Claudio Tamburrino

Italia, per aggiustare il diritto d'autore

Il deputato Cassinelli presenta una proposta per modificare la legge sul diritto d'autore. Inseguendo Web 2.0, digitalizzazione e UGC. Tentando di spezzare le catene dei DRM

Roma - È in attesa della prima lettura della Camera un progetto di legge del deputato Cassinelli, dal titolo "Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di libere utilizzazioni di contenuti protetti da diritto d'autore".

La proposta, che secondo quanto riferito dall'avvocato Marco Scialdone che vi ha collaborato, riprende in parte il lavoro svolto dalla Commissione Gambino sul diritto d'autore e le nuove tecnologie, tocca il rapporto tra diritto d'autore, libere utilizzazioni, digitalizzazione del materiale delle biblioteche, web 2.0 e DRM. Tutti argomenti che vogliono essere trattati in nome del "giusto equilibrio tra le pretese dei titolari dei diritti e quelle degli utenti dei materiali protetti", afferma Cassinelli, già autore di numerose proposte di legge volte a correggere alcune storture evidenziate dai cittadini della rete.

Rifacendosi alla direttiva europea 2001/29/CE in materia di diritto d'autore e società dell'informazione e al libro verde sul "diritto d'autore nell'economia della conoscenza", la proposta di legge cerca di mettere mano alla legge italiana del 1941, cercando da un lato di assecondare movimenti già intrapresi da privati, come quello della digitalizzazione del patrimonio culturale delle biblioteche, dall'altra di legittimare alcuni elementi della digital life come gli user generated content.
Alla questione della digitaliazzazione dei materiali presenti nelle biblioteche e alla loro distribuzione elettronica sono destinate le modifiche degli articoli 68, 69 e 71 che cercano di ampliare le facoltà e le eccezioni al diritto d'autore concesse alle biblioteche.

Si prevede inoltre di estendere le possibilità di riproduzione per uso personale del materiale contenuto nelle biblioteche e ancora in catalogo, ma prevedendo un prezzo forfettario (che le biblioteche pagherebbero annualmente ai detentori dei diritti). Si allargherebbero inoltre le eccezioni per l'utilizzazione libera delle opere per finalità didattiche, di ricerca scientifica, critica o discussione, per il momento limitate ad estratti dell'opera utilizzata.

È possibile che attirerà critiche, tuttavia, la proposta di modifica dell'art. 69 comma 2, che prevede un "equo compenso per i prestiti effettuati dalle biblioteche e discoteche dello Stato e degli enti pubblici" (anche se fatta eccezione per le biblioteche universitarie e di istituti e scuole), per cui sarebbe istituito un "fondo per il diritto di prestito pubblico", i cui criteri di ripartizione da parte di SIAE dovrebbero essere previsti dal Ministero per i beni e le attività culturali sentite le associazioni di categoria interessate.

La proposta di legge parla anche di "applicazioni web 2.0, quali blog, podcast, wiki o video sharing" fino ad arrivare a trattare degli UGC: "questi contenuti, realizzati a partire da opere esistenti, costituiscono la nuova modalità di scrittura delle giovani generazioni, il modo in cui esse commentano gli
accadimenti, esprimono sdegno, entusiasmo o approvazione". Cassinelli propone di "fornire un quadro normativo diverso" capace di tutelare "i nuovi linguaggi abilitati dalla tecnologia" senza "l'imposizione di un sacrificio dei diritti
degli autori" e nel contempo di "salvaguardare quella libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero che, in ogni modo e forma, è tutelata dalla nostra Carta costituzionale".

Il progetto chiude affrontando lo spinoso argomento della copia privata in relazione ai sistemi DRM: limita tali sistemi alla presenza di accordi contrattuali e afferma, con la modifica dell'art. 71, la liceità del superamento dei blocchi imposti dai detentori dei diritti, "se per uso personale, senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali". In questi casi, inoltre, prevede in capo ai titolari dei diritti l'obbligo a provvedere a rimuovere l'eventuale misura di protezione.

Claudio Tamburrino
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38 Commenti alla Notizia Italia, per aggiustare il diritto d'autore
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  • Io ho trattato per un giornale l'argomento delle radio web e dei diritti d'autore. Mi sono occupato di DRM e quant'altro. E onestamente l'articolo mi sembra troppo semplicistico.
    Solo per le radio web (che sono poi una briciola nel marasma dei diritti d'autore) c'erano casi e controcasi, orpelli e orpellini, cavilli e cavillini.
    Ora qui è fatta semplice semplice e non dice praticamente nulla su cosa accadrà o su cosa davvero cambierà.
    Inoltre come ha detto giustamente qualcuno, questa è una proposta, che se già +è confusionaria la proposta chissà cosa succede dopo, prima di dire se va bene o meno attenderei di vedere cosa esce dalle varie discussioni e soprattutto come poi quello che esce verrà applicato, cosa che riserva sempre molte sorprese.
    In ogni caso ho paura che se in paesi più avanti di noi, una seria riforma del diritto d'autore non si riesce a fare, dubito che nel nostro si possa (mi pare che è l'attuale capo del governo ad aver ammesso di non capire nulla di internet e come un governo/parlamento può avere a cuore le sorti di un mezzo se il suo esponente principale non lo usa, non lo conosce ed evidentemente non lo apprezza?)
    non+autenticato
  • il diritto d'autore e' un male sempre e in ogni caso e' un residuo del colonialismo e la proprietà intellettuale e' una vergogna!!!


