Roma - Tempi più stretti per la portabilità del numero da un operatore di telefonia mobile all'altro. Nessun ostacolo posto dai carrier uscenti e chiarezza nelle procedure. Il tutto per
favorire i consumatori, che d'ora in poi potranno far
valere le proprie ragioni nei confronti delle telco. Lo sancisce una sentenza del Consiglio di Stato,
accolta con gaudio dalle associazioni dei consumatori.
L'organo di giustizia amministrativa ha
bloccato una sentenza del TAR del Lazio, che a sua volta aveva invalidato una disposizione emanata da AGCom, secondo la quale gli operatori avevano
72 ore di tempo per completare le pratiche di passaggio dei loro clienti ad altri fornitori.
Alcuni gestori telefonici italiani si erano rivolti al TAR del Lazio affinché bloccasse la direttiva 78/08 di AGCom. Il tribunale laziale aveva accolto il ricorso, motivando la decisione con la mancata aderenza del provvedimento alle valutazioni effettuate dal Legislatore, permettendo di fatto che le operazioni di portabilità tornassero ad essere regolate secondo la precedente normativa, la quale stabiliva un massimo di cinque giorni come tempo di attesa: un
limite quasi sempre oltrepassato, arrivando in
alcuni casi a
superare il mese di aspettativa.
Sempre per quanto riguarda la portabilità, stavolta del
credito residuo, i consumatori possono dirsi soddisfatti vista la decisione dei carrier di mettersi d'accordo per
la stesura di un programma comune che regoli e fluidifichi questa pratica da affiancare al trasferimento del numero. Tale prassi era stata indicata già nel 2007 ma solo la scorsa settimana è diventata definitivamente operativa, dopo quasi due anni.
Agli utenti viene riconosciuta quindi la possibilità di portare, oltre al proprio numero, anche il credito residuo verso un altro gestore. In questo caso la procedura ha un costo che può variare tra 1 e 1,6 euro. Una cifra giudicata accettabile dalle associazioni dei consumatori, che
plaudono alla decisione di AGCom.
Giorgio Pontico