Alfonso Maruccia

USA, il blog deve essere trasparente

Chi non svela i suoi sponsor rischia multe salate. I social media sotto la lente di FCC: i netizen dovranno rigare dritto, pena la delazione

USA, il blog deve essere trasparenteRoma - Aggiornando le proprie linee guida sulle sponsorizzazioni per la prima volta da 29 anni a questa parte, la Federal Trade Commission statunitense ha introdotto alcune norme specifiche per il nuovo mercato dei social media, dai blogger privati alle celebrità capaci di condizionare pesantemente il giudizio del pubblico con il proprio codazzo di "amici" e follower su Facebook, Twitter e compagnia.

Le modifiche alle linee guida stabiliscono senza possibilità di dubbio che i blogger che si rendessero protagonisti di una sponsorizzazione di un prodotto commerciale, indipendentemente dalla categoria merceologica del suddetto, dovranno "rivelare le connessioni materiali che condividono con il venditore del prodotto o del servizio".

Nelle "connessioni materiali" citate la FTC include compensi economici, sample dei prodotti o servizi trattati e qualsiasi altro beneficio che non sia direttamente evidente all'utente-visitatore-lettore, condizione nella quale chi leggesse la recensione (presumibilmente positiva, ma anche no) non potrebbe valutare con la giusta completezza di informazioni l'eticità e la posizione del recensore sia esso un blogger amatoriale o "pro".
Oltre allo sterminato panorama dei blogger, le rinnovate linee guida sulle sponsorizzazioni si rivolgono a tutti gli altri mercati del passaparola veicolati attraverso la rete, inclusi i social network come Facebook o le piattaforme di microblogging a-là Twitter. In ogni singolo caso in cui la FTC dovesse identificare connessioni materiali non opportunamente pubblicizzate scatterebbe l'azione punitiva, compresa tra una semplice lettera di avviso e una multa da 11mila dollari.

"Considerando quanto i social media sono diventati importanti nel settore dell'advertising" ha dichiarato Richard Cleland della FTC, "abbiamo pensato che fosse necessario occuparci anche di questo mercato". Stabilite le regole, l'organizzazione federale parla di un giudizio da dare "caso per caso" in relazione alle sanzioni riguardanti eventuali infrazioni.

Per quanto riguarda l'effettiva praticabilità del nuovo regime, Cleland ammette candidamente che la FTC "non ha le risorse per tenere sotto controllo 500mila blog" e nemmeno un migliaio, figurarsi i milioni di portali personali, utenti di Twitter e dei social network esistenti online. In tal senso saranno gradite le "soffiate" degli utenti sulle possibili infrazioni, dice il funzionario federale, da giudicare appunto caso per caso per stabilire l'eventuale necessità di una sanzione.

Alfonso Maruccia
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7 Commenti alla Notizia USA, il blog deve essere trasparente
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  • Altrimenti vi mandiamo a casa l'efbiai, la siaiei, l'enesei e l'aieresCon la lingua fuori

    Inizio io:
    - utente-Windows-mio-malgrado (quindi ne sparlo a ragion veduta senza interessi in ballo)
    - utente Linux, quindi interessato per il semplice fatto che è SW libero.
    - appassionato ma non possessore di smartphone e altri aggeggi tecnologici, e nessuno me ne da uno per farci la recenzzione (pezzenti!Con la lingua fuori)
    Funz
    12995
  • Beh, l'idea di rivelare eventuali conflitti d'interessi è giustissima. Questo particolarmente in relazione alla quantità di pubblico a cui ci si riferisce: se si parla di milioni di visite è quasi fondamentale. Il punto è che questo in Italia è impensabile... Se chiedi ad un tipo qual'è il miglior meccanico in zona lui ti manderà a) da un suo parente b) dal suo meccanico, poiché ritiene di averne un ritorno di qualche tipo. Nessuno pensa seriamente alla qualità, in questo paese, ma solo al ricavo che può ottenerne (anche immateriale, come gratificazione e quant'altro). Ci sarebbe un po' da rifletterci...
    non+autenticato
  • > Italia è impensabile... Se chiedi ad un tipo
    > qual'è il miglior meccanico in zona lui ti
    > manderà a) da un suo parente b) dal suo
    > meccanico,


    credo che se il tipo ci vada è perché per lui ha il miglior rapporto costo/servizio.

    > qualche tipo. Nessuno pensa seriamente alla
    > qualità, in questo paese, ma solo al ricavo che
    > può ottenerne (anche immateriale, come
    > gratificazione e quant'altro). Ci sarebbe un po'
    > da
    > rifletterci...

    se chiedi ad una persona qual'è, per lui, il miglior meccanico logicamente ti manderà dal suo. Se vuoi un rapporto stile guide all'acquisto allora ci vuol un maggiore quantitativo di lavoro di indagine che chiedere al primo che passa
  • Ottima idea, la gente che legge un blog deve sapere se il blogger ha conflitti d'interesse su quanto scrive. E no, non basta dire che un singolo articolo è sponsorizzato o meno.
    Ad ogni modo rimane il problema di come controllare se quanto dichiarato da un blogger corrisponde al vero.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo
    > Ad ogni modo rimane il problema di come
    > controllare se quanto dichiarato da un blogger
    > corrisponde al vero.

    In effetti l'idea è molto buona, l'applicazione della stessa è praticamente impossibile (a meno dei casi in cui arriveranno soffiate, per cui a lungo andare sarà ancora inapplicabile perché potrebbero arrivare valanghe di soffiate tanto per far casino).

    --
    Saluti, Kap
  • Mi sembra un'esagerazione essere costretti a comunicare tutto tutto...
    Secondo me basterebbe solo l'obbligo di indicare se l'articolo è indipendente oppure sponsorizzato (al lettore non serve altro)!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Cippa Lippa
    > Mi sembra un'esagerazione essere costretti a
    > comunicare tutto
    > tutto...
    > Secondo me basterebbe solo l'obbligo di indicare
    > se l'articolo è indipendente oppure sponsorizzato
    > (al lettore non serve
    > altro)!

    Purtroppo rimane tutto fumo, vai a capire se io ho scritto una recensione riguardante un prodotto o un sito web per denaro o perché mi sono alzato quella mattina con la luna per traverso. Non si metteranno di certo ad emanare mandati solo per una verifica dei conti correnti (l'unico modo per dimostrarlo e poi non è nemmeno detto)
    non+autenticato