massimo mantellini

Contrappunti/ L'indifferenza per la Rete

di M. Mantellini - Una scarsa consapevolezza del mezzo Internet da parte dei cittadini italiani lascia campo aperto a strumentalizzazioni. Dai media al mondo politico

Roma - Il giorno successivo alla strage del militari italiani a Kabul Il Giornale è uscito con un titolo a tutta pagina su una notizia piccola piccola: qualcuno, nei recessi più nascosti della rete Internet, aveva offeso e dileggiato la tragedia appena occorsa. Con qualche difficoltà un giornalista del quotidiano era riuscito a trovare un blog nel quale si scherniva la fine dei soldati uccisi nell'attentato, con qualche ulteriore difficile ricerca, nei commenti del blog di un giornalista dell'Unità e nell'immenso marasma dei commenti del blog di Beppe Grillo, aveva scovato qualche frase dai toni offensivi verso i militari italiani. Come già accaduto in passato poche flebili tracce in rete sono più che sufficienti a confortare il proprio teorema, a generare un editoriale di Vittorio Feltri in prima pagina, a far comporre il titolo enorme "Quelli che sputano sui nostri morti".

Non si tratta solo di cattivo giornalismo, la rete italiana in queste ora trabocca di testimonianze commosse e preoccupate sulla strage di Kabul, il fatto è che queste persone odiano Internet. La odiano i tanti giornalisti che non hanno mai saputo accettare la presunta concorrenza altrui nel commercio delle parole, la odiano i politici, come la senatrice del PDL Laura Allegrini che letti gli articoli de Il Giornale si è precipitata a chiedere che venga immediatamente oscurato il sito in questione e che vengano individuati i responsabili, la odiano molti cittadini di questo paese, convinti in questi anni dalle informazioni che hanno ricevuto in merito, della natura ambigua e pericolosa di questo "nuovo" strumento di comunicazione.

E tuttavia il problema oggi non riguarda tanto costoro, che sono complessivamente solo una discreta e pericolosa minoranza, quanto la maggioranza degli italiani senza parere. In fondo Internet in Italia non è mai piaciuta quasi a nessuno, ce lo dimostrano un decennio di legislazioni sciagurate, di divulgazione malevola e di demonizzazioni di bassa lega. Il Parlamento sforna a ritmo continuo progetti di legge che la regolino, che ne chiudano delle parti, che soprattutto individuino i responsabili di qualsiasi azione e parola così che possano essere ridotti ad una qualche normalità, anche magari attraverso l'enorme dito puntato dei quotidiani su una pagina web letta normalmente da quattro persone.
Senza voler essere eccessivamente ideologico la differenza fra il governo attuale e quelli precedenti (non solo quelli del centro sinistra ma anche il precedente governo Berlusconi) è che oggi sembra sia stato superato il punto di non ritorno, che un residuo fastidioso diaframma sia infine caduto. Ciò che non poteva essere detto ora è sulla bocca di molti: questi signori odiano Internet perchè in un paese fortemente polarizzato ed impoverito in termini di discussione ed elaborazione culturale, la rete amplia il raggio dei punti di vista e costringe a nuovi sforzi di apertura verso gli altri. Quello che altrove è diffusamente percepito come un valore da noi è in molti casi una richiesta finalmente dichiarata come irricevibile. Comprendere i punti di vista altrui? Capire che anche quelli distantissimi dal nostro hanno diritto di asilo su Internet? Non sia mai.

