Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Non è un Paese per vecchi

di Marco Calamari - La resistenza langue, gli attivisti storici si sono adagiati. Perché in Italia non si discute di diritti digitali? Largo alle nuove generazioni

Roma - Un solitario messaggio arrivato nella mia casella di posta ha risolto in modo eccellente la mia ricerca di un argomento su cui far vaticinare Cassandra.

Si tratta di una mail della antica lista Cyber-Rights, che ormai da anni giaceva muta e quasi dimenticata in una piega del cyberspazio e negli hard disk dei vecchi internettari più affezionati al loro passato. Cyber-Rights è stata un punto di riferimento vitale per la prima generazione di cyberitaliani, quelli più "vecchi", la cui odierna età anagrafica varia però dai 29 ai 54 anni.
Il fatto che si fosse praticamente esaurita per morte naturale (cosa frequentissima nelle mail list) strideva molto, a mio modo di vedere, con la constatazione che esistessero ancora in Italia parecchie persone ed organizzazioni che sostenevano di essersi occupate e di occuparsi, magari senza usare questa definizione, di "diritti digitali".

Il messaggio, il semplice annuncio di un dibattito dedicato provocatoriamente alla "morte" di una delle storiche organizzazioni del sottobosco digitale italiano di questi ultimi due decenni, Strano Network, ha immediatamente provocato un thread effervescente (anzi esplosivo rispetto al silenzio tombale precedente), che al momento in cui leggerete si sarà probabilmente esaurito o sarà derivato in direzioni imprevedibili mentre queste righe vengono scritte.
Il problema di fondo, che io ho cercato di evidenziare negli ultimi tempi (anche nel thread in questione), si può sintetizzare in una breve domanda: in molti paesi la difesa dei diritti digitali è cosa di tutti i giorni, perché in Italia se ne è sempre parlato poco ed oggi non se ne discute più?

Certo, si potrebbe obiettare che in tanti paesi parlare di "diritti digitali" è inutile: guarda caso però quei paesi appartengono o alla categoria di quelli che non riescono nemmeno a sfamare i loro cittadini, o a quella dove non ha senso nemmeno parlare di diritti civili.

L'Italia, che più di altri paesi e più che nel passato, soffre il problema della gerontocrazia a tutti i livelli amministrativi, politici ed intellettuali, non si merita tutto questo: non ci meritiamo di vivere in una società di questo tipo.

E si deve per forza fare il consuntivo che le associazioni "storiche" come ALCEI, A/I, ECN, InR, PWS, e tante altre omesse per colpa della mia memoria ormai fallace, hanno sostanzialmente fallito l'obbiettivo di tutelare i "diritti digitali", visto che la stragrandissima maggioranza degli italiani non li conoscono, non li sentono propri o non li valutano nulla.

In questi anni il loro ruolo è stato sostanzialmente simile a quello svolto da Santiago Carrillo durante la storia recente della Spagna. Quando il colonnello Tejero entrò nel parlamento spagnolo, durante il colpo di stato più breve della storia, e sparò una raffica di mitraglietta contro il soffitto, tutti i parlamentari si ripararono prontamente sotto i banchi, tranne appunto Carrillo che restò seduto tranquillo e si accese un sigaro.

Svolgere il ruolo di fulgido esempio di coraggio (e di incoscienza) serve forse ad entrare nei libri di storia, ma non a forgiare una società in grande trasformazione (nel caso dell'Italia involuzione), ed infatti il colpo di stato non fallì per il coraggio di un parlamentare ma per la resistenza di un giovane potente come il re di Spagna.

Non è per scaricare sulle spalle di altri un ruolo scomodo, ma il sigaro l'abbiamo ormai fumato tutto: è venuto il tempo che altri giovani cittadini (potenti o normali) entrino nel gioco e ci dicano cosa fare. La Rete, almeno in Italia, non è più un paese per vecchi.

