Giorgio Pontico

GGF in bancarotta, la Baia è sola

L'acquirente di TPB è in bancarotta. Difficile che l'affare si concluda entro i termini stabiliti dal CEO. Intanto sorgono altri dubbi sulla trasparenza dei giudici del processo di appello

Roma - È un mare sempre più burrascoso quello che circonda la Baia dei Pirati. L'azienda che si era proposta di acquistare e legalizzare il famoso tracker è ufficialmente in bancarotta: tutti i beni del CEO di Global Gaming Factory, Hans Pandeya, sono stati posti sotto sequestro per ordine di un tribunale svedese.

Da qualche tempo le difficoltà finanziarie dell'azienda svedese si stavano facendo sempre più evidenti: continui rinvii e sospensioni del titolo sui listini nazionali avevano posto seri dubbi sul completamento dell'acquisizione di TPB.

Adesso la verità sembra essere finalmente emersa: GGF non si è dimostrata quel soggetto solido descritto da Pandeya, il quale ha comunque dichiarato di voler ricorrere in appello e che l'acquisto della Baia si concluderà il 30 settembre. Non è dunque chiaro da quale sponsor proverranno i 5,5 milioni di euro promessi a luglio: al momento della dichiarazione di bancarotta il conto di GGF segnava un rosso di 130mila dollari e alcuni partner che avrebbero dovuto essere coinvolti nel progetto The Pay Bay avevano lamentato il mancato rispetto dei contratti da parte di Pandeya.
La battaglia legale di GGF fa il paio con quella che continua a sostenere la stessa Baia, nel cui caso è ancora una volta la trasparenza della corte a tenere banco. Due dei tre giudici incaricati di presiedere il processo di appello alla sentenza di aprile sarebbero, secondo i legali di TPB, membri di associazioni pro-copyright: un'eventualità già verificatasi durante il primo grado di giudizio.

I giudici Ulrika Ihrfelt e Christina Boutz sono in effetti legate ad alcune lobby svedesi: proprio per questa ragione Ihrfelt era stata rimossa dall'incarico di indagare sui legami con associazioni simili intrattenute dal collega Tomas Norström, che aveva emesso la sentenza di primo grado. Allontanatasi definitivamente la possibilità di ripulirsi la fedina penale, per la Baia ormai sembrerebbe non esserci via di scampo: il fuoco incrociato della legge colpisce senza sosta sotto la linea di galleggiamento e il mancato intervento di GGF potrebbe rivelarsi fatale.

Giorgio Pontico
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18 Commenti alla Notizia GGF in bancarotta, la Baia è sola
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  • o meglio che succederà? chiuderà? verrà abbandonata a se stessa? adesso non è su un server a cui non hanno ancora detto niente?
    non+autenticato
  • - Scritto da: peppolo
    > o meglio che succederà? chiuderà? verrà
    > abbandonata a se stessa? adesso non è su un
    > server a cui non hanno ancora detto
    > niente?

    Nonostante: i loro ex-padroni siano stati incriminati e abbiano lasciato, l'azienda che voleva trasformarla in The Pay Bay è misteriosamente fallita, ci siano state più e più volte richieste d'isolarla dalla rete, il galeone è ancora in mezzo al mare e continua le sue funzioni come sempre.
    I casi sono due: o è tutta una montatura, oppure, quel portale è diventato immortale e non controllabile dalle leggi terrene.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonymous
    > I casi sono due: o è tutta una montatura, oppure,
    > quel portale è diventato immortale e non
    > controllabile dalle leggi
    > terrene.

