Alfonso Maruccia

USA, come funziona la terrolista?

Schedano, ma quanto schedano? I cittadini chiedono chiarezza e gli Stati Uniti rispondono consegnando il profilo del viaggiatore sospetto

Roma - Quanto vengono profilati i passeggeri in transito da e verso gli Stati Uniti? Qual è la reale dimensione dei record personali custoditi dal Department of Homeland Security (DHS) e analizzati attraverso l'Automated Targeting System per estrapolare una valutazione di rischio sulla presunta tendenza terrorista del soggetto? Risponde, o per lo meno contribuisce a svelare una parte di mistero, Sherri Davidoff sul sito Philosecurity, che ottiene e pubblica i dati riguardanti un cittadino statunitense grazie al Freedom of Information Act.

Grazie al lavoro di Davidoff è dunque possibile gettare uno sguardo nella temuta e discussa lista anti-terrorismo federale e sui dati macinati dall'ATS, cresciuta a dismisura nel corso del tempo fino a comprendere più di un milione di file e nota per avere una predilezione per gli estimatori di specialità arabe, e per non risparmiare nonni incartapecoriti e bambini ben al di sotto dell'età puberale.

Il report risultante, per quanto mondato di alcune porzioni per questioni di privacy, è rilevante per la sua capacità di spaziare da informazioni assolutamente inutili ai fini della difesa della madrepatria a buchi clamorosi in un sistema che si vorrebbe onnicomprensivo. Di ogni cittadino ATS conosce dunque i numeri delle carte di credito con relative date di scadenza, gli indirizzi IP usati per organizzare le sistemazioni del viaggio, la data di nascita e il numero di passaporto, le informazioni dell'agenzia di viaggi utilizzata, i dati delle camere in albergo, e parecchio altro ancora.
Il cervellone dell'ATS è puntiglioso al punto da voler sapere anche il tipo di posto preferito sull'aereo (finestrino o mediano), ma nulla può contro eventi banali e piuttosto comuni come la necessità di cambiare hotel una volta approdati sul sacro suolo statunitense - in questo caso ATS non registra e ignora bellamente la modifica in corso d'opera del tragitto.

E il bello è che quando si tratta di combattere in maniera concreta i terroristi (o presunti tali), a contare di più sono i cari, vecchi metodi del controspionaggio come le intercettazioni telematiche approntate dalla ubiqua National Security Agency. Senza le email carpite dagli agenti e poi date in pasto a una giuria inglese (tra l'altro non senza qualche ritrosia iniziale giustificata con la necessità di mantenere segrete le operazioni), infatti, tre uomini accusati di voler far saltare svariati voli transcontinentali avrebbero anche potuto cavarsela con poco sfuggendo alla condanna.

Alfonso Maruccia
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2 Commenti alla Notizia USA, come funziona la terrolista?
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  • Come la chiama Bruce Schneier, è la sicurezza Pararsi Il Culo (CYA security)

    Se finisci in una di quelle liste, è impossibile farsi togliere
    Nessuno vorrà rischiare il posto per aver tolto un terrorista, dopo un attentato. Per quanto l'inclusione sia sballata, impossibile, ridicola.
    Per quanto il sistema sia completamente inutile oltre che elefantiaco.
    Se sei nella no-fly list sono tutti ca**i tuoi.
    Funz
    12989
  • Massiva raccolta di informazioni = Analisi approfondita delle "preferenze" degli abitanti del mondo occidentale..

    Anche Google, M$, Sony, Facebook, Myspace, Nokia, Apple, (la futura) televisione digitale terrestre, le telco, in fondo non fanno altro.

    Preferenze da trasmettere al mercato e ai suoi partecipanti al fine di sviluppare forme di marketing e di controllo sulla popolazione quasi perfette.

    Altro che terroristi e terroristi..

    I terroristi siamo noi, in quanto fonte di risorse monetarie con (supposta) capacità critica, pensante e/o associazionista.

    E il modo migliore per controllare qualcosa, è prima di tutto conoscerlo a fondo!

    E questo specchietto per le allodole, talvolta funzionale, talvolta meno, (visto il bacino di possibilità che copre) non è altro che uno dei tanti metodi per "conoscerci".

    Dopo una certa dimensione, per un azienda il senso del marketing non è altro che questo, stesso dicasi per il "senso della difesa" di uno Stato, che come ben sappiamo, si crea nemici per poi combatterli, e non era il petrolio la posta in gioco, ma l'immane raccolta di informazioni alla quale stiamo assistendo oggi come oggi.

    Voi che ne pensate?
    non+autenticato