Alfonso Maruccia

INDECT, una precrimine europea?

Bruxelles starebbe investendo milioni di euro in un sistema automatizzato per il controllo delle infrastrutture di comunicazione. Obiettivo: anticipare la violenza

Roma - Dietro il non particolarmente minaccioso nome di progetto INDECT si nasconderebbe il più ambizioso sistema di monitoraggio, analisi e profilazione statistica della popolazione europea di cui si abbia notizia. Solleva il caso un articolo del quotidiano inglese Telegraph, che descrive i pericoli di un'intelligenza artificiale orwelliana e le possibili implicazioni per il controspionaggio a livello continentale.

La Precrimine inglese e il sistema proattivo anticracker di Singapore? Sarebbero bazzecole in confronto a INDECT, un progetto già finanziato con decine di milioni di euro da parte della UE e il cui "cervello" avrebbe accesso a una gran quantità di fonti di informazioni accessibili su reti pubbliche e private. L'Europa vuole creare un sistema di "individuazione automatica delle minacce e dei comportamenti anomali o violenti", e per far questo gli "agenti" software di INDECT monitoreranno senza posa siti web, forum di discussione, server di file, reti di P2P, singoli computer, network di telecamere a circuito chiuso e via elencando.

Una volta completata, questa rete di monitoraggio onnicomprensiva dovrebbe essere in grado persino di tracciare i veicoli automobilistici in giro per il Vecchio Continente. Metterà a disposizione la sua vasta messe di informazioni alle agenzie di enforcement autorizzate e contemporaneamente dovrebbe generare profili automatici dei possibili "comportamenti anomali o violenti" di cui sopra. Non risulta ancora chiaro se in tal senso ci si riferisca ai preparativi di un attentato in grande stile o ai prodromi di una rissa di quartiere.
La ricerca su INDECT è stata avviata all'inizio del 2009 con una durata stimata di cinque anni, e tra i protagonisti coinvolti si contano il Police Service of Northern Ireland (PSNI), ricercatori di università polacche, spagnole, britanniche, austriache, tedesche, bulgare e aziende sparse per l'Europa. Il progetto è parte di una più ampia iniziativa europea tesa a portare la cooperazione e la condivisione di informazioni tra le polizie europee al "next-level" tecnologico, giuridico e investigativo.

La Commissione Europea spinge per la promozione di una "cultura comune" nel far rispettare la legge ma da un diverso punto di vista INDECT e progetti similari appaiono tutto fuorché promettenti: "A quanto ne so si tratta di cose decisamente preoccupanti", dice Stephen Booth del think tank Open Europe, sottolineando che "questi progetti implicherebbero un'enorme invasione della privacy e i cittadini devono chiedersi se l'Unione Europea dovrebbe investirci le loro tasse".

Non bastasse la vastità del progetto INDECT a sollevare questioni non secondarie sul destino della privacy in Europa, secondo quanto sostiene Open Europe il mastodontico database del super-network spione potrebbe finire per costituire la spina dorsale dei sistemi informativi di Joint Situation Centre (SitCen), un misconosciuto corpo di controllo europeo originariamente nato con l'obiettivo di monitorare per 24 ore al giorno la situazione globale, con un focus particolare sulle regioni potenzialmente foriere di crisi, sul terrorismo e la proliferazione delle armi di distruzione di massa.

SitCen è "praticamente l'inizio di un servizio segreto europeo", sostiene Open Europe, una CIA del Vecchio Continente attualmente avvolta nel mistero e che solleva questioni sul destino della privacy dei cittadini, sul framework legale in cui gli "agenti" (umani) sarebbero autorizzati a operare e sul livello di controllo esercitabile sull'agenzia da parte dei singoli stati membri dell'Unione.

Alfonso Maruccia
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7 Commenti alla Notizia INDECT, una precrimine europea?
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  • Questi con la scusa del terrorismo, delle infrazioni al codice della strada, della sicurezza dei cittadini, stanno organizzando una rete di spionaggio in grado di entrare anche nelle nostre case!

    Il pericolo per la democrazia è evidente, chi ha accesso a tali dati può ricattare un'ampia fetta di magistrati, politici, giornalisti e tutori dell'ordine... le vicende di questa estate dovrebbero insegnare qualcosa... e non credano alcuni che si tratti di un problema del solo Berlusconi, tutti chi più chi meno ha qualcosa da nascondere, chi dice che non ha nulla da nascondere o è un bugiardo o non ha ben riflettuto sulle sue azioni!
  • la cosa interessante sarà che i servizi segreti acquisiranno sempre più potere, trasformando ancorpiù i politici in semplici marionette

    poi ovviamente le varie correnti all'interno di tali gruppi di "veri potenti" ingaggeranno lotte senza quartiere col risultato di alzare il livello dello scontro ( anche armato )

    e ovviamente non mancherà chi deciderà di rompere totalmente con una simile società alzando il livello anche dello scontro sociale

    insomma un bel casino

    per esperienza so che il miglior modo di vivere e far vivere è lasciare degli spazi non regolati in cui possano scaricarsi le tensioni sociali

    credere di poter controllare tutto con i computer e i raggi del dolore? vedremoOcchiolino
  • ok, essere spiato... ma che valga per tutti, eh?
    che becchi il rapinatore di banche, l'anarchico bombarolo, ma ANCHE il prete pedofilo, il politico mafioso, il poliziotto che prende le mazzette, etc etc.
    non+autenticato
  • - Scritto da: attonito
    > ok, essere spiato... ma che valga per tutti, eh?
    > che becchi il rapinatore di banche, l'anarchico
    > bombarolo, ma ANCHE il prete pedofilo, il
    > politico mafioso, il poliziotto che prende le
    > mazzette, etc
    > etc.


    Povero ingenuo, ovviamente vale per tutti tranne per chi detiene il controllo delle informazioni derivanti dalle intercettazioni e quindi il reale potere (e ovviamente per i suoi compagni di merende)... sistemi del genere sono la più grave minaccia ad una democrazia che oggi si possano immaginare!
  • Non era solo Orwell ad aver ipotizzato una cosa del genere: ne parlava anche Asimov nel racconto "Tutti i problemi del mondo", in cui il supercomputer Multivac anticipava e preveniva i crimini, di solito con interventi minimi, anche se invasivi per la privacy (tipo: un impiegato di banca guardava con interesse la cassa, chiedendosi se c' era un modo .... ed ecco che gli squillava il telefono, e gli dicevano "Servizio precrimine: prevediamo che lei possa commettere un furto; se lo farà, sappiamo i suoi nascondigli più probabili, e potremmo arrestarla, quindi la invitiamo a desistere ora, per prevenire ulteriori danni: ora esca dalla banca e si prenda una giornata libera, o avviseremo il suo capo che lei è potenzialmente un rischio"). Asimov ne parlava come di una cosa positiva, perchè secondo lui anche per i potenziali criminali avevano dei vantaggi (se le "vittime" venivano avvisate in tempo, il crimine non avveniva, ed il "criminale" evitava la prigione, o se la cavava con una pena più leggera).

    E come dimenticare "Minority report" di Philip Dick? (il racconto era abbastanza diverso dal film, lo consiglio)
    non+autenticato
  • Non lo conoscevo, grazie.
    non+autenticato