Interfacce, il ruolo di Linux

di D. Galimberti - Se Apple si prepara ad un cambio di paradigma, cosa fa la concorrenza? Se i grandi produttori dovessero fallire, un ruolo importante lo avrÓ la community di Linux

Roma - Nei giorni scorsi abbiamo parlato di un possibile sviluppo nella gestione dei documenti all'interno delle prossime versioni dei sistemi operativi. Qualche tentativo in tal senso è stato fatto anche su alcuni progetti in ambiente Linux, e proprio a proposito di Linux ci si potrebbe chiedere come potrebbe cambiare il mondo dell'informatica anche dal punto di vista del mercato.

Riallacciandomi a quanto detto all'inizio, parlando di informatica si parla di un mercato che si è sviluppato grossomodo negli ultimi 25 anni. Considerando che l'hardware ha un'influenza "relativa" sull'esperienza dell'utente, se non nella misura della potenza di elaborazione che mette a disposizione per il software, focalizziamo l'attenzione sulle due aziende che, seppur con un'enorme sproporzione, rappresentano i due sistemi operativi antagonisti per antonomasia: Microsoft ed Apple.

Entrambe le società sono presenti sul mercato dall'inizio dell'era informatica, ognuna con filosofie di mercato differenti, ed entrambe hanno vissuto finora sotto la guida dei propri fondatori. Bill Gates è andato in pensione lo scorso anno, e Steve Jobs, con il suo rientro nel 1996, è considerato l'elemento chiave della rinascita di Apple. Alla luce di tutto ciò è lecito chiedersi cosa accadrà quando Microsoft ed Apple dovranno affidarsi totalmente ad altri personaggi.
Può essere che il mercato abbia già trovato un suo status quo, come può essere che l'attuale trend porti ad un maggior equilibrio tra i due sistemi. Ho già parlato in passato dell'attuale team che lavora in Apple e che ha sostiuito egregiamente Steve Jobs durante la sua recente assenza per motivi di salute. Per quanto riguarda Microsoft, credo che dopo il mezzo passo falso di Vista (sviluppato e lanciato ancora sotto la guida di Gates), molto del suo futuro dipenderà da Windows 7.

In questa "guerra a due" però non bisogna dimenticare Linux: Linux non è legato a nessuna società (sebbene ne esistano diverse distribuzioni curate anche da aziende quotate in borsa) e può contare sul supporto di una comunità di persone in continua espansione che contribuisce continuamente al suo sviluppo. Sebbene a mio avviso presenti ancora diversi limiti in ambito consumer (nonostante gli enormi progressi fatti negli ultimi anni), e sia purtroppo improponibile in certi ambiti professionali (per la mancanza di alcuni software specifici), la sua forza sta proprio nella sua indipendenza.

La comunità che sviluppa Linux non è identificabile in una sola persona che può fare il bello e cattivo tempo, e non è sensibile a errori strategici o di marketing. Di contro, proprio la mancanza di un riferimento assoluto rende impossibile fare investimenti mirati (a meno di interessi specifici di una determinata società che scelga di utilizzare Linux) o di convogliare tutti gli sforzi della comunità nella stessa direzione (eventualità che in alcune circostanze può essere importante).

In qualsiasi modo sarà realizzato il desktop del futuro, credo che Linux assumerà un'importanza sempre maggiore, anche se (tralasciando certi ambiti dove già ora la fa da padrone) difficilmente riuscirà ad acquisire una posizione dominante nel breve/medio termine: tutto dipenderà da come le grandi software house decideranno di prendere in considerazione l'argomento, perché (checché se ne dica) in certi ambiti alcuni software sono indispensabili e non presentano reali alternative "open".

Apple, nonostante la crescita continua degli ultimi anni, è sempre in una posizione scomoda perché è costretta a mantenere continuamente la sua fama di azienda "innovatrice". Se Apple non riuscirà ad imboccare in continuazione la giusta strada, il suo 5 per cento scarso di mercato rischia di venire assorbito presto da altri, anche se poi potrebbe restare in gioco grazie ai dispositivi portatili in stile iPhone.

Se tutti gli altri crescono Microsoft non può che calare, e al di là delle "guerre di religione" questo non può che essere un bene per gli utenti: una divisione più equa del mercato porterà ad una maggiore concorrenza con benefici per tutti. Quanto velocemente calerà (ammesso che il calo continui, come mostrano i trend degli ultimi mesi) è difficile dirlo, ma i prossimi due o tre anni potrebbero essere decisivi per capire quale sarà l'orientamento futuro del mercato.