Guido Scorza nei giorni scorsi ha lanciato dalla pagine di questo giornale l'ennesimo allarme su un progetto di legge capace di minare alle basi la libertà della rete. Il disegno Pecorella è solo l'ultimo di una lunga serie e non fa altro che confermare una tendenza già nota. Ma oltre al disegno di legge in sé, che in fondo si occupa delle "solite" cose come aggiungere strumenti di controllo sui cittadini che decidono di esprimere liberamente i propri punti di vista, è forse interessante osservare ciò che accade a margine. Il numero crescente di minacce legislative alla rete ha creato una sorta di tolleranza farmacologica, ad ogni giro l'indignazione in rete è minore, ad ogni grido di allarme si moltiplicano, anche fra i pochi utenti di Internet interessati a queste questioni, gli sbadigli e le alzate di spalle. Come sempre poi l'indignazione digitale è un movimento di opinione a costo zero e le sempre più rare proteste diffuse in rete, più o meno organizzate su blog e siti Internet, sono fenomeni destinati a vaporizzarsi alla prima chiamata ad un impegno concreto nella vita reale, una discesa in piazza, una telefonata al proprio parlamentare di riferimento ecc.

Accanto a quelli che odiano Internet in Italia c'è un popolo assai più ampio di cittadini che ignorano Internet. Un italiano su due la ignora perché non sa o non vuol sapere cosa sia, ma fra l'altra metà dei cittadini collegati esiste una grande maggioranza che semplicemente non considera rischi e conseguenze di ciò che sta accadendo. Che semplicemente non è interessata.

Come se ne esce? Per quanto mi riguarda non se ne esce se non attaccandosi con le unghie ancora una volta alla transnazionalità della rete, all'Unione Europea e ad altri santi simili. Dipendesse da questo paese reclinato su se stesso Internet non sarebbe nemmeno nata o sarebbe morta in culla, felicemente soffocata da un numero molto ampio di mani differenti. C'è una modesta speranza residua, affidata ai tanti che "non sanno", a quell'italiano su due che, molto in teoria, potrebbe svegliarsi domani, accendere il suo nuovo router ed avere improvvisamente a cuore l'apertura e la libertà di questo strumento di collegamento fra le persone. A questi cittadini sconosciuti erano dedicati i fondi (800 milioni di euro circa) che il sottosegretario alle Comunicazioni Romani aveva promesso sarebbero stati investiti per lo sviluppo della banda larga. Poi, chissà perché, questi soldi sono scomparsi, destinati a più urgenti emergenze.

Massimo Mantellini
Manteblog

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120 Commenti alla Notizia Contrappunti/ L'indifferenza per la Rete
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  • Concordo pienamente, fotografia perfetta della situazione in Italia.
    Urge un rinnovo generazionale della politica prima di tutto.
    Questi vecchi caproni che ci stanno governando "non conoscono il mezzo".

    Nel frattempo... tenere duro...
    non+autenticato
  • secondo me, lo strumento "internet" è valido, non ci sono dubbi, tra l'altro è un pozzo di san patrizio dove chiunque (dotato di intelletto) potrebbe pure farsi un sacco di soldi: e questo anche alle spalle degli sprovvedduti che confondono la libertà di espressione con l'anarchia e la libertà di vilipendere ed offendere altri, avendo la certertezza dell'irresponsabilità per aver "espresso" le proprie (aperte virgolette) idee (chiuse virgolette).
    Non vi sono idee o commenti se non vi è una assunzione di responsabilità, ma solo vigliacchi quararaquà che esprimo il peggio dell'essere umano e portano ad un mondo peggiore.
    Quello che manca è questo: "la responsabilità" che probabilmente arriverà giustamente con delle norme.
    Non esiste "libertà" senza regole da rispettare e senza responsabilità.
    non+autenticato
  • disse il maresciallo...
  • Ciao LaNberto !

    > disse il maresciallo...

    PEGGIO !
    "disse l' anonimo non registrato"
  • @LaNbert ed il compagnuccio @The_GEZ
    ma quanto rosicate !?A bocca aperta
    Non vi preoccupate, passerà ancora un altro po' di tempo prima che vi dobbiate assumere "delle responsabilità".
    Intanto continuate così :asd:

    Adesso vi saluto.. ero solo di passaggioOcchiolino
    non+autenticato
  • - Scritto da: il castigato e

    > Adesso vi saluto.. ero solo di passaggioOcchiolino

    peccato, troll più, troll meno, siamo abituati...
  • Ciao il castigato e !

    > ma quanto rosicate !?A bocca aperta

    Prego ?

