Alfonso Maruccia

Europa, portatrice sana di banda larga

Il Vecchio Continente si autoproclama leader nella penetrazione della banda larga tra famiglie e aziende. La connettività è il futuro dell'economia, dice la Commissione, e per innovare il mercato non basta perseguire la pirateria

Europa, portatrice sana di banda largaRoma - Nell'ultimo rapporto sulla competitività digitale appena rilasciato, l'Unione Europea parla di sorpasso sugli Stati Uniti, di una potenziale nuova locomotiva economica tutta interconnessa e di una banda larga presente in pianta stabile nella maggior parte delle abitazioni del Vecchio Continente. Nello studio si dà conto del progresso fatto delle tecnologie digitali nel corso degli ultimi cinque anni, e i risultati non darebbero adito a dubbi sul trend in crescita e le sue ovvie implicazioni economiche e sociali.

Il dato più importante contenuto nel rapporto è certamente quello dato dal livello di utilizzo regolare della rete nel territorio dell'Unione Europea, stimato nel 56 per cento al 2008 per una crescita, dal 2004, pari a un terzo. Metà delle abitazioni è dotata di una connessione broad band, dice la Commissione, mentre la percentuale sale all'80 per cento se si considerano gli utilizzi di tipo aziendale.

Secondo la UE i maggiori utilizzatori di Internet sono gli utenti di età inferiore ai 24 anni, il 66 per cento dei quali naviga sul web con regolarità giornaliera contro il 43 per cento delle altre tipologie di utenza. Tra molte luci c'è anche qualche ombra: più di un terzo dei refusenik digitali dice di non vedere la necessità di una connessione, mentre un quarto non se la può permettere.
Un dato che sarebbe certamente interpretato come negativo da parte dei maggiorenti dell'industria multimediale è quello che evidenzia la forte presa del concetto di gratuità tra gli internauti più assidui: tra i netizen junior (16-24 anni) il 73 per cento produce e condivide contenuti online, percependo come normale la libera disponibilità e circolazione dei suddetti contenuti senza che vi sia la necessità di pagare anche un solo centesimo. Il 33 per cento dei netizen junior, e questo all'industria farà piacere ancora meno, non ha nessuna intenzione di pagare per quanto è ospitato online, una percentuale doppia rispetto alla media europea delle altre fasce di età.

"L'economia digitale europea ha un enorme potenziale per generare grandi ricavi economici in tutti I settori", ha commentato il Commissario per la Società dell'Informazione e i Media Viviane Reding, sostenendo che "per trasformare questo vantaggio in crescita sostenuta e nuovi lavori, i governi devono dimostrare la propria leadership adottando politiche coordinate in grado di smantellare le barriere esistenti ai nuovi servizi".

Va assolutamente raccolta l'opportunità di crescita data da una nuova generazione di europei in grado di determinare il futuro mercato europeo, dice il Commissario Reding, richiamando la necessità di fornire a questi "nativi digitali" una possibilità "facile ed equa" di accesso ai contenuti digitali. Una nota negativa va in direzione dell'Italia, che dal rapporto emerge come la Cenerentola d'Europa in quanto a utilizzo generale della rete e diffusione delle connessioni broad band.

Alfonso Maruccia
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11 Commenti alla Notizia Europa, portatrice sana di banda larga
Ordina
  • Con la "i" volutamente minuscola. Tanto all'itaGliano medio basta la de filippi e costanzo la sera, il calcio la domenica, il telefonino figo, la settimana al mare ed è contento.

    Siamo il fanalino di coda in Europa per un miliardo di altre cose, non solo per la diffusione della Rete. E i risultati poi si vedono, in termini di ignoranza (in questo caso, informatica), sia nell'ambiente domestico che (soprattutto) in quello lavorativo. Ma scommetto che se chiedete al primo che passa per strada cos'è, che so, la P2, non vi saprà rispondere con il 90% di probabilità.

