Mauro Vecchio

Facebook, addio pubblicità occhiuta

Smantellato il sistema dei beacon che condivideva con terzi i dati riguardanti le preferenze degli utenti. E il social network in blu si dichiara ora profondamente impegnato a difesa della privacy

Roma - Facebook ha ceduto: il suo tanto criticato sistema di pubblicità personalizzata verrà smantellato definitivamente, chiudendo così la class action intrapresa dai 20 cittadini del Texas contro i cosiddetti beacon. Nel momento in cui l'accordo verrà approvato da una corte californiana, pare che il social network si impegnerà nello stanziamento di circa 10 milioni di dollari per mettere in piedi una fondazione indipendente che "investa in progetti ed iniziative volte a promuovere la privacy e la sicurezza online".

I netizen statunitensi avevano fatto causa a Facebook nell'agosto del 2008, accusando il social network di aver violato una serie di leggi tra cui l'Electronic Communications Privacy Act e il Video Privacy Protection Act. Al centro della bufera legale, il sistema di pubblicità che si fondava sui beacon, che condivideva informazioni riguardo alle preferenze degli stessi utenti, comunicandole al di fuori del sito e rendendole note a liste di amici e ad applicazioni terze.

Una grave violazione della privacy, stando all'accusa dei cittadini statunitensi, che si erano scagliati anche contro soggetti coinvolti nel progetto dei beacon, da Blockbuster a Comcast. Il social network in blu aveva così cercato di modificare il discusso sistema pubblicitario, lasciando all'utente la possibilità di scegliere se aderire in modo consapevole. Questo non è bastato ai legali degli attori che non si sono fermati nella propria battaglia.
"Abbiamo imparato molto dall'esperienza dei beacon - ha dichiarato in un comunicato il rappresentante di Facebook Barry Schnitt - perché ha dimostrato quanto possa essere critico il fornire un controllo esteso all'utente su come i propri dati vengano condivisi. Abbiamo inoltre imparato come comunicare efficacemente tutti i nostri cambiamenti all'interno dell'esperienza dell'utente stesso".

Facebook sembra così aver recitato il mea culpa, azzardando anche un profondo impegno a tutela del diritto alla privacy di ogni netizen. "Non vediamo l'ora di creare questa fondazione, con il compito di indirizzare gli utenti della Rete verso un migliore controllo della propria privacy, particolarmente legata alle attività del social networking. Per rendere le loro pratiche online più serene, avendo una maggiore conoscenza e quindi un senso maggiore di controllo".

Mauro Vecchio
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