    Buona questa!!! Potrebbe essere caduta sotto il controllo di Jobe Smith (The Lawnmower Man)
    non+autenticato
  • Ma un ricorso al giudice di legittimità come la nostra cassazione in Svezia non esiste?
    non+autenticato
  • in effetti..tutti 'sti giudici collusi, e nessuno fa nulla? la cosa ha dell'incredibile..ok, in Italia figurarsi..ma lì in Svezia nessuno sta cercando di nascondere nulla..si sa che questi giudici erano legaty alle lobby discografiche..e la cosa pazzesca è che li lasciano giudicare alla luce del sole!
    non+autenticato
  • Anche ci fosse, è quasi certo che verrebbero giudicati da altri giudici collusi.
    E' stato pianificato ma in modo troppo sfacciato.
  • Un consiglio spassionato alle major che la vorrebbero chiusa. Ricordatevi Napster...
    Se volete combattere realmente la pirateria non avete che da abbassare i prezzi (e non il contrario, come state stupidamente cercando di fare). Guardate AppStore: vende software, un prodotto dell'ingegno che si vende da mezzo secolo. 2 miliardi di applicazioni in poco più di un anno. Imparate da loro come si fa: prezzi ridotti a 1/10 e la gente compra quasi 5 mila applicazioni al minuto, e sono solo un gruppetto di 50 milioni.
    Non insistete con i vecchi modelli dell'era pre-Internet, altrimenti vi ritroverete estromessi dalla distribuzione dei contenuti.
    ruppolo
    33147
  • Non sono un fan di Apple, AppStore o iTunes, ma una idea che hanno avuto è veramente buona (secondo me): includere i dati del cliente nel file venduto (magari anche in forma criptata con steganografia)

    Così l' utente non perde nessuno dei suoi diritti (può usare il file dove vuole), e ci riflette un attimo prima di diffondere il file (sarebbe facilissimo risalire a lui e fargli pagare i danni). Inoltre, se il file finisce su un circuito P2P è facile seguirlo e stabilire quante copie illecite sono state fatte. Non c' è neanche violazione della privacy, perchè è stato l' utente stesso a divulgare volontariamente il file con i suoi dati.

    Infine, mentre craccare un DRM è sempre possibile (posso fare infiniti tentativi, finchè non funziona), craccare un watermark è difficile, perchè non c' è modo di sapere se il watermark è stato rimosso finchè non provi a diffonderlo e ti vedi arrivare la multa a casa. Infine, teoricamente tutto il sistema si può fare anche con software ed hardware "aperto" (il sistema di watermark è del tutto indipendente da quello di riproduzione)

    Se questo sistema si diffonde, forse è la volta buona che ci liberiamo per sempre di DRM, hardware blindato e software proprietario.
    non+autenticato
  • Secondo me non è questione di DRM o watermark. Ho amici che hanno l'iPhone, e la possibilità di pagare un'applicazione 1 euro, o un gioco 5 euro, e si parla di programmi veramente validi (vedi ad esempio i giochi di gameloft), o un brano musicale 99 centesimi (prova a pensare quanto costa un cd di un singolo), fa gola a chi ci tiene a pagare il giusto per ciò che ottiene.
    Chi scarica non caccerebbe fuori un singolo euro comunque...
    non+autenticato
  • Credo che anche i watermarks sarebbero rimuovibili, confrontando 3 versioni dello stesso file.
  • Ma tu ti compreresti 3 versioni dello stesso file, solo per poterlo poi passare ad altri (e senza guadagnarci nulla)?
    non+autenticato
  • 3 Io? Ma neanche una sola, ma sta tranquillo che in qualche modo i cracker le trovano, 3 versioni, magari con qualche virus che gli spedisce i files da PC di gente ignara.
    Considerando di individuare le porzioni significative del watermark dal confronto dei files (considero solo files in chiaro), 3 versioni sono necessarie per una versione "pulita", prendendo due porzioni uguali su 3, ma 2 versioni secondo me bastano per un risultato in cui semplicemente offuschi le porzioni diverse.
    Se la POSIZIONE del watermark é invece il codice ed é ridondante, forse é meglio usare 3 versioni, ma credo ancora una volta che 2 siano sufficienti.
  • E se il file viene codificato ogni volta in modo un po' diverso? magari con cambiamenti minimi? ad esempio, in un film potrei cambiare di pochissimo la luminosità, inserire o togliere una riga sul fondo di ogni fotogramma, o fare altri cambiamenti impercettibili per l' utente, ma che costringono il sistema di compressione a lavorare in un modo un po' diverso. In questo modo i files saranno radicalmente diversi, a livello di byte (magari avranno anche lunghezza diversa) ed il sistema di ricerca delle differenze andrebbe in tilt.
    non+autenticato
  • Eh, qua mi freghi, perché anche ricampionando i files "normalizzandoli", con probabile perdita di qualità, sarebbe impossibile arrivare a files che differiscano solo per il watermark. Il watermark stesso potrebbe essere stato rimosso dal ricampionamento/normalizzazione, a quel punto, ma sarebbe difficile o impossibile esserne sicuri.
    Aggiungere o togliere poche righe o colonne ai lati è fattibile, ma limitato (eppure fa già una bella differenza contro la contraffazione). Però la variazione minima di luminosità o contrasto mi frega completamente. Ci penserò!
  • > Il watermark
    > stesso potrebbe essere stato rimosso dal
    > ricampionamento/normalizzazione, a quel punto, ma
    > sarebbe difficile o impossibile esserne
    > sicuri.