    > Non vi preoccupate, passerà ancora un altro po'
    > di tempo prima che vi dobbiate assumere "delle
    > responsabilità".

    Continuò a ripete l' ANONIMO NON REGISTRATO.

    > Adesso vi saluto.. ero solo di passaggioOcchiolino

    Tene vai ?
    Si ?
    No ?
    Forse ?
    Boh ... in effetti non saprò mai se te ne sei andato o no, è sempre così con voi, ANONIMI NON REGISTRATI.
  • Infatti se scrivi qualcosa, lasci pure traccia. E se dici qualcosa di diffamante o illegale puoi correre rischi

    Il problema e' che vogliono censurare le idee libere e legali!
    harvey
    1481
  • l'80% delle cose che leggo sono illegali o si prestano a censura legale.

    Stai tranquillo che nessuno vuole limitare la tua libertà di espressione, al massimo vorranno solo che "i maleducati" imparino a stare al mondo o a stare zitti.Occhiolino
    non+autenticato
  • Se mai ripaserai di qui..

    - Scritto da: il castigator e
    > Quello che manca è questo: "la responsabilità"
    > che probabilmente arriverà giustamente con delle
    > norme.
    > Non esiste "libertà" senza regole da rispettare e
    > senza
    > responsabilità.

    Attento a non confondere norma con legge: le leggi sono solo un sottoinsieme e mi sembra che non sei il solo qui che fa questo errore.

    Comunque la responsabilita' non te la da' norma, o la legge o la regola ma la consapevolezza che devi rispettare le altre persone se vuoi che loro rispettino te. Ti faccio un esempio: sono tornato in Italia per farmi delle vacanze in Sardegna (non ero mai stato), non ti dico quante volte ho dovuto litigare per gente che non rispettava la fila al bar, al supermercato, ... in Italia puoi fare anche una legge e dare 10000 euro di multa a chi non rispetta la legge, ma ci sara' sempre il furbone che se puo' saltera' la fila. Io vivo in Inghilterra e la fila e' "sacra", ma non c'e' nessuno che ha fatto una legge per questo. Se per sbaglio passi qualcuno, te ne acorgi subito, chiedi scusa e ti accodi. Non credi che questo sia assumersi le proprie responsabilita?
    non+autenticato
  • - Scritto da: il castigator e
    > e questo
    > anche alle spalle degli sprovvedduti che
    > confondono la libertà di espressione con
    > l'anarchia e la libertà di vilipendere ed
    > offendere altri, avendo la certertezza
    > dell'irresponsabilità per aver "espresso" le
    > proprie (aperte virgolette) idee (chiuse
    > virgolette).
    > Non vi sono idee o commenti se non vi è una
    > assunzione di responsabilità, ma solo vigliacchi
    > quararaquà che esprimo il peggio dell'essere
    > umano e portano ad un mondo
    > peggiore.

    Questo ritratto è perfetto ma è il ritratto di molta della nostra classe dirigente (compresa sopratutto immunità e irresponsabilità) non quello di internet!

    Non sarebbe male se ti dessi da fare per fare si che giornalisti, politici, lodoalfanati, lobbisti, mafiosi e combriccola fossero effettivamente e direttamente responsabili e punibili come tu giustamente sostieni!

    Più facile ciarlare vero?
    Sopratutto quando (per l'appunto) parlare male della rete non costa nulla! e non presuppone alcuna responsabilità (o almeno lo crede)...
    Bisogna poi vedere qunto sia vero o quanto semplicemente "si dice" che sia vero!
    A bocca aperta
    non+autenticato
  • Sono solo dei mercenari che vanno ad invadere un paese straniero.

    Se un (bel) giorno i francesi decidessero di invadere l'Italia con il loro esercito, gli italiani si difenderebbero?
    Credo di sì.
    Così fanno anche in Afghanistan e mi pare il minimo, dato l'enorme numero di civili che muore quotidianamente.


    In più, in Italia una mezza decina di persone muore ogni giorno lavorando per 1000€ al mese e a (quasi) nessuno importa.
    Muoiono 6 mercenari che guadagnano in due mesi quello che io guadagno in un anno e tutti piangono e gridano ONORE!


