Mauro Vecchio

Israele, raid contro i fansub

Gli studios all'attacco dei sottotitolatori non autorizzati. Operano senza guadagnare nulla, ma violano il diritto d'autore

Roma - "Gli studios sono stufi marci di subire danni continui senza fare nulla. Ora li porteremo in tribunale e saranno costretti a rispondere delle loro azioni". A lanciare con un bellicoso proclama una nuova battaglia legale è stato Eran Presenti, avvocato di ALIS, l'Organizzazione anti-pirateria che tutela gli interessi di Hollywood in Israele e che, in questa occasione, si scaglia contro gli appassionati del sottotitolo.

ALIS ha preso di mira in modo particolare Qsubs, uno dei più vasti gruppi israeliani indipendenti per la diffusione di sottotitoli di film, serial e show televisivi. Tre presunti amministratori del gruppo, rimasti anonimi, hanno così ricevuto altrettanti avvisi di natura legale, volti a suggerire lo stop immediato delle attività di sottotitolaggio. Non è tutto: i legali di ALIS hanno ordinato ai tre fansubber di pagare una multa pari a circa 180mila euro l'uno, oltre all'offrire pubbliche scuse per aver palesemente violato il diritto d'autore.

L'avvocato Presenti ha inoltre accusato Qsubs di aver condiviso con i propri utenti materiale visivo come copertine di DVD e istantanee prese dai film, andando anche qui a sconfinare in un territorio protetto dal copyright. In particolare, stando alle accuse dei legali degli studios, un qualsiasi sottotitolo creato da terzi andrebbe a violare i diritti di chi ha creato l'opera originale che ne ha, quindi, pieno controllo in ogni sua minima parte.
"Abbiamo fatto tutto questo per anni - ha dichiarato un portavoce di Qsubs - e non abbiamo mai ricevuto un soldo per un servizio del genere. Tutto è stato fatto in maniera gratuita. Abbiamo già assoldato un avvocato che ci sta costando molti soldi, tutti provenienti dai nostri conti personali".

Mauro Vecchio
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25 Commenti alla Notizia Israele, raid contro i fansub
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  • Trovo assurdo considerare la conversione da audio a testo di un film una forma di pirateria.
    Supponiamo allora che io traduca "Angeli e demoni" da testo in musica, attraverso una semplice codifica. Sarebbe pirateria?
    O che traduca l'audio di un film in Braille. Ancora pirateria?
    O che traduca l'audio di una canzone in immagini (ad esempio, quello che fa il mediaplayer quando suona un brano). E' pirateria?
    O che, più semplicemente, traduca l'audio del film in esadecimale o binario testuale. Sempre pirateria?
    Capite bene che si può continuare a fare esempi di questo tipo a piacimento.
    Che sia reato convertire un testo in klingoniano o in latino (per rimanere sulla terra) o in esperanto è esemplicativo dell'intrinseca assurdità dell'ampiezza del diritto d'autore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: isaia panduri
    > Trovo assurdo considerare la conversione
    > da audio a testo di un film
    > una forma di pirateria.

    Capzioso.
    Si tratta della traduzione di un testo letto da una voce in un altro testo.
    La traduzione il diritto è esclusivo dell'autore
    http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#18

    > Supponiamo allora che io traduca "Angeli e
    > demoni" da testo in musica, attraverso una
    > semplice codifica. Sarebbe
    > pirateria?

    Si

    > O che traduca l'audio di un film in Braille.
    > Ancora
    > pirateria?

    Si

    > O che traduca l'audio di una canzone in immagini
    > (ad esempio, quello che fa il mediaplayer quando
    > suona un brano). E'
    > pirateria?

    Si
    Prova a vendere i filmati di Windows Media Player che suona una canzone e a dichiararlo e vedi come ti piombano addosso gli avvocati.

    > O che, più semplicemente, traduca l'audio del
    > film in esadecimale o binario testuale. Sempre
    > pirateria?

    Si, perché in questo caso sarebbe unna conversione deterministica

    > Capite bene che si può continuare a fare esempi
    > di questo tipo a
    > piacimento.

