat e quant'altro sia relativo la comunicazione personale.
    Lo strumento lo comando io, non è lui che mi chiama per dire "vieni, vieni!", come fosse un canto di sireneOcchiolino
    non+autenticato
  • io credo che un buon modo di disintossicarsi sia anche portarsi in vacanza solo il notebook senza nessun tipo di collegamento. Ormai si fa tutto in rete, quindi si è meno propensi ad utilizzare il pc per un certo periodo. A me cosi funziona!
  • mmm e che fai sradichi la scheda wifi [ovvero molto spesso la scheda madre] per evitare tentazioni?

    scherzo
    non+autenticato
  • "i nuovi sistemi operativi del cellulari consentono per la prima volta navigazioni agevoli sul web e buona parte delle attività di rete si sono ormai quasi interamente separate dalla nostra presenza in un luogo fisico adatto. Oggi, anche volendo dedicarsi all'uso della zappa, capita assai spesso che l'orto sia a molti chilometri da noi.
    "
    In realtà è vero il contrario: non è l'orto che si è allontanato da internet, ma è internet che è arrivato all'orto e che ci fa navigare anche da li... Perplesso
    Fan Amiga
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    Modificato dall' autore il 03 agosto 2009 17.54
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    pjt
    378
  • quoto, sono 3 mesi che gioco in giardino ma poi..

    - Scritto da: pjt
    > "i nuovi sistemi operativi del cellulari
    > consentono per la prima volta navigazioni agevoli
    > sul web e buona parte delle attività di rete si
    > sono ormai quasi interamente separate dalla
    > nostra presenza in un luogo fisico adatto. Oggi,
    > anche volendo dedicarsi all'uso della zappa,
    > capita assai spesso che l'orto sia a molti
    > chilometri da
    > noi.
    > "
    > In realtà è vero il contrario: non è l'orto che
    > si è allontanato da internet, ma è internet che è
    > arrivato all'orto e che ci fa navigare anche da
    > li...
    >Perplesso
    > Fan Amiga
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    > Modificato dall' autore il 03 agosto 2009 17.54
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    non+autenticato
  • Nemmeno con i figli stanno un po' e poi vengono su punto informatico a scriverlo e non si vergognano nemmeno...
    non+autenticato
  • Più che allontarsi forzatamente dai media occorrerebbe innalzare la qualità dei tempi che trascorriamo in compagnia dei nostri cari.
    Va bene spegnere il pc, ma se l'alternativa è guardare la tv generalista di prima serata allora tanto vale...
    Bisognerebbe spegnere tutto almeno una mezzora.
    non+autenticato
  • - Scritto da: caiodark

    > ma se l'alternativa è
    > guardare la tv generalista di prima serata

    Quotone,volevo proprio scriverlo io. Non e' che la gente e' passata dall'orto al computer. Ma da ore di televisione a facebook.. Ho capito che non sara' il massimo ma almento c'e' un minimo di interazione con gli altri e non si e' costretti a guardare le cazzate che ti propinano in TV.. e se sei fortunato capisci un po' di piu' dell'attuale classe politica..
    ehm..forse questo e' un po' troppo!?!?!..
    non+autenticato
  • di generalista qui ci sono solo molte opinioni.
    La tv ha offerto, e offre parecchio, anche informazione vera, anche verificabile. Ok, non è sempre vero? Cosa offre Facebook? Ma per piacere! Offre più informazione il cassonetto della spazzatura che ho sotto casa...
    Maddai
    non+autenticato
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