    "Se nessun esercito esistesse, non servirebe nessun esercito"
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andy
    >
    > "Se nessun esercito esistesse, non servirebe
    > nessun
    > esercito"

    Ripassati la Storia, invece di ripetere ridicole frasi ad effetto: gli eserciti sono stati costituiti in modo da non dover mandare l'intera popolazione a combattere, e per condurre la guerra in maniera più efficiente. Si fa la guerra da prima che gli eserciti esistessero. Ancora oggi in Africa (e non solo) si combattono guerre civili senza veri eserciti regolari: si va in un villaggio, si prende chi è abbastanza grande da tenere un'arma in mano, e via. Se ti piace questo sistema, accomodati.

    Ah, quanto mi piacerebbe vedere l'intera combriccola dei lettori di PI costretta a marciare verso il fronte.A bocca aperta
    non+autenticato
  • a me basterebbe vedere partire teSorride
  • STRAquoto!!!Occhiolino
    - Scritto da: LaNberto
    > a me basterebbe vedere partire teSorride
    non+autenticato
  • Anche la donna era considerata meno di niente una volta, e lo e' tuttora in alcuni stati. Cio' non vuol dire che dobbiamo continuare a maltrattare le donne. La societa' evolve grazie anche agli errori del passato. E fare la guerra non e' di certo una cosa positiva'!!

    Purtroppo c'e' ancora gente con immensi interessi economici che vuole la guerra in medio oriente, e convince con pochi soldi (rispetto al loro patrimonio) delle persone ignoranti che credono di andare giu' e guadagnarsi una fortuna. Quelli che muoiono sono anche "relativamente fortunati", pensa a quelli che tornano senza una gamba o un braccio o peggio ancora con disturbi psicologici con tutta la vita rovinata e sussidi da fame.

    Che se la vadano a combattere i politici la loro guerra!!

    Why don't presidents fight the war? Why do they always send the poor?
    non+autenticato
  • La guerra è una realtà storica con cui dobbiamo fare i conti. L'uomo è quello che è, un animale da preda. Queste cose non cambiano. L'unica pace possibile è quella data dall'equilibrio, non certo da ingenui e stolti buoni sentimenti fondati sul nulla assoluto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MegaJock
    > La guerra è una realtà storica con cui dobbiamo
    > fare i conti.

    dove l'hai copiata questa, me lo sapresti spiegare con parole tue?

    > L'uomo è quello che è, un animale da preda.

    e questa dove l'hai sentita, a quark?

    > Queste cose non cambiano.

    se fossimo tutti come te.. per fortuna c'e' gente piu' intelligente

    > L'unica pace
    > possibile è quella data dall'equilibrio, non
    > certo da ingenui e stolti buoni sentimenti
    > fondati sul nulla
    > assoluto.

    Ok, non hai detto nulla, riesci a scrivere un'altra minchiata?
    non+autenticato
  • - Scritto da: skyeye

    > dove l'hai copiata questa, me lo sapresti
    > spiegare con parole
    > tue?
    >

    La guerra è presente nella storia umana dallo stadio tribale a quello degli stati nazionali, ed è un dato di fatto. La violenza fa parte di noi, e su questo non ci sono dubbi. Ignorarlo è pericoloso.

    > e questa dove l'hai sentita, a quark?

    No, anche se Quark è una buona trasmissione. Peccato ci siano troppi imbecilli che si nutrono degli sproloqui del Giacobbo perché la scienza vera, anche se annaquata, non fa audience.

    > se fossimo tutti come te.. per fortuna c'e' gente
    > piu'
    > intelligente

    Tant'è vero che con tutta questa gente più intelligente, la guerra è una realtà oggi come agli albori dell'umanità. Siamo più efficienti nell'ammazzare i nostri simili e abbiamo imparato a non sterminarci più del necessario, ma solo perché l'annientamento di intere popolazioni non è più - al momento - un risultato desiderabile.