Negli anni a venire potrebbero esserci molti cambiamenti nel modo di intendere l'informatica e nell'utilizzo di Internet, con i due mondi che vanno a confluire in un numero sempre maggiore di compiti: anche senza tirare in ballo il cloud computing, dietro l'angolo c'è anche Chrome OS, il sistema operativo di Google che è stato volutamente tralasciato in questa analisi, ma che potrebbe rappresentare il quarto incomodo.

Domenico Galimberti
blog puce72

Gli altri interventi di Domenico Galimberti sono disponibili a questo indirizzo
Notizie collegate
395 Commenti alla Notizia Interfacce, il ruolo di Linux
Ordina
  • il ruolo di Linux nell'innovazione delle interfacce, stante la sua stessa caratteristica open e distribuita, sarà quello attuale: NULLO. Le interfacce grafiche sviluppate finora per Linux non sono che un lavoro derivativo e casualmente accumulativo di funzioni senza nessuna coordinazione o progetto a lunga o media distanza.
    Una riproposizione pedissequa dell'interfaccia windows con ammennicoli grafici di effetto ma di di dubbia utilità, che non migliorano un'esperienza d'uso scoordinata e scarsa.
  • - Scritto da: LaNberto
    > il ruolo di Linux nell'innovazione delle
    > interfacce, stante la sua stessa caratteristica
    > open e distribuita, sarà quello attuale: NULLO.
    > Le interfacce grafiche sviluppate finora per
    > Linux non sono che un lavoro derivativo e
    > casualmente accumulativo di funzioni senza
    > nessuna coordinazione o progetto a lunga o media
    > distanza.
    > Una riproposizione pedissequa dell'interfaccia
    > windows con ammennicoli grafici di effetto ma di
    > di dubbia utilità, che non migliorano
    > un'esperienza d'uso scoordinata e
    > scarsa.

    mai sentito parlare di kde4?
    non+autenticato
  • io sì, e l'ho anche usato, pensa un po'
  • - Scritto da: LaNberto
    > io sì, e l'ho anche usato, pensa un po'

    e ti pare che c'azzecchi qualcosa con windows? ti risulta forse che alle spalle non ci sia un progetto e un team dedicato?
    non+autenticato
  • mi risulta che sia evidente la mancanza di un progetto unitario di fondo, e questo si riflette sull'usabilità generale sua e dei software che ci girano sopra
  • - Scritto da: LaNberto
    > mi risulta che sia evidente la mancanza di un
    > progetto unitario di fondo, e questo si riflette
    > sull'usabilità generale sua e dei software che ci
    > girano
    > sopra

    e ti risulta male.
    Se e quando ne avrai voglia http://www.kde.org ti potra' far capire che quello che affermi non e' per nulla corretto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: mifaccio gliaffarim iei
    > - Scritto da: LaNberto
    > > mi risulta che sia evidente la mancanza di un
    > > progetto unitario di fondo, e questo si riflette
    > > sull'usabilità generale sua e dei software che
    > ci
    > > girano
    > > sopra
    >
    > e ti risulta male.
    > Se e quando ne avrai voglia http://www.kde.org ti
    > potra' far capire che quello che affermi non e'
    > per nulla
    > corretto.

    e qui si va sull'ideologico e quindi va bene così
  • però ha ragione, kde fa dell'unità e della standardizzazione il suo punto di forza

    però poi a quel punto lo accusi di copiare da ms

    non puoi avere la botte piena e la moglie ubriaca
  • e le sue caratteristiche di unità si rifletto anche sul software che gi gira sopra? non credo proprio
  • stai completamente tralasciando kde4, moblin, maemo, xpud, android e il futuro chromeos

    sono tutte incarnazioni che si discostano radicalmente da windows
  • - Scritto da: pabloski
    > stai completamente tralasciando kde4, moblin,
    > maemo, xpud, android e il futuro
    > chromeos
    >
    > sono tutte incarnazioni che si discostano
    > radicalmente da
    > windows

