Claudio Tamburrino

L'Open Hardware ha una gran memoria

67 terabytes a meno di 8 mila dollari. E' possibile grazie all'Open Source

Roma - Alla Backblaze hanno costante bisogno di memoria a costi contenuti, ma quando hanno visto che sul mercato vi erano solo soluzioni poco convenienti per le loro tasche hanno deciso di rimboccarsi le maniche e inventarsi qualcosa. E l'hanno condiviso gratuitamente.

Backblaze è una società che fornisce lo spazio (teoricamente illimitato) necessario ad effettuare online il backup del proprio computer. Per far questo ha quindi bisogno di immagazzinare centinaia di petabytes in modo sicuro e contenendo i costi.

Fuggendo quindi dalle soluzioni in commercio giudicate troppo care, ha iniziato a provare a costruirsi il sistema di memoria da sola. È così arrivato il Backblaze Storage Pods, 7.867 dollari per 67 terabytes.
In un post viene descritto come costruirlo e, abbracciando la filosofia dell'open hardware, l'auspicio è che possano beneficiarne in molti, magari migliorando il progetto iniziale e diminuendo ulteriormente i costi.



Conosciuto in italiano soprattutto grazie al più famoso Arduino, l'hardware open source permette infatti di diffondere il proprio progetto e ricevere dalla comunità suggerimenti e miglioramenti.

Claudio Tamburrino
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20 Commenti alla Notizia L'Open Hardware ha una gran memoria
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  • Collegamento video Vimeo è rotto. Video si trasferì a YouTube. Aggiornato URL:
    http://www.youtube.com/watch?v=Wm7Rp5u8Q1g

    Gleb Budman
    CEO, Backblaze
    non+autenticato
  • Ho cercato in giro ma sembra che nessuno offra un sistema simile.
    Sul sito c'è scritto sui 750 dollari ma non parla di vendita al pubblico.

    Qualcuno ha notizie più precise?
    non+autenticato
  • Non ho capito cosa c'entra l'open hardware nelle istruzioni per mettere assieme un po' di hw a basso costo. Sono istruzioni per l'assemblaggio non certo hardware come invece è la beagle board.
    Con questo ragionamento l'ikea fa mobili open source.

    Poi mettere a confronto quel baraccone assemblato con un sistema EMC2 da 3 milioni di dollari che probabilmente usa dischi fibre channel costruiti appositamente (che costano 30 volte un disco da banco) facendo intendere che le prestazioni e l'affidabilità (MTBF) siano le stesse mi sembra un po' da cioccolatai.
    Poi si può discutere su quanto effettivamente serva spendere cosi' tanto ma non sono certamente la stessa roba.
    non+autenticato
  • In effetti i normali dischi sono un po' più delicati e tendono a rompersi più spesso (vedi proprio i recenti Seagate, ne ho 8 tra 500GB e 1.5TB e posso parlare per esperienza).

    Ad esempio io avrei messo due psu, meno disci fissi per evitare il troppo calore prodotto e più memoria per fare ancora più caching dei dati (tra l'altro, memoria ECC e non normale!)
    La memoria ECC implica processori Xeon o comunque da server e costi doppi o tripli per questi componenti.

    E' anche vero che i dischi da 36-74-150GB generalmente usati nei server si cambiano come i floppy, ovviamente a caldo.

    Il server dovrebbe inoltre avere almeno 4 schede di rete divisi su più switch in modo da evitare problemi in caso di rottura di qualche componente.

    Detto questo: ma i 3 milioni di dollari per una EMC2 sono davvero soldi ben spesi?? Io sento sempre parlare molto bene di grossi sistema, ne ho visto qualcuno dal vivo, ma poi ci ripenso e in fondo quello che è una Sun oggi (o un server Dell) in pratica non è altro che un pc ben carrozzato e ridondante.

    Perchè se si rompe una San (disco) il tecnico superesperto cosa ci può fare?

    Io in casa ho Linux da diversi anni con raid software e XFS con snapshot. Mai avuto un problema ed ho cambiato "solo" 3 hard disk fino ad ora.
    Il sistema non è mai stato spento e l'aggiunta di hard disk l'ho sempre fatta online.
    non+autenticato
  • sottoscrivo in pieno, parlare di "open" è proprio da frolloconi in questo caso
    non+autenticato
  • Progetto molto interessante e sicuramente degno di lode per questa azienda che ha colto al volo le potenzialita' offerte dal mondo "Open".

    Sinceramente pero' vedo alcune implementazioni ancora poco mature.
    Sebbene non siano presenti elementi dettagliati sulle interazioni fra piu' box degli aspetti mi lasciano perplesso.

    Primo fra tutti la presenza di 1 (uno) solo disco per il sistema operativo. Caspita se muore mi si ferma l'intero box !

    Il concetto di "continua disponibilita' dei dati" anche in caso di fallimento dell'hw e' stato uno dei primi che mi e' stato inculcato anni or sono. A questo punto il RAID6 dichiarato perde anche di valore se un'azienda deve fermare il box e perdere tempo a reinstallare il sistema.

    Credo che la differenza di costi tra questa soluzione e le "commerciali" stia proprio nell'attenzione che viene posta ai fattori che determinano la "continuita'".

    Giuseppe C.
  • - Scritto da: Emoticon e video
    > Alla luce del fatto che i progetti di qualsiasi
    > genere di cosa potrebbero diventare gratuiti e
    > scaricabili da internet, conviene ancora studiare
    > all'università?

    Ma tu hai mai preso bei voti copiando dal compagno di banco argomenti su cui non saapevi nulla? Non sottovalutare la cosa.

    >
    > Non basta il diploma per fare l'assemblatore di
    > pezzi
    > scaricati?
    >

    no

    > Assumeranno TUTTI i laureati nelle università?

    No...continueranno solo a sfruttarli come fano adesso!
    non+autenticato
  • > >
    > > Non basta il diploma per fare l'assemblatore di
    > > pezzi
    > > scaricati?
    > >
    >
    > no

    Si, il diploma è più che sufficiente, basta anche un triennale serio.
    non+autenticato
  • > Ma tu hai mai preso bei voti copiando dal
    > compagno di banco argomenti su cui non saapevi
    > nulla? Non sottovalutare la
    > cosa.
    >

    Se il compagno fa bene il compito....

    Poi si fa cosa dice l'azienda. Se ti dicono "unisci i pezzi open che non vogliamo investire".... cosa classica fatta dai commerciali
    non+autenticato
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