    > Ok, non hai detto nulla, riesci a scrivere
    > un'altra
    > minchiata?

    Dimostra il contrario. Non potrai.
    non+autenticato
  • - Scritto da: MegaJock

    > Dimostra il contrario. Non potrai.

    stai copiando le frasi da qui http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra e senza nemmeno la citazione..

    Non stai dicendo nulla di tuo, cosi' va meglio? la sai la differenza tra argomentazione e definizione? Se ti dico che la guerra e' sbagliata e nell'evoluzione l'uomo ne potra' fare a meno ecc.. tu non mi puoi rispondere la guerra e' ...

    impara ad argomentare, bambino. Cosa credi di essere sul forum dell'asilo?
    non+autenticato
  • - Scritto da: skyeye

    > stai copiando le frasi da qui
    > http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra e senza
    > nemmeno la
    > citazione..
    >

    Non uso wikipedia, tanto meno wikipedia italiana. Sono cose ben risapute.

    > Se ti dico che la guerra e'
    > sbagliata e nell'evoluzione l'uomo ne potra' fare
    > a meno ecc.. tu non mi puoi rispondere la guerra
    > e' ...
    >

    Tu mi devi dimostrare che l'uomo "ne potrà fare a meno". Questa non è argomentazione, sono desideri campati in aria. Finora TUTTA la storia umana dimostra che la guerra è una realtà che ci accompagna da sempre e che può essere evitata solo grazie alla deterrenza e, finché dura, a sistemi di alleanze.

    La guerra, dici, è "sbagliata". Questa è un'affermazione morale, non scientifica. E' come dire che la morte è brutta. E' come dire che la malattia è male. E' come dire che è brutto che i leoni mangino cuccioli di gazzella.

    Vogliamo dire che la guerra è un male? Moralmente sono d'accordo, ma questo non cambia la realtà delle cose, e la realtà é che la guerra fa parte della nostra realtà e invece di sognare mondi immaginari "senza armi o armate", guardiamo in faccia le cose e vediamo come possiamo evitare il peggio.

    >
    > impara ad argomentare, bambino. Cosa credi di
    > essere sul forum
    > dell'asilo?

    Direi di si, visto che ci stai tu.
    non+autenticato
  • fai ridere parecchio: secondo te dire la guerra e' sbagliata non e' scientifico ma morale ma allora dire che e' giusta (come dici tu) non puo' essere scientifico.. continui a contrattirti e sbrodolarti addosso, di cosa vuoi parlare dei mattoncini lego? ti faccio parlare con mio figlio..
    non+autenticato
  • Ciao a tutti,

    invece di scontrarci con centinaia di post su quale sia meglio dei 2, preoccupiamoci di come e se vi sara' ancora internet libera in Italia e se saremo solo una squallida imitazione della Cina.

    Diamoci da fare.

    Tony
    non+autenticato
  • ... Che del destino di internet non importa a nessuno se non ad una piccola minoranza?

    Alla maggior parte della popolazione non interessa. Sono altre le preoccupazioni. Ci sono cose più importanti nel mondo (non su qualche computer) che meritano maggiore attenzione. C'è l'economia, la disoccupazione, la sicurezza. Cose tangibili.

    Di fronte a questo, cosa conta poter dire "la propria" su internet? Si campava poi così male quando non era possibile? Se tutti possono dire "la propria" chi la leggerà in un mare di milioni e milioni di opinioni totalmente irrilevanti?

    Non è che forse sono i fanatici della "libertà su internet" ad essere nel torto? Non vi passa mai per la mente che magari, giusto MAGARI, se siete così pochi e nessuno vi ascolta un buon motivo forse ci sarâ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real

    > Non vi passa mai per la mente che magari, giusto MAGARI, se siete
    > così pochi e nessuno vi ascolta un buon motivo forse ci sarâ?

