Alfonso Maruccia

Mistero a Cape Canaveral

In orbita ci finisce un payload senza apparente paternitÓ. La NASA c'entra fino a un certo punto, spunta la sigla della CIA. Conferme poche, ma gli appassionati aguzzano l'ingegno

Roma - In un epoca in cui il complottismo spaziale fa notizia più delle notizie vere, il lancio di un carico "segreto" dalla Air Force Station di Cape Canaveral scatena comprensibilmente ogni genere di speculazioni e rincorse alle verità presunte.

Il payload, stimato approssimativamente in 7.700 libbre (quasi 3 tonnellate e mezzo), non ha alcuna paternità ufficiale in seno al governo, ma i tanti "skywatcher" amatoriali testimoni del lancio di quel vettore Atlas V che ha perforato l'atmosfera hanno contribuito a svelare (almeno in parte) il presunto mistero.

Le informazioni note sulla missione parlano di un vascello PAN marcato Lockheed Martin effettivamente partito in cima all'Atlas V, ma né la società costruttrice né l'Air Force statunitense vanno oltre la semplice conferma del fatto.
"Questo lancio permette di avere la certezza che le comunicazioni vitali continueranno a sostenere le capacità della nostra nazione, aggiunge il generale di brigata Edward L. Bolton Jr, del 45th Space Wing che ha in carico la stazione, rimarcando inoltre come la missione dimostri che il centro "è ancora il passaggio principale del mondo verso lo spazio".

In cosa consisterebbero queste "comunicazioni vitali", però, la press release del generale Bolton non lo dice: e a questo punto bisogna rivolgersi agli osservatori amatoriali per avere qualche idea a riguardo. La teoria più gettonata tra gli skywatcher identifica in PAN un satellite costruito in fretta e furia, magari su mandato della CIA, per funzionare da ponte tra il sistema di comunicazione Ultra-High Frequency Follow-On (anche noto con il curioso nome di UFO) e il suo successore ancora in fase di sviluppo, il Mobile User Objective System.

Ipotizzando il coinvolgimento della CIA, dicono ancora le ipotesi di complotto raccolte tra gli skywatcher, PAN sarebbe il frutto di un piano deciso già nel 2005-2006 per evitare di rimanere senza un link di comunicazione tra le infrastrutture militari statunitensi, approvato e infine sviluppato in fretta e furia con il contributo della Lockheed Martin e chissà chi altro. In ogni caso, il lancio mette in chiaro quanto segue: oltre il limite dell'atmosfera, in orbita terrestre, il numero effettivo di oggetti misteriosi che gravitano attorno al pianeta è destinato a rimanere un mistero.

Alfonso Maruccia
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