Mauro Vecchio

Facebook, il brevetto della discordia

Una misconosciuta azienda software statunitense avrebbe capito tutto dei social network nel lontano 2001. Ottenuto il brevetto nel 2007, è partito l'assalto alle tasche del sito in blu nel 2009

Roma - Si intitolava Antisocial Networks un post pubblicato sul blog ufficiale di una non troppo nota azienda software di Baltimora, particolarmente astiosa nei confronti delle attuali reti sociali: colpevoli di aver sfruttato in questi anni un'idea avuta sulle sue scrivanie. WhoGlue ha recentemente intentato causa nientemeno che al gigante Facebook, sostenendo con vigore che il sito in blu abbia violato un suo brevetto ottenuto presso lo US Patent and Trademark Office nel luglio 2007.

"Recentemente - aveva scritto sul sito ufficiale dell'azienda statunitense il CEO Jason Hardebeck - i siti legati al social networking hanno iniziato a realizzare che non è soltanto una questione di facilitare la condivisione di informazioni, ma soprattutto di rendere semplice il controllo di quelle informazioni da parte degli utenti". Sarebbe questa, in sostanza, l'accusa principale mossa al sito di Mark Zuckerberg, che avrebbe modellato le proprie regole sulla privacy sulla base di una visione avuta a Baltimora nel lontano 2001.

"Abbiamo capito tutto questo molto tempo fa - aveva continuato il CEO WhoGlue, azienda posseduta al 33 per cento da Siemens - e, infatti, nel 2001 avevamo depositato un brevetto chiamato algoritmi e metodi per la gestione distribuita delle informazioni personali di relazione". Una definizione certo piuttosto vaga, che porterebbe più o meno qualsiasi sito dal sapore social a violare il suddetto brevetto.
L'azienda di Baltimora avrebbe quindi chiesto ad una corte federale del Delaware di esprimersi sul caso, riconoscendo evidenti danni derivanti dalla violazione del brevetto da parte di Facebook che dovrebbe in seguito fermare ogni attività che coinvolga un progetto non suo. "L'idea che ogni utente deve avere la possibilità di condividere cosa con chi - aveva concluso WhoGlue - sembra così ovvia adesso, ma i grandi social network l'hanno immaginata e realizzata soltanto di recente". La domanda nasce spontanea: perché a Baltimora non l'hanno messa in piedi prima?

Mauro Vecchio
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29 Commenti alla Notizia Facebook, il brevetto della discordia
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  • Il concetto è semplicemente un'estensione delle ACL e/o delle capabilities, a seconda delle implementazioni.
    non+autenticato
  • esistono i brevetti anche per tutelare chi l'idea l'ha avuta diciamo "prima degli altri", o forse è meglio dire chi l'ha depositata prima degli altri, perchè è normale che due o più persone arrivino alle stesse conclusioni (è successo anche per tanti eureka dei più celebri scienziati ) e essendo in molti ad affollare il nostro pianeta, è anche credibile che due persone in luoghi diversi vengano alle stesse deduzioni nel medesimo tempo, la differenza la fa chi oltre a fare dell'idea un business se la mette in cassaforte con un bel brevetto meglio altrimenti, se l'ha diciamo "copiata" può sempre pagare per l'uso, ma fichè non si viene scoperti e/o riconosciuti colpevoli si fanno soldi a palate (dan brown insegna) e anche perchè appena esce i soldi raddoppiano!
    non+autenticato
  • - Scritto da: carmela
    > esistono i brevetti anche per tutelare chi l'idea
    > l'ha avuta diciamo "prima degli altri", o forse è
    > meglio dire chi l'ha depositata prima degli
    > altri, perchè è normale che due o più persone
    > arrivino alle stesse conclusioni (è successo
    > anche per tanti eureka dei più celebri scienziati
    > ) e essendo in molti ad affollare il nostro
    > pianeta, è anche credibile che due persone in
    > luoghi diversi vengano alle stesse deduzioni nel
    > medesimo tempo, la differenza la fa chi oltre a
    > fare dell'idea un business se la mette in
    > cassaforte con un bel brevetto meglio altrimenti,
    > se l'ha diciamo "copiata" può sempre pagare per
    > l'uso, ma fichè non si viene scoperti e/o
    > riconosciuti colpevoli si fanno soldi a palate
    > (dan brown insegna) e anche perchè appena esce i
    > soldi
    > raddoppiano!