    Be nessuno... tu hai risposto perciò qualcuno che ascolta c'è. Occhiolino
    non+autenticato
  • Uno che non conosce l'imporatnza della libera espressione
    o e' un grande ignorate o e' in malafede.
    non+autenticato
  • - Scritto da: axwee
    > Uno che non conosce l'imporatnza della libera
    > espressione
    > o e' un grande ignorate o e' in malafede.

    Che cos'è questa "libera espressione"? Qual'è questa importanza? Provami i grandi progressi sociali e tecnologici che ha portato dal 1991 in avanti. Cos'abbiamo fatto in questi anni di tanto più grande delle generazioni che ci hanno preceduti? Nulla.

    Tanta conoscenza a portata di mano, eppure il post medio in qualsiasi forum dimostra totale ignoranza, incapacità di comunicare secondo le più elementari norme grammaticali, e intelligenza infima.

    Allora, a che ci serve questa proclamata "libera espressione" se non esiste nulla da esprimere? A cosa serve poter diffondere il proprio pensiero nel mondo quando questo pensiero e vuoto?
    non+autenticato
  • Lo scetticismo mi piace, purché non sia stupido e infondato. Le tue argomentazioni sono sì reali, ma di fronte a ciò che è la Rete... fanno veramente ridere. Solo uno stolto, quando si indica la luna, guarda il dito.
  • - Scritto da: Nedanfor
    > Lo scetticismo mi piace, purché non sia stupido e
    > infondato. Le tue argomentazioni sono sì reali,
    > ma di fronte a ciò che è la Rete... fanno
    > veramente ridere. Solo uno stolto, quando si
    > indica la luna, guarda il
    > dito.

    Appunto: cos'è la "Rete"? Cos'ha fatto per il progresso? La stampa ha fatto molto, il telegrafo e la radio idem, ma la Rete? Non vedo questo grande avanzamento culturale. Diciamo pure che non esiste. La "Rete" è solo un megafono a buon mercato.

    Si può consultare enciclopedie online, eppure ancora leggo cose tipo "i Curie che hanno inventato il vaccino" o tristi stupidaggini del genere. La realtà è che questa "Rete" non è così utile come sembra.

    Pensateci. Si stava così male quando non esisteva? Si starà così male quando non ci sarà più?
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Appunto. Il nulla, il vuoto, l'irrilevanza più assoluta. La "Rete" non offre cultura, non offre istruzione, non offre nulla. E il peggio è che potrebbe farlo, ma i suoi utenti se ne stanno bene alla larga.

    E allora, cosa c'è di male nell'affermare che l'esperimento - se mai lo è stato - è fallito? Cosa c'è di sbagliato nel dire "se internet così com'è ora cessasse di esistere, non ci sarebbe nessuna conseguenza"?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Get Real
    > Appunto. Il nulla, il vuoto, l'irrilevanza più
    > assoluta. La "Rete" non offre cultura, non offre
    > istruzione, non offre nulla.

    Sbagliato.

    > E il peggio è che
    > potrebbe farlo, ma i suoi utenti se ne stanno
    > bene alla larga.

    Sbagliato pure questo.

    > E allora, cosa c'è di male nell'affermare che
    > l'esperimento - se mai lo è stato - è fallito?
    > Cosa c'è di sbagliato nel dire "se internet così
    > com'è ora cessasse di esistere, non ci sarebbe
    > nessuna conseguenza"?

    Tutto. Se a te non va bene chiudi la connessione e guardati la BBC.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: Get Real
    > > Appunto. Il nulla, il vuoto, l'irrilevanza più
    > > assoluta. La "Rete" non offre cultura, non offre
    > > istruzione, non offre nulla.
    >
    > Caschi nel mio tracobetto (cit.) come la donnola
    > che finì nella cesta di mio zio
    > Tobia-ia-ia-ò
    > La rete, in quanto allo stato pratico infinita,
    > offre un'infinità di irrilevanza ma sai
    > perfettamente che non c'è solo
    > quella.

    Eh, ma per la rete vale solo se ci trasforma TUTTI in perfetti sapienti dèditi 24h/24 alla Cultura Pura e al Benessere Civico... quale che sia, poi, lo sa solo lui.
    non+autenticato
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