    E la risposta sarebbe sempre la stessa.
    L'unica cosa che cambia è che se tu ci metti del tuo, hai diritto al diritto d'autore sulla versione finale (per esempio il traduttore percepisce - anzi, dovrebbe - i diritti d'autore sul suo lavoro http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#46-bis comma 3)

    > Che sia reato convertire un testo in klingoniano
    > o in latino (per rimanere sulla terra) o in
    > esperanto è esemplicativo dell'intrinseca
    > assurdità dell'ampiezza del diritto
    > d'autore.

    Solo se non conosci la legge
  • Alla fine poco imposta chi ha ragione, chi ha i soldi ha gli avvocati pagati, chi non ce li ha deve sborsare cifre ragguardevoli per pagarli.

    E siccome gli avvocati costano, alla fine perde sempre chi ha meno soldi, la legge conta poco
    harvey
    1481
  • Se dover pagare un avvocato ti spaventa tanto, forse dovresti considerare questo
    http://www.google.it/#hl=it&source=hp&q=tutela+leg...
  • E che ci faccio ...

    Serve solo a coprire alcune controverse e di sicuro non è gratis.
    harvey
    1481
  • Alcune coprono praticamente tutto quello che ti può succedere nella vita normale e il costo è come l'assicurazione di un'auto.
    Chi ha un sito che pubblica sottotitoli e non si fa una copertura del genere, IMHO è un fesso.
  • Lasciamo stare la vicenda in se.
    Le norme sul diritto d'autore sono simili dappertutto quindi anche da noi.

    Io ho sempre pensato che l'attività di fansubbing sia al 100% legale visto che si stà rielaborando qualcosa aggiungendoci pesantemente del proprio.
    Al massimo possono contestare che si parte quasi sempre da materiale pirata (dubito che i fansubber italiani abbiano accesso legale alla tv USA e i sub li trovi a volte anche il giorno dopo la prima tv).

    Le parodie dei film doppiandoli in modo strambo che fanno i GemBoy e altri sono illegali? Non mi pare.
    non+autenticato
  • Anche se non ci fosse nessuna legge che lo vieta (non lo so per l'Italia, figuriamoci per Israele), non devi pensare che si possa finire in tribunale solo facendo qualcosa di illegale.
    Quello succede solo nel caso del penale.
    Basta che il detentore dei diritti dica "volevo farlo io e vendere i sottotitoli" e c'è un danno sulla cui valutazione si esprime un tribunale civile.
  • Il fatto non è legale o illegare fare sottotitoli: in genere i fansub operano su prodotti la cui licenza non è valida nel loro paese. Ad esempio, i fansub degli anime giapponesi in italia, quando i diritti non vengono ancora acquistati dalle società come dynit e panini, molto spesso vengono effettuati su opere dove il diritto d'autore vale solo nei confini giapponesi. Poi non sono un avvocato, non conosco molto bene la legge in materia ma dovrebbe essere così
  • - Scritto da: Francesco_Holy87
    > molto spesso vengono effettuati
    > su opere dove il diritto d'autore vale solo nei
    > confini giapponesi.

    Il diritto d'autore non conosce confini.
    Vale automaticamente in tutti i Paesi che hanno firmato i trattati internazionali
    Vedi la Convenzione di Berna http://en.wikipedia.org/wiki/Association_Litt%C3%A... che sancisce che nel momento in cui realizzi un'opera, quell'opera è tua in ogni aspetto e tu hai il diritto di disporne come ti pare.
    Il fatto che nessuno abbia acquisito i diritti d'autore fuori dal Giappone (o da qualunque altro Paese) non significa che questi non esistano.
    E sinceramente fa un po' ridere che i fansubber si difendano dicendo che appena i diritti vengono acquisiti loro smettono di fare la fansub.
    A parte che spesso questo non è vero, ma anche se fosse, il danno per chi acquisisce i diritti di localizzazione ormai è fatto.

    Vedi anche qui
    http://punto-informatico.it/b.aspx?i=2537713
  • Un'ulteriore dimostrazione che il diritto d'autore va ELIMINATO dalla faccia della terra.
    non+autenticato
  • Concordo: hanno già rotto abbastanza !
    non+autenticato
  • - Scritto da: NO diritto d autore
    > Un'ulteriore dimostrazione che il diritto
    > d'autore va ELIMINATO dalla faccia della
    > terra.

    No. Va solo rivisto, al fine di non cadere da un eccesso all'eccesso opposto.
  • - Scritto da: Cobra Reale
    > Va solo rivisto, al fine di non cadere da un
    > eccesso all'eccesso opposto.

