Giorgio Pontico

Scientology: ripulite la Rete australiana

L'organizzazione ha inviato al governo una missiva con cui chiede misure più stringenti per i netizen che non rispettano tutte le religioni

Roma - Nuovi crimini, nuovi meccanismi di censura e l'eliminazione dell'anonimato online. Scientology non sembra volere altro dal governo australiano.

In un documento presentato ad inizio 2009 alla Australian Human Rights Commission, l'organizzazione religiosa statunitense ha chiesto che in Australia vengano banditi tutti gli strumenti di anonimizzazione sul Web e la criminalizzazione di alcuni comportamenti che possono essere identificati come offensivi, auspicando l'incarceramento per chi si dovesse macchiare delle azioni più gravi.

Del rapporto di circa sei pagine consegnato ai funzionari australiani, circa un terzo è dedicato esclusivamente agli Anonymous, un gruppo le cui origini si possono far risalire alle pagine di 4chan che in passato era entrato più volte in contrasto con la chiesa fondata da Hubbard, e che viene definito come un "gruppo di cyberterroristi" colpevoli di "fomentare odio antireligioso".
Tra le richieste avanzate vi sarebbe anche quella di vietare categoricamente l'utilizzo di maschere alle persone impegnate in campagne di proteste contro la religione. Un chiaro riferimento alla protesta organizzata proprio dai frequentatori di 4chan contro Scientology.

Appellandosi alla costituzione australiana, in cui si impedisce di promulgare leggi che siano di intralcio alla libera professione religiosa, Scientology vorrebbe ottenere dal governo aussie una legge ad hoc che punisca ogni tipo di propaganda antireligiosa. Qualunque sia il luogo di aggregazione scelto per esternare il proprio dissenso.

Giorgio Pontico
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