    Ma tanto basta che si ride, in itaGlia, ed è tutto a posto. No?
    non+autenticato
  • l'ITAgLIA È ANCORA TAMARRA!
  • In Italia c'è troppa analfabetizzazione informatica.Infatti,l'ultimo rapporto della Commissione Ue sulla diffusione delle tecnologie di comunicazione,gli itaGliani hanno poca familiarità con i web.Secondo questo rapporto,l'Italia è l'ultimo Paese della Ue quanto a download di film e musica o visione di video on line, e tra gli ultimi (23/mo) ad usare il web "regolarmente".Ovvero, mentre il 56% degli europei sono utenti regolari della rete,in Italia lo è solo il 37%.Tra i motivi c'é anche che resta bassa la diffusione della banda larga,soprattutto tra le famiglie.A gennaio 2009, solo il 19% della popolazione disponeva di un collegamento veloce. Quattro punti più in basso della media Ue.Se ad es. gli ISP,TISCALI compreso,smettessere di filtrare il traffico e di fare TRAFFIC SHAPING,la rete sarebbe più neutrale e tutti avrebbero voglia di navigare + tranquillamente.LA NET NEUTRALITY.In Europa la guerra per la Net Neutrality esploderà in tutta la sua violenza questo autunno nella fase di quasi certa Terza Lettura del Telecoms Package.C'è anche da dire che in Italia i costi della ADSL è la più cara d'europa. E comunque, nonostante siamo gli utlimi in Europa, a volte capita di aver comunque la linea congestionata per troppo traffico.. Quindi credo bisognerebbe prima agire su questi fattori e poi chiedersi come mai siamo in pochi su internet.'adsl in Italia è troppo costosa,TISCALI WIND TELECOM ecc.fanno orecchie da mercante quando si tratta di offerta servizio adsl.In germania con € 20 naviga 24 su24 e telefono senza limiti.E poi se vuoi navigare a 20mbit/s cambia stato.In italia sn tutti truffatori.E Tiscali lo sa.E cmq tutti i provider vendono fumo.Per potersi avvicinare ad Internet,tutti gli ISP devono abbandonare il TELECOM PACKAGE,e non daral vinta ai soliti PrePotenti delle majors dei film e della musica.La gente vorrebbe sentirsi libera,di poter vedere e sentire..e ogni momento siamo spiati.Anche adesso.E Tiscali lo sa.I social Network sono delle spie.Gli ISP,non devono incutere paura agli utenti.Gli ISP sanno che tutto il mondo scarica musica e film(emule-bit torrent),e anche questo è un approccio SIGNIFICATIVO AL WEB 2.0/3.0/4.0/5.Un altro approccio al'informatica e "politicamente corretto"per es. è informare il cittadino che è alle prime armi col pc che esiste la possibilità di usare un pc non solo con Windows,ma esiste una valida alternativa:LINUX.Anche con LINUX si possono aprire i pdf,pagare bollette,fare innumerevoli lavori,senza rodersi il cranio con i sistemi windows.Anche LINUX deve fare parte per l'approccio "facilitato" al WEB.Un altra cosa:Per chi come me pratica il p2p(a scopo personale) sconsiglio vivamente di affidarsi a Tele2 a meno che non vi accontentate di poterlo usare solo dalle 0.00 alle 8.00.Questo infatti è un approccio sbagliato all'informatica.Ripeto.l'approccio al web è fatto anche di sistemi operativi liberi,free e open source.I quaali danno un'ampia gamma di prodotti per esplorare al meglio l'informatica.Gli ISP,dovrebbe fare leva su questo..e levare i filtri e i blocchi.Speriamo bene.
  • Come da titolo. Leggete questo post:

    http://dariocavedon.blogspot.com/2009/08/banda-lar...

    Poi, prima di lanciarsi in considerazioni sull'età media della popolazione italiana, sarebbe meglio leggersi il rapporto, che potete trovare qui:

    http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?refe...

    Secondo il rapporto in Italia, anche tra la popolazione giovane è sotto la media dell'accesso a Internet.

    Ciao, iced
    iced
    188
  • Non mi stupisce che siamo il fanalino di coda e questi dati, senza conoscere le fasce di età, significano poco.

    Non è solo un fatto di sensibilità alle nuove tecnologie, è anche una questione anagrafica. In Italia la popolazione nata, cresciuta e che si è formata in epoca predigitale è davvero tanta.
    Oggi siamo a cavallo di due ere ed è ovvio che ci sia una parte della popolazione, quella più anziana, che stenta a tenere il passo e, nella maggior parte dei casi, molla il colpo.

