Alfonso Maruccia

Microsoft vuole il brevetto globale

Redmond propone di armonizzare i tanti sistemi di brevetto nazionali in un sistema mondiale. Lo scopo? Incentivare competizione e innovazione. Nessuna menzione per il patent trolling

Roma - Un solo sistema brevettuale: questo l'auspicio di Microsoft, che per bocca del suo Deputy General Counsel Horacio Gutierrez invoca nientemeno che l'abolizione dei sistemi di brevetto nazionali, delegando le faccende relative a un ipotetico mega-ufficio mondiale delle proprietà intellettuali capace - a suo dire - di velocizzare grandemente la concessioni di brevetti, semplificare la burocrazia e in ultima istanza scatenare gli impulsi inventivi di tutti i cittadini del mondo.

"Nel mondo di oggi in cui la connettività, il business e l'innovazione collaborativa è globale", dice Gutierrez sul network di Redmond "è venuto il momento di istituire un brevetto mondiale scaturito da una singola applicazione di brevetto, esaminata e perseguita da una singola autorità di revisione e disputata legalmente di fronte a un singolo corpo giudiziario".

Per semplificare l'attuale caos composto da 3,5 milioni di diverse applicazioni di brevetto, incluse le 750mila presentate nei soli Stati Uniti, Gutierrez sostiene la necessità di "un sistema di brevetti globale e armonizzato" capace di "rispondere a molte delle critiche rivolte nei confronti dei sistemi di brevetto nazionali riguardo i cumuli di applicazioni inevase e gli interminabili periodi di pendenza".
"Affrontando le sfide, realizzando una visione, superando gli ostacoli politici ed eliminando gli ostacoli procedurali - dice ispirato Gutierrez - possiamo costruire un sistema di brevetti globale che promuoverà l'innovazione, arricchirà la conoscenza pubblica, incoraggerà la competizione e guiderà la crescita economica e l'occupazione".

L'afflato dell'avvocato Gutierrez arriva - piuttosto significativamente - a margine della pesante sentenza texana tesa a bloccare le vendite di Office, sentenza guarda caso scaturita da un brevetto conteso che ha visto Microsoft perdente nella causa intentata da i4i, supposto creatore iniziale della matrice tecnologica dello standard XML. In quanto alla parte dell'accusa, poi, Redmond non si è certo risparmiata come dimostra la recente contesa legale con TomTom sull'implementazione del file system FAT, foriera di potenziali conseguenze sull'intero framework di Linux già a suo tempo additato da Microsoft come la colonna infame dei brevetti infranti.

La proposta di Microsoft, che verrà certamente discussa nell'ambito del prossimo incontro del World Intellectual Property Organization (WIPO) focalizzato proprio sull'enforcement globale della proprietà intellettuale, evocare per alcuni osservatori degli scenari da patent trolling selvaggio e senza freni, dove le uniche a guadagnarci sarebbero quelle organizzazioni che hanno trasformato lo strumento idealmente legittimo delle cause legali sulle IP in un vero e proprio business.

Alfonso Maruccia
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8 Commenti alla Notizia Microsoft vuole il brevetto globale
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  • Basta con questa appropriazione indebita delle IDEE!!! Il software è protetto dal copyright, che ha permesso uno sviluppo e un'innovazione nel settore da decenni.
    Brevettare idee vuol dire togliere a tutti gli altri la possibilità di sviluppare software (ah, bello il tuo programma, ma qui nel cassetto ho proprio un brevetto che riguarda il tuo "muovere il cursore sullo schermo quando si muove il mouse sul tavolo, assieme ad altre 157 violazioni simili... ci vediamo in tribunale").
    Ragazzi sveglia, questi ci vogliono togliere il futuro! Non voglio finire a dover chiedere il permesso a Microsoft o chi per lei per il codice che scrivo da solo, e che sicuramente violerà uno dei 10.000 brevetti depositati già da Microsoft, o uno dei 200.000 già rilasciati negli USA.
    E Microsoft sta premendo per diffondere i brevetti sulle idee a livello MONDIALE, Europa compresa. Operatori italiani dell'IT, ma la finiamo di fare affari con questa gente che ci vuole derubare in rendere succubi?
    Prima di postare risposte non informate, per cortesia:
    a) provate a programmare
    b) leggete attentamente questo vecchio sito http://www.nosoftwarepatents.com/it/m/intro/index....
    c) ragionate bene
    non+autenticato
  • Un sistema di brevetti globale sarà la fine di tutto. Se ciò venisse approvato Microsoft potrà esercitare i suoi brevetti anche in Europa distruggendo il mercato.
    L'obbiettivo è senz'ombra di dubbio arrivare a Linux, d'altronde con dei brevetti che valgono in tutto il mondo potrebbero attaccare tutti, in questo modo eliminerà la concorrenza.
    Non mi sorprende questa mossa dato che a quel punto Microsoft potrebbe tranquillamente l'Open Source.
    Ovviamente l'Europa sarà contro la cosa, dato che è l'unico continente in cui l'Open Source esiste e viene usato anche dall'unione stessa. Per altro il sistema brevetti europeo non pensa a dare alle aziende estere le chiavi per le battaglie legali, al contrario pensa a difendere le proprie e loro che conoscono Microsoft non accetteranno mai.
    non+autenticato
  • > Ovviamente l'Europa sarà contro la cosa, dato che
    > è l'unico continente in cui l'Open Source esiste
    > e viene usato anche dall'unione stessa. Per altro
    > il sistema brevetti europeo non pensa a dare alle
    > aziende estere le chiavi per le battaglie legali,
    > al contrario pensa a difendere le proprie e loro
    > che conoscono Microsoft non accetteranno
    > mai.
    Speriamo che almeno l'Europa non caschi nel tranello Mico$oft altrimenti è veramente al fine di tutta l'innovazione indipendente. Direi di più: che anche i brevetti europei non sono poi così molti utili ai ricercatori, del resto basta aspettare i 5 anni di scadenza e se non si rinnova il brevetto ecco che le industrie ne approfittano senza pagare un centesimo. Ovvio che il brevetto costa e costa il rinnovo e prima o poi scade.
    Quindi già così comè serve solo alle grandi Organizzazioni o Industrie e a poco o nulla ai ricercatori indipendenti.
  • che il brevetto scada dopo qualche anno è più che giusto, il sistema è nato apposta per tutelare chi inventa in modo che possa farci profitto, ma dopo un po' di tempo l'invenzione entri a far parte del patrimonio comune. Per tutelare dalle contraffazioni e per scoraggiare le aziende dal tenere nascosta la tecnologia.

