Mauro Vecchio

USA, una zarina del copyright per Obama

Si chiama Victoria Espinel e ha masticato a lungo proprietà intellettuale e affari internazionali. E' lei l'IP-czar voluto dal Presidente per dirigere l'orchestra del diritto d'autore

Roma - Alla fine, lo zar della proprietà intellettuale si è mostrato al Congresso degli Stati Uniti con un profumo di donna: Victoria A. Espinel è stata recentemente nominata primo IP czar a stelle e strisce. "Congratulazioni a Victoria Espinel - ha annunciato in un comunicato ufficiale Gigi B. Sohn, presidente di Public Knowledge, gruppo di legali specializzati in diritto digitale - per la sua nomina a Intellectual Property Enforcement Coordinator. Siamo convinti che sarà imparziale nel suo futuro approccio ai temi principali riguardanti l'applicazione della proprietà intellettuale".

Victoria Espinel è, quindi, la donna scelta dal Presidente Barack Obama per dirigere l'orchestra a tutela del diritto d'autore, sia a livello nazionale che internazionale. "Queste tre personalità - ha dichiarato Obama riferendosi anche ad ulteriori due nomine in Congresso - hanno l'abilità e l'esperienza richieste dai loro rispettivi incarichi. Sono certo che serviranno a dovere il popolo statunitense e non vedo l'ora di iniziare a lavorare con loro".

Espinel è stata ricercatrice alla George Mason University School of Law, dove si è specializzata in temi legati alla proprietà intellettuale e agli affari internazionali. Nel suo curriculum presentato dallo staff della Casa Bianca anche un ruolo di consigliere nel diritto d'autore per la Senate Judiciary Committee e la House Judiciary Committee. Nel 2005, poi, la nuova zarina ha offerto la sua professionalità all'Office of the US Trade Representative.
Un iter professionale che è dunque piaciuto all'amministrazione Obama, pronta a dare un volto all'IP czar istituito da George W. Bush nell'ultimissimo periodo del suo mandato. Il cosiddetto Pro-IP Act richiederà a Espinel di aprire un filo diretto con il Presidente e il Congresso, per riportare ogni sorta di programma volto alla tutela della intellectual property. Per la definitiva ufficialità, ora, si attende il sì del Senato. Poi, gli Stati Uniti del diritto digitale incoroneranno la nuova zarina.

Mauro Vecchio
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