Claudio Tamburrino

Microsoft, quell'autenticazione è originale

Ribaltata la sentenza che condannava Redmond a pagare 388 milioni di dollari per violazione di brevetto. Il caso era infondato. E la cifra eccessiva

Roma - La corte distrettuale di Rhode Island ha ribaltato una precedente sentenza che condannava Microsoft a pagare una multa di 388 milioni di dollari per infrazione di brevetto.

Il caso vedeva Redmond accusata dalla piccola azienda Uniloc, che affermava che aver brevettato una procedura di autenticazione per software molto simile a quella adottata da Microsoft per le copie di Windows XP, Windows 2003 e Office. Ric Richardson, titolare del brevetto e fondatore di Uniloc (finanziata con i soldi di una sua precedente invenzione: il cordino per tenere gli occhiali attaccati al collo), affermava inoltre di aver mostrato una copia del suo software a Microsoft nel 1993 e che BigM non avrebbe voluto pagare per ottenere la licenza.

Nel nuovo grado di giudizio, non solo il giudice ha accolto la difesa che riteneva eccessiva la somma pattuita (non chiaro il metodo utilizzato per calcolare i danni dovuti), ma ha respinto il caso, definendolo non solo infondato ma anche ridicolo.
La nuova corte ha praticamente respinto ogni argomento dell'accusa.

La prima differenza fra i due sistemi di identificazione sarebbe costituita dal fatto che mentre i prodotti Redmond puntano a riconoscere il detentore di una licenza, il brevetto Uniloc mira ad identificare una licenza.

Inoltre, secondo quanto appreso dal giudice tramite le deposizioni degli esperti di parte, l'algoritmo alla base del sistema "MD5" utilizzato da Microsoft e quello Uniloc opererebbero in maniera del tutto differente, tanto da risultare "chiaramente non equivalenti".

Non è tanto la previsione di step diversi a distinguerli, ma la natura delle operazioni da essi messe in atto: quello Uniloc genererebbe valori "virtualmente" unici per ogni utente utilizzando addizioni, mentre MD5 metterebbe in atto una vasta serie di operazioni matematiche e logiche che non si limitano alla somma. Per questo il sistema di Microsoft sarebbe più sicuro e supererebbe il brevetto Uniloc che si limita a ottenere una unicità solamente virtuale.

Infine Uniloc avrebbe cercato di far intendere al giudice che il funzionamento del programma di cui controllare la licenza fosse effettivo solo una volta attivato tramite il sistema di autenticazione. Mentre Microsoft ha sempre utilizzato periodi di valutazione, rendendo inizialmente il programma funzionane indipendentemente dalla procedura di verifica. L'ennesima differenza che, nonostante gli sforzi dei legali di Univoc, ha fatto propendere il giudice per il ribaltamento della precedente sentenza.

Claudio Tamburrino
Notizie collegate
23 Commenti alla Notizia Microsoft, quell'autenticazione è originale
Ordina
  • 1) "La corte distrettuale di Rhode Island" - semmai "La corte distrettuale DEL Rhode Island".
    Il Rhode Island è uno stato, non una città, con capitale Providence.
    2) "Il caso vedeva Redmond accusata dalla piccola azienda Uniloc, che affermava che aver brevettato una procedura di autenticazione per software..." - semmai "Il caso vedeva Redmond accusata dalla piccola azienda Uniloc, che affermava DI aver brevettato una procedura di autenticazione per software...";
    3) "rendendo inizialmente il programma funzionane indipendentemente dalla procedura di verifica" - semmai "rendendo inizialmente il programma FUNZIONANTE indipendentemente dalla procedura di verifica".
    Ragazzi, ormai s'è capito che non li controllate gli articoli in redazione.
    Se volete mi propongo come correttore di bozze.

    Burroughs.
    non+autenticato
  • non solo non li controllano, non li leggono neppure..
    non+autenticato
  • - Scritto da: Burroughs
    > 1) "La corte distrettuale di Rhode Island" -
    > semmai "La corte distrettuale DEL Rhode
    > Island".> Il Rhode Island è uno stato, non una città, con
    > capitale> Providence.

    post molto utile
    come faremmo senza di te e questi post, utilissimi e, direi preziosi
    non+autenticato
  • Bhe un po' ha anche ragione, sai come si dice: per un punto Martin perse la capa, per un articolo sbagliato potrebbero scoppiare delle guerre
    Wolf01
    3342
  • A me, onestamente, di tutto l'articolo fa più ribrezzo che si possano "brevettare" e fare soldi con cose del tipo "cordino per tenere gli occhiali attaccati al collo".
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zoolander
    > A me, onestamente, di tutto l'articolo fa più
    > ribrezzo che si possano "brevettare" e fare soldi
    > con cose del tipo "cordino per tenere gli
    > occhiali attaccati al
    > collo".

    Quoto, veramente assurdo! A sto punto brevetto la carta igienica per pulirsi il ....!A bocca aperta
    non+autenticato
  • Pensa che l'avevo tentata di brevettare per scriverci la divina commedia, e qualche anno dopo viene fuori la pubblicità di Dante che scrive la divina commedia sulla carta igienica... pensa quanti soldi avrei fatto -.-
    Wolf01
    3342
  • e di conseguenza, no ai brevetti sul software
    pippuz
    1260
  • - Scritto da: pippuz
    no ai brevetti sul software

    si ma cosi nessun puo' arricchirsi (nel senso buono), neanche quello che ha avuto la geniale idea per primo e alla fine ci saranno infinite copie della stessa idea. Non e' che sia bella come cosa.

    Ad esempio, nel suo piccolo, l'app store. Oggi ho visto una app carina che non avevo mai visto messa a pagamento a 2.99, domani ce ne saranno 10 con la stessa idea a - + soldi o gratis.
    non+autenticato
  • > si ma cosi nessun puo' arricchirsi (nel senso
    > buono), neanche quello che ha avuto la geniale
    > idea per primo e alla fine ci saranno infinite
    > copie della stessa idea. Non e' che sia bella
    > come
    > cosa.

    invece l'azienda che ti dice (sintetizzando) "ho fatto una somma come procedimento per validare una licenza" merita di arricchirsi? un'azienda che brevetta il doppio click?

    le conseguenze dei brevetti sul software sono davanti agli occhi di tutti: o in mano alle grosse compagnie, o in mano ad aziende che smettono di produrre innovazione e si dedicano soltanto a fare i patent troll (l'elenco sarebbe lungo). La stessa FTC americana (Federal Trade Commission) riconosce che la brevettabilità del software ha portato a moltissimi eccessi e ha rallentato sensibilmente l'innovazione.

    > Ad esempio, nel suo piccolo, l'app store. Oggi ho
    > visto una app carina che non avevo mai visto
    > messa a pagamento a 2.99, domani ce ne saranno 10
    > con la stessa idea a - + soldi o
    > gratis.

    Cosa avresti pensato se Apple (ammesso e non concesso che avrebbe potuto farlo) avesse brevettato "l'idea" di Apple Store? Applicazione solo per gli utenti della Mela?
    pippuz
    1260
  • brevettare un negozio con dentro degli addetti alle informazioni e vendita?

    ok, allora io brevetto il colore nero....

    uhauahuahahu

    SPQA(mericani)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Skipper Franco
    > - Scritto da: pippuz
    > no ai brevetti sul software
    >
    > si ma cosi nessun puo' arricchirsi (nel senso
    > buono), neanche quello che ha avuto la geniale
    > idea per primo

    Non basta la geniale idea per primo: io ne ho migliaia di geniali idee.
    L'idea va anche realizzata!
    Troppo comodo brevettare il teletrasporto e poi aspettare che qualcuno lo realizzi per poter sfoderare il brevetto e dire "ho avuto l'idea prima io"
  • Esposti così i fatti non é la microsoft copiona ma si tratta di uno scroccone.
    non+autenticato
  • ma poi non capisco.
    Se io mi scrivessi una cavolo di procedura per verificare se un mio software è installato con una mia regolare licenza.... anche nel caso che per coincidenza andassi a riscrivere quello che questi tizi hanno brevettato dovrei pagare??? Ridicolo
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > ma poi non capisco.
    > Se io mi scrivessi una cavolo di procedura per
    > verificare se un mio software è installato con
    > una mia regolare licenza.... anche nel caso che
    > per coincidenza andassi a riscrivere quello che
    > questi tizi hanno brevettato dovrei pagare???
    > Ridicolo

    Per questo bisogna eliminare questa follia dei brevetti sul software.
  • Brevetto sul software = follia.
  • Io la lascerei ma solo per software complessi e completi non su idee vaghe o codici da 100 righe si e no.
    Adobe se brevetta un nuovo filtro per l'estrazione dei volti da una fotografia molto efficace ed avanzato fa bene a brevettarlo ma farlo con lo strumento "gomma" é assurdo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Steve Robinson Hakkabee
    > Io la lascerei ma solo per software complessi e
    > completi non su idee vaghe o codici da 100 righe
    > si e no.

    > Adobe se brevetta un nuovo filtro per
    > l'estrazione dei volti da una fotografia molto
    > efficace ed avanzato fa bene a brevettarlo ma
    > farlo con lo strumento "gomma" é
    > assurdo.


    E' per questo che esiste il closed source.
    Se Adobe mettesse a punto una cosa simile, la chiude nel suo Photoshop e la rivende.
    Non c'e' bisogno di brevettarla.
    Anzi, in questo modo permette ad altri sviluppatori di prendere spunto per poter creare la stessa funzionalita' in modo diverso ma piu' efficiente, portando progresso per tutti.

    Il brevetto di fatto e' una pietra tombale per l'idea: al primo che viene in mente, la implementa, magari male, e poi basta. Nessuno puo' farci piu' niente.

    La soluzione e' quella di non brevettare proprio.
  • Si ma se la funzionalità di abode vengono "crakkate" e tramite reverse engineering copiate credo che adobe abbia tutto il diritto di difendersi tramite lo strumento del brevetto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Steve Robinson Hakkabee
    > Si ma se la funzionalità di abode vengono
    > "crakkate" e tramite reverse engineering copiate
    > credo che adobe abbia tutto il diritto di
    > difendersi tramite lo strumento del
    > brevetto.

    Non serve il brevetto: basta il diritto d'autore.

    Del resto di Photoshop ce n'e' uno, e anche se molti altri software implementano funzionalita' simili a quelle presenti in Photoshop, di Photoshop continua ad essercene uno.
    Se fosse cosi' semplice e possibile come dici tu fare un reverse engineering di un riconoscimento facciale, ce lo avrebbero tutti.

    Io dico che (continuando nell'esempio) brevettare l'idea di riconoscimento facciale sia una assurdita': io potrei brevettare l'idea senza di fatto averla mai realizzata. Mentre la realizzazione della stessa idea (libera) deve giustamente essere protetta dalla licenza d'uso che l'autore decide di adottare (open o closed o ogni via di mezzo).
  • > Non serve il brevetto: basta il diritto d'autore.

    Oddio credo che trattandosi di tecnologia sia brevetto e non diritto d'autore valido solo per opere artistiche ma non sono un avvocato
    (my 2 cents)

    > Io dico che (continuando nell'esempio) brevettare
    > l'idea di riconoscimento facciale sia una
    > assurdita': io potrei brevettare l'idea senza di
    > fatto averla mai realizzata.
    Questa é la deriva da fermare assolutamente: basta accettare brevetti del cavolo.


    Mentre la
    > realizzazione della stessa idea (libera) deve
    > giustamente essere protetta dalla licenza d'uso
    > che l'autore decide di adottare (open o closed o
    > ogni via di
    > mezzo).

    Senza dubbio, l'azienda che crede nel closed spende un sacco di soldi per sviluppare il proprio prodotto e quindi va assolutamente tutelata.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Steve Robinson Hakkabee
    > Si ma se la funzionalità di abode vengono
    > "crakkate" e tramite reverse engineering copiate
    > credo che

    Ma che stai a dì? Perplesso
    non+autenticato
  • spiegati scienziato
    non+autenticato