    credo che qui si stia discutendo di cambiare drasticamente il paradima dell'interfaccia, tipo: non mi devo ricordare io dove stanno i file e le directory ma visto che ho un computer a disposizione per questo genere di cose ci può pensare lui..Sorride
    non+autenticato
  • verrà inizialmente criticata, osteggiata, presa in giro, poi lentam,ente copiata, presa come modello, e infine si creerà un nuovo standard, come al solito ma almeno 5 anni dopo.
    non+autenticato
  • Dipende da cosa fa. Indubbiamente fin'ora ha innovato molto, continuerà per sempre? ╚ impossibile che crei qualcosa d'inutile (o peggio d'inutilizzabile)? Fino a prova contraria, tutto è possibile. Cosa è probabile e cosa è improbabile poi è un altro discorso.
  • Se il SW desiderato è presente nel repository ufficiale della distro, installare SW, e anche qualsiasi HW supportato, è già da tempo più facile su Linux che su Windows, per installare lo scanner su Kubuntu ho solo dovuto selezionare sane e xsane nel gestore dei pacchetti e copiare a mano un file dal CD dei driver, impiegando una frazione del tempo che mi ci è voluto col setup per Windows, e ritrovandomi inoltre con un'interfaccia per la scansione più facile e immediata, ma anche molto più potente, all'occorrenza.
    Le difficoltà sono leggermente maggiori se è necessario aggiungere altri repository e le loro chiavi di autenticazione, un'operazione poco intuitiva da chi proviene da Windows e dai setup.exe, installshield, etc, ma anche in questo caso, dopo la difficoltà iniziale, installazioni e aggiornamenti sono più facili e rapidi, perché vengono effettuati con un'interfaccia omogenea per tutti, cosa che su Windows non avviene, soprattutto per gli aggiornamenti, che vedono l'utente alle prese con sistemi spesso diversi da un produttore all'altro, con MS che si distingue per cercare mellifluamente di convincere l'utente a scegliere le opzioni automatiche che le danno carta bianca su cosa installare, aggiornare o rimuovere.
    Inoltre su Linux i riavvii durante le installazioni e aggiornamenti sono un evento raro, si evità così quasi sempre un'ulteriore perdita di tempo.
    non+autenticato
  • ma mi spiegate di COSA parla quest'articolo ?

    se siete a corto di argomenti non scrivete di vaporware ... fate solo perdere tempo a chi legge
    non+autenticato
  • - Scritto da: Nome e cognome
    > ma mi spiegate di COSA parla quest'articolo ?

    > se siete a corto di argomenti non scrivete di
    > vaporware ... fate solo perdere tempo a chi
    > legge

    Ma tu ancora leggi gli articoli ?
    Non vieni subito a trollare dopo aver letto il titolo come fanno tutti ?
    krane
    22544
  • - Scritto da: krane
    > - Scritto da: Nome e cognome
    > > ma mi spiegate di COSA parla quest'articolo ?
    >
    > > se siete a corto di argomenti non scrivete di
    > > vaporware ... fate solo perdere tempo a chi
    > > legge
    >
    > Ma tu ancora leggi gli articoli ?
    > Non vieni subito a trollare dopo aver letto il
    > titolo come fanno tutti
    > ?

    Eddai.. non hai capito che era una "domanda retorica"?
    che non legge (non solo gli articoli haimè) lo dimostra ad ogni post
    non+autenticato
  • Lo sviluppo di GNU/Linux è profondamente cambiato, non è più in mano ai seguaci di RMS che usano Twm come interfaccia grafica ed emacs come word processor.

    Si sta parecchio spostando verso le "altre" aziende, quelle non citate , e non trascenderà certo dalle logiche commerciali e dalle direzioni che queste gli faranno prendere.

    Attualmente ci sono due punti fermi nella distribuzione di Linux al pubblico.

    Il primo è Canonical che ha sviluppato una distribuzione, l'ha resa usabile da tutti e l'ha fortemente pubblicizzata (in vari modi), così che chi per caso l'ha provata si è reso conto che esiste almeno una alternativa (ehm ... d'altra parte c'era Vista).

    Il secondo è GOOGLE che sfrutta Linux per il fatto che è distribuibile gratuitamente, i drivers sono già fatti così ci possono mettere Android, e specialmente distribuire una versione standalone di Chrome come veicolo per il loro target commerciale (il cloud computing).

    Se parliamo di innovazione grafica, al di là di GNOME 3 che è ancora un mistero messicano, il desktop che è sempre stato più innovativo cioè KDE, dopo che Novell (proprietaria di Ximian) ha comprato Suse, è molto cambiato ed è diventato realmente uno strumento con un forte slancio verso il futuro, per esempio con l'integrazione di nepomuk che è un progetto finanziato da mezzo mondo.

    Purtroppo il dichiarare ad ogni puntuale versione che questa volta è usabile e che si sono risolti 20.000 bachi rispetto alla precedente, per il momento non è stata una scelta vincente ma come ho detto, probabilmente puntano al futuro.