    Concordo. Non è giusto che non ci possa essere un certo ritorno per chi crea un'opera, non è giusto che questo ritorno sia in pratica un vitalizio per chiunque fino alla terza generazione (e per la casa che si portata via i diritti di copia).

    --
    Saluti, Kap
  • ...sed lex
    In linea di principio ALIS ha ragione e la scusa della gratuità del servizio portata dai responsabili di Qsubs non sta in piedi.
    Cionondimeno quelli di ALIS sono semplicemente ridicoli: il danno è inesistente, anzi, forse si sfora nella pubblicità gratuita.
  • penso che sia una scusa per limitare la diffusione di materiale poco gradito al governo
    MeX
    16897
  • - Scritto da: MeX
    > penso che sia una scusa per limitare la
    > diffusione di materiale poco gradito al
    > governo

    Strano che non li abbiano bombardati col fosforo bianco come sono soliti fare.
    non+autenticato
  • - Scritto da: tiziocazio
    > - Scritto da: MeX
    > > penso che sia una scusa per limitare la
    > > diffusione di materiale poco gradito al
    > > governo
    >
    > Strano che non li abbiano bombardati col fosforo
    > bianco come sono soliti
    > fare.

    Eccolo qua, l'antisemita del mercoledì pomeriggio.
    Meglio Gaza col "libero" governo di Hamas, vero?
    non+autenticato
  • Aime' , purtroppo non esiste il meglio, sono "IL PEGGIO" da ambo le parti.

    Shalom
    non+autenticato
  • > Eccolo qua, l'antisemita del mercoledì pomeriggio.
    > Meglio Gaza col "libero" governo di Hamas, vero?

    Perché, non è forse vero che hanno usato il fosforo bianco?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Momento di inerzia
    > ...sed lex
    > In linea di principio ALIS ha ragione e la scusa
    > della gratuità del servizio portata dai
    > responsabili di Qsubs non sta in
    > piedi.
    > Cionondimeno quelli di ALIS sono semplicemente
    > ridicoli: il danno è inesistente, anzi, forse si
    > sfora nella pubblicità
    > gratuita.

    balle. sono tutte scuse per spremere soldi dappertutto.
    poichè hanno l'appoggio dei governi e delle autorità giudiziarie (chi ha detto bustarelle?), sparano denunce a raffica ottenendo un duplice vantaggio: 1) fanno cessare le attività scomode, 2) guadagnano una marea di soldi senza far nulla
    non+autenticato
  • "In linea di principio ALIS ha ragione", per quale motivo?
    Sei un esperto di legislazione israeliana?
    In Italia ad esempio, se le persone stanno modificando l'opera (rimettendo in rete il video hardsubbed ad esempio) è un conto, completamente diverso è se scrivo i sottotitoli e ne permetto il download a prescindere dal video, in particolar modo se sono rivisti/modificati/tradotti.

    Se io scrivo un riassunto di un libro non ne pago i diritti d'autore ovviamente, vi sono dei limiti di riassunto/traduzione oltre il quale è un lavoro intellettuale autonomo e io ho il diritto di distribuirlo liberamente.

    Che ALIS abbia LEGALMENTE ragione è tutto da vedere, bisognerebbe dimostrare che l'esistenza dei sottotitoli svilisce il lavoro degli autori e/o la loro esistenza permetta la fruizione del prodotto o parte di esso senza acquistarlo (ovviamente falso, chi è che si legge i sottotitoli invece di vedere il film?).

    Che abbia ragione moralmente poi è fuori discussione: se l'attività avviene senza scopo di lucro, spiegare che sia moralmente illegale fornire un servizio che si fruisce insieme al prodotto è al limite del ridicolo. Sarebbe come se le case di videogiochi denunciassero chi produce MOD di un videogioco che necessitano il suo acquisto.

    Il motivo è semplice: visto che molti vedono il film sottotitolato perché lo scaricano, le major cercano di fermare i sottotitoli perché non riescono a fermare i download. Naturalmente quello che fanno è bieco terrorismo: a prescindere dalla legge vigente, puntano sul fatto che una persona che lo fa per passione e senza guadagnarci se lo minacci di pagare 180k euro per continuare probabilmente smette e non inizia una causa costosa per poter portare avanti qualcosa che faceva per gli altri.

