Claudio Tamburrino

I pirati rosicchiano l'home-video?

Il nuovo rapporto Univideo mette in evidenza la crisi del settore. L'associazione punta il dito contro file-sharing e contraffazione

Roma - Univideo ha presentato a Venezia il nuovo Rapporto 2009 sullo stato dell'Editoria Audiovisiva in Italia. Che disegna per il settore una situazione drammatica.

Secondo il rapporto, il mercato dell'home-video avrebbe fatto registrare un calo del 17 per cento nel 2008, con il noleggio a subire le perdite maggiori: meno 26,5 per cento, circa 160 milioni di euro, rispetto al 2007. Il dato spaventa gli editori audiovisivi italiani soprattutto perché non è legato esclusivamente alla negativa congiuntura economica, che ne è comunque un fattore: in altri paesi le perdite sono state contenute. Infatti la media europea mostra una flessione solo del 5 per cento, gli Stati Uniti si fermano al 3,3 per cento, mentre il Giappone, fra i più colpiti, subisce solo l'8 per cento di calo. Addirittura in lieve crescita Cina e India.

La giustificazione della Caporetto del settore home-video è quindi più complessa. Si parte sempre dalla crisi, si passa per il generale calo di tutto il settore culturale in Italia, per la concorrenza di TV a pagamento e dei videogiochi (settore in crescita), fino ad arrivare alla pirateria, sia fisica (DVD taroccati) sia digitale (download illegali).
Evidentemente in tempo di crisi le famiglie compiono valutazioni di spesa differenti. E il DVD è considerato un bene voluttuario, per cui il consumatore si ferma alla spesa minima indispensabile (stabili per esempio i cartoni animati, perché ai bambini non si dice di no) e considera acquisti oculati (penalizzati sono soprattutto i prodotti a prezzo medio più elevato, come le nuove uscite e le serie TV).

Per quanto riguarda le altre giustificazioni il discorso si complica. Nel rapporto viene solo sfiorato il rapporto fra Pay-Tv e home-video, e i dati sembrano fotografare una situazione diversa da quella presentata dal rapporto "L'industria della comunicazione in Italia" dell'Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli che mostra un mercato degli audiovisivi, nel suo complesso in crescita. I dati presentati nel documento della Fondazione Rosselli sottolineavano un lieve calo per l'home-video, ma un costante aumento se sommato al mercato della pay-tv. Da esplicitare, infatti, il rapporto diretto e alternativo tra i due settori: avendo a disposizione un abbonamento mensile che fornisce prodotti differenti dalla tv generalista si tende naturalmente a limitare l'acquisto o il noleggio di film. Il livello di fatturato sarebbe del 50 per cento maggiore di quanto è stato tra il 1995 e il 2002.

Tuttavia Univideo punta il dito soprattutto contro la "pirateria cinematografica", causa di una "perdita complessiva di fatturato pari a 530 milioni di euro". Dati, questi, che fanno riferimento ad uno studio Fapav, senza presentare direttamente i dati, ma limitandosi d indicare le percentuali graficamente.

Sulla questione della contraffazione e della condivisione illegale sono intervenuti anche il Presidente Fapav Filippo Roviglioni e il Segretario Generale Fabrizio Ferrucci, che hanno voluto sottolineare l'importanza delle legislazioni in materia che si stanno studiando in Francia, Gran Bretagna e Svezia per arginare il fenomeno dilagante con un controllo più stretto sugli utenti e l'azione combinata di industria dei contenuti e provider. Cosa che, nonostante le proposte e le prime iniziative portate avanti autonomamente dai detentori dei diritti, non si starebbe facendo in Italia, dove il 21 per cento degli utenti Internet attingerebbe e il 17 per cento comprerebbe DVD piratati.

Fra le soluzioni proposte dall'industria degli audiovisivi vi è innanzitutto il calo dell'aliquota al 4 per cento, punto su cui gli editori da tempo fanno pressione, soprattutto rispetto alle differenze di cui godeva il settore della Pay-Tv, riconosciuto in questa battaglia come un settore alternativo e concorrente. Inoltre puntano alla riduzione del tempo che intercorre tra uscita al cinema e disponibilità del film in videoteca: lasso di tempo che in mancanza di un'alternativa a pagamento incentiverebbe la pirateria (ma che è richiesta dal cinema per contrastare la fuga dalle sale).

Infine il sentimento generale degli editori è di ottimismo: d'altronde il lettore DVD è il bene tecnologico, dopo televisori e cellulari, con la maggiore penetrazione in Italia (è presente nel 60 per cento delle case). "Ci vogliono interventi decisi", dichiara il Presidente Univideo Davide Rossi, e opportunità nuove. Anche trovando il coraggio di cambiare le proposte e il modello di business. Già nel rapporto, per esempio, si nota il ruolo svolto fuori dall'Italia della distribuzione digitale (i consumatori dimostrano di non apprezzare il supporto).

Univideo, tuttavia, continua a concentrarsi anche sulla difesa delle sue posizioni facendo appello, attraverso il suo presidente, a "un'unione di tutte le sigle in campo in sinergia con le istituzioni".