    Questo è il punto di forza, rispetto al DRM: con il DRM, puoi essere sicuro di averlo tolto, perchè ti basta provare il file su un lettore che supporti il DRM e vedere se funziona, con il watermark l' unico modo per saperlo è aspettare la multa (e, oltre a costare caro, il produttore verrebbe a sapere come hai provato a modificare il file, e se si accorge che ti stai avvicinando alla soluzione modifica il sistema)
    non+autenticato
  • Ma perche', lasciare agli utenti la liberta' di fare quel cacchio che vogliono con i prodotti che pagano non e' meglio?

    Perche' devo continuamente subire forme di controllo, non trasparenti e che quindi possono contenere informazioni che io non desidero vengano "registrate"? si e' parlato di steganografia, e la cosa mi fa un po paura a dire il vero.
    E come registrare tutti i coltelli prodotti nel mondo con un seriale nascosto e registrare i possessori, cosi' se quel coltello viene usato per un omicidio sappiamo chi e' il colpevole.

    Quoto:
    l' utente non perde nessuno dei suoi diritti:

    > (può usare il file dove vuole), e ci riflette un
    > attimo prima di diffondere il file (sarebbe
    > facilissimo risalire a lui e fargli pagare i
    > danni).

    questo significa che se voglio far provare un software ad un amico, se qualcuno se ne accorge, dovro' pagare i danni?


    Inoltre, se il file finisce su un
    > circuito P2P è facile seguirlo e stabilire quante
    > copie illecite sono state fatte. Non c' è neanche
    > violazione della privacy, perchè è stato l'
    > utente stesso a divulgare volontariamente il file
    > con i suoi dati.

    Su questo non sono d'accordo: quante volte gli utenti normali sono vittime di attacchi, o magari mettono in condivisione involonariamente del materiale?
    La violazione della privacy c'e': la copia del file E' MIA. io l'ho comprata e pretendo che nessuno mi rompa le scatole se ci faccio questo o quello. Ricordo che l'utilizzo di un software da parte di un privato, senza scopo di lucro, fino a qualche hanno fa non era reato. Da quando e' entrata in vigore la nuova legge, non credo che siano aumentate le licenze di software vendute.

    Io credo solo una cosa: la comunita' non si batte.
    Si possono usare watermark, crittazione, steganografia o quello che volete.. la rete vince sempre.
    Come diceva qualcuno,piu' o meno, puoi creare un sistema di sicurezza perfetto ma un ragazzino di 12 anni svedese lo buchera'.

    Il vero crimine e' vendere cultura a caro prezzo.
    Io vivo in irlanda e credetemi, la pirateria qui NON ESISTE.
    Un cd lo compro a 7 euro e non c'e' nessuna protezione del cacchio che mi impedisca di farci quello che mi pare.
    3 film in DVD, li compro a 30 euro.
    Mai visto gente comprare un CD pirata. ho visto sempre e solo gente conoscere nuova musica tramite strumenti p2p e successivamente supportare L'ARTISTA andando ai concerti e comprando i CD, venduti a prezzo onesto.