    C'è poco da fare, bisogna cambiare le regole delle cause civili di modo da difendere il debole dal forte. Se non ci pensa lo stato bisognerà organizzarsi da soli in associazioni, dare una quota per pagare queste spese legali a chi lavora per gli altri di modo che non sia la minaccia della causa a far desistere, ma eventualmente la legge.
    non+autenticato
  • - Scritto da: bobon123
    > "In linea di principio ALIS ha ragione", per
    > quale
    > motivo?
    Perche' il copyright e' praticamente lo stesso in tutti gli stati membri del WTO.


    > Sei un esperto di legislazione israeliana?
    Vedi sopra.

    > In Italia ad esempio, se le persone stanno
    [...]
    > legge.

    Il ridicolo: grazie all'opera dei fansub opere altrimenti sconosciute entrano in un mercato, si crea domanda e il primo che riesce a soddsifarla rischia di guadagnarci su un bel gruzzolo.

    Per contro modificare quella che e' la domanda di un mercato vanifica le (costose) campagne di marketing volte a spingere determinati prodotti.
    Cosi', metti il caso, gli israeliani scoprono "E.R." e decidono che gli piace, si compreranno (o scaricheranno) ER a discapito del "Commissario REX" che invece era stato tanto pubblicizzato.
    Per cui, nonostante le buone intenzioni, i fansubber causano doppio danno: da un lato "violano" il diritto d'autore diffondendo opere protette.
    Dall'altro riducono la domanda per i contenuti "legalmente diffusi" a favore di altri per i quali non c'e' alcuna offerta.

    Si lo so che quelli di ALIS si stanno comportando da perfetti str000i, ma e' fuor di dubbio che i nostri amici fansubber yddish si sono infiliati in un ginepraio dal quale usciranno con le ossa rotte e il portafogli vuoto.

    A prescindere da chi vincera' il dibattimento.
    Lo scopo di ALIS non e' vincere: e' rompere.

    Saluti
    GT
    non+autenticato
  • - Scritto da: Threepwood
    > Cosi', metti il caso, gli israeliani scoprono
    > "E.R." e decidono che gli piace, si compreranno
    > (o scaricheranno) ER a discapito del "Commissario
    > REX" che invece era stato tanto
    > pubblicizzato.

    Stop.
    Se lo comprano, vuol dire che una di queste condizioni è valida:
    1) era già in vendita in ebraico, ma nessuno lo comprava;
    2) non era in vendita e qualcuno, sondando la rete, ha capito il trend e l'ha fatto doppiare.
    Capisci che il punto 1 è irreale: se esiste la versione doppiata perché perdere tempo a tradurla e sottotitolarla?
    E' quindi valida la 2, per cui porta ad un *vantaggio economico* per chi vende il prodotto, in quanto sa per certo che c'è chi lo comprerà grazie all'hype creato dai fansubber, e che i subbers si toglieranno di mezzo da soli quando il prodotto sarà sul mercato.

    E' così da sempre, tra l'altro.

    > Per cui, nonostante le buone intenzioni, i
    > fansubber causano doppio danno: da un lato
    > "violano" il diritto d'autore diffondendo opere
    > protette.
    > Dall'altro riducono la domanda per i contenuti
    > "legalmente diffusi" a favore di altri per i
    > quali non c'e' alcuna offerta.

    Strategie di marketing sbagliate che vengono corrette in corsa.
    Il danno, realmente, non c'è.
    Anzi: se prepari e distribuisci un prodotto che nessuno compra - e che nessuno nemmeno scarica! - il danno l'hai fatto tu a te stesso.
    Fatti causaSorride

    Che poi sappiamo tutti come questi stiano aggrappandosi ad ogni appiglio, beh, cosa nota.
  • - Scritto da: bobon123
    > "In linea di principio ALIS ha ragione", per
    > quale
    > motivo?

    Come ti hanno risposto, il copyright è regolato da legislazioni internazionali.
    Ma oltre al lato penale, c'è da considerare il lato civile.
    Su praticamente ogni opera in commercio c'è scritto "all rights reserved" o una formula equivalente, che spesso fa riferimento proprio alla rielaborazione e alla traduzione.
    Violare ciò che il detentore dei diritti ha diritto (scusa il gioco di parole) a dichiarare di voler tenere per se, anche se non è illegale, espone alla causa civile.
    Come ho detto, "in linea di principio" Alis ha ragione.