Roma - Non bastassero
le polemiche scaturite dalla distribuzione di
Chrome Frame, il componente aggiuntivo pensato per ammodernare le capacità e le funzionalità di Internet Explorer iniettandovi dentro una buona dose di Chrome, Google continua a far pressione su Microsoft affinché porti il
framework del suo browser quantomeno alla pari, in fatto di
supporto per gli standard web, con le soluzioni concorrenti.
Ultimo protagonista in ordine di tempo di una battaglia sempre più serrata è il formato
SVG (Scalable Vector Graphics), lo standard di grafica vettoriale (basato su XML) promosso dal
W3C e oramai implementato dalla quasi totalità dei browser oggi in circolazione. Fanno da testimoni al successo, e al grado di richiesta di una tale tecnologia da parte di sviluppatori e artisti, la sua storia decennale e l'utilizzo esteso su Wikipedia e gli altri siti (
Wikimedia Commons) della piattaforma
Wikimedia.
SVG parrebbe essere
la risposta ideale a un desiderio ben preciso del popolo del web, ha sostenuto lo sviluppatore di Google e membro dell'
Open Web Advocacy Group Brad Neuberg alla conferenza
SVG Open 2009, ma la totale assenza di supporto da parte di Internet Explorer ha sin qui frenato la sua adozione estesa sul mercato.
"Le persone vogliono poter disegnare sul Web"
ha detto Neuberg, "vogliono SVG e Canvas. C'è un evidente richiesta di mercato" a cui Microsoft sarebbe stata finora insensibile e per cui l'attuale soluzione tampone, la libreria JavaScript
SVGWeb sempre a opera di Google, non è in grado di fornire la stessa flessibilità e le stesse performance possibili con una implementazione nativa a livello di design del browser.
Alla conferenza erano presenti anche due uomini Microsoft, fatto che Neuberg ha apprezzato pubblicamente ma che non ha portato a nessuna particolare dichiarazione o dimostrazione di buoni propositi sulla strada dell'agognato supporto di SVG in IE. Google ammette che tra i vantaggi del formato vettoriale c'è
la sua spiccata propensione alle ricerche, caratteristica che non può non andare a genio a una società che fa del search sul web la sua testa di ponte più importante per i business online.
Oltre che sulla grafica vettoriale e gli standard aperti, infine, Google non smette di dar battaglia a Microsoft nemmeno sul fronte dell'esecuzione di codice
x86 nativo direttamente nel browser: il progetto
Native Client,
annunciato come la possibile tecnologia in grado di spostare l'ago della bilancia dai sistemi operativi locali alle applicazioni da cloud computing, è stato finalmente aggiunto nell'
ultima build ufficiale di Chrome.
Alfonso Maruccia