Alessandro Del Rosso

IBM e Canonical insieme per l'Africa

Le due aziende intendo distribuire in Africa un pacchetto software basato sul sistema operativo Ubuntu Linux, la suite Lotus Symphony e diversi servizi cloud di IBM. Pacchetto pensato per girare su netbook e thin client

IBM e Canonical insieme per l'AfricaRoma - Linux, applicazioni per la produttività open source e cloud computing. Sono questi i principali ingredienti della nuova ricetta informatica preparata da IBM e Canonical per i paesi poveri e in via di sviluppo, primi tra tutti l'Africa.

La collezione di software proposta dalle due aziende comprende la distribuzione Linux Ubuntu, la suite per l'ufficio open source Lotus Symphony e l'IBM Client for Smart Work, che fornisce l'accesso via Web ad alcuni servizi e applicazioni per la produttività e la comunicazione. Il tutto è stato pensato per girare su dispositivi con poche risorse di calcolo, come netbook, thin client e persino smartphone.

Gli utenti che necessitano di servizi e strumenti per la collaborazione possono iscriversi, con abbonamenti che partono dai 10 dollari al mese, al servizio LotusLive.com: questo permette a professionisti e aziende di restare in contatto con partner, fornitori e clienti attraverso servizi di comunicazione, social networking, instant messaging, file sharing e virtual meeting.
"Con questa offerta intendiamo aiutare le imprese che operano in Africa a colmare il digital divide e aggirare gli elevati costi dei PC tradizionali e del software proprietario" ha affermato Mark Shuttleworth, fondatore e CEO di Canonical. Shuttleworth sembra particolarmente azzeccato nel ruolo di partner di questa iniziativa non solo per il suo legame con Ubuntu, una delle distribuzioni Linux desktop più apprezzate dagli utenti finali, ma anche e soprattutto per la sua nazionalità sudafricana (oggi Shuttleworth ha la cittadinanza sia nel Regno Unito, dove abitualmente vive, che in Sudafrica, dove è nato).

Inizialmente IBM distribuirà Client for Smart Work attraverso due Internet provider sudafricani, Inkululeko e ZSL. Il suo principale obiettivo è quello di diffondere il proprio software e quello di Canonical presso enti governativi, scuole, istituzioni e aziende.

La scelta di utilizzare il cloud computing, però, non convince tutti: è noto infatti come in Africa le infrastrutture di rete siano spesso sottodimensionate e lente. Esempio ne è il curioso e recente esperimento che, proprio in Africa, ha visto un piccione battere in velocità una linea ADSL nel recapito di 4 GB di dati. Almeno inizialmente, dunque, l'offerta di IBM e Canonical sembra corteggiare soprattutto le imprese e le istituzioni africane servite da linee veloci e affidabili.

Alessandro Del Rosso
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44 Commenti alla Notizia IBM e Canonical insieme per l'Africa
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  • L'Africa e' un CONTINENTE, e al suo interno c'è molta più varietà di quanta ce ne sia in altri continenti come l'Europa e l'America.

    Passi per le aziende e ai vip in cerca di pubblicità, sarebbe il caso che almeno i giornalisti se ne accorgessero.

    Già, i giornalisti... una specie rara, vero?
    non+autenticato
  • Cito un'episodio significativo. Qualche anno fa un grosso comune della periferia di Torino stringe alcuni gemellaggi con città estere e li fa scrivere sui cartelli all'entrata del centro cittadino.
    Dunque si legge:

    citta 1 (francia)
    citta 2 (germania)
    citta 3 (AFRICA!)

    Sì, anziché mettere la nazione, mettono tutto il continente. E interpellati sulla questione, dicono: "se mettiamo lo stato, nessuno sa di cosa si tratti"...
    non+autenticato
  • Iniziative come queste vanno valutate anche dal punto di vista aziendale: l'intento di IBM, è chiaro, è quello di crearsi una buona base di utilizzatori delle sue piattaforme.
    Anche per Canonical l'obiettivo sembra quello di sperimentare in maniera massiccia il cloud computing. Del resto non hanno mai fatto mistero di puntare molto su questo tipo di tecnologia (vedi eucalyptus).
    In fin dei conti queste operazioni (come quelle più note di MS) hanno sempre un tornaconto concreto per chi le propone: non di pure donazioni si tratta. Quello che conta è che, oltre a dare pesce, gli si insegni anche a pescare; con le licenze GPL questo è più semplice, ma non scontato. Staremo a vedere.
  • Dear Collegues please , see in

    http://wikipazia.org/index.php?title=Tematiche_pri...

    the preliminary info for developing a European Project on CALL FOR AFRICA on MALNUTRITION .

    I hope that you can help me to find appropriated African research partners. Thank you. Very cordially Paolo Manzelli 27/SEPT/09

    pmanzelli@gmail.com ; www.edscuola.it/lre.html
  • I fatti:
    * Ubuntu necessita di pochissime risorse hardware
    * Le poche risorse necessarie per una soluzione desktop minima hanno un costo di produzione ridicolo e possono essere vendute a prezzi molto bassi
    * In Africa qualsiasi connessione non satellitare è praticamente inutilizzabile

    Tutto fa pensare che convenga puntare su un desktop completo di tutti i programmi che possono servire, pur con risorse ridotte.
    Nulla fa pensare che convenga puntare sul cloud computing.