Claudio Tamburrino
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64 Commenti alla Notizia I pirati rosicchiano l'home-video?
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  • Non vorrei che gran parte dei problemi che lorsignori hanno siano dovuti proprio ai mezzi anti-pirateria che adottano.

    Hanno fatto cose mostruose come la piattaforma Blue Ray che è una roba incredibile, devi avere il firmware giusto per vedere il film che compri, mettono il DRM ovunque, ti danno 1920x1680 pixel ma se non hai la TV blindata lo vedi a 640x480 ??!??

    E tutto questo per vedere cosa ? Trame ad altissimo livello come quella di Babylon A.D. o nuovissime come quelle del virus che trasforma tutti in zombi ?

    Altro che Pirati, magari ci fosse ancora qualcosa da piratare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non saprei
    > Altro che Pirati, magari ci fosse ancora qualcosa
    > da piratare.

    Quoto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: non saprei
    > Non vorrei che gran parte dei problemi che
    > lorsignori hanno siano dovuti proprio ai mezzi
    > anti-pirateria che
    > adottano.
    >
    > Hanno fatto cose mostruose come la piattaforma
    > Blue Ray che è una roba incredibile, devi avere
    > il firmware giusto per vedere il film che compri,
    > mettono il DRM ovunque, ti danno 1920x1680 pixel
    > ma se non hai la TV blindata lo vedi a 640x480
    > ??!??
    >
    > E tutto questo per vedere cosa ? Trame ad
    > altissimo livello come quella di Babylon A.D. o
    > nuovissime come quelle del virus che trasforma
    > tutti in zombi ?
    >
    >
    > Altro che Pirati, magari ci fosse ancora qualcosa
    > da
    > piratare.


    Come non quotarti, negli ultimi 4-5 anni il livello medio dei film sta crollando, ormai trovare un bel film sta diventando un'impresa e questi si chiedono come mai le vendite ristagnano... se offri merce avariata e ovvio che nessuno te la compri!
  • Tutte chiaccihere. Sembrano dei bambini a cui hanno rotto il giocattolo.
    I "Lego" si sono evoluti per non scomparire dal mercato: cosa aspettano Loro a fare altrettanto?
    Tra cinema, PayTv, edicola, mercato dell' usato, IPTV, streaming, satellite, ti pareva che la colpa non andava a ricadere sempre e solo sulla PIRATERIA?
    Ormai il disco s' è rotto e avete rotto anche voi.

    Perchè i dinosauri si sono estinti? Perchè non sono stati in grado di evolversi nel modo giusto (a seguito dell' impatto del meteorite, si intende).
    non+autenticato
  • - Scritto da: M.R.
    > Tutte chiaccihere. Sembrano dei bambini a cui
    > hanno rotto il
    > giocattolo.
    > I "Lego" si sono evoluti per non scomparire dal
    > mercato: cosa aspettano Loro a fare
    > altrettanto?
    > Tra cinema, PayTv, edicola, mercato dell' usato,
    > IPTV, streaming, satellite, ti pareva che la
    > colpa non andava a ricadere sempre e solo sulla
    > PIRATERIA?
    > Ormai il disco s' è rotto e avete rotto anche voi.
    >
    > Perchè i dinosauri si sono estinti? Perchè non
    > sono stati in grado di evolversi nel modo giusto
    > (a seguito dell' impatto del meteorite, si
    > intende).


    Credevo fosse colpa della pirateria...
  • Ho sky quindi i film li vedo lì, non ho bisogno di noleggiare o comprare, almeno per quelli usciti in sala in questi anni. Continuo a comprare dvd di film del passato, in bianco e nero, muti.
    Una sola volta ho scaricato un film perché sapevo che molto probabilmente non sarebbe mai uscito nelle sale qui in citàà, poi però ho acquistato sia l'edizione USA che quella Australiana del dvdSorride
    Magari quelli dell'univideo dovrebbero anche valutare quanti italiani comprano dall'estero tramite internet film mai o male distribuiti in Italia
  • "Continuo a comprare dvd di film del passato, in bianco e nero, muti."

    li trovi anche multilingua?Con la lingua fuori
    MeX
    16897
  • non è questione di p2p, siamo in crisi economica e se ne risentono i beni primari a fortiori ne risentirà l'home video
    non+autenticato
  • magari la gente si incazza. Io evito di andare al cinema o ci vado quando ci sono le promozioni, ma magari qualcun altro scarica a manetta dal mulo....
    E un CD audio a 20 Euro quando mi interessano solo le canzoni 3, 7 e 11?
    ecco che nascono i servizi "fatti il tuo cd pesonalizzato" e paga solo quello che ti interessa sul serio.
    La verita' e' che qeusto modello di business (da una parte pochi grandi pescicani che impongono cosa vedere, quando, a che prezzo, etc) e dall'altra una sterminata massa di portafogli da svuotare, non regge piu' e qeusti pescicani se ne devono rendere conto. La pacchiae' finita.
    non+autenticato
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