    Ed è giusto che sia così. Il primo che realizza l'idea è
    giusto che prenda i soldi. Notare che ho scritto "REALIZZA" non
    che "immagina".
    Altrimenti tutti potrebbero immaginare tutto e pretendere che gli altri
    facciano il lavoro "sporco" guadagnando non avendo fatto nulla.
    non+autenticato
  • E se quelli di facebook avessero letto la pratica presso l'ufficio brevetti e avessero detto: "Che ficata!!! Quasi-quasi la sfrutto nella rete interna dell'università...tanto li chi mi controlla" e poi una volta esploso il fenomeno si fossero sentiti "invulnerabili"?

    Fintanto che il sistema dei brevetti resta in piedi, va rispettato (a prescindere che io lo consideri idiota per come lo interpretano gli americani)...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco
    > E se quelli di facebook avessero letto la pratica
    > presso l'ufficio brevetti e avessero detto: "Che
    > ficata!!! Quasi-quasi la sfrutto nella rete
    > interna dell'università...tanto li chi mi
    > controlla" e poi una volta esploso il fenomeno si
    > fossero sentiti
    > "invulnerabili"?
    >
    > Fintanto che il sistema dei brevetti resta in
    > piedi, va rispettato (a prescindere che io lo
    > consideri idiota per come lo interpretano gli
    > americani)...

    Scusa ma ti rendi conto almeno che facebook è una cavolata come tutti
    i social network??
    E' come voler brevettare l'acqua calda!
    Se non metti un limite a quello che uno può brevettare
    ti ritrovi come succede ora, con dei brevetti cazzata che altro non sono
    che descrizioni di sogni (per esempio uno può brevettare qualcosa che non sa come realizzare ora, poi uno lo realizza fisicamente ed il primo se ne vorrebbe assumere la paternità... semplicemente ridicolo!)
    I furbi (ladri) vanno eliminati dalla terra, altro che rispetto!
    non+autenticato
  • E' solo un bene che sia venuta fuori anche questa magagna.
    Un bene perche' e' un tassello in piu' che serve a far capire agli id10ti che ancora non l'hanno capito, che questo tipo di brevetti serve solo a limitare lo sviluppo.
    Ricordo l'altra recente assurdita': brevetto di Google sulla pagina di ricerca.
    Bene bene, son proprio contento.
    Riassumendo, l'iter mi pare questo: ho un idea, sono troppo pigro per implementarla, la brevetto (cosi' la vedono anche altri), aspetto, tengo sotto occhio chi magari ha avuto la stessa idea (o e' piaciuto il mio brevetto) ed e' stato meno pigro di me, aspetto che facciano soldi, gli faccio causa.
    non+autenticato
  • Quindi posso brevettare "un sistema che premendo contemporaneamnte i tasti A + S + D su una tastiera, succeda una qualsiasi cosa sullo schermo di un elaboratore, sia esso PC Mac, playstation Xbox"

    Ridicoli.
    non+autenticato
  • E perchè no?
    Il "premi per 2 secondi il pennino per far comparire il menu" su Windows mobile è brevettato
    Se non ricordo male anche Apple ha brevettato alcune gestures da fare sul touch pad
    Pensa che perfino le ricette culinarie sono brevettate: "mettere sul fuoco una pentola d'acqua, alla bollitura versare Xkg di pasta e un pugno di sale, dopo 5 minuti scolare la pasta e aggiungere sugo XYZ preparato in questo modo..."
    Wolf01
    3342
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