Marco Calamari

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25 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Non è un Paese per vecchi
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  • Caro cala...

    Come al solito non ti nego che il problema che sollevi sia privo di fondamento.
    Il modo (troppo tradizional-vecchiotto) delle associazioni dove tanto tutti conoscono (e ci conosciamo) tutti è probabilmente (anzi certamente) da ridiscutere... e va bene chi dice di no...

    Ma francamente per arrivare alla "apologia del potentino" bisogna essersi fumati più di un sigaro!

    Sicchè "robba buona" a parte e lezioncine altrettanto a parte... da dove vogliamo cominciare?

    Magari dal fatto che ciascuna delle associazioni tra "simili" "amici" e "parenti" è fatta proprio e sempre dei "miei amici" di "quelli che... ohhh yeahhh" insomma gli "altri" sono sempre un po' troppo "altri" ...

    Ciascuno il SUO orticello ciascuno la SUA combriccola ciascuno i suoi (troppi) distinguo!

    insomma questo atteggiamento da oratorio sarebbe forse ora di cominciare a deprecarlo?
    O no?
    Smetti di "fumare" anche tu (che nel tuo piccolo te la cavi più che bene nella parte dell'eroe solitario e "fumatore") e diamoci da fare!

    Saluti e abbracci
    Non sempre d'accordo al 100% ma pur sempre uno dei tuoi 15-20 lettori.
    non+autenticato
  • Grazie Marco per il bellissimo articolo!

    ...dove io leggo voglia di speranza, libertà e futuro digitale senza lucchetti, senza spioni e senza troppe nostalgie (i proclami "o tempora o mores" non ci interassano: il futuro e' ora: Carpe diem!)

    ....dove io intravedo (sbaglio?) la voglia di dire: c'e' bisogno di una Eff (Electronic frontier foundation) italiana, senza steccati e senza troppi paletti, da affiancare ai Techies, come ai tempi dei primi due Hackmeeting italiani

    gli hackari e cyber-hactivist italiani si sono persi di vista? ma continuano, in mille rivoli, le loro battaglie per i cyber-rights europei e mondiali, per la Net neutrality, per la privacy, contro l'opacita' dei sistemi proprietari, per le liberta' digitali (e non solo!), per i diritti di espressione (contro ogni censura), per l'e-democracy eccetera

    insomma, quello che abbiamo imparato in tanti anni di seminari, workshop e chiacchierate fino a notte fonda, e' sempre vivo. anche in questi tempi bui, in cui noi donne veniamo insultate ogni giorno da un premier: non in quanto di sinistra, ma in quanto donne (se poi siamo brutte o ci spuntano le rughe, dovremmo subire pure lo squadrismo-estetico!Triste((

    e noi hackare, che eravamo "mosche bianche", rispettatissime!, in hackmeeting con migliaia di hacker e coders maschi, etero e gay, abbiamo imparato tanto dall'intesa e dalle affinita' nate in quelle splendide Taz di autonomia e liberta' pura

    qualcosa di prezioso, che portiamo ogni giorno sul lavoro e che diamo in pasto quotidianamente ai nostri figl*

    grazie,
    oedipa_m
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mirella Castigli