    Ci vorrebbe un sistema simile per i diritti d'autore. Pensate se il brevetto del signor Otto sul motore a benzina(tanto per fare un esempio) fosse stato valido fino a 70 anni dopo la sua morte...
    Funz
    12988
  • - Scritto da: Funz
    > che il brevetto scada dopo qualche anno è più che
    > giusto, il sistema è nato apposta per tutelare
    > chi inventa in modo che possa farci profitto, ma
    > dopo un po' di tempo l'invenzione entri a far
    > parte del patrimonio comune. Per tutelare dalle
    > contraffazioni e per scoraggiare le aziende dal
    > tenere nascosta la
    > tecnologia.
    >
    > Ci vorrebbe un sistema simile per i diritti
    > d'autore. Pensate se il brevetto del signor Otto
    > sul motore a benzina(tanto per fare un esempio)
    > fosse stato valido fino a 70 anni dopo la sua
    > morte...

    Certo, ma così come è impostata la legge, favorisce solo le grandi aziende che hanno a disposizioni i capitali per brevettare i prodotti e produrli e venderli sul mercato. Il piccolo ricercatore spesso fatica a trovare il denaro per un brevetto, tanto più se internazionale. Se poi nessuno si interessa (o sembra interessarsi) al brevetto questo viene lasciato scadere...ma miracolosamente, poi il prodotto viene commercializzato poco dopo. Un fatto accaduto ad un mio amico, e non credo sia un fatto isolato. Oggi noi potremmo brevettare un prodotto... ma a che scopo? Spendere denaro per un brevetto che scadrà comunque anche se rinnovato che servirebbe (casomai) magari solo a divulgare un'idea?
    Quindi i brevetti servolo SOLO a qualcuno che ha alle spalle grandi capitali, o per speculazioni.
    Insomma il principio del brevetto non è sbagliato di per sè ma andrebbe riformato, ad esempio diminuendone drasticamente il costo da parte di chi vuol proterggere i suoi diritti, ma anche non rendere brevettabili certi altri prodotti o invenzioni particolari (tipo strumenti chirurgici, vaccini, medicinali, salvo ovviamete riconoscere i costi della ricerca o finanziando la ricerca pubblica ecc.) riconoscendo sempre la paternità degli autori.
    Oggi con un brevetto scaduto e utilizzato da terzi non c'è neanche un riconoscimento pubblico dovuto all'inventore: nè denaro nè gloria. Triste
    Insomma: pirateria legalizzata... e poi si alzano polveroni per canzoncine che di per sè varrebbero solo 4 soldi!Arrabbiato
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    Modificato dall' autore il 07 settembre 2009 12.18
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  • Te lo dico io cosa semplifica la burocrazia, installa Linux e vivi felice!
    Windows? No, grazie ho smesso...
    non+autenticato
  • Il problema non è l'open source o il sofware libero, bisogna che la gente capisca che ANCHE E SOPRATTUTTO il software proprietario, quello che scrivo io o tu, quello di tutte le PMI italiane è a rischio.
    "Ah, usate il gestionale XXYY e non il nostro Dynamics? MMmmm guardando bene infrance 478 dei nostri 10.000 brevetti, finirete in tribunale voi che lo usate e la ditta che l'ha prodotto".
    "Ah, sviluppate con il fantastico tool ZZWW e non Visual Net? MMMmm state infrangendo nostri brevetti, ma per qualche milione di euro e l'acquisto dei nostri prodotti ci si può accordare"
    Siccome, per principio del funzionamento dei brevetti sulle idee (software), avendo soldi è possibile depositare brevetti su qualunque fesseria, e farci sopra una causa costa milionate e pure si finisce per avere torto, è chiaro chi la farà da padrone.
    non+autenticato