    Ritengo che la pirateria sia un ottimo modo di diffondere cultura. Personalmente io ho cominciato a supportare artisti che non avrei mai ascoltato o software che non avrei mai comprato senza scaricarlo prima.

    Le major restano attaccati ad un sistema obsoleto che di fatto le taglia fuori dai giochi e cercano di monitorare la nostra liberta' di fare quello che ci pare con un qualcosa che e' tuo!
    In futuro, andando di questo passo, si creeranno, e si miglioreranno, sistemi veramente non controllabili da nessuno (piccolo esempio possono essere le reti VPN private ed esempio ancora piu' piccolo il progetto TOR) e li si non ci sara' piu' niente da fare.
    Se le major vogliono la guerra, la perderanno.. in un modo o nell'altro.

    Cacchio quanto ho scritto, scusate il commento prolisso.
  • > Perche' devo continuamente subire forme di
    > controllo, non trasparenti e che quindi possono
    > contenere informazioni che io non desidero
    > vengano "registrate"?

    Almeno queste informazioni restano sul TUO computer, e nessuno le legge se non vuoi tu. Se vuoi sbarazzartene, hai solo da cancellare il file che le contiene (magari una volta ascoltato il brano non ti interessa conservarlo, allore lo cancelli ed è tutto finito). Non è la soluzione ideale, sono d' accordo, ma mi sembra un compromesso migliore di altri: io per principio rifiuto il DRM, perchè non voglio avere un apparecchio fatto deliberatamente per ostacolarmi, ma non ho nulla in contrario ad avere qualcosa che può essere identificato in caso di uso improprio.

    > si e' parlato di
    > steganografia, e la cosa mi fa un po paura a dire
    > il vero.

    Scusa, la tua macchina non ha un numero sul telaio ed un numero di targa? Qui il concetto è simile: tu compri un bene registrato.

    E comunque, i dati nascosti non si trovano in un file eseguibile, non possono attivarsi da soli (per installarti un rootkit, ad esempio), mentre una tecnologia DRM può farlo (vedasi il caso Amazon e Kindle)

    >
    > E come registrare tutti i coltelli prodotti nel
    > mondo con un seriale nascosto e registrare i
    > possessori, cosi' se quel coltello viene usato
    > per un omicidio sappiamo chi e' il
    > colpevole.
    >

    Per le auto è così, per le moto è così, per le pistole è così, e mi sembra che nessuno si lamenti.


    > Quoto:
    > l' utente non perde nessuno dei suoi diritti:
    >
    > > (può usare il file dove vuole), e ci riflette un
    > > attimo prima di diffondere il file (sarebbe
    > > facilissimo risalire a lui e fargli pagare i
    > > danni).
    >
    > questo significa che se voglio far provare un
    > software ad un amico, se qualcuno se ne accorge,
    > dovro' pagare i
    > danni?
    >

    No. In primo luogo, non stavamo parlando di programmi, ma di contenuti multimediali, comunque il concetto è simile: quando il tuo amico apre il programma, si vede apparire una schermata con la scritta "questo programma è concesso in licenza a..." (è una cosa che si fa da tempo, solo che per il momento è possibile aggirare questa limitazione copiando il disco di installazione, anziche il programma installato).

    Il tuo amico può provarlo quanto vuole, ma se lo mette su una rete p2p, ne rispondi tu; quindi, se ti fidi del tuo amico puoi fargli provare il programma (o imprestargli il film o la musica), cosa che il DRM non permette, ma solo se ti garantisce che poi lo cancellerà.

    In pratica, il rispetto delle condizioni di licenza (che, se hai comprato quel prodotto, hai accettato) è affidato a te, non ad una tecnologia DRM.

    Le condizioni della licenza possono essere discutibili, ma se sono quelle, e io le ho accettate, preferisco prendermi la responsabilità io (e rispondere di eventuali violazioni davanti ad un giudice) piuttosto che affidarmi a tecnologie che limitano la mia libertà (e che non sono "neutrali", ma sono controllate dalle major)


    >
    > Su questo non sono d'accordo: quante volte gli
    > utenti normali sono vittime di attacchi, o magari
    > mettono in condivisione involonariamente del
    > materiale?
    >

    Definizione di colpa: un danno causato da negligenza, imperizia o imprudenza.