    Ahò, ma non erano spariti tutti i comunisti??
    non+autenticato
  • Spero di no!Almeno quelli che "il santo bevitore"nomina quotidianamente.E poi DICIAMOCELO !Comunista è un termine obsoleto come a PIE SOSPINTO, UMANESIMO EGOCENTRISMO no pardon quello no.In Italia al massimo quelli legali si potevano definire SOCIALDEMOCRATICI VIZIATI come si diceva una volta!Invece gli ufficiali intendo i comunisti con la c minuscola per via della pronuncia ovvio,sono tanti e comperano la nostra libertà di agire o di pensare ora per ora come i granelli della clessidra passano da un bulbo all'altro.Ebbene con quelli il mondo globale produce affari ora dopo ora x24x365 CENSURANDO i propri soci interni o animali ominidi come vengono classificati.Colgo l'occasione per ringraziare il MarcoANTONIO della situazione, grande lanciatore di sassi nello stagno dell'intelligenza , anche di quella artificiale per avvicinare me medesimo
    ignorante all'ennesima potenza! A questo mondo straordinariamente virtuale,fatto di acronimi sinonimi e contrari . Ciau pais!
    non+autenticato
  • Dire che i vecchi devono lasciare spazio ai giovani è sacrosanto,ma i giovani vanno educati.
    Il vecchio dovrebbe insegnare al giovane che un cellulare con foto-videocamera non serve SOLO a riprendere scherzi idioti.
    Con gli oggetti multimediali potrebbero (i giovani) ANCHE diventare tutti inviati di Striscia o delle iene. Magari pure di Discovery.
    Invece molti vecchi si spaventano davanti a qualche funzione nuova, e il risultato sono gli scherzi idioti dei giovani su youtube, i blog pieni di stupidaggini, i social network ridotti a "ciao come stai, io bene, ci vediamo lì o qui, sono un tuo fan".

    L'Italia(il mondo non lo so) sta perdendo un grande valore: il valore dell'educazione. In tutti i settori.
    E senza avere chiaro il valore dell'educazione, i diritti, digitali e non, diventeranno polvere senza avere neanche sepoltura.
  • In realtà, i social network sono ridotti a: "ciao kome stai io bn c vediamo li o kui sn 1 tuo fan". I vecchi dovrebbero insegnare anche un'altra cosuccia riguardo ai cellulari In lacrime
    non+autenticato
  • Certo, con un cellulare di ultima generazione puoi ANCHE diventare inviato di STRISCIA o delle IENE...........
    ma certo!! i giovani d'oggi che non pensano di poter essere inviati di striscia...e magari pensano a studiare...

    no, davvero, di solito rileggi quello che scrivi?
    non+autenticato
  • però non ho capito cos'hai scritto tu,
    eppure ho riletto più volte.
    non+autenticato
  • Bell'articolo, scritto bene, si legge tutto di un fiato. Però secondo me resta aggrappato a una falsa promessa: che le nuove generazioni siano più interessate delle precedente ai propri diritti, digitali e non. Il che fa ovviamente il paio con i gli altrettanto fondamentali doveri. In un epoca di "social network" in cui l'importante non è tutelare tali diritti (primo tra tutti quello alla privacy) ma farsi notare da quante più persone possibile in nome di popolarità che sola sembra dare senso all'esistenza, tutto il resto passa in secondo piano.Ringraziamo in primis 60 anni di lavaggio del cervello ad opera della televisione al servizio dei regimi (che hanno tutti lo stesso colore, il colore dei soldi).
    non+autenticato
  • Quoto.

    Su internet ci sta finendo una generazione di tele-rimbambiti e moda-rimbambiti.

    Esteti fino al midollo, futili e subdoli.
    non+autenticato
  • Su Internet ci sta finendo una generazione che scrive "quoto", ma senza citare.Sorpresa Una generazione che non sa neanche quello che scrive.A bocca storta
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr Pink
    > Quoto

    Quoto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr Orange
    > - Scritto da: Mr Pink
    > > Quoto
    >
    > Quoto.

    Quoto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr Blue
    > - Scritto da: Mr Orange
    > > - Scritto da: Mr Pink
    > > > Quoto
    > >
    > > Quoto.
    >
    > Quoto.

    Quoto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr Brown
    > - Scritto da: Mr Blue
    > > - Scritto da: Mr Orange
    > > > - Scritto da: Mr Pink
    > > > > Quoto
    > > >
    > > > Quoto.
    > >
    > > Quoto.
    >
    > Quoto.

