Giorgio Pontico

La traduzione Ŕ un lavoro di squadra

MyMemory punta alla collaborazione tra utenti e traduttori per migliorare l'accuratezza dei propri risultati

Roma - Google Translate potrebbe presto trovarsi davanti un'alternativa che sembra avere tutte le carte in regola per competere nel campo dei traduttori online. Si chiama MyMemory, è un progetto collaborativo creato dalla italiana Translated ed è apparso in Rete in questi giorni come beta.

MyMemory si avvale di un traduttore automatico al quale però sono affiancati contributi pescati direttamente dalla Rete oppure redatti da circa 36mila interpreti professionisti. Una combinazione macchina-uomo in cui la prima esegue una traduzione letterale, mentre il secondo fornisce frasi (al momento più di 150 milioni) che inquadrano il termine ricercato in vari contesti.

Una volta impostata la ricerca MyMemory presenta i risultati ingabbiati in celle: una soluzione che ricorda per certi aspetti Google Squared e che ne riprende alcune caratteristiche, come la possibilità di migliorare o valutare i risultati.
Al momento sono supportati più di 80 diversi idiomi, anche se tentando una traduzione dal francese alla lingua creola haitiana derivata proprio dal francese non si ottengono molti risultati: segno che gli sviluppatori stanno ancora lavorando con i traduttori per implementare vocaboli e frasi anche di lingue poco diffuse, come appunto quelle creole.

Proprio agli sviluppatori è dedicata una pagina del sito in cui si possono ottenere delle API, utili per chi volesse includere MyMemory come tool di traduzione in una propria applicazione.

Entro la fine del 2009 il database dovrebbe arrivare a contenere circa 300 milioni di frasi, raddoppiando le dimensioni attuali e fornendo un servizio sempre più accurato. Il tutto effettuato secondo la filosofia Wiki.

Giorgio Pontico
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