    Intanto nel presente, NOKIA che è proprietaria di QT, su cui appunto è basata KDE, sta facendo uscire il suo netbook con Windows 7 starter edition e il limite delle tre applicazioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non saprei
    > Lo sviluppo di GNU/Linux è profondamente
    > cambiato, non è più in mano ai seguaci di RMS che
    > usano Twm come interfaccia grafica ed emacs come
    > word
    > processor.
    >
    > Si sta parecchio spostando verso le "altre"
    > aziende, quelle non citate , e non trascenderà
    > certo dalle logiche commerciali e dalle direzioni
    > che queste gli faranno
    > prendere.
    >
    > Attualmente ci sono due punti fermi nella
    > distribuzione di Linux al
    > pubblico.
    >
    > Il primo è Canonical che ha sviluppato una
    > distribuzione, l'ha resa usabile da tutti e l'ha
    > fortemente pubblicizzata (in vari modi), così che
    > chi per caso l'ha provata si è reso conto che
    > esiste almeno una alternativa (ehm ... d'altra
    > parte c'era Vista).
    >
    >
    > Il secondo è GOOGLE che sfrutta Linux per il
    > fatto che è distribuibile gratuitamente, i
    > drivers sono già fatti così ci possono mettere
    > Android, e specialmente distribuire una versione
    > standalone di Chrome come veicolo per il loro
    > target commerciale (il cloud
    > computing).
    >   
    > Se parliamo di innovazione grafica, al di là di
    > GNOME 3 che è ancora un mistero messicano, il
    > desktop che è sempre stato più innovativo cioè
    > KDE, dopo che Novell (proprietaria di Ximian) ha
    > comprato Suse, è molto cambiato ed è diventato
    > realmente uno strumento con un forte slancio
    > verso il futuro, per esempio con l'integrazione
    > di nepomuk che è un progetto finanziato da mezzo
    > mondo.
    >
    > Purtroppo il dichiarare ad ogni puntuale versione
    > che questa volta è usabile e che si sono risolti
    > 20.000 bachi rispetto alla precedente, per il
    > momento non è stata una scelta vincente ma come
    > ho detto, probabilmente puntano al
    > futuro.
    >
    > Intanto nel presente, NOKIA che è proprietaria di
    > QT, su cui appunto è basata KDE, sta facendo
    > uscire il suo netbook con Windows 7 starter
    > edition e il limite delle tre
    > applicazioni.

    post interessante...
    non+autenticato
  • vero e infatti nel lungo termine linux diventerà la scelta su cui basare qualsiasi sistema operativo per appliances

    perchè molti sembrano dimenticare che l'informatica sta andando verso le appliances

    quando perfino l'associazione bancaria USA dice alle aziende e ai commercianti di usare macchine dedicate alle transazioni finanziarie ( per motivi di sicurezza ovviamente )..... come pensate andrà a finire? semplicemente vedremo un pullulare di nuovi minipc dedicati esclusivamente alla gestione delle transazioni finanziarie

    nokia non è stupida e sa che il mercato per ora è in mano a windows, o meglio c'è gente là fuori che vuole windows

    il netbook 3g con windows 7 è un modo per buttarsi nella mischia correndo il minor rischio possibile, ma già è stato annunciato uno smartbook arm con linux

    quindi nokia ha intenzione di usare il vecchio trucco di investire in settori opposti in modo da vincere in ogni caso

    kde4 soffre di problemi di comunicazione evidentemente, visto che si continua a spacciarlo per final quando invece è in pieno sviluppo
  • > kde4 soffre di problemi di comunicazione
    > evidentemente, visto che si continua a spacciarlo
    > per final quando invece è in pieno
    > sviluppo

    Questo è poco ma sicuro,
    però è DECISAMENTE colpa del kde team
    e non del resto del mondo che non capisce.

    Bastava chiamarlo BETA, e nessuno l'avrebbe spacciato per final.

    Si', la storiella che nessuno l'avrebbe usato la conoscoOcchiolino
    Pero' era COMPLETAMENTE OVVIO che questo CONTRO ci sarebbe stato.
    non+autenticato
  • ma infatti il leader del team kde disse chiaramente che era un sistema adatto agli sviluppatori, solo che novell pensò bene di schiaffarlo in opensuse e da lì poi tutti a ficcare kde4 nelle loro distribuzioni
  • Se non avesse iniziato Novell
    lo avrebbe comunque fatto qualcun altro.
    non+autenticato
  • ma fatto da novell che di fatto gestisce kde, sembra quasi un via libera
  • - Scritto da: pabloski
    > ma infatti il leader del team kde disse
    > chiaramente che era un sistema adatto agli
    > sviluppatori, solo che novell pensò bene di
    > schiaffarlo in opensuse e da lì poi tutti a
    > ficcare kde4 nelle loro
    > distribuzioni