    Di conseguenza IBM e Ubuntu hanno pensato di puntare sul cloud.
    Furbi, vero?
    non+autenticato
  • il cloud computing con linux non ha nessun costo, caro PARRUCCONE, e ti illustro brevemente il perchè.

    cito testualmente il terzo teorema di ALIEN:

    La somma dei costi dei Kb entranti e uscenti da un nodo è sempre pari a zero. Nel caso di utilizzo di macchine Window$, la somma è sempre < 0, perchè la differenza se l'è intascata il DRAGA.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Federico
    [...]
    > * In Africa qualsiasi connessione non satellitare
    > è praticamente inutilizzabile

    Questo pregiudizio sarebbe un "fatto"? lol


    Cordiali saluti
  • - Scritto da: markoer
    > - Scritto da: Federico
    > [...]
    > > * In Africa qualsiasi connessione non
    > satellitare
    > > è praticamente inutilizzabile
    >
    > Questo pregiudizio sarebbe un "fatto"? lol
    >
    >
    > Cordiali saluti

    No, scusami, era solo una mia supposizione. In realtà in Africa ci sono fibre ottiche dappertutto.
    non+autenticato
  • > No, scusami, era solo una mia supposizione. In
    > realtà in Africa ci sono fibre ottiche
    > dappertutto.

    Non lo sapevi? Da decenni gli africani prendono un pò di sabbia, ci sputano sopra, buttano l'impasto nel fuoco e ottengono fibre ottiche gratis, open source, libere da monopoli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome e cognome
    > > No, scusami, era solo una mia supposizione. In
    > > realtà in Africa ci sono fibre ottiche
    > > dappertutto.
    >
    > Non lo sapevi? Da decenni gli africani prendono
    > un pò di sabbia, ci sputano sopra, buttano
    > l'impasto nel fuoco e ottengono fibre ottiche
    > gratis, open source, libere da
    > monopoli.

    Chissà come mai non lo fanno anche per ottenere i vaccini.
    Shiba
    4103
  • - Scritto da: Federico
    > - Scritto da: markoer
    > > - Scritto da: Federico
    > > [...]
    > > > * In Africa qualsiasi connessione non
    > > satellitare
    > > > è praticamente inutilizzabile
    > >
    > > Questo pregiudizio sarebbe un "fatto"? lol
    > >
    > >
    > > Cordiali saluti
    >
    > No, scusami, era solo una mia supposizione. In
    > realtà in Africa ci sono fibre ottiche
    > dappertutto.

    A parte il solito luogo comune di accomunare un continente così diverso e sterminato come l'Africa - non vorrai paragonare Egitto o Sud Africa con l'Uganda, che ne so... è come paragonare la Finlandia con l'Albania e parlare di "Europa", lol -, fibre ottiche ce ne sono eccome.

    Il gran problema è il centro-Africa, ma sulle coste (soprattutto quella ovest) la connettività non è malvagia ed è . E la connessione più utilizzata è il GPRS. Il mobile è usato molto più che da noi, persino per transazioni monetarie. http://en.wikipedia.org/wiki/M-Pesa


    Cordiali saluti
  • Lascia stare Kissinger che sa tutto lui! In Africa hanno i baobab wifi a 100mbit! E le piramidi in realtà sono delle centrali di trasmissione wi-max.
    non+autenticato
  • Vivo in Kenya.

    La connessione più usata è gprs /umts /edge.

    La velocità è migliorata tantissimo specialmente da luglio 2009, quando è entrato in funzione il cavo sottomarino che collega l'east Africa con gli emirati arabi.

    Il problema sono i costi. Attualmente l'offerta va dai circa 8 scellini a megabyte (circa 8 centesimi per megabyte) fino a 2 scellini a megabyte (2 centesimi). Per usufruire di quest'ultima offerta bisogna comprare 1 gb di dati prepagati, al costo di 2.500 scellini (25 euro) http://safaricom.co.ke/index.php?id=613

    Lo stipendio medio di un Keniota è di 60 euro al mese, e mediamente ha 4 figli. Il costo medio della scuola secondaria in Kenya è di 200 euro l'anno.

    L'iniziativa di IBM e CANONICAL è lodevole e potrebbe dare una bella spinta al Kenya, ma bisogna fare i conti con SAFARICOM (Vodafone)
    non+autenticato
  • - Scritto da: NiKenya
    > Vivo in Kenya.
    >
    > La connessione più usata è gprs /umts /edge.
    [...]

    Grazie per la testimonianza diretta e per confermare quello che dicevo Occhiolino

    Conosco la situazione...


    Cordiali saluti
  • Guarda che ha confermato giusto il contrario: 25 euro per 1 gb!! non coverrebbe il cloudcomputing neanche con il tenore di vita di noi europei figuriamoci per un africano da 60 € al mese di stipendio.
    non+autenticato
  • Ma da quando la suite Lotus Symphony è open source?
    A me non risulta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ombra85
    > Ma da quando la suite Lotus Symphony è open
    > source?
    > A me non risulta.

    La base è Open.
    Poi quello che venderanno insieme (es: ViaVoice) nel package alle aziende ... No!
    non+autenticato
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