Federica Ricca

Se il blogger diventa un asino

Un video di protesta pubblicato su YouTube fa scattare le morse della censura in Azerbaijan. Ma il governo smentisce: non c'entra la politica

Roma - Un video satirico, senza alcun riferimento a uomini politici, sta costando caro a due blogger dell'Azerbaijan che, mascherati da asini, criticavano implicitamente il governo e le nuove leggi che limiterebbero le attività delle ONG sul territorio azero.

Andnan Hajizade ed Emin Milli, questo il nome dei fantasiosi attivisti, fanno parte di un movimento politico noto come "OL!" a nome del quale hanno diffuso il video incriminato.

Il realtà, i due ragazzi non sarebbero stati arrestati per le calunnie contro il presidente Ilham Aliyev, ma per "teppismo". I due, infatti, sono stati fermati l'8 luglio dopo aver preso parte ad una rissa in un ristorante, il che, secondo le leggi azere, potrebbe costar loro una pena di cinque anni. A questi, andrebbero aggiunti altri due possibili anni di detenzione per il reato di violenza fisica intenzionale. Il processo a loro carico avrà inizio domani.
Il loro avvocato dichiara che si sarebbe trattato di una baruffa organizzata a regola d'arte, proprio per coinvolgere i due e avrebbe avuto, dunque, un chiaro mandante politico.

Il popolo della Rete si è già messo in moto in favore dei due blogger, attraverso la mobilitazione di associazioni di giornalisti, video-petizioni e gruppi su Facebook.

Il consigliere personale di Aliyev ha fatto sapere, però, che in Azerbaijan le persone non vengono mai arrestate per motivi politici e che, anche in questo caso, si tratterebbe solo di una normale indagine su un normale reato.

Nel video incriminato, che è stato visualizzato decine di migliaia di volte su YouTube soprattutto dopo l'arresto dei due ragazzi, il finto asino espone un progetto di creazione di una ONG che tuteli i diritti dei suoi simili, in una conferenza stampa che sembra fare il verso a quelle tenute dai governatori azeri, ritenute dai due poco più di semplici eventi di propaganda.

L'asino conclude la sua conferenza stampa, tenuta davanti a giornalisti ironicamente acritici, affermando: "Ci sarà sicuramente qualcuno che difenderà i diritti civili degli asini. Ma chi proteggerà i diritti civili degli uomini?".

E, in effetti, i diritti civili non sarebbero del tutto tutelati in Azerbaijan. Secondo Reporters sans frontieres il governo azero sarebbe solito ricorrere ad accuse di teppismo e diffamazione con il solo scopo di sopprimere la libertà di espressione.

Ai cittadini azeri è vietato l'ascolto di network radiofonici stranieri, come BBC e Voice of America, e sarebbero almeno quattro i giornalisti imprigionati a causa del loro lavoro. Nel caso dei due blogger, però, il regime non ha optato per il blocco del video contestato, quanto per l'attacco diretto agli ideatori e produttori del contenuto, finendo però per fare pubblicità al filmato scomodo.

Federica Ricca
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