    Consideriamo il baby-boom degli anni del miracolo italiano, gli anni Cinquanta: oggi queste persone vanno per i sessant'anni. E gli ultra-65enni sono intorno al 20% della popolazione. C'è da prevedere che gli anziani del futuro, a differenza degli anziani di oggi, saranno avvezzi all'uso delle tecnologie, magari non aggiornati come i propri figli, ma comunque nati e cresciuti a rivoluzione già avvenuta. In buona sostanza, per avere tutta, o quasi, la popolazione informatizzata, occorre semplicemente attendere che... La natura faccia il suo corso. Facciamo due conti... In Italia muoiono ogni anno circa 500mila persone, per lo più anziani, e altrettante persone nascono. Il 20% della popolazione sono circa 11 milioni di persone. Quindi dobbiamo attendere circa 20 anni prima che siamo tutti informatizzati. Tutti tranne i soliti irriducibili che - c'è da supporre - saranno quattro gatti. Randagi e autoemarginati.

    Quando la maggior parte delle persone sarà connessa, comincerà a maturare un più profondo senso critico nei confronti dell'informazione e dei media, le informazioni circoleranno rapidamente, tutti saranno più informati e, conseguentemente, anche più consapevoli e curiosi. Come conseguenza di questa rivoluzione culturale, avverrà finalmente una rivoluzione politica (anzi, sta già avvenendo, anche se stenta ad assumere una forma definita... pazientiamo!).

    L'interconnessione di tutti gli individui sta conducendo a un nuovo livello di coscienza. Curioso - e affascinante - che la tecnologia stimoli direttamente l'evoluzione dello spirito. Sino ad oggi lo ha fatto solo indirettamente, creando surplus di risorse e, quindi, di tempo.

    Quindi...Viva la banda larga! GRATIS!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us
    > Non mi stupisce che siamo il fanalino di coda e
    > questi dati, senza conoscere le fasce di età,
    > significano
    > poco.
    >
    > Non è solo un fatto di sensibilità alle nuove
    > tecnologie, è anche una questione anagrafica. In
    > Italia la popolazione nata, cresciuta e che si è
    > formata in epoca predigitale è davvero tanta.

    Idem dicasi per il Giappone, che come struttura demografica è pari all'Italia.
    Però in Giappone la penetrazione della banda larga e della rete è un pochino più avanti dell'Italia.
    Quindi la demografia cerca poco.
    Quindi l'Italia è meglio che non cerchi scuse facili.
    Le cause dell'arretratezza sono (in ordine di importanza) politiche, economiche e culturali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Timur Lang
    > - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us
    [...]
    > Idem dicasi per il Giappone, che come struttura
    > demografica è pari
    > all'Italia.
    > Però in Giappone la penetrazione della banda
    > larga e della rete è un pochino più avanti
    > dell'Italia.
    > Quindi la demografia cerca poco.
    > Quindi l'Italia è meglio che non cerchi scuse
    > facili.
    > Le cause dell'arretratezza sono (in ordine di
    > importanza) politiche, economiche e
    > culturali.

    In italia si e' tentato, parecchio in anticipo sui tempi, di portare la fibra ottica se non in ogni appartamento almeno in ogni condominio: il famigerato progetto Socrates.
    Poi l'antica SIP venne privatizzata in telecom, con le "ladrate" che sappiamo e il progetto socrates venne gettato alle ortiche.

    Adesso si sta riproponendo... come contribuente sono molto preoccupato.

    --
    GT
  • > L'interconnessione di tutti gli individui sta
    > conducendo a un nuovo livello di coscienza.
    > Curioso - e affascinante - che la tecnologia
    > stimoli direttamente l'evoluzione dello spirito.
    > Sino ad oggi lo ha fatto solo indirettamente,
    > creando surplus di risorse e, quindi, di
    > tempo.

