Alfonso Maruccia

Office, Word è salvo. Per ora

La corte di appello grazia temporaneamente Microsoft dalla mazzata del ritiro della suite dal mercato. L'accusa non demorde e incalza Redmond. Prossima udienza a fine mese

Roma - Microsoft Word (e con esso l'intera suite di Office) non sparirà all'improvviso dagli scaffali, al contrario di quanto deciso da un giudice texano pochi giorni or sono. La corte di appello ha infatti concesso a Redmond il blocco dell'ingiunzione su Word, provvedimento preso in seguito alla denuncia di violazione di brevetto sullo standard XML portata avanti dalla società canadese i4i.

Continua dunque la battaglia per OOXML, con Microsoft che difende a spada tratta il suo nuovo formato di documenti e i4i che si dimostra altrettanto combattiva nel rispondere a quello che considera un vero e proprio abuso delle sue proprietà intellettuali.

La sospensione del clamoroso divieto sulla commercializzazione di Word arriva dopo la presentazione da parte di Microsoft della richiesta di appello, richiesta accompagnata da dure critiche nei confronti del giudice, colpevole secondo Redmond,di aver abdicato al suo ruolo di garante delle ragione di entrambe le parti avendo egli commesso alcuni errori procedurali nel corso del primo processo.
Naturalmente contrastanti le reazioni dei protagonisti al blocco dell'ingiunzione del giudice: se Microsoft si dice "soddisfatta per il risultato" e non vede l'ora di "presentare i suoi argomenti" sulla questione il 23 settembre prossimo, i4i non demorde e rilancia. "Possono correre, ma non possono nascondersi" dice il presidente Loudon Owen, non perdendo l'occasione di ribadire ciò che lui e la sua società pensano del comportamento e delle "strategie competitive" di Redmond.

"Le tattiche intimidatorie di Microsoft riguardo le conseguenze dell'ingiunzione non possono tenerla fuori dall'imminente revisione del caso da parte della Corte di Appello il 23 settembre" ha dichiarato Owen sulla faccenda, dicendosi fiducioso del fatto che il giudizio finale sarà in favore di i4i, che ci sarà la riprova dell'infrazione di brevetto volontaria da parte di Microsoft, che l'ingiunzione contro Microsoft Word era la decisione corretta e che in ultima istanza "i4i prevarrà in appello".

Alfonso Maruccia
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