    In altre parole: se hai accettato di comprare un contenuto digitale a condizione di non divulgarlo ad altri, FAI UN PO' DI ATTENZIONE, ACCIDENTI! Controlla che cosa condividi (e se metti in condivisione inavvertitamente dei files riservati? ad esempio la cartella dove archivi la posta? quando commetti un errore ne paghi le conseguenze, no?), oppure archivia la musica su un disco esterno, e scollegalo se hai paura di beccarti un virus. Se non sei capace di prendere qualche precauzione, altri si offriranno di prenderle al posto tuo (trusted computing, cloud computing...), e non mi sembra una buona soluzione.

    > La violazione della privacy c'e': la copia del
    > file E' MIA. io l'ho comprata e pretendo che
    > nessuno mi rompa le scatole se ci faccio questo o
    > quello. Ricordo che l'utilizzo di un software da
    > parte di un privato, senza scopo di lucro, fino a
    > qualche hanno fa non era reato. Da quando e'
    > entrata in vigore la nuova legge, non credo che
    > siano aumentate le licenze di software
    > vendute.

    La situazione, per il software e per i contenuti multimediali, non è proprio la stessa. Il software è uno strumento, e come tale deve poter essere adattato alle mie esigenze specifiche (installato su quanti computer voglio, modificato se necessario, passato agli altri per avere sistemi informatici compatibili ecc...). Tutti questi punti non valgono (o valgono solo in parte) per i contenuti: tu puoi modificare un film? Non è tanto facile, perchè per girare di nuovo le scene modificate ti servirebbero gli stessi attori. Ti è utile che tutti possano vedere il film che hai visto tu?

    Non è come per il software, dove magari io posso essere interessato a passare linux agli altri così poi possono sviluppare del software che potrò usare anche io.



    > Il vero crimine e' vendere cultura a caro prezzo.

    D' accordo, ma certi tipi di musica o di film non si possono considerare cultura, sono intrattenimento (anche se la distinzione non è ben definita)

    > Io vivo in irlanda e credetemi, la pirateria qui
    > NON ESISTE.
    >
    > Un cd lo compro a 7 euro e non c'e' nessuna
    > protezione del cacchio che mi impedisca di farci
    > quello che mi pare.
    >
    > 3 film in DVD, li compro a 30 euro.
    > Mai visto gente comprare un CD pirata. ho visto
    > sempre e solo gente conoscere nuova musica
    > tramite strumenti p2p e successivamente
    > supportare L'ARTISTA andando ai concerti e
    > comprando i CD, venduti a prezzo
    > onesto.

    Questa è una scelta dell' artista, se si dimostrerà vincente altri seguiranno questo esempio (speriamo!)

    >
    > Ritengo che la pirateria sia un ottimo modo di
    > diffondere cultura. Personalmente io ho
    > cominciato a supportare artisti che non avrei mai
    > ascoltato o software che non avrei mai comprato
    > senza scaricarlo
    > prima.
    >


    > Le major restano attaccati ad un sistema obsoleto
    > che di fatto le taglia fuori dai giochi e cercano
    > di monitorare la nostra liberta' di fare quello
    > che ci pare con un qualcosa che e'
    > tuo!

    Dipende se tu hai comprato il contenuto o la licenza, e che tipo di licenza è. Alcuni tipi di licenza sono in declino (come le licenze EULA per il software), altri no.

    > In futuro, andando di questo passo, si creeranno,
    > e si miglioreranno, sistemi veramente non
    > controllabili da nessuno (piccolo esempio possono
    > essere le reti VPN private ed esempio ancora piu'
    > piccolo il progetto TOR) e li si non ci sara'
    > piu' niente da
    > fare.

    Tranne creare sistemi di intercettazione più efficaci... non ci guadagna nessuno.

    > Se le major vogliono la guerra, la perderanno..
    > in un modo o
    > nell'altro.

    Probabilmente il mondo sarà migliore senza di loro.
    non+autenticato