    la tecnologia stimola direttamente l'evoluzione dello spirito? andiamoci piano! esistono persone evolutissime spiritualmente che la tecnologia non sanno neanche cosa sia. Poi, io vedrei in realta' il contrario. Tecnologia come stimolo all'involuzione dello spirito (non vuole essere una generalizzazione, sia chiaro). La tecnologia dovrebbe servire a risolvere i problemi, mentre oggi abbiamo una generazione di computer-dipendenti che magari passano tutto il giorno su msn, fb, etc. e non escono di casa. Tecnologia si, ma finche' e' utile.
    non+autenticato
  • a tal proposito, c'era qualche mese fa una vignetta interessante su internazionale: un tipo, al bar, con il pc davanti. una tipa gli chiede: cosa stai facendo? eh, sto scrivendo quello che faccio sul mio profilo su fb e myspace, aggiornando lo status su twitter, ... E cosa fai? te l'ho detto, scrivendo quello che faccio sul mio profilo su fb e myspace...
    non+autenticato
  • Il fatto che sia vero il contrario, non significa altro che il percorso spirituale non è uno solo.
    La tecnologia offre l'interconnessione point-to-point e la comunicazione, un tempo one-to-many (i media tradizionali: giornali, radio e tv) o one-to-one (il telefono) sta diventando rapidamente many-to-many. Il confronto quasi istantaneo tra le persone di differente cultura, mentalità, civiltà porta ad allargare i proprio orizzonti.

    Se l'alternativa ai social network è l'aperitivo sotto casa, in mezzo a gente culturalmente omogenea, situazione che riduce all'osso il confronto con l'Altro, allora è meglio il social network.

    È dal confronto - e anche dallo scontro - di idee diverse che ne nascono di nuove. Che cosa, meglio di internet, incarna l'incontro e il confronto tra le diverse culture del pianeta?

    Ti rendi conto che le posizioni estremiste si sono radicalizzate soprattutto per colpa dei media e di Internet? Le nuove generazioni incominciano a mettere in dubbio il proprio mondo, sensato o insensato che sia, grazie a Internet, cioè grazie alla disponibilità e allo scambio di informazioni. E i gruppi conservatori, davanti a questa rivoluzione, acuiscono il proprio conservatorismo. Questo accade dappertutto ed è quasi triste dirlo, ma per stroncare i fanatismi religiosi valgono più due belle tette su un sito XXX, o un amico-di-chat dall'altra parte del pianeta, di cento guerre.

    Tutto questo è un preludio al cambiamento. Le nuove generazioni, dal punto di vista culturale, stanno convergendo. Gli studenti iraniani sono più simili a quelli americani di quanto non lo fossero i loro padri. Il freno è rappresentato dalle vecchie generazioni che non cedono il passo alle nuove. "Tempo al tempo e lo vedrai", canta Paolo Conte.

    One world, one nation. Il processo è in accelerazione. Noi probabilmente non vedremo la fine del film, ma stiamo già assistendo ai titoli di testa.

    > la tecnologia stimola direttamente l'evoluzione
    > dello spirito? andiamoci piano! esistono persone
    > evolutissime spiritualmente che la tecnologia non
    > sanno neanche cosa sia. Poi, io vedrei in realta'
    > il contrario. Tecnologia come stimolo
    > all'involuzione dello spirito (non vuole essere
    > una generalizzazione, sia chiaro). La tecnologia
    > dovrebbe servire a risolvere i problemi, mentre
    > oggi abbiamo una generazione di
    > computer-dipendenti che magari passano tutto il
    > giorno su msn, fb, etc. e non escono di casa.
    > Tecnologia si, ma finche' e'
    > utile.
    non+autenticato
  • - Scritto da: All Your Base Are Belong To Us
    > Il fatto che sia vero il contrario, non significa
    > altro che il percorso spirituale non è uno
    > solo.

    non l'ho mai affermato e sarebbe da pazzi farlo.

    > La tecnologia offre l'interconnessione
    > point-to-point e la comunicazione, un tempo
    > one-to-many (i media tradizionali: giornali,
    > radio e tv) o one-to-one (il telefono) sta
    > diventando rapidamente many-to-many. Il confronto
    > quasi istantaneo tra le persone di differente
    > cultura, mentalità, civiltà porta ad allargare i
    > proprio
    > orizzonti.
    > Se l'alternativa ai social network è l'aperitivo
    > sotto casa, in mezzo a gente culturalmente
    > omogenea, situazione che riduce all'osso il
    > confronto con l'Altro, allora è meglio il social
    > network.