    Scusa pabloski ma io do ragione a mah.
    Se KDE4 è in versione Beta, allora significa di fatto che hanno preso un progetto funzionante come KDE3 e non un progettino ma il desktop più usato sulle distribuzioni desktop appunto e l'hanno buttato nel cestino della spazzatura, per sostituirlo con uno che sarà pronto tra 5 anni, che senso ha ?
    Linus quando ha fatto il passaggio del kernel da 2.4 a 2.6 ha continuato lo sviluppo del 2.4 che ancora oggi è curato e patchato, dove sono le ragioni "volute dagli utenti" nel distruggere un progetto simile e cambiarlo con questa nuova cosa aliena ?
    Forse le ragioni risiedono da qualche altra parte, leggendo libri come "Il caso Sco/Linux" (che è un copyleft e lo trovate in rete) si capisce molto di chi sono gli attori di certe scelte e non lo fanno certo perché credono nell'Open Source.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non saprei
    > Se KDE4 è in versione Beta, allora significa di
    > fatto che hanno preso un progetto funzionante
    > come KDE3 e non un progettino ma il desktop più
    > usato sulle distribuzioni desktop appunto e
    > l'hanno buttato nel cestino della spazzatura, per
    > sostituirlo con uno che sarà pronto tra 5 anni,
    > che senso ha
    > ?

    infatti è così e gli sviluppatori l'hanno detto fin dall'inizio che kde4 non sarebbe stato kde3 ma una totale riscrittura da zero

    il motivo è che loro volevano un DE capace di girare su linux, windows, macos, freebsd, qnx e compagnia

    poi volevano un DE che fornisse astrazioni verso il sistema sottostante....per esempio se voglio creare un software che riproduce musica mi appoggio a phonon, se voglio inviare dati su una connessione di rete, tramite bluetooth, ir, ecc... mi interfaccerò con solid

    tutto questo ti permette di isolarti completamente dal sistema operativo sottostante

    chiaramente tutto questo lo si è fatto al prezzo di cambiare tutto

    > Linus quando ha fatto il passaggio del kernel da
    > 2.4 a 2.6 ha continuato lo sviluppo del 2.4 che
    > ancora oggi è curato e patchato, dove sono le
    > ragioni "volute dagli utenti" nel distruggere un
    > progetto simile e cambiarlo con questa nuova cosa
    > aliena ?
    >

    pure kde3 riceve ancora bugfix ed è il DE consigliato per chi non vuole problemi

    però non si può certo dire che il kernel 2.4 e il 2.6 siano compatibili tra di loro

    > Forse le ragioni risiedono da qualche altra
    > parte, leggendo libri come "Il caso Sco/Linux"
    > (che è un copyleft e lo trovate in rete) si
    > capisce molto di chi sono gli attori di certe
    > scelte e non lo fanno certo perché credono
    > nell'Open
    > Source.

    vabbè se ne dicono tante, si dice pure che Icaza sia una spia di Ballmer

    però sta di fatto che linux esiste e funziona ed è grazie a questa gente....che Intel abbia interesse ad usare linux per creare soluzioni all-in-one con tanto di hardware e software abbinati è evidente

    però questo non è un problema nè per linux nè per chi lo usa
  • Più che essere ottimisti, direi guardare la realtà senza illudersi, Linux realmente utilizzabile in ambito desktop è nato più o meno 4/5 anni fa, in questo lasso di tempo ha compiuto passi da gigante, sul piano della facilità d'uso e dell'usabilità, ormai è maturo, facilissimo da usare anche da utenti non esperti, tranne per coloro che confondono la facilità d'uso con l'abitudine all'uso.

    In ambito aziendale lato server, ha sempre tirato molto bene, adesso ancora meglio, Red Hat, nonostante la crisi, fa utili da paura se pensiamo all attuale situazione economica mondiale.

    Per il settore desktop, per far strada nella attuale situazione monopolistica comandata da Windows, c'è bisogno di marketing e giusti accordi commerciali, in questa direzione solo Canonical con Ubuntu si sta muovendo bene, e i primi risultati cominciano ad essere visibili.
  • > Per il settore desktop, per far strada nella
    > attuale situazione monopolistica comandata da
    > Windows, c'è bisogno di marketing e giusti
    > accordi commerciali, in questa direzione solo
    > Canonical con Ubuntu si sta muovendo bene, e i
    > primi risultati cominciano ad essere
    > visibili.

    Scusa, per curiosità e senza nessuna polemica, da dove si capisce che "i primi risultati cominciano ad essere visibili", non ho capito se in termini di fatturato per Canonical, diffusione di Ubuntu o altro, vorrei approfondire questo aspetto se hai qualche riferimento,
    grazie
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
1 | 2 | 3 | 4 | Successiva
(pagina 1/4 - 19 discussioni)