    Quoto.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mr White
    > - Scritto da: Mr Brown
    > > - Scritto da: Mr Blue
    > > > - Scritto da: Mr Orange
    > > > > - Scritto da: Mr Pink
    > > > > > Quoto
    > > > >
    > > > > Quoto.
    > > >
    > > > Quoto.
    > >
    > > Quoto.
    >
    > Quoto.

    Pure io
    non+autenticato
  • Essendo docente della ex-scuola media (scuola primaria di secondo grado, da qualche anno), quanto ho letto devo dire che corrisponde al 100%. Ragazzi delle prime classi più esperti , pratici di me. sull'uso del computer ma (e questo è il punto) completamente disinteressati agli aspetti trattati nell'articolo. Ovviamente, non mi aspettavo che ragazzini di 11 anni arrivassero a tanto ma,almeno nelle terze classi...qualche accenno: niente!
    Se poi, a tutta l'ignoranza sull'argomento dei doveri e diritti del mondo web, aggiungiamo la massiccia invasione dei cosiddetti 'social network' , addio speranze.E la cosiddetta classe geronto-politico -parassitaria e autocratica che abbiamo , accende ceri votivi di ringraziamento, per aver avuto la grazia di una popolazione cosi' malleabile, manipolabile e quant'altro ancora. Se la 'vecchia guardia' internettiana d'Italia, più consapevole del problema, non si attivera', potremo dare l'addio alla
    'liberta' di espressione e navigazione ' in internet.
  • Se
    > la 'vecchia guardia' internettiana d'Italia, più
    > consapevole del problema, non si attivera',
    > potremo dare l'addio alla
    >
    > 'liberta' di espressione e navigazione ' in
    > internet.

    E infatti la libertà se ne sta già andando, a tutto vantaggio di chi tira le fila. Per dirla con parole non mie (Mike Godwin) :

    I worry about my child and the Internet all the time, even though she's too young to have logged on yet. Here's what I worry about. I worry that 10 or 15 years from now, she will come to me and say 'Daddy, where were you when they took freedom of the press away from the Internet?
    non+autenticato
  • In realtà il dibattito sui diritti digitali esiste eccome, ma con forme diverse.
    Riporto un piccolo estratto dal mio blog 'Free Software in Free World' dove parlo della difficoltà di aggregazione degli informatici

    ...
    Ci sono professionisti IT che si aggregano per fare Business, e comportarsi similmente agli Ordini professionali (visto che manca e mancherà per sempre l’ordine degli informatici), ad esempio AIP, AICA.
    Ci sono altri che si radunano attorno ad un ideale, ad esempio i Lug per spingere Linux, Open Source ecc, oppure mailing list tematiche come no1984.org contro il TC i DRM ecc.
    Le prime pur essendo attive da anni non riescono che a catalizzare una piccola parte degli informatici, mentre le seconde hanno una forte capacità aggregativa (in particolare giovanile) basata su ideali comuni, ma difficilmente entrano in contatto con le istituzioni e sono monotematiche ...

    Questo per dire che la lotta per i diritti 'generalista' è sparita per risolgere 'monotematica'.

    Un esempio di tematiche sulle quali penso la comunità abbia influito:

    Oggi in moti casi la comunità ha fatto percepire il Trusting Computing come un disvalore.
    Windows Vista è stato affossato dalle critiche su mille aspetti.
    Linux come 'scelta etica' e relative lotte per i drivers ecc.
    La lotta per gli standard aperti.
    Apertissimo il dibattito sui brevetti.
    Apertissimo il dibattito sui rischi delle profilazioni (Facebook ecc.).

    Insomma siamo tutti dispersi che si aggregano all'occorrenza (e comunque c'è chi come me, te e molti altri che in congressi, convegni, blog ecc. cercano di fare opinione sui temi etici).

    Penso che fare opinione su questi temi sia un dovere etico di quelli della nostra età (io ho 45 anni) che hanno un vissuto tecnologico e che a ogni nuovo roboante annuncio sono sempre piuttosto informaticoscettici e cercano di guardare il frutto e non la buccia.
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