    Vi narrerò una storia strana
    quella di un re di origine texana
    al comando di un gruppo di criminali
    uniti tra loro da sporchi ideali
    conquista del mondo tra le sue risorse
    sfruttamento zone rosse
    sembrava un romanzo ma è tutto vero
    compreso un finale tintodi nero

    per non dimenticare quello che è stato
    un omicidio globalizzato
    dal sangue sparso per le città
    non ci saranno inchini a sua maestà

    continuerà con questa storia
    ho sempre sofferto i vuoti di memoria
    causati dal male l'informazione
    la voce distorta difende il padrone
    trasforma quel giorno in gran successo
    tralascia i pestaggi gli arresti il decesso
    ci mostra la cena tra i capi di stato
    ma tra le portate c'è un morto ammazzato

    e tra le lacrime e le botte ho visto anche morire
    per una sigla che non so che cosa voglia dire
    WTO viva il terrorismo organizzato
    non può essere che questo il suo significato
    non+autenticato
  • ...mi sto leggendo il testo della proposta, ma quello che vedo non mi piace.

    Non si parla da nessuna parte di ridurre la durata del diritto d'autore, che al momento rende piu' agli eredi dei titolari dei diritti, piuttosto che gli autori materiali di un'opera. In compenso RICICCIA l'obrobrio di far pagare i diritti al prestito in biblioteca.

    Manca soltanto l'introduzione del diritto connesso all'uso del libro e possiamo dire addio alla civilta' cosi' come la conosciamo.

    GT
  • Ma che rivoluzione, questa proposta legittima de facto la SIAE coinvolgendola nelle solite logiche di "ripartizione"... non esiste rivoluzione se rimangono ancora i baluardi di antichità che ancorano la diffusione della cultura ad un modello vecchio di 70 anni.
    non+autenticato
  • Sinceramente, se la proposta effettivamente è come la descrive Tamburrino, non è affatto male. Sarà da vedere in concreto come si propone di proteggere gli UGC e di permettere maggiori eccezioni al diritto d'autore per le biblioteche, e le riproduzioni a fini di commento/critica.

    Sicuramente, però, è molto pericoloso e sbagliatissimo, l'aver reinserito la tassa sul prestito bibliotecario che NESSUNO vuole. Se non i soliti giganti editoriali con troppo grasso addominale. Tutte le biblioteche civiche, e in modo particolare quelle piccole, gestit3 da volontari, con pochissimi soldi, rischiano di dover smettere di comprare libri (se non addirittura razionare i prestiti) per sopravvivere. E' assurdo.
    non+autenticato
  • fosse quello della musica e dei libri di fantascenza il problema della siae!
    il problema e' il WTO e il TRIPS!!!
    non+autenticato
  • Come fanno a sapere chi deve avere i diritti?

    Se viene prestato il Vangelo, mandano i soldi in Paradiso?
  • - Scritto da: pippo75
    > Come fanno a sapere chi deve avere i diritti?
    >
    > Se viene prestato il Vangelo, mandano i soldi in
    > Paradiso?

    i diritti si pagano fino a 70 anni dopo la morte ell-untimo coautore. I risorti non contano.
    non+autenticato
  • > i diritti si pagano fino a 70 anni dopo la morte
    > ell-untimo coautore. I risorti non
    > contano.

    muahhahahah!
    e perche' no? Attento che dal vaticano proporranno una clausola apposta.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Attonito
    > i diritti si pagano fino a 70 anni dopo la morte
    > ell-untimo coautore. I risorti non
    > contano.
    Eh, mica così facile. Chi ha tradotto l'opera? Chi ha inserito commenti e note? Oppure chi l'ha eseguita? (parlo di musica suonata in pubblico da una orchestra e registrata)
    A quanto mi risulta questo aggiunge uno "strato" di diritto che ostacola la diffusione e fruizione dell'opera.
    non+autenticato
  • - Scritto da: OldDog

    > Eh, mica così facile. Chi ha tradotto l'opera?
    > Chi ha inserito commenti e note? Oppure chi l'ha
    > eseguita? (parlo di musica suonata in pubblico da
    > una orchestra e
    > registrata)
    > A quanto mi risulta questo aggiunge uno "strato"
    > di diritto che ostacola la diffusione e fruizione
    > dell'opera.

    Sono normati, se vuoi una pletora di libri i cui diritti sono tutti scaduti (compresi traduzione, ecc., ecc.) vai su liber liber.
    2678
  • - Scritto da: pippo75
    > Come fanno a sapere chi deve avere i diritti?


    Non c'è nessun altro, come hanno già linkato sopra le biblioteche pagano già circa 3 milioni di euro l'anno alla SIAE per il prestito dei libri.
    2678
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