    dici? non lo so. se sono all'interno di un scial network con gente culturalmente omogenea, come dici tu, sono, imho, in una situazione peggiore rispetto all'aperitivo con la stessa gente. semplicemente perche' vengono a mancare dei mezzi di comunicazione. che puo' essere il tono della voce, la gestualita', la mimica facciale. Considera che queste costituiscono la stragrande maggioranza delle nostre forme di comunicazione (se non ricordo male rappresentano il 90% di essa, per dare un'idea). Se sono culturalmente chiuso o aperto non dipende dal social network, dipende dalla persona. Il social network puo' essere un mezzo attraverso il quale posso "esplorare" nuovi confini, nuove culture, posso acquisire informazioni, ma solo se ho uno spirito critico nei confronti della mia cultura, della mia provenienza. Internet e' un mezzo (senz'altro utilissimo), come puo' esserlo un biglietto aereo. La differenza e' ovviamente il costo. Ma se non esistono delle premesse, non e' altro che uno dei tanti modi di riempire un vuoto.

    > È dal confronto - e anche dallo scontro - di idee
    > diverse che ne nascono di nuove. Che cosa, meglio
    > di internet, incarna l'incontro e il confronto
    > tra le diverse culture del
    > pianeta?

    L'incontro e il confronto fra due persone, una accanto all'altro.

    > Ti rendi conto che le posizioni estremiste si
    > sono radicalizzate soprattutto per colpa dei
    > media e di Internet? Le nuove generazioni
    > incominciano a mettere in dubbio il proprio
    > mondo, sensato o insensato che sia, grazie a
    > Internet, cioè grazie alla disponibilità e allo
    > scambio di informazioni. E i gruppi conservatori,
    > davanti a questa rivoluzione, acuiscono il
    > proprio conservatorismo. Questo accade
    > dappertutto ed è quasi triste dirlo, ma per
    > stroncare i fanatismi religiosi valgono più due
    > belle tette su un sito XXX, o un amico-di-chat
    > dall'altra parte del pianeta, di cento
    > guerre.

    A parte il discorso XXX, l'amico-di-chat ha senso se sta dall'altra parte del mondo (ma anche piu' vicino), non se e' il tuo compagno di scuola / lavoro / universita'. Altrimenti e' o un'altro mezzo di comunicazione (chat gratis invece del telefono, ad es.) oppure spesso e' qualcosa di diversissimo da un rapporto amicale: non serve che lo dica io che ci sono i dipendenti da internet, oppure quelli che sul social-x si costruiscono una ben determinata identita', oppure quelli che hanno mille amici su fb ma nessuno nella vita reale e l'elenco potrebbe continuare. Spesso molti sono portati a credere che questi siano casi limite, ma ormai sono tantissime le persone per cui la vita virtuale ha preso il posto di quella reale. Lo stesso Bill Gates, che in genere non mi sta troppo simpaticoa, ha detto una cosa giustissima: il mio profilo su fb era diventato ingestibile, lo chiudo perche' preferisco la vita reale.

    > Tutto questo è un preludio al cambiamento. Le
    > nuove generazioni, dal punto di vista culturale,
    > stanno convergendo. Gli studenti iraniani sono
    > più simili a quelli americani di quanto non lo
    > fossero i loro padri. Il freno è rappresentato
    > dalle vecchie generazioni che non cedono il passo
    > alle nuove. "Tempo al tempo e lo vedrai", canta
    > Paolo
    > Conte.

    cio' non significa che cio' porti ad una evoluzione dello spirito. Come detto, una maggior disponibilita' di informazioni non implica un'evoluzione dello spirito. Puo' aiutare, ma potrebbe anche aiutare un'involuzione dello stesso. Internet, come qualsiasi tecnologia, e' come un coltello. Puoi esserti utile per tagliare il pane, ma anche per uccidere.

    > One world, one nation. Il processo è in
    > accelerazione. Noi probabilmente non vedremo la
    > fine del film, ma stiamo già assistendo ai titoli
    > di
    > testa.

    Non so a te, ma a me la cosa spaventa assai. La prospettiva one world, one nation mi mette davvero i brividi, se cio' significa azzeramento delle diversita' culturali, perdita delle identita', etc. Il conoscere / apprezzare / vivere diverse culture non significa adattarsi senza spirito critico, ma saper individuare cio' che c'e' di buono, di meno buono o semplicemnte di diverso. Ma farlo soltanto con internet, mi sembra alquanto riduttivo. Sarebbe fare come si dice facciano i giapponesi: fai la foto al quadro, che ti godrai una volta a casa in fotografia.
    non+autenticato