Alfonso Maruccia

Il wireless aiuta gli spioni

Una nuova ricerca promette di trasformare un network di dispositivi wireless in un sistema di monitoraggio. Capace di passare oltre i muri degli edifici e individuare persone in movimento

Roma - Sono uno strumento di comunicazione sempre più presente nelle case, negli uffici e nei luoghi pubblici, ma oltre a rappresentare un dispositivo di connettività oramai indispensabile le reti wireless si prestano anche ad applicazioni un po' meno ortodosse come lo spionaggio, il monitoraggio e il controllo di cose e persone a corta distanza. Magari da dietro un muro.

Questa inaspettata qualità dei segnali wireless è stata messa a frutto dai ricercatori della University of Utah, che hanno scoperto come, grazie un particolare processing dei segnali da loro ideato e denominato variance-based radio tomographic imaging, sia possibile avere una risposta visiva dei movimenti oltre i muri e le porte degli edifici su reti di tipo IEEE 802.15.4, protocollo wireless usato da sistemi di automazione domestica e Wireless Personal Area Network come ZigBee.

Alla base del sistema di monitoraggio da 34 nodi realizzato dai ricercatori c'è il fatto che la forza del segnale wireless viene ricavata sommando tutti i percorsi che le onde elettromagnetiche posso affrontare prima di arrivare al ricevitore. Ogni cambiamento nel volume di spazio attraverso cui passano tali onde, come ad esempio nel caso di oggetti o persone in movimento, provoca una variazione nella forza del segnale ed è proprio misurando tali variazioni (attraverso opportuno setup di ricevitori multipli) che si può "riprendere" il movimento oltre le pareti.
Nei test fatti dai ricercatori è stato possibile visualizzare oggetti in movimento all'interno di un metro di spazio, una risoluzione che offrirebbe ampi margini di miglioramento nell'accuratezza e contemporaneamente nella riduzione dei nodi necessari al sistema di monitoraggio. Sistema che tra i suoi vantaggi ha il fatto di essere relativamente poco costoso e facile da realizzare, visto che basta acquistare un numero sufficiente di dispositivi wireless già in commercio, magari aggiungendoci un ricevitore GPS per implementare una funzione di geolocalizzazione, per avere un tool di spionaggio e controllo completo e dal costo infinitesimale rispetto ad aggeggi similari ma di tipo "professionale".

Senza dare molta importanza alle evidenti questioni relative alla privacy che il monitoraggio a mezzo wireless porterebbe con se, i ricercatori dello Utah descrivono alcuni possibili scenari di impiego della loro tecnica come nei casi in cui è potenzialmente pericoloso fare irruzione negli edifici, e le forze dell'ordine o i vigili del fuoco potrebbero trovare più conveniente posizionare una serie di sensori radio in giro per l'edificio, sensori che sarebbero subito capaci di autolocalizzare la propria posizione, analizzare la forma e le dimensioni del fabbricato attraverso un database disponibile online (magari Google Maps), e cominciare a misurare le variazioni di intensità del segnale per monitorare cose e